TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 maggio 2003, n.105: Testo del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale | Edilone.it

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 maggio 2003, n.105: Testo del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 maggio 2003, n.105: Testo del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 110 del 14 maggio 2003), coordinato con la legge di conversione 11 luglio 2003, n. 170 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 15), recante: «Disposizioni urgenti per le universita' e gli enti di ricerca nonche' in materia di abilitazione all'esercizio di attivita' professionali». (GU n. 160 del 12-7-2003)

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 9 maggio 2003, n.105

Testo del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105 (in Gazzetta Ufficiale
– serie generale – n. 110 del 14 maggio 2003), coordinato con la
legge di conversione 11 luglio 2003, n. 170 (in questa stessa
Gazzetta Ufficiale alla pag. 15), recante: «Disposizioni urgenti per
le universita’ e gli enti di ricerca nonche’ in materia di
abilitazione all’esercizio di attivita’ professionali».

Avvertenza:

Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, nonche’ dell’art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo
unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni
del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge
di conversione, che di quelle modificate o richiamate nel decreto,
trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia
degli atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.
Tali modifiche sul terminale sono riportate tra i segni (( …
)).
A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.
Art. 1.

Iniziative per il sostegno degli studenti universitari e per
favorirne la mobilita’

1. Al fine di sopperire alla indifferibile esigenza (( di
incentivare l’impegno didattico dei professori e dei ricercatori, ))
di assicurare un adeguato livello di servizi destinati agli studenti,
di potenziare la mobilita’ internazionale degli studenti stessi, di
incentivare le iscrizioni a corsi di studio di particolare interesse
nazionale e comunitario, di incrementare il numero dei giovani dotati
di elevata qualificazione scientifica, il Fondo previsto nello stato
di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca per le finalita’ di cui agli articoli 4 e 5 della legge
19 ottobre 1999, n. 370, assume la denominazione di «Fondo per il
sostegno dei giovani e per favorire la mobilita’ degli studenti» e,
(( a decorrere dall’anno 2003 )) e’ ripartito tra gli atenei in base
a criteri e modalita’ determinati con decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentita la
Conferenza dei rettori delle universita’ italiane ed il Consiglio
nazionale degli studenti universitari, per il perseguimento dei
seguenti obiettivi, ferme restando le finalita’ di cui
all’articolo 4, comma 4-bis, del decreto-legge 25 settembre 2002, n.
212, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n.
268:
a) sostegno alla mobilita’ internazionale degli studenti, anche
nell’ambito del programma di mobilita’ dell’Unione europea
Socrates-Erasmus, mediante l’erogazione di borse di studio
integrative;
b) assegnazione agli studenti capaci e meritevoli, iscritti ai
corsi di laurea specialistica, (( delle scuole di specializzazione
per le professioni forensi, delle scuole di specializzazione per gli
insegnanti della scuola secondaria )) e ai corsi di dottorato di
ricerca, di assegni per l’incentivazione delle attivita’ di tutorato
di cui all’articolo 13 della legge 19 novembre 1990, n. 341, nonche’
per le attivita’ didattico-integrative, propedeutiche e di recupero;
c) promozione di corsi di dottorato di ricerca, inseriti in reti
nazionali ed internazionali di collaborazione interuniversitaria,
coerenti con le linee strategiche del Programma nazionale per la
ricerca di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 5 giugno 1998,
n. 204;
d) finanziamento di assegni di ricerca di cui all’articolo 51,
comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449;
e) incentivazione per le iscrizioni a corsi di studio inerenti ad
aree disciplinari di particolare interesse nazionale e comunitario.
2. (( Il decreto ministeriale di cui al comma 1 riserva altresi’
una quota delle risorse disponibili ai sensi dell’articolo 4 della
legge 3 luglio 1998, n. 210, per i fini di cui al comma 1, lettera
c). ))
3. Agli assegni di cui al comma 1, lettere a) e b), si applicano le
disposizioni dell’articolo 10-bis del decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, nonche’ quelle dell’articolo 4 della legge 13 agosto
1984, n. 476, e successive modificazioni, ed in materia previdenziale
quelle dell’articolo 2, commi 26 e seguenti, della legge 8 agosto
1995, n. 335, e successive modificazioni.
4. (( Le risorse acquisite dalle universita’ per l’incentivazione
dell’impegno didattico dei professori e dei ricercatori per gli anni
1999, 2000, 2001 e 2002 non ancora impegnate alla data di entrata in
vigore del presente decreto e iscritte in bilancio ai sensi
dell’articolo 7, comma 3, della legge 9 maggio 1989, n. 168, )) sono
utilizzate per assicurare un adeguato livello di servizi agli
studenti.
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Riferimenti normativi:

– Si riportano i testi degli articoli 4 e 5 della legge
19 ottobre 1999, n. 370 (Disposizioni in materia di universita’ e di
ricerca scientifica e tecnologica):
«Art. 4 – 1. E’ autorizzata la spesa nel limite massimo di lire
80 miliardi per l’anno 1999, di lire 81 miliardi per l’anno 2000 e di
lire 91 miliardi a decorrere dall’anno 2001, per l’istituzione nello
stato di previsione del Ministero dell’universita’ e della ricerca
scientifica e tecnologica di un fondo integrativo per
l’incentivazione dell’impegno didattico dei professori e dei
ricercatori universitari, per obiettivi di adeguamento quantitativo e
di miglioramento qualitativo dell’offerta formativa, con riferimento
anche al rapporto tra studenti e docenti nelle diverse sedi e nelle
strutture didattiche, all’orientamento e al tutorato. Il fondo e’
ripartito tra gli atenei secondo criteri determinati con decreto del
Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica,
sentiti la CRUI, il CUN, il CNSU, ove costituito, le organizzazioni
sindacali e le associazioni professionali dei professori e dei
ricercatori universitari comparativamente piu’ rappresentative sul
piano nazionale. I contributi erogati alle universita’ ai sensi del
presente articolo afferiscono ai fondi di ateneo di cui all’art. 24,
comma 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e’ autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
2. A valere sui fondi di ateneo di cui all’art. 24, comma 6, del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, anche integrati con risorse proprie, le universita’,
con proprie disposizioni, erogano a professori e ricercatori
universitari compensi incentivanti l’impegno didattico sulla base dei
seguenti principi e criteri direttivi:
a) riserva delle incentivazioni ai professori e ricercatori che
optano per il tempo pieno e, nel caso di personale universitario
medico, per l’attivita’ intramuraria e che non svolgono attivita’
didattica comunque retribuita presso altre universita’ o istituzioni
pubbliche e private;
b) assegnazione dei compensi:
1) ai professori e ricercatori universitari di cui alla
lettera a) i quali, in conformita’ alla programmazione didattica
finalizzata ad un piu’ favorevole rapporto studenti-docente,
dedicano, in ogni tipologia di corso di studio universitario, ivi
compresi i corsi di dottorato di ricerca, nonche’ in attivita’
universitarie nel campo della formazione continua, permanente e
ricorrente, almeno 120 ore annuali a lezioni, esercitazioni e
seminari nonche’ ulteriori e specifici impegni orari per
l’orientamento, l’assistenza e il tutorato, la programmazione e
l’organizzazione didattica, l’accertamento dell’apprendimento e
comunque svolgono attivita’ didattiche con continuita’ per tutto
l’anno accademico;
2) a progetti di miglioramento qualitativo della didattica
predisposti e realizzati da gruppi di docenti, con particolare
riferimento all’innovazione metodologica e tecnologica e ad attivita’
formative propedeutiche, integrate e di recupero;
c) verifica del rispetto degli impegni didattici e monitoraggio
dei progetti da parte di organismi in cui siano rappresentati anche
gli studenti;
d) pubblicita’ delle disposizioni e delle priorita’ adottate
dagli atenei per l’erogazione dei compensi nonche’ degli elenchi dei
percettori.
3. Le disposizioni di cui al comma 2 sono emanate dagli atenei
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge. Decorso inutilmente tale termine, a decorrere dell’anno 2000
le risorse finanziarie di cui al comma 1 possono essere erogate
all’ateneo inadempiente solo successivamente alla comunicazione al
Ministero dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica
delle predette disposizioni.
4. Le incentivazioni sono erogate ai docenti di cui al comma 2, a
condizione che le loro attivita’ didattiche siano valutate
positivamente nell’ambito dei programmi di valutazione della
didattica…

[Continua nel file zip allegato]

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