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Possibilità del riscaldamento elettrico

Abbiamo intrattenuto altra volta i nostri Lettori sulla possibilità e sulla convenienza di piccole applicazioni di riscaldamento elettrico nelle abitazioni per integrare il riscaldamento centrale, riducendo il consumo del combustibile.

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Pubblicato sul Canale Novecento il 15 maggio 2009

Abbiamo intrattenuto altra volta i nostri Lettori sulla possibilità e sulla convenienza di piccole applicazioni di riscaldamento elettrico nelle abitazioni per integrare il riscaldamento centrale, riducendo il consumo del combustibile.
La convinzione così diffusa che un riscaldamento elettrico esclusivo di grandi locali non sia conveniente, causa l'elevato costo dell'esercizio, non risponde più completamente all'esperienza fatta in casi speciali nei quali si richieda un riscaldamento occasionale e per breve tempo degli ambienti, come i locali per adunate, chiese, musei ecc. In questi casi i vantaggi del riscaldamento elettrico, come la pronta messa in funzione, la regolazione automatica della temperatura, il poco ingombro, hanno un valore decisivo. Questi vantaggi possono essere così preminenti da preferire un riscaldamento elettrico completo anche se, a primo giudizio, è dubbia la convenienza economica in confronto di riscaldamento con combustione o a vapore.

Certo che il completo riscaldamento elettrico non può esser adottato nè oggi nè in un prossimo avvenire come riscaldamento standard, ma il numero dei casi in cui anche nelle condizioni attuali può essere applicato, è già così grande da richiamare l'attenzione degli esercizi industriali e delle centrali elettriche.
Un buon funzionamento di un impianto elettrico di riscaldamento presuppone la scelta di stufe adatte, piazzamento e distribuzione appropriate delle sorgenti di calore e pronta regolazione. Un calcolo sul numero e sulla posizione dei centri riscaldanti può essere soltanto approssimativo, poiché la quantità di calore necessaria a un ambiente dipende dalla proprietà di cedere calore delle pareti, come tetto, finestre, porte, pavimento ecc. Si deve introdurre nell'ambiente quella quantità di calore che esso perde causa la differenza di temperatura dell'aria esterna.

Oltre alla qualità e alla superficie delle pareti limitanti, si deve anche tener conto delle perdite provocate dalla necessità di dare aria all'ambiente, da eventuali interruzioni nel funzionamento dell'impianto, tanto che la quantità di calore necessaria al riscaldamento di un ambiente a una data temperatura non può essere calcolata soltanto in base alla cubatura dell'ambiente stesso.

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Articolo tratto da "Rivista di Elettrotecnica e Meccanica" N.12 - Dicembre 1939

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