Regolamento 29/06/1993 | Edilone.it

Regolamento 29/06/1993

Regolamento 29/06/1993 n. 1836 - Adesione volontaria delle imprese del settore industriale a un sistema comunitario di ecogestione e audit.

Regolamento 29/06/1993 n. 1836
Adesione volontaria delle imprese del
settore industriale a un sistema comunitario di ecogestione e audit.

IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il Trattato che
istituisce la Comunità economica europea, in particolare l’articolo
130 S,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del
Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e
sociale (3),
considerando che gli obiettivi e i principi della
politica ambientale della Comunità, quali stabiliti nel trattato ed
esposti in modo particolareggiato nella risoluzione del Consiglio
delle Comunità europee e dei rappresentanti dei governi degli Stati
membri riuniti in sede di Consiglio, del 1o febbraio 1993, concernente
un programma comunitario di politica e di azione in relazione
all’ambiente e allo sviluppo sostenibile (4), nonché nelle precedenti
risoluzioni del 1973 (5), 1977 (6), 1983 (7) e 1987 (8) riguardanti un
programma comunitario di politica e di azione in materia di protezione
dell’ambiente consistono, in particolare, nel prevenire, ridurre e,
nella misura del possibile, eliminare l’inquinamento segnatamente alla
fonte, in base al principio ” chi inquina paga “, nel garantire una
buona gestione delle risorse e nel promuovere l’uso di una tecnologia
pulita o più pulita;
considerando che l’articolo 2 del trattato quale
sarà formulato conformemente al trattato sull’Unione europea, firmato
a Maastricht il 7 febbraio 1992, stabilisce che uno dei compiti della
Comunità consiste nel promuovere in tutta la Comunità una crescita
sostenibile e che la risoluzione del Consiglio del 1o febbraio 1993
sottolinea l’importanza di tale crescita sostenibile;
considerando
che il programma ” Per uno sviluppo durevole e sostenibile “,
presentato dalla Commissione e la cui impostazione generale è stata
approvata con la risoluzione del Consiglio del 1o febbraio 1993, pone
in rilievo il ruolo e le responsabilità delle imprese per il
rafforzamento dell’economia e per la protezione dell’ambiente in tutta
la Comunità;
considerando che l’industria ha una sua responsabilità
per quanto riguarda la gestione dell’impatto ambientale delle sue
attività e dovrebbe quindi adottare un approccio attivo in questo
campo;
considerando che questa responsabilità richiede che le imprese
introducano ed attuino politiche, obiettivi, programmi in materia
ambientale nonché sistemi efficaci di gestione ambientale; che le
imprese dovrebbero adottare una politica ambientale che, oltre ad
assicurare la conformità con tutte le pertinenti disposizioni
regolamentari in materia ambientale, includa impegni finalizzati al
costante e ragionevole miglioramento dell’efficienza ambientale;

considerando che l’applicazione di sistemi di gestione ambientale da
parte delle imprese deve tener conto dell’esigenza di garantire la
consapevolezza e la formazione dei lavoratori nell’elaborazione e
nell’attuazione di tali sistemi;
considerando che i sistemi di
gestione ambientale dovrebbero comprendere procedure di audit
ambientale per aiutare la direzione dell’impresa a valutare la
conformità con il sistema a l’efficacia con cui il sistema stesso
consente di attuare la politica ambientale dell’impresa;
considerando
che la comunicazione di informazioni al pubblico da parte delle
imprese sugli aspetti ambientali delle loro attività costituisce un
elemento essenziale per la buona gestione dell’ambiente ed una
risposta all’interesse crescente del pubblico per l’informazione in
questo settore;
considerando che le imprese dovrebbero pertanto
essere incoraggiate ad elaborare e a divulgare periodicamente
dichiarazioni ambientali contenenti informazioni destinate al pubblico
sull’effettiva situazione dell’ambiente nei loro siti industriali e
sulle loro politiche e i loro programmi, obiettivi e dispositivi di
gestione in materia ambientale;
considerando che la trasparenza e la
credibilità delle attività delle imprese in questo settore si
accrescono allorché le politiche ambientali delle imprese, i loro
programmi, i sistemi di gestione, le procedure di audit e le
dichiarazioni ambientali vengono esaminati per verificare se siano
conformi ai pertinenti requisiti del presente regolamento e allorché
le dichiarazioni ambientali sono convalidate da verificatori
ambientali accreditati;
considerando che è necessario prevedere un
riconoscimento ed una supervisione indipendenti e neutrali
dell’attività dei verificatori ambientali onde assicurare la
credibilità del sistema;
considerando che le imprese dovrebbero
essere incoraggiate a partecipare a tale sistema su base volontaria;
che per assicurare un’attuazione equivalente del sistema in tutta la
Comunità, le norme, le procedure e i requisiti essenziali devono
essere gli stessi in tutti gli Stati membri;
considerando che un
sistema comunitario di ecogestione e audit dovrebbe nella prima fase
essere focalizzato sul settore industriale in cui sono già in uso i
dispositivi di gestione e di audit ambientali; che è auspicabile
applicare, in via sperimentale, disposizioni analoghe a settori che
esulano dall’industria, quali la distribuzione commerciale e il
servizio pubblico;
considerando che per evitare aggravi
ingiustificati alle imprese e garantire la coerenza tra il sistema
comunitario e le norme nazionali, europee e internazionali applicabili
ai dispositivi di gestione ambientale e agli audit, dette norme
riconosciute dalla Commissione con una apposita procedura si
considerano conformi ai corrispondenti requisiti del presente
regolamento cosicché le imprese non debbano raddoppiare le relative
procedure;
considerando che è importante che le piccole e medie
imprese partecipino al sistema comunitario di ecogestione e audit e
che si dovrebbe incoraggiare la loro partecipazione introducendo o
promuovendo misure e strutture di assistenza tecnica intese a mettere
a disposizione di queste imprese la competenza e il sostegno
necessari;
considerando che la Commissione dovrebbe, conformemente ad
una procedura comunitaria, adattare gli allegati del regolamento,
riconoscere le norme nazionali, europee ed internazionali applicabili
ai dispositivi di gestione ambientale, fissare orientamenti per
stabilire la frequenza degli audit ambientali e promuovere la
collaborazione fra Stati membri per quanto riguarda il riconoscimento
e la supervisione dei verificatori ambientali;
considerando che il
presente regolamento, dovrebbe essere riveduto dopo un determinato
periodo di tempo alla luce dell’esperienza acquisita,

HA ADOTTATO
IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1
Il sistema di ecogestione e
audit e i suoi obiettivi

1. È istituito un sistema comunitario, in
seguito denominato ” sistema comunitario di ecogestione e audit ” o ”
sistema ” al quale possono aderire volontariamente le imprese che
svolgono attività industriali, per la valutazione e il miglioramento
dell’efficienza ambientale delle attività industriali e per la
presentazione al pubblico dell’informazione pertinente.
2.
L’obiettivo del sistema consiste nel promuovere costanti miglioramenti
dell’efficienza ambientale delle attività industriali mediante:
a)
l’introduzione e attuazione, da parte delle imprese, di politiche,
programmi e sistemi di gestione dell’ambiente in relazione ai loro
siti;
b) la valutazione sistematica, obiettiva e periodica
dell’efficienza di tali elementi;
c) l’informazione del pubblico
sull’efficienza ambientale.
3. Questo sistema non pregiudica le
vigenti disposizioni di legge comunitarie o nazionali o le norme
tecniche, relative ai controlli ambientali, né pregiudica i doveri
delle imprese derivanti da tali disposizioni di legge e norme.

Articolo 2
Definizioni

Ai fini del presente regolamento s’intende
per:
a) politica ambientale: gli obiettivi ed i principi d’azione
dell’impresa riguardo all’ambiente ivi compresa la conformità alle
pertinenti disposizioni regolamentari in materia ambientale;
b)
analisi ambientale: un’esauriente analisi iniziale dei problemi
ambientali, degli effetti e dell’efficienza ambientali, relativi alle
attività svolte in un sito;
c) programma ambientale: una descrizione
degli obiettivi e delle attività specifici dell’impresa, concernenti
una migliore protezione dell’ambiente in un determinato sito, ivi
compresa una descrizione delle misure adottate o previste per
raggiungere questi obiettivi e, se del caso, la scadenza stabilite per
l’applicazione di tali misure;
d) obiettivi ambientali: gli obiettivi
particolari che l’impresa si prefigge in ordine all’efficienza
ambientale:
e) sistema di gestione ambientale: la parte del sistema
di gestione complessivo comprendente la struttura organizzativa, la
responsabilità, le prassi, le procedure, i processi e le risorse per
definire e attuare la politica ambientale;
f) audit ambientale: uno
strumento di gestione comprendente una valutazione sistematica,
documentata, periodica e obiettiva dell’efficienza
dell’organizzazione, del sistema di gestione e dei processi destinati
alla protezione dell’ambiente, al fine di:
i) facilitare il controllo
di gestione delle prassi che possono avere un impatto sull’ambiente;

ii) valutare la conformità alle politiche ambientali aziendali;
g)
ciclo di audit: periodo in cui tutte le attività di un dato
stabilimento sono sottoposte ad audit, conformemente alle esigenze
dell’articolo 4 e dell’allegato II, relativamente a tutti gli aspetti
ambientali pertinenti citati nell’allegato I, punto C;
h)
dichiarazione ambientale: dichiarazione elaborata dall’impresa in
conformità delle disposizioni del presente regolamento e in
particolare dell’articolo 5;
i) attività industriale: qualsiasi
attività elencata nelle sezioni C e D della classificazione delle
attività economiche nella Comunità europea (NACE Rev. 1), stabilita
dal regolamento (CEE) n. 3037/90 del Consiglio (9), nonché la
produzion…

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