Regolamento 23/07/1987 | Edilone.it

Regolamento 23/07/1987

Regolamento 23/07/1987 n. 2242 - CEE - Azioni comunitarie per l'ambiente.

Regolamento 23/07/1987 n. 2242
CEE – Azioni comunitarie per
l’ambiente.

IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il
Trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l’articolo 130 S,

vista la proposta della Commissione (Cfr. GU n. C
18 del 24.01.1987, p. 5),

visto il parere del Parlamento europeo
(Cfr. GU n. C 156 del 15.06.1987, p. 199),

visto il parere del
Comitato economico e sociale (Cfr. Parere reso il 2 luglio
1987),

considerando che, a norma dell’articolo 2 del trattato, la
Comunità ha, tra l’altro, il compito di promuovere uno sviluppo
armonioso delle attività economiche nell’insieme della Comunità,
un’espansione continua ed equilibrata ed una stabilità accresciuta;

considerando che l’azione della Comunità in materia di ambiente deve
avere l’obiettivo di salvaguardare, proteggere e migliorare la qualità
dell’ambiente, nonché di contribuire alla protezione della salute
umana e di garantire un’utilizzazione accorta e razionale delle
risorse naturali;

considerando che ai fini della completa
concretizzazione degli obiettivi formulati nei programmi d’azione
delle Comunità europee in materia di ambiente del 1973 (Cfr. GU n. C
112 del 20.12.1973, p. 1) e del 1977 (Cfr. GU n. C 139 del 13.06.1977,
p. 1), nonché del programma d’azione del 1983 (Cfr. GU n. C 46 del
17.02.1983, p. 1), i cui orientamenti generali sono stati approvati
dal Consiglio e ai rappresentanti degli Stati membri, è opportuno che
la Comunità contribuisca finanziariamente alla realizzazione di talune
azioni specifiche nel quadro del presente regolamento;

considerando
che lo sviluppo di tecnologie pulite costituisce un mezzo
particolarmente idoneo per ridurre in via preventiva l’inquinamento
nel modo più economicamente razionale e per risparmiare le risorse
naturali;

considerando che l’elaborazione di tecniche di riciclaggio
e di riutilizzazione dei rifiuti, comprese le acque di scarico, è
indispensabile ad una migliore gestione dei rifiuti e delle risorse
naturali;

considerando che è opportuno contribuire all’elaborazione
di tecniche di individuazione e di ripristino di siti contaminati da
sostanze e/o rifiuti pericolosi;

considerando che lo sviluppo di
tecnologie pulite e di tecniche perfezionate per il riciclaggio dei
rifiuti, comprese le acque di scarico, e per l’individuazione e il
ripristino dei siti contaminati, può ripercuotersi positivamente
sull’innovazione industriale e nell’occupazione, particolarmente nel
settore delle piccole e medie imprese;

considerando che l’esperienza
ha dimostrato la necessità di incoraggiare la messa a punto di
tecniche e metodi nuovi di misurazione e di controllo della qualità
dell’ambiente naturale;

considerando che è opportuno sfruttare
maggiormente taluni risultati dei programmi comunitari di ricerca e di
sviluppo nei settori dell’ambiente e delle materie prime;

considerando che è importante che la Comunità contribuisca al
mantenimento o al ristabilimento di biotopi gravemente minacciati che
accolgono specie in pericolo, ai sensi della direttiva 79/409/CEE del
Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli
uccelli selvatici;

considerando che è opportuno che la Comunità
possa contribuire alla protezione e al ristabilimento dei terreni
minacciati o degradati da incendi, processi di erosione e
desertificazione;

considerando che è d’uopo che la Comunità, nei
limiti delle sue possibilità di bilancio, a tal fine disponibili,
conceda un aiuto finanziario a progetti relativi alle tecnologie
pulite, alle tecniche di riciclaggio e di riutilizzazione dei rifiuti,
comprese le acque di scarico, all’individuazione ed al ripristino di
siti contaminati da sostanze e/o rifiuti pericolosi, ai metodi di
misurazione e di sorveglianza della qualità dell’ambiente naturale,
nonché ad azioni per la conservazione di zone di protezione della
natura di importanza comunitaria nel quadro dell’attuazione della
direttiva 79/409/CEE e di protezione o ristabilimento dei terreni
minacciati o degradati da incendi, processi di erosione e
desertificazione;

considerando che è opportuno prevedere un importo
ritenuto necessario per l’esecuzione di questi progetti; che questo
importo dovrebbe poter essere riveduto dal Consiglio, che delibera
all’unanimità su proposta della Commissione;

considerando che
occorre istituire un Comitato consultivo che assisterà la Commissione
nell’attuazione del presente regolamento, in particolare nel
selezionare i progetti ai quali può essere concesso un aiuto
finanziario;

considerando che l’applicazione del regolamento (CEE)
n. 1872/84 del Consiglio, del 28 giugno 1984, relativo ad azioni
comunitarie per l’ambiente (Cfr. GU n. L 176 del 03.07.1984, p. 1) ha
messo in luce l’opportunità di un regime di aiuto comunitario ad
azioni benefiche all’ambiente, nonché l’applicabilità delle procedure
instaurate n virtù di detto regolamento;

considerando che occorre
quindi sostituire il predetto regolamento tenendo conto delle nuove
esigenze,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Art. 1.

1. La
Comunità può accordare un aiuto finanziario a favore di:

a) progetti
dimostrativi intesi allo sviluppo di nuove tecnologie pulite, ossia
poco o per nulla inquinanti e tali da consumare meno risorse naturali;

b) progetti dimostrativi intesi ad elaborare tecniche di riciclaggio
e di riutilizzazione dei rifiuti, comprese le acque di scarico;

c)
progetti dimostrativi intesi ad elaborare tecniche di individuazione e
di ripristino di siti contaminati da sostanze e/o rifiuti pericolosi;

d) progetti dimostrativi per la messa a punto di tecniche e metodi
nuovi di misurazione e di sorveglianza della qualità dell’ambiente
naturale;

e) progetti a carattere incentivante volti a contribuire
al mantenimento o al ristabilimento di biotopi fortemente minacciati
che accolgono specie in pericolo e presentano particolare importanza
per la Comunità, in applicazione della direttiva 79/409/CEE ;

f)
progetti a carattere incentivante volti a contribuire alla protezione
o al ristabilimento dei terreni minacciati o degradati da incendi,
processi di erosione e desertificazione.

Sono esclusi i progetti di
cui alle lettere a), b), c) e d) che sono ammessi a beneficiare di una
partecipazione finanziaria in base ad altri strumenti comunitari.

2.
L’importo ritenuto necessario per l’esecuzione dei progetti previsti è
di 24 milioni di ECU.

Sulla base della prima relazione annuale, di
cui all’articolo 12, il Consiglio, deliberando all’unanimità su
proposta della Commissione, può decidere di riesaminare l’importo
considerato necessario.

Gli stanziamenti sono iscritti nel bilancio
generale delle Comunità europee.

3. Il sostegno finanziario può
rappresentare:

i) una quota massima del 30 % del costo dei progetti
di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c) ed una quota massima del 50
% del costo dei progetti di cui alle lettere d) e f) e in linea
generale una quota massima del 50 % del costo dei progetti di cui alla
lettera e);

ii) eccezionalmente, una quota massima del 75 % del
costo dei progetti di cui al paragrafo 1, lettera e), sempreché essi
riguardino biotopi che accolgono specie minacciate di estinzione nella
Comunità.

Art. 2.

1. Per fruire di un sostegno finanziario, ogni
progetto deve presentare un interesse comunitario e un interesse ai
fini della protezione dell’ambiente e/o della gestione delle risorse
naturali.

Il tasso di partecipazione comunitaria sarà fissato entro
i limiti in cui si comprovi che il progetto in questione è rispondente
a tali interessi.

2. I progetti di cui all’articolo 1, paragrafo 1,
lettere a), b) e c) devono:

– applicare tecnologie o procedimenti
aventi carattere innovativo, per i quali la fase di ricerca può
considerarsi ultimata, ma che non sono stati ancora collaudati o non
esistono ancora nella Comunità;

– grazie al loro carattere
dimostrativo, essere tali da incoraggiare la creazione di altri
impianti o l’applicazione di procedimenti del medesimo tipo che
riducano notevolmente i danni all’ambiente o che migliorino la
gestione delle risorse naturali;

– interessare in via prioritaria
impianti o procedimenti che:

– per la quantità delle emissioni
oppure per il particolare pericolo che queste ultime rappresentano,
danneggiano gravemente l’ambiente, oppure – consentano, mediante
riciclaggio o riutilizzazione, di valorizzare rifiuti, comprese le
acque di scarico, che per la loro natura pongono gravi problemi
all’ambiente, oppure

– consentano di individuare e/o ripristinare
siti contaminati da rifiuti e/o sostanze pericolosi per l’uomo e per
l’ambiente.

3. I progetti di cui all’articolo 1, paragrafo 1,
lettera d) devono riguardare anzitutto i più importanti fattori
inquinanti nell’atmosfera, nell’acqua e nel suolo e contribuire
all’armonizzazione dei metodi di misurazioni ed alla compatibilità dei
risultati della misurazione all’interno della Comunità.

4. Per
quanto riguarda i progetti di cui all’articolo 1, paragrafo 1, lettera
e) il sostegno finanziario è accordato in funzione dell’importanza
della zona sul piano comunitario, nonché dell’urgenza del sostegno
finanziario in questione.

5. Per quanto riguarda i progetti di cui
all’articolo 1, paragrafo 1, lettera f) il sostegno finanziario è
accordato in funzione dell’urgenza dell’attuazione delle azioni e
della necessità di un sostegno finanziario comunitario e tenendo
conto, in particolare, del loro effetto incentivante nella Comunità.

Art. 3.

1. Le domande di sostegno finanziario per i progetti di cui
all’articolo 1, paragrafo 1, lettere a), b), c) e d), conseguenti a
gare d’appalto preparate dalla Commissione e pubblicate nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee, vanno trasmesse alla Commissione,
con copia alle autorità competenti dello Stato membro interessato.

2. Le domande di sostegno finanziario per i …

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