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Regio Decreto 12/10/1933

Regio Decreto 12/10/1933 n. 1539 - Approvazione del regolamento per l'esecuzione delle disposizioni legislative sul riordinamento dell'imposta fondiaria.

Regio Decreto 12/10/1933 n. 1539

Approvazione del regolamento per
l’esecuzione delle disposizioni legislative sul riordinamento
dell’imposta fondiaria.

CAPITOLI I – II – III – OMISSIS
Artt. 1 –
47 – omissis –

Art. 48
Costituiscono quindi particelle catastali, da
rappresentarsi e da individuarsi separatamente all’atto del
rilevamento, oltre gli appezzamenti di possessori diversi e quelli
soggetti ad enfiteusi o livello:
a) le singole parti di un medesimo
possesso, sebbene contigue, quando differiscono fra loro per qualità
di coltura;
b) i fabbricati o porzioni di fabbricati urbani insieme
alle loro dipendenze, come cortili, pozzi e simili;
c) i fabbricati o
porzioni di fabbricati rurali, colle loro dipendenze, come cortili,
pozzi, aie e simili;
d) le aie ed i cortili, quando non siano contigui
ai fabbricati cui servono;
e) i cortili, gli anditi, ed altri spazi
comuni a diversi possessori;
f) l’area circoscritta dalle linee
esterne delle fortezze, delle chiese, dei cimiteri e degli spazi
contigui destinati ad uso pubblico;
g) le miniere, le cave, le
torbiere e le saline, quando non siano sotterranee, e le tonnare, per
la superficie occupata stabilmente ad uso della relativa industria;
h)
le valli, i laghi e gli stagni da pesca;
i) i terreni destinati a
scopo di delizia, a colture che richiedono speciali apparecchi di
riscaldamento o riparo; ed in generale tutti i terreni sottratti, per
qualsivoglia altro uso, all’ordinaria coltivazione, in quanto non
siano da considerarsi come accessori di fabbricati;
k) le strade
ferrate e le tramvie in quanto abbiano sede propria, colle rispettive
dipendenze;
l) i ponti soggetti a pedaggio;
m) i canali, i viali, le
strade, gli accessi e simili, di proprietà privata, quando non
appartengono ai possessori dei terreni fronteggianti;
n) gli argini
principali lungo i corsi d’acqua;
o) le fontane pubbliche, i monumenti
nazionali e piazze pubbliche, in quanto non siano da considerarsi come
unite alle strade o una continuazione delle medesime;
p) i terreni di
territorio comunale o possesso controversi;
q) le spiagge, le rocce,
le ghiaie, le sabbie nude e gli altri terreni per propria natura
affatto improduttivi;
r) e, in generale, tutte quelle porzioni di
terreno che diversificano dal contiguo, o per qualità di coltura, o
per destinazione, o per altre speciali condizioni, escluse le prode
ordinarie dei fondi, che ne formano parte integrante.
Art. 49
Possono
farsi particelle distinte anche per quei terreni che sono situati
nello stesso comune, appartengono allo stesso possessore e sono della
medesima qualità, od hanno la stessa destinazione, quando sono divisi
da fossi, muri, strade o da altre accidentalità naturali o artificiali
permanenti del terreno.
Nei comuni dove esistono mappe servibili, tali
divisioni devono essere mantenute, colle rettifiche eventualmente
occorrenti.
Art. 50
Si rilevano pure, e si rappresentano in mappa,
senza che costituiscano particelle catastali da numerarsi:
a) le
strade nazionali, provinciali, comunali e vicinali, le piazze
pubbliche, i ponti non soggetti a pedaggio, ed in generale tutti gli
immobili di proprietà dello Stato sottratti alla produzione per un
pubblico servizio gratuito;
b) l’alveo dei fiumi e dei torrenti;
c)
l’area di proprietà pubblica occupata da canali, laghi, stagni,
serbatoi e simili;
d) i canali maestri per la condotta delle acque,
indicati all’art.89.
Art. 51
Le nuove mappe devono di regola essere
formate nella scala di 1:2.000. Per quelle parti di territorio che
sono frazionate in piccole particelle, si fanno allegati nella scala
di 1:1.000, e occorrendo, anche di 1:500.
Pei comuni in cui il
territorio è nella maggior parte frazionato in piccole particelle,
l’ufficio generale del catasto può disporre che l’intera mappa sia
fatta nella scala di 1:1.000.
Dove invece sia consigliato dal minor
frazionamento la mappa potrà esser fatta nella scala di
1:4.000.
L’ufficio generale del catasto può pure disporre che nella
formazione della mappa si impieghino, senza ricorrere ad allegati, a
seconda del frazionamento del territorio, scale differenti da
scegliersi però tra quelle indicate in questo articolo.
Artt. 52 – 56
– omissis –
CAPITOLO IV OPERAZIONI DI QUALIFICAZIONE, CLASSIFICAZIONE
E CLASSAMENTO
Art. 57 – omissis –
Art. 58
La qualificazione consiste
nel distinguere i terreni di ciascun comune secondo le varie loro
qualità, ossia secondo le specie essenzialmente differenti, tanto per
la diversa coltivazione a cui vengono di solito destinati i terreni
stessi, quanto per il diverso loro prodotto spontaneo, od anche per
altre condizioni o circostanze notevoli o permanenti.
Art 59 – omissis

Art. 60
La classificazione consiste nel suddividere ogni qualità in
tante classi quanti sono i gradi notabilmente diversi della rispettiva
produttività, tenuto conto delle condizioni fisiche ed economiche
influenti sulla relativa rendita netta, e precisando per ciascuna
classe le principali caratteristiche che valgano a distinguerla dalle
altre.
L’ufficio generale del catasto determina il numero massimo di
classi in cui di regola ciascuna qualità può essere suddivisa. Le
eccezioni alla regola stabilita dovranno essere approvate dall’ufficio
generale medesimo.
Nella classificazione non si tiene conto delle
piccole differenze per formare classi distinte.
Artt. 61 – 62 –
omissis –
Art. 63
Nella classificazione dei terreni irrigui si tien
conto della qualità più o meno fertilizzante delle acque, della loro
quantità, del sistema di irrigazione, e, in generale, di tutte le
circostanze influenti sulla produzione.
Artt. 64 – 65 – omissis –
Art.
66
Per i terreni soggetti a vincolo forestale si tiene conto degli
effetti di tale servitù nella classificazione o nel classamento.
Artt.
67 – 74 – omissis –
Art. 75
Il classamento, ossia l’attribuzione di
qualità e classe, consiste nel riscontrare sopra luogo la qualità di
ogni particella catastale, e nel collocarla in quella tra le classi
prestabilite nel prospetto indicato all’art.72, che, fatti gli
opportuni confronti colle particelle tipo, ne presenta le
caratteristiche ed i dati conformi, o più prossimi, rispetto al grado
di produttività ed alle particolari condizioni della particella
medesima.
Durante il classamento si verificherà e, se del caso, si
rettificherà, la specificazione dei diritti reali di godimento,
spettanti ai singoli compossessori di una stessa particella, fatta
nella intestazione del possesso a mente dell’art.55; e si
raccoglieranno altresì gli elementi necessari per assegnare, nella
intestazione, ai singoli possessori la quota parte del reddito
imponibile complessivo corrispondente al valore dei rispettivi
diritti.
Art. 76
I terreni saranno inscritti in catasto nello stato
delle colture e di destinazione nel quale si troveranno all’atto del
classamento, senza tener conto di deterioramenti intenzionali o
dipendenti da circostanze eccezionali o transitorie. I miglioramenti,
però, avranno effetto in catasto soltanto dopo cinque anni dall’epoca
in cui il possessore dimostrerà di averli introdotti, senza
pregiudizio delle maggiori esentazioni accordate da leggi
speciali.
Per conseguenza, salvo il dovuto periodo di esenzione dalla
imposta, sul maggior reddito, derivante dai miglioramenti apportati,
si terrà conto nell’applicare la classe dei vantaggi procacciati al
fondo, anche artificialmente e coll’impiego di mezzi eccezionali, ogni
qualvolta questi vantaggi siano stabili e permanenti.
Art. 77
I
miglioramenti di cui all’articolo precedente, sono quelli che possono
far variare i terreni di qualità, o anche di classe.
Art. 78
I
miglioramenti che con qualsiasi operazione agricola si intendesse
introdurre nei terreni, saranno preventivamente denunziati per
iscritto dal possessore alla commissione censuaria comunale. Nella
denunzia si indicheranno in modo chiaro e preciso l’ubicazione, la
denominazione, lo stato di coltura e la superficie dei terreni da
migliorare ed i possessori confinanti. Saranno inoltre descritte le
piantagioni fruttifere esistenti sui terreni medesimi e specificati i
miglioramenti che si intende introdurvi.
Art. 79
I miglioramenti, per
i quali i possessori avessero omesso di presentare la denunzia
preventiva, di cui all’articolo precedente, potranno essere denunciati
anche dopo che siano state eseguite le relative operazioni di bonifica
e miglioria; ma delle denunzie sarà tenuto conto solamente se ed in
quanto i periti catastali possano, in base ad esse, riconoscere in
modo non dubbio, lo stato dei terreni anteriore ai miglioramenti e la
data di questi. Tali denunzie debbono essere fatte nelle forme
indicate nell’articolo precedente e possono contenere inoltre quelle
altre indicazioni o prove che i possessori credano di aggiungere nel
loro interesse.
L’ultimo termine utile per la presentazione delle
denunzie tardive dei miglioramenti, è quello stabilito dagli artt. 131
e 140 per la presentazione dei reclami sui risultati del
classamento.
Artt. 80 – 85 – omissis –
Art. 86
Affinché, un fabbricato
sia ritenuto rurale, ed escluso per ciò dalla stima, giusta l’art.16
del testo unico, non è necessario che sia situato sul fondo cui
serve.
Art. 87
Sono accessori o dipendenze dei fabbricati rurali i
pozzi, i cortili, le concimaie, le aie e simili, quando siano
esclusivamente e stabilmente destinati agli usi propri
dell’agricoltura.
Capitolo V TARIFFE DI ESTIMO
Art. 95
Le tariffe di
estimo debbono rappresentare la parte dominicale del reddito medio
ordinario continuativo ritraibile dai terreni di ciascuna qualità e
classe per unità di superficie all’1 gennaio
1914. Debbono perciò
riferirsi a sistemi di coltivazione ordinari e duraturi, secondo gli
usi e le consuetudini locali, praticati senza straordinaria diligenza
o trascuranza, e debbono fare astrazione dai vantaggi dipendenti dalla
conversione dei frutti naturali in prodotti di maggior pr…

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