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Utilizzo di impianti sportivi per manifestazioni occasionali a carattere non sportivo

Utilizzo di impianti sportivi per manifestazioni occasionali a carattere non sportivo - Chiarimenti sull'articolo 12 del D.M. 18 marzo 1996.
Circolare Ministeriale

Sono pervenuti a questa Direzione Generale da parte di
Prefetture ed associazioni di categoria quesiti sull’applicabilità
dell’articolo 12 del Decreto del Ministro dell’Interno del 18 marzo
1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli
impianti sportivi), nel caso l’area dell’impianto destinata
all’attività sportiva venga utilizzata per contenere spettatori di una
manifestazione occasionale a carattere non sportivo.
In particolare, è stato segnalato che il predetto articolo 12 non
fornisce chiare indicazioni sulla distribuzione del pubblico nella
predetta area normalmente utilizzata per l’attività sportiva.
Poiché la problematica sollevata ricade più specificatamente
nell’ambito della normativa di sicurezza dei luoghi di spettacolo ed
intrattenimento di cui al D.M. 19 agosto 1996, acquisito al
riguardo il parere del Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la
prevenzione incendi, di cui all’articolo 10 del D.P.R. 29 luglio 1982,
n. 577, si chiarisce che la distribuzione del pubblico nell’area
destinata ad attività sportiva, in occasione di una manifestazione non
sportiva, deve essere prevista come segue:
a) qualora il pubblico sia disposto in piedi, la densità di
affollamento non deve superare i valori previsti dal D.M. 19 agosto
1996 al punto 4.1 – lettera b) dell’allegato;
b) qualora sia previsto l’utilizzo temporaneo di sedie, le stesse
dovranno essere organizzate in gruppi comprendenti non più di 10 file,
e ciascuna fila con non più di 10 sedie collegate rigidamente tra
loro, così come previsto al punto 3.2 dell’allegato al D.M. 19 agosto
1996.
Tenuto conto delle limitazioni sopra riportate, la capienza di
pubblico nell’area di attività sportiva, non deve superare in ogni
caso il valore calcolato sulla base della larghezza delle vie di esodo
e delle capacità di deflusso previste dal D.M. 18 marzo 1996 (50
per impianti al chiuso; 250 per impianti all’aperto).

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