TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 2 marzo 2012, n. 16 - Testo del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (in Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 52 del 2 marzo 2012) coordinato con la legge di conversione 26 aprile 2012, n. 44 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento.». (12A04974) - (GU n. 99 del 28-4-2012 | Edilone.it

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 2 marzo 2012, n. 16 – Testo del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 52 del 2 marzo 2012) coordinato con la legge di conversione 26 aprile 2012, n. 44 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento.». (12A04974) – (GU n. 99 del 28-4-2012

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 2 marzo 2012, n. 16 - Testo del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (in Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 52 del 2 marzo 2012) coordinato con la legge di conversione 26 aprile 2012, n. 44 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento.». (12A04974) - (GU n. 99 del 28-4-2012 - Suppl. Ordinario n.85)

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 2 marzo 2012 , n. 16

Testo del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (in Gazzetta Ufficiale –
Serie generale – n. 52 del 2 marzo 2012) coordinato con la legge di
conversione 26 aprile 2012, n. 44 (in questo stesso Supplemento
ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di
semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle
procedure di accertamento.». (12A04974)

Titolo I Semplificazioni in materia tributaria

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n.1092, al solo fine di facilitare la lettura sia delle
disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate
dalla legge di conversione. Restano invariati il valore e l’efficacia
degli atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.
Tali modifiche sul video sono riportate tra i segni (( … )).
A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.

Art. 1

Rateizzazione debiti tributari

1. All’articolo 3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
462, il comma 7 e’ abrogato.
2. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1-bis e’ soppresso l’ultimo periodo;
b) dopo il comma 1-bis sono inseriti i seguenti: « 1-ter. Il
debitore puo’ chiedere che il piano di rateazione di cui ai commi 1 e
1-bis preveda, in luogo di rate costanti, rate variabili di importo
crescente per ciascun anno.
1-quater. Ricevuta la richiesta di rateazione, l’agente della
riscossione puo’ iscrivere l’ipoteca di cui all’articolo 77 solo nel
caso di mancato accoglimento (( della richiesta )) ovvero di
decadenza ai sensi del comma 3. Sono fatte comunque salve le ipoteche
gia’ iscritte alla data di concessione della rateazione ».
c) al comma 3, alinea, le parole da: « della » a «
successivamente, » sono soppresse e dopo le parole: « due rate » e’
inserita la seguente: « consecutive ».
3. I piani di rateazione a rata costante, gia’ emessi alla data di
entrata in vigore del presente decreto, non sono soggetti a
modificazioni, salvo il caso di proroga ai sensi dell’articolo 19,
comma 1-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 602.
4. Al fine di una piu’ equilibrata riscossione dei loro crediti di
natura patrimoniale, gli enti pubblici dello Stato possono, su
richiesta del debitore, che versi in situazioni di obiettiva
difficolta’ economica, ancorche’ intercorra contenzioso con lo stesso
ovvero lo stesso gia’ fruisca di una rateizzazione, riconoscere al
debitore la ripartizione del pagamento delle somme dovute in rate
costanti, ovvero in rate variabili. La disposizione del precedente
periodo non trova applicazione in materia di crediti degli enti
previdenziali (( nei casi di ottemperanza ad obbligazioni derivanti
da sanzioni comunitarie. ))
(( 4-bis. In presenza della segnalazione di cui all’articolo 48-bis
del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
602, e successive modificazioni, il soggetto pubblico e’ comunque
tenuto a procedere al pagamento, in favore del beneficiario, delle
somme che, fermo quanto disposto dall’articolo 72-ter del citato
decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 e
dall’articolo 545 del codice di procedura civile, eccedono
l’ammontare del debito per cui si e’ verificato l’inadempimento,
comprensivo delle spese e degli interessi di mora dovuti. ))
(( 4-ter. Il mancato pagamento dell’eccedenza di cui al comma 1
costituisce violazione dei doveri d’ufficio. ))
(( 4-quater. Costituisce altresi’ violazione dei doveri d’ufficio
il mancato pagamento delle somme dovute al beneficiario ai sensi
dell’articolo 3, commi 5 e 6, del decreto del Ministro dell’economia
e delle finanze 18 gennaio 2008, n. 40. ))
5. All’articolo 38, comma 2, terzo periodo, del decreto legislativo
12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture, dopo le parole: « all’importo
di cui all’articolo 48-bis, commi 1 e 2-bis, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 » sono inserite
le seguenti: « ; costituiscono violazioni definitivamente accertate
quelle relative all’obbligo di pagamento di debiti per imposte e
tasse certi, scaduti ed esigibili ».
6. Sono fatti salvi i comportamenti gia’ adottati alla data di
entrata in vigore del presente decreto dalle stazioni appaltanti in
coerenza con la previsione contenuta nel comma 5.

Riferimenti normativi

Si riporta il testo dell’articolo 3-bis del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 462 (Unificazione ai fini
fiscali e contributivi delle procedure di liquidazione,
riscossione e accertamento, a norma dell’articolo 3, comma
134, lettera b), della L. 23 dicembre 1996, n. 662, come
modificato dalla presente legge:
“Art. 3-bis. (Rateazione delle somme dovute) – 1. Le
somme dovute ai sensi dell’articolo 2, comma 2, e
dell’articolo 3, comma 1, possono essere versate in un
numero massimo di sei rate trimestrali di pari importo,
ovvero, se superiori a cinquemila euro, in un numero
massimo di venti rate trimestrali di pari importo.
2.
3. L’importo della prima rata deve essere versato entro
il termine di trenta giorni dal ricevimento della
comunicazione. Sull’importo delle rate successive sono
dovuti gli interessi al tasso del 3,5 per cento annuo,
calcolati dal primo giorno del secondo mese successivo a
quello di elaborazione della comunicazione. Le rate
trimestrali nelle quali il pagamento e’ dilazionato scadono
l’ultimo giorno di ciascun trimestre
4. Il mancato pagamento della prima rata entro il
termine di cui al comma 3, ovvero anche di una sola delle
rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento
della rata successiva, comporta la decadenza dalla
rateazione e l’importo dovuto per imposte, interessi e
sanzioni in misura piena, dedotto quanto versato, e’
iscritto a ruolo.
4-bis. Il tardivo pagamento di una rata diversa dalla
prima entro il termine di pagamento della rata successiva
comporta l’iscrizione a ruolo a titolo definitivo della
sanzione di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 471, e successive modificazioni,
commisurata all’importo della rata versata in ritardo, e
degli interessi legali. L’iscrizione a ruolo non e’
eseguita se il contribuente si avvale del ravvedimento di
cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre
1997, n. 472, e successive modificazioni, entro il termine
di pagamento della rata successiva.
5. La notificazione delle cartelle di pagamento
conseguenti alle iscrizioni a ruolo previste dai commi 4 e
4-bis e’ eseguita entro il 31 dicembre del secondo anno
successivo a quello di scadenza della rata non pagata o
pagata in ritardo.
6. Le disposizioni di cui ai commi 1, 3, 4, 4-bis e 5
si applicano anche alle somme da versare a seguito di
ricevimento della comunicazione prevista dall’articolo 1,
comma 412, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata.
6-bis. Le rate previste dal presente articolo possono
essere anche di importo decrescente, fermo restando il
numero massimo stabilito.
7. (abrogato).”.
Si riporta il testo dell’articolo 19 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602
(Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito),
come modificato dalla presente legge:
“Art. 19. (Dilazione del pagamento) – 1. L’agente della
riscossione, su richiesta del contribuente, puo’ concedere,
nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva
difficolta’ dello stesso, la ripartizione del pagamento
delle somme iscritte a ruolo fino ad un massimo di
settantadue rate mensili.
1-bis. In caso di comprovato peggioramento della
situazione di cui al comma 1, la dilazione concessa puo’
essere prorogata una sola volta, per un ulteriore periodo e
fino a settantadue mesi, a condizione che non sia
intervenuta decadenza.
1-ter. Il debitore puo’ chiedere che il piano di
rateazione di cui ai commi 1 e 1-bis preveda, in luogo di
rate costanti, rate variabili di importo crescente per
ciascun anno.
1-quater. Ricevuta la richiesta di rateazione, l’agente
della riscossione puo’ iscrivere l’ipoteca di cui
all’articolo 77 solo nel caso di mancato accoglimento della
richiesta ovvero di decadenza ai sensi del comma 3. Sono
fatte comunque salve le ipoteche gia’ iscritte alla data di
concessione della rateazione.
2.
3. In caso di mancato pagamento di due rate
consecutive:
a) il debitore decade automaticamente dal beneficio
della rateazione;
b) l’intero importo iscritto a ruolo ancora dovuto e’
immediatamente ed automaticamente riscuotibile in unica
soluzione;
c) il carico non puo’ piu’ essere rateizzato.
4. Le rate mensili nelle quali il pagamento e’ stato
dilazionato ai sensi del comma 1 scadono nel giorno di
ciascun mese indicato nell’atto di accoglimento
dell’istanza di dilazione.”.
Si riporta il testo vigente degli articoli 48-bis e
72-ter del citato decreto del Presidente della Repubblica
n. 602 del 1973:
“Art. 48-bis (Disposizioni sui pagamenti delle
pubbliche amministrazioni) – 1. A decorrere dalla data di
entrata in vigore del regolamento di cui al comma 2, le
amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e le
societa’ a prevalente partecipazione pubblica, prima di
effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo
superiore a diecimila euro, verificano, anche in via
telematica, se il beneficiario e’ inadempiente all’obbligo
di versamento derivante dalla notifica di una o piu’
cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari
almeno a tale importo e, in caso affermativo, non procedono
al pagamento e segnalano la circostanza all’agente della
riscossione competente per territorio, ai fini
dell’esercizio dell’attivita’ di riscossione delle somme
iscritte a ruolo. La presente disposizione non si applica
alle aziende o societa’ per le quali sia stato disposto il
sequestro o la confisca ai sensi dell’articolo 12-sexies
del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, ovvero
della legge 31 maggio 1965, n. 575.
2. Con regolamento del Ministro dell’economia e delle
finanze, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le
modalita’ di attuazione delle disposizioni di cui al comma
1.
2-bis. Con decreto di natura non regolamentare del
Ministro dell’economia e delle finanze, l’importo di cui al
comma 1 puo’ essere aumentato, in misura comunque non
superiore al doppio, ovvero diminuito”.
“Art. 72-ter (Limiti di pignorabilita’) – 1. Le somme
dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre
indennita’ relative al rapporto di lavoro o di impiego,
comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono
essere pignorate dall’agente della riscossione:
a) in misura pari ad un decimo per importi fino a
duemila euro;
b) in misura pari ad un settimo per importi da
duemila a cinquemila euro.
2. Resta ferma la misura di cui all’articolo 545, comma
4, del codice di procedura civile, se le somme dovute a
titolo di stipendio, di salario o di altre indennita’
relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese
quelle dovute a causa di licenziamento, superano i
cinquemila euro.”.
Si riporta il testo vigente dell’articolo 545 del
codice di procedura civile:
“Art. 545 (Crediti impignorabili) – Non possono essere
pignorati i crediti alimentari, tranne che per cause di
alimenti, e sempre con l’autorizzazione del presidente del
tribunale o di un giudice da lui delegato e per la parte
dal medesimo determinata mediante decreto.
Non possono essere pignorati crediti aventi per oggetto
sussidi di grazia o di sostentamento a persone comprese
nell’elenco dei poveri, oppure sussidi dovuti per
maternita’, malattie o funerali da casse di assicurazione,
da enti di assistenza o da istituti di beneficenza.
Le somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di
salario o di altre indennita’ relative al rapporto di
lavoro o di impiego comprese quelle dovute a causa di
licenziamento, possono essere pignorate per crediti
alimentari nella misura autorizzata dal presidente del
tribunale o da un giudice da lui delegato.
Tali somme possono essere pignorate nella misura di un
quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai
comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito.
Il pignoramento per il simultaneo concorso delle cause
indicate precedentemente non puo’ estendersi oltre alla
meta’ dell’ammontare delle somme predette.
Restano in ogni caso ferme le altre limitazioni
contenute in speciali disposizioni di legge.”.
Si riporta il testo dell’articolo 3 del decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze 18 gennaio 2008, n.
40 (Modalita’ di attuazione dell’articolo 48-bis del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 602, recante disposizioni in materia di pagamenti da
parte delle pubbliche amministrazioni):
“Art. 3. (Effetti della verifica) – 1. Se Equitalia
Servizi S.p.A. risponde alla richiesta di cui all’articolo
2 comunicando che non risulta un inadempimento, ovvero se
non fornisce alcuna risposta nel termine previsto dal
medesimo articolo 2, il soggetto pubblico procede al
pagamento a favore del beneficiario delle somme ad esso
spettanti.
2. Se Equitalia Servizi S.p.A. comunica che risulta un
inadempimento, la richiesta del soggetto pubblico
costituisce segnalazione ai sensi del citato articolo
48-bis, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 602 del 1973.
3. Nel caso previsto dal comma precedente la
comunicazione di cui al comma 2 dell’articolo 2 contiene
l’indicazione dell’ammontare del debito del beneficiario
per cui si e’ verificato l’inadempimento, comprensivo delle
spese esecutive e degli interessi di mora dovuti. Con la
stessa comunicazione, Equitalia Servizi S.p.A. preannuncia
l’intenzione dell’agente della riscossione competente per
territorio di procedere alla notifica dell’ordine di
versamento di cui all’articolo 72-bis del decreto del
Presidente della Repubblica n. 602 del 1973.
4. Il soggetto pubblico non procede al pagamento delle
somme dovute al beneficiario fino alla concorrenza
dell’ammontare del debito comunicato ai sensi del comma 3
per i trenta giorni successivi a quello della
comunicazione. Qualora il pagamento sia relativo ai crediti
di cui all’articolo 545, terzo comma, del codice di
procedura civile, il soggetto pubblico sospende il
pagamento nei limiti previsti dal quarto comma del medesimo
articolo 545 e di cui all’articolo 2 del decreto del
Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180.
5. Se durante la sospensione di cui al comma 4 e prima
della notifica dell’ordine di versamento di cui
all’articolo 72-bis del decreto del Presidente della
Repubblica n. 602 del 1973 intervengono pagamenti da parte
del beneficiario o provvedimenti dell’ente creditore che
fanno venir meno l’inadempimento o ne riducono l’ammontare,
Equitalia Servizi S.p.A. lo comunica prontamente al
soggetto pubblico, indicando l’importo del pagamento che
quest’ultimo puo’ conseguentemente effettuare a favore del
beneficiario.
6. Decorso il termine di cui al comma 4 senza che il
competente agente della riscossione abbia notificato, ai
sensi dell’articolo 72-bis del citato decreto del
Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, l’ordine di
versamento di somme per l’importo di cui al comma 3, il
soggetto pubblico procede al pagamento delle somme
spettanti al beneficiario.”.
Si riporta il testo dell’articolo 38 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in
attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE.), come
modificato dalla presente legge:
“Art. 38. (Requisiti di ordine generale) – 1. Sono
esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento
delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e
servizi, ne’ possono essere affidatari di subappalti, e non
possono stipulare i relativi contratti i soggetti:
a) che si trovano in stato di fallimento, di
liquidazione coatta, di concordato preventivo, o nei cui
riguardi sia in corso un procedimento per la dichiarazione
di una di tali situazioni;
b) nei cui confronti e’ pendente procedimento per
l’applicazione di una delle misure di prevenzione di cui
all’articolo 3 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 o di
una delle cause ostative previste dall’articolo 10 della
legge 31 maggio 1965, n. 575; l’esclusione e il divieto
operano se la pendenza del procedimento riguarda il
titolare o il direttore tecnico, se si tratta di impresa
individuale; i soci o il direttore tecnico se si tratta di
societa’ in nome collettivo, i soci accomandatari o il
direttore tecnico se si tratta di societa’ in accomandita
semplice, gli amministratori muniti di poteri di
rappresentanza o il direttore tecnico o il socio unico
persona fisica, ovvero il socio di maggioranza in caso di
societa’ con meno di quattro soci, se si tratta di altro
tipo di societa’;
c) nei cui confronti e’ stata pronunciata sentenza di
condanna passata in giudicato, o emesso decreto penale di
condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di
applicazione della pena su richiesta, ai sensi
dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per reati
gravi in danno dello Stato o della Comunita’ che incidono
sulla moralita’ professionale; e’ comunque causa di
esclusione la condanna, con sentenza passata in giudicato,
per uno o piu’ reati di partecipazione a un’organizzazione
criminale, corruzione, frode, riciclaggio, quali definiti
dagli atti comunitari citati all’articolo 45, paragrafo 1,
direttiva CE 2004/18; l’esclusione e il divieto operano se
la sentenza o il decreto sono stati emessi nei confronti:
del titolare o del direttore tecnico se si tratta di
impresa individuale; dei soci o del direttore tecnico, se
si tratta di societa’ in nome collettivo; dei soci
accomandatari o del direttore tecnico se si tratta di
societa’ in accomandita semplice; degli amministratori
muniti di poteri di rappresentanza o del direttore tecnico
o del socio unico persona fisica, ovvero del socio di
maggioranza in caso di societa’ con meno di quattro soci,
se si tratta di altro tipo di societa’ o consorzio. In ogni
caso l’esclusione e il divieto operano anche nei confronti
dei soggetti cessati dalla carica nell’anno antecedente la
data di pubblicazione del bando di gara, qualora l’impresa
non dimostri che vi sia stata completa ed effettiva
dissociazione della condotta penalmente sanzionata;
l’esclusione e il divieto in ogni caso non operano quando
il reato e’ stato depenalizzato ovvero quando e’
intervenuta la riabilitazione ovvero quando il reato e’
stato dichiarato estinto dopo la condanna ovvero in caso di
revoca della condanna medesima;
d) che hanno violato il divieto di intestazione
fiduciaria posto all’articolo 17 della legge 19 marzo 1990,
n. 55; l’esclusione ha durata di un anno decorrente
dall’accertamento definitivo della violazione e va comunque
disposta se la violazione non e’ stata rimossa;
e) che hanno commesso gravi infrazioni debitamente
accertate alle norme in materia di sicurezza e a ogni altro
obbligo derivante dai rapporti di lavoro, risultanti dai
dati in possesso dell’Osservatorio;
f) che, secondo motivata valutazione della stazione
appaltante, hanno commesso grave negligenza o malafede
nell’esecuzione delle prestazioni affidate dalla stazione
appaltante che bandisce la gara; o che hanno commesso un
errore grave nell’esercizio della loro attivita’
professionale, accertato con qualsiasi mezzo di prova da
parte della stazione appaltante;
g) che hanno commesso violazioni gravi,
definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi
al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione
italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti;
h) nei cui confronti, ai sensi del comma 1-ter,
risulta l’iscrizione nel casellario informatico di cui
all’articolo 7, comma 10, per aver presentato falsa
dichiarazione o falsa documentazione in merito a requisiti
e condizioni rilevanti per la partecipazione a procedure di
gara e per l’affidamento dei subappalti;
i) che hanno commesso violazioni gravi,
definitivamente accertate, alle norme in materia di
contributi previdenziali e assistenziali, secondo la
legislazione italiana o dello Stato in cui sono stabiliti;
l) che non presentino la certificazione di cui
all’articolo 17 della legge 12 marzo 1999, n. 68, salvo il
disposto del comma 2;
m) nei cui confronti e’ stata applicata la sanzione
interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera c),
del decreto legislativo dell’8 giugno 2001 n. 231 o altra
sanzione che comporta il divieto di contrarre con la
pubblica amministrazione compresi i provvedimenti
interdittivi di cui all’articolo 36-bis, comma 1, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;
m-bis) nei cui confronti, ai sensi dell’articolo 40,
comma 9-quater, risulta l’iscrizione nel casellario
informatico di cui all’articolo 7, comma 10, per aver
presentato falsa dichiarazione o falsa documentazione ai
fini del rilascio dell’attestazione SOA;
m-ter) di cui alla precedente lettera b) che pur
essendo stati vittime dei reati previsti e puniti dagli
articoli 317 e 629 del codice penale aggravati ai sensi
dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152,
convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991,
n. 203, non risultino aver denunciato i fatti all’autorita’
giudiziaria, salvo che ricorrano i casi previsti
dall’articolo 4, primo comma, della legge 24 novembre 1981,
n. 689. La circostanza di cui al primo periodo deve
emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a
giudizio formulata nei confronti dell’imputato nell’anno
antecedente alla pubblicazione del bando e deve essere
comunicata, unitamente alle generalita’ del soggetto che ha
omesso la predetta denuncia, dal procuratore della
Repubblica procedente all’Autorita’ di cui all’articolo 6,
la quale cura la pubblicazione della comunicazione sul sito
dell’Osservatorio;
m-quater) che si trovino, rispetto ad un altro
partecipante alla medesima procedura di affidamento, in una
situazione di controllo di cui all’articolo 2359 del codice
civile o in una qualsiasi relazione, anche di fatto, se la
situazione di controllo o la relazione comporti che le
offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale.
1-bis. Le cause di esclusione previste dal presente
articolo non si applicano alle aziende o societa’
sottoposte a sequestro o confisca ai sensi dell’articolo
12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992,
n. 356, o della legge 31 maggio 1965, n. 575, ed affidate
ad un custode o amministratore giudiziario, limitatamente a
quelle riferite al periodo precedente al predetto
affidamento, o finanziario.
1-ter. In caso di presentazione di falsa dichiarazione
o falsa documentazione, nelle procedure di gara e negli
affidamenti di subappalto, la stazione appaltante ne da’
segnalazione all’Autorita’ che, se ritiene che siano state
rese con dolo o colpa grave in considerazione della
rilevanza o della gravita’ dei fatti oggetto della falsa
dichiarazione o della presentazione di falsa
documentazione, dispone l’iscrizione nel casellario
informatico ai fini dell’esclusione dalle procedure di gara
e dagli affidamenti di subappalto ai sensi del comma 1,
lettera h), fino ad un anno, decorso il quale l’iscrizione
e’ cancellata e perde comunque efficacia.
2. Il candidato o il concorrente attesta il possesso
dei requisiti mediante dichiarazione sostitutiva in
conformita’ alle previsioni del testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di
documentazione amministrativa, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in
cui indica tutte le condanne penali riportate, ivi comprese
quelle per le quali abbia beneficiato della non menzione.
Ai fini del comma 1, lettera c), il concorrente non e’
tenuto ad indicare nella dichiarazione le condanne per
reati depenalizzati ovvero dichiarati estinti dopo la
condanna stessa, ne’ le condanne revocate, ne’ quelle per
le quali e’ intervenuta la riabilitazione. Ai fini del
comma 1, lettera g), si intendono gravi le violazioni che
comportano un omesso pagamento di imposte e tasse per un
importo superiore all’importo di cui all’articolo 48-bis,
commi 1 e 2-bis, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602; costituiscono
violazioni definitivamente accertate quelle relative
all’obbligo di pagamento di debiti per imposte e tasse
certi, scaduti ed esigibili. Ai fini del comma 1, lettera
i), si intendono gravi le violazioni ostative al rilascio
del documento unico di regolarita’ contributiva di cui
all’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 25 settembre
2002, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
novembre 2002, n. 266; i soggetti di cui all’articolo 47,
comma 1, dimostrano, ai sensi dell’articolo 47, comma 2, il
possesso degli stessi requisiti prescritti per il rilascio
del documento unico di regolarita’ contributiva. Ai fini
del comma 1, lettera m-quater), il concorrente allega,
alternativamente: a) la dichiarazione di non trovarsi in
alcuna situazione di controllo di cui all’articolo 2359 del
codice civile rispetto ad alcun soggetto, e di aver
formulato l’offerta autonomamente; b) la dichiarazione di
non essere a conoscenza della partecipazione alla medesima
procedura di soggetti che si trovano, rispetto al
concorrente, in una delle situazioni di controllo di cui
all’articolo 2359 del codice civile, e di aver formulato
l’offerta autonomamente; c) la dichiarazione di essere a
conoscenza della partecipazione alla medesima procedura di
soggetti che si trovano, rispetto al concorrente, in
situazione di controllo di cui all’articolo 2359 del codice
civile, e di aver formulato l’offerta autonomamente. Nelle
ipotesi di cui alle lettere a), b) e c), la stazione
appaltante esclude i concorrenti per i quali accerta che le
relative offerte sono imputabili ad un unico centro
decisionale, sulla base di univoci elementi. La verifica e
l’eventuale esclusione sono disposte dopo l’apertura delle
buste contenenti l’offerta economica.
3. Ai fini degli accertamenti relativi alle cause di
esclusione di cui al presente articolo, si applica
l’articolo 43, del decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 2000, n. 445; resta fermo, per l’affidatario,
l’obbligo di presentare la certificazione di regolarita’
contributiva di cui all’articolo 2, del decreto legge 25
settembre 2002, n. 210, convertito dalla legge 22 novembre
2002, n. 266 e di cui all’articolo 3, comma 8, del decreto
legislativo 14 agosto 1996, n. 494 e successive
modificazioni e integrazioni. In sede di verifica delle
dichiarazioni di cui ai commi 1 e 2 le stazioni appaltanti
chiedono al competente ufficio del casellario giudiziale,
relativamente ai candidati o ai concorrenti, i certificati
del casellario giudiziale di cui all’articolo 21 del
decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002,
n. 313, oppure le visure di cui all’articolo 33, comma 1,
del medesimo decreto n. 313 del 2002.
4. Ai fini degli accertamenti relativi alle cause di
esclusione di cui al presente articolo, nei confronti di
candidati o concorrenti non stabiliti in Italia, le
stazioni appaltanti chiedono se del caso ai candidati o ai
concorrenti di fornire i necessari documenti probatori, e
possono altresi’ chiedere la cooperazione delle autorita’
competenti.
5. Se nessun documento o certificato e’ rilasciato da
altro Stato dell’Unione europea, costituisce prova
sufficiente una dichiarazione giurata, ovvero, negli Stati
membri in cui non esiste siffatta dichiarazione, una
dichiarazione resa dall’interessato innanzi a un’autorita’
giudiziaria o amministrativa competente, a un notaio o a un
organismo professionale qualificato a riceverla del Paese
di origine o di provenienza.” .

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TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 2 marzo 2012, n. 16 – Testo del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 52 del 2 marzo 2012) coordinato con la legge di conversione 26 aprile 2012, n. 44 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento.». (12A04974) – (GU n. 99 del 28-4-2012

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