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Reversible destiny: case che allungano la vita

Si fa strada in Giappone l'idea che una casa scomoda aiuti a mantenersi attivi e quindi a vivere più a lungo. In controtendenza con la moderna architettura che studia innovative soluzioni per una casa che semplifichi la vita a chi ci abita, nel paese del...

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Pubblicato sul Canale strutture il 15 giugno 2006

Si fa strada in Giappone l'idea che una casa scomoda aiuti a mantenersi attivi e quindi a vivere più a lungo. In controtendenza con la moderna architettura che studia innovative soluzioni per una casa che semplifichi la vita a chi ci abita, nel paese del Sol Levante si diffonde una filosofia dell'abitare all'insegna delle disarmonie, delle linee curve, dei colori forti, delle rette che si spezzano: la casa come in una specie di percorso ad ostacoli che richiede continua attenzione a chi lo affronta.

I caposcuola di questa filosofia sono due architetti giapponesi, Shusaku Arakawa e Madeline Gins, da sempre convinti che il luogo in cui si vive contribuisca in maniera decisiva a mutare il proprio destino. Proprio da qui viene il nome di "Reversible destiny", con cui sono stati battezzati i loft in fase di realizzazione nel popoloso e grigio quartiere di Mitaka alla periferia di Tokyo. Il complesso nasce dall'idea di fondo di far vivere più a lungo i suoi inquilini, mantenendoli attivi in un luogo che ha come principale caratteristica quella di non dare alcun senso di spazio e di equilibrio, nella convinzione che mantenere all'erta i sensi, giovi all'allenamento dei bioritmi cerebrali, soprattutto nell'età anziana.

Gli edifici già realizzati da Arakawa e Gins a Tokyo, hanno forme cubiche e ovali, colori molto accesi, che vanno dal blu al rosso, a tonalità di giallo e rosa, ad altri colori sgargianti che alla lunga possono diventare molto fastidiosi. Le forme esterne richiamano immagini di un mondo fantastico. All'interno, ogni loft ha una sala da pranzo il cui pavimento pende irregolarmente ed è costruito con un materiale dall'aspetto granuloso. Si accede poi ad una cucina incavata che conduce a sua volta ad uno studio dalle pareti e pavimenti di forma concava. Gli interruttori per la luce rappresentano il vero rompicapo dei "Reversibile Destiny'" perchè sono dislocati all'interno dell'appartamento in modo casuale. Per ritovarli e raggiungerli, magari al buio, si deve avere una memoria molto allenata. Ma le stranezze continuano: la veranda ha una porta a vetri di accesso talmente piccola che per poter entrare è necessario strisciare. Inoltre un appartamento di questo genere, come si può immaginare, mette nella difficoltà trovare adeguate soluzioni d'arredamento.

Gli appartamenti, completati nell'ottobre del 2005, costano ognuno 763 mila dollari, circa il doppio del prezzo di vendita rispetto alle normali case, e per i loft i due progettisti hanno finora ricevuto moltissime richieste di acquisto. Ovviamente i loro clienti sono personaggi di rilievo, per lo più in età avanzata, attratti forse dalla promessa di longevità.

Le realizzazioni di Arakawa e Gins non possono non stupire, specie per il loro aspetto esterno. Quello che non sorprende è, forse, che l'idea in sè, dell'utilità di una casa "scomoda", giunga da due architetti giapponesi, memori probabilmente del modello abitativo delle famose "Case del Te", espressione somma della cultura dell'abitare giapponese. Chi avesse la possibilità di visitarne una, (sono presenti alcuni templi anche in Italia) potrà sperimentare, ad esempio, come l'attenzione del visitatore sia richiamata proprio sul percorso, che, per le improvvise difficoltà poste negli spostamenti, deve essere sempre vigile "qui ed ora", come nell'insegnamento dello Zen, cui esse si ispirano.



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