TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2012, n. 1 - Ripubblicazione del testo del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (in Supplemento ordinario n. 18/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 19 del 24 gennaio 2012), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 (in Supplemento ordinario n. 53/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 71 del 24 marzo 2012), recante: «Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita'.». (12A03890) - (GU n. 79 del 3-4-2012 | Edilone.it

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2012, n. 1 – Ripubblicazione del testo del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (in Supplemento ordinario n. 18/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 19 del 24 gennaio 2012), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 (in Supplemento ordinario n. 53/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 71 del 24 marzo 2012), recante: «Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita’.». (12A03890) – (GU n. 79 del 3-4-2012

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2012, n. 1 - Ripubblicazione del testo del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (in Supplemento ordinario n. 18/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 19 del 24 gennaio 2012), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 (in Supplemento ordinario n. 53/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 71 del 24 marzo 2012), recante: «Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita'.». (12A03890) - (GU n. 79 del 3-4-2012 - Suppl. Ordinario n.65)

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2012 , n. 1

Ripubblicazione del testo del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (in
Supplemento ordinario n. 18/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie
generale – n. 19 del 24 gennaio 2012), convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 (in Supplemento ordinario n. 53/L
alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 71 del 24 marzo 2012),
recante: «Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle
infrastrutture e la competitivita’.». (12A03890)

Titolo I Concorrenza Capo I Norme generali sulle liberalizzazioni

Avvertenza:
Si procede alla ripubblicazione del testo del decreto-legge
citato in epigrafe corredato delle relative note, ai sensi dell’art.
8, comma 3, del regolamento di esecuzione del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 14 marzo 1986, n. 217.
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla
promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente
della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate
o alle quali e’ operato il rinvio.
Resta invariato il valore e l’efficacia dell’atto legislativo qui
trascritto.

Art. 1

Liberalizzazione delle attivita’ economiche e riduzione degli oneri
amministrativi sulle imprese

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 3 del decreto-legge
13 agosto 2011 n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148, in attuazione del principio di liberta’ di
iniziativa economica sancito dall’articolo 41 della Costituzione e
del principio di concorrenza sancito dal Trattato dell’Unione
europea, sono abrogate, dalla data di entrata in vigore dei decreti
di cui al comma 3 del presente articolo e secondo le previsioni del
presente articolo:
a) le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni,
licenze, nulla osta o preventivi atti di assenso dell’amministrazione
comunque denominati per l’avvio di un’attivita’ economica non
giustificati da un interesse generale, costituzionalmente rilevante e
compatibile con l’ordinamento comunitario nel rispetto del principio
di proporzionalita’;
b) le norme che pongono divieti e restrizioni alle attivita’
economiche non adeguati o non proporzionati alle finalita’ pubbliche
perseguite, nonche’ le disposizioni di pianificazione e
programmazione territoriale o temporale autoritativa con prevalente
finalita’ economica o prevalente contenuto economico, che pongono
limiti, programmi e controlli non ragionevoli, ovvero non adeguati
ovvero non proporzionati rispetto alle finalita’ pubbliche dichiarate
e che in particolare impediscono, condizionano o ritardano l’avvio di
nuove attivita’ economiche o l’ingresso di nuovi operatori economici
ponendo un trattamento differenziato rispetto agli operatori gia’
presenti sul mercato, operanti in contesti e condizioni analoghi,
ovvero impediscono, limitano o condizionano l’offerta di prodotti e
servizi al consumatore, nel tempo nello spazio o nelle modalita’,
ovvero alterano le condizioni di piena concorrenza fra gli operatori
economici oppure limitano o condizionano le tutele dei consumatori
nei loro confronti.
2. Le disposizioni recanti divieti, restrizioni, oneri o condizioni
all’accesso ed all’esercizio delle attivita’ economiche sono in ogni
caso interpretate ed applicate in senso tassativo, restrittivo e
ragionevolmente proporzionato alle perseguite finalita’ di interesse
pubblico generale, alla stregua dei principi costituzionali per i
quali l’iniziativa economica privata e’ libera secondo condizioni di
piena concorrenza e pari opportunita’ tra tutti i soggetti, presenti
e futuri, ed ammette solo i limiti, i programmi e i controlli
necessari ad evitare possibili danni alla salute, all’ambiente, al
paesaggio, al patrimonio artistico e culturale, alla sicurezza, alla
liberta’, alla dignita’ umana e possibili contrasti con l’utilita’
sociale, con l’ordine pubblico, con il sistema tributario e con gli
obblighi comunitari ed internazionali della Repubblica.
3. Nel rispetto delle previsioni di cui ai commi 1 e 2 e secondo i
criteri ed i principi direttivi di cui all’articolo 34 del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, il Governo, previa approvazione
da parte delle Camere di una sua relazione che specifichi, periodi ed
ambiti di intervento degli atti regolamentari, e’ autorizzato ad
adottare entro il 31 dicembre 2012 uno o piu’ regolamenti, ai sensi
dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per
individuare le attivita’ per le quali permane l’atto preventivo di
assenso dell’amministrazione, e disciplinare i requisiti per
l’esercizio delle attivita’ economiche, nonche’ i termini e le
modalita’ per l’esercizio dei poteri di controllo
dell’amministrazione, individuando le disposizioni di legge e
regolamentari dello Stato che, ai sensi del comma 1, vengono abrogate
a decorrere dalla data di entrata in vigore dei regolamenti stessi.
L’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato rende parere
obbligatorio, nel termine di trenta giorni decorrenti dalla ricezione
degli schemi di regolamento, anche in merito al rispetto del
principio di proporzionalita’. In mancanza del parere nel termine, lo
stesso si intende rilasciato positivamente.
4. I Comuni, le Province, le Citta’ metropolitane e le Regioni si
adeguano ai principi e alle regole di cui ai commi 1, 2 e 3 entro il
31 dicembre 2012, fermi restando i poteri sostituitivi dello Stato ai
sensi dell’articolo 120 della Costituzione. A decorrere dall’anno
2013, il predetto adeguamento costituisce elemento di valutazione
della virtuosita’ degli stessi enti ai sensi dell’articolo 20, comma
3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. A tal fine la
Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito dei compiti di cui
all’articolo 4, comunica, entro il termine perentorio del 31 gennaio
di ciascun anno, al Ministero dell’economia e delle finanze gli enti
che hanno provveduto all’applicazione delle procedure previste dal
presente articolo. In caso di mancata comunicazione entro il termine
di cui al periodo precedente, si prescinde dal predetto elemento di
valutazione della virtuosita’. Le Regioni a statuto speciale e le
Provincie autonome di Trento e Bolzano procedono all’adeguamento
secondo le previsioni dei rispettivi statuti.
4-bis. All’articolo 3, comma 1, alinea, del decreto-legge 13 agosto
2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre
2011, n. 148, le parole: «entro un anno dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto» sono
sostituite dalle seguenti: «entro il 30 settembre 2012».
4-ter. All’articolo 31, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214, le parole: «entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto» sono sostituite
dalle seguenti: «entro il 30 settembre 2012».
5. Sono esclusi dall’ambito di applicazione del presente articolo i
servizi di trasporto pubblico di persone e cose non di linea, i
servizi finanziari come definiti dall’articolo 4 del decreto
legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e i servizi di comunicazione come
definiti dall’articolo 5 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n.
59, di attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel
mercato interno, e le attivita’ specificamente sottoposte a
regolazione e vigilanza di apposita autorita’ indipendente.

Riferimenti normativi
L’articolo 3 del decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre
2011, n. 148, reca : “Abrogazione delle indebite
restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni e
delle attivita’ economiche.”.
Si riporta il testo dell’articolo 41 della
Costituzione:
“Art. 41. L’iniziativa economica privata e’ libera.
Non puo’ svolgersi in contrasto con la utilita’ sociale
o in modo da recare danno alla sicurezza, alla liberta’,
alla dignita’ umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni
perche’ l’attivita’ economica pubblica e privata possa
essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.
Si riporta il testo dell’articolo 34 del decreto-legge
6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214:
“Art. 34 . Liberalizzazione delle attivita’ economiche
ed eliminazione dei controlli ex-ante
1. Le disposizioni previste dal presente articolo sono
adottate ai sensi dell’articolo 117, comma 2, lettere e) ed
m), della Costituzione, al fine di garantire la liberta’ di
concorrenza secondo condizioni di pari opportunita’ e il
corretto ed uniforme funzionamento del mercato, nonche’ per
assicurare ai consumatori finali un livello minimo e
uniforme di condizioni di accessibilita’ ai beni e servizi
sul territorio nazionale.
2. La disciplina delle attivita’ economiche e’
improntata al principio di liberta’ di accesso, di
organizzazione e di svolgimento, fatte salve le esigenze
imperative di interesse generale, costituzionalmente
rilevanti e compatibili con l’ordinamento comunitario, che
possono giustificare l’introduzione di previ atti
amministrativi di assenso o autorizzazione o di controllo,
nel rispetto del principio di proporzionalita’.”.
Si riporta il testo dell’articolo 17, comma 2, della
legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri):
“Art. 17. Regolamenti.
(Omissis).
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il
Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni
parlamentari competenti in materia, che si pronunciano
entro trenta giorni dalla richiesta, sono emanati i
regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da
riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per
le quali le leggi della Repubblica, autorizzando
l’esercizio della potesta’ regolamentare del Governo,
determinano le norme generali regolatrici della materia e
dispongono l’abrogazione delle norme vigenti, con effetto
dall’entrata in vigore delle norme regolamentari .”.
Si riporta il testo dell’articolo 20, comma 3, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, recante
Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria.
“Art. 20. Nuovo patto di stabilita’ interno: parametri
di virtuosita’.
(Omissis).
3. Gli enti che, in esito a quanto previsto dal comma
2, risultano collocati nella classe piu’ virtuosa, fermo
l’obiettivo del comparto, non concorrono alla realizzazione
degli obiettivi di finanza pubblica fissati, a decorrere
dall’anno 2012, dal comma 5, nonche’ dall’articolo 14 del
decreto-legge n. 78 del 2010. Gli enti locali di cui al
primo periodo conseguono l’obiettivo strutturale
realizzando un saldo finanziario pari a zero. Le regioni di
cui al primo periodo conseguono un obiettivo pari a quello
risultante dall’applicazione alle spese finali medie
2007-2009 della percentuale annua di riduzione stabilita
per il calcolo dell’obiettivo 2011 dal decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133. Le spese finali medie di cui
al periodo precedente sono quelle definite dall’articolo 1
commi 128 e 129 della legge 13 dicembre 2010, n. 220. Il
contributo degli enti territoriali alla manovra per l’anno
2012 e’ ridotto di 95 milioni di euro per le regioni a
statuto ordinario, di 20 milioni di euro per le province e
di 65 milioni di euro per i comuni con popolazione
superiore a 5.000 abitanti. E’ ulteriormente ridotto, per
un importo di 20 milioni di euro, l’obiettivo degli enti
che partecipano alla sperimentazione di cui all’articolo 36
del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Le predette
riduzioni sono attribuite ai singoli enti con il decreto di
cui al comma 2 del presente articolo.”.
Si riporta il testo dell’articolo 3, comma 1, alinea,
del citato decreto-legge n. 138 del 2011, come modificato
dalla presente legge:
“Art. 3. Abrogazione delle indebite restrizioni
all’accesso e all’esercizio delle professioni e delle
attivita’ economiche
1. Comuni, Province, Regioni e Stato, entro il 30
settembre 2012, adeguano i rispettivi ordinamenti al
principio secondo cui l’iniziativa e l’attivita’ economica
privata sono libere ed e’ permesso tutto cio’ che non e’
espressamente vietato dalla legge nei soli casi di:
a) vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e
dagli obblighi internazionali;
b) contrasto con i principi fondamentali della
Costituzione;
c) danno alla sicurezza, alla liberta’, alla dignita’
umana e contrasto con l’utilita’ sociale;
d) disposizioni indispensabili per la protezione della
salute umana, la conservazione delle specie animali e
vegetali, dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio
culturale;
e) disposizioni relative alle attivita’ di raccolta di
giochi pubblici ovvero che comunque comportano effetti
sulla finanza pubblica.”.
Si riporta il testo dell’articolo 31, comma 2, del
citato decreto-legge n. 201 del 2011, come modificatodalla
presente legge:
“Art. 31. Esercizi commerciali
(Omissis).
2. Secondo la disciplina dell’Unione Europea e
nazionale in materia di concorrenza, liberta’ di
stabilimento e libera prestazione di servizi, costituisce
principio generale dell’ordinamento nazionale la liberta’
di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio
senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di
qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela
della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, ivi incluso
l’ambiente urbano, e dei beni culturali. Le Regioni e gli
enti locali adeguano i propri ordinamenti alle prescrizioni
del presente comma entro il 30 settembre 2012.
Si riporta il testo degli articoli 4 e 5 del decreto
legislativo 26 marzo 2010, n. 59 (Attuazione della
direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato
interno):
“Art. 4. Servizi finanziari
1. Sono esclusi dall’ambito di applicazione del
presente decreto i servizi finanziari, ivi inclusi i
servizi bancari e nel settore del credito, i servizi
assicurativi e di riassicurazione, il servizio
pensionistico professionale o individuale, la negoziazione
dei titoli, la gestione dei fondi, i servizi di pagamento e
quelli di consulenza nel settore degli investimenti.
2. Le disposizioni del presente decreto non si
applicano, in particolare:
a) alle attivita’ ammesse al mutuo riconoscimento di
cui all’articolo 1, comma 2, lettera f), del decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
b) quando hanno ad oggetto gli strumenti finanziari di
cui alla sezione C dell’Allegato al decreto legislativo 24
febbraio 1998, n. 58, alle attivita’, ai servizi di
investimento ed ai servizi accessori di cui alla sezione A
ed alla sezione B del medesimo Allegato.
Art. 5. Servizi di comunicazione
1. Ai servizi ed alle reti di comunicazione di cui
all’articolo 1 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n.
259, si applicano esclusivamente le disposizioni di cui ai
titoli IV e V della parte prima del presente decreto.”.
La direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio
relativa ai servizi nel mercato interno, e’ pubblicata
nella G.U.U.E. 27 dicembre 2006, n. L 376.

Titolo I Concorrenza Capo I Norme generali sulle liberalizzazioni

Art. 2

Tribunale delle imprese

1. Al decreto legislativo 26 giugno 2003, n. 168 sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’articolo 1:
1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Istituzione delle
sezioni specializzate in materia di impresa»;
2) al comma 1, le parole: «proprieta’ industriale ed intellettuale»
sono sostituite dalla seguente: «impresa»;
3) e’ aggiunto il seguente comma:
«1-bis. Sono altresi’ istituite sezioni specializzate in materia
di impresa presso i tribunali e le corti d’appello aventi sede nel
capoluogo di ogni regione, ove non esistenti nelle citta’ di cui al
comma 1. Per il territorio compreso nella regione Valle
d’Aosta/Valle’ d’Aoste sono competenti le sezioni specializzate
presso il tribunale e la corte d’appello di Torino. E’ altresi’
istituita la sezione specializzata in materia di impresa presso il
tribunale e la corte d’appello di Brescia. L’istituzione delle
sezioni specializzate non comporta incrementi di dotazioni
organiche»;
b) all’articolo 2, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. I giudici che compongono le sezioni specializzate sono scelti
tra i magistrati dotati di specifiche competenze»;
c) all’articolo 2, comma 2, le parole: «proprieta’ industriale ed
intellettuale» sono sostituite dalla seguente: «impresa»;
d) l’articolo 3 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 3. – (Competenza per materia delle sezioni specializzate) –
1. Le sezioni specializzate sono competenti in materia di:
a) controversie di cui all’articolo 134 del decreto legislativo
10 febbraio2005, n. 30, e successive modificazioni;
b) controversie in materia di diritto d’autore;
c) controversie di cui all’articolo 33, comma 2, della legge 10
ottobre 1990, n. 287;
d) controversie relative alla violazione della normativa
antitrust dell’Unione europea.
2. Le sezioni specializzate sono altresi’ competenti, relativamente
alle societa’ di cui al Libro V, Titolo V, Capi V, VI e VII, e Titolo
VI, del codice civile, alle societa’ di cui al regolamento (CE) n.
2157/2001 del Consiglio, dell’8 ottobre 2001, e di cui al regolamento
(CE) n. 1435/2003 del Consiglio, del 22 luglio 2003, nonche’ alle
stabili organizzazioni nel territorio dello Stato delle societa’
costituite all’estero, ovvero alle societa’ che rispetto alle stesse
esercitano o sono sottoposte a direzione e coordinamento, per le
cause e i procedimenti:

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TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2012, n. 1 – Ripubblicazione del testo del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (in Supplemento ordinario n. 18/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 19 del 24 gennaio 2012), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 (in Supplemento ordinario n. 53/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 71 del 24 marzo 2012), recante: «Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita’.». (12A03890) – (GU n. 79 del 3-4-2012

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