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Prevenzione infortuni - Linee di contatto delle gru a ponte
Nota Ministeriale

Con la lettera sopracitata, nel segnalare che in sede di
accertamento sulle gru a ponte, la locale sezione dell’ENPI è
consueta ritenere le gru medesime inadeguate ai fini della sicurezza,
nei casi in cui i conduttori delle linee elettriche di alimentazione
sono nudi, in quanto non protetti contro il contatto accidentale, a
norma degli artt. 275 e 281 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, codesto
ufficio ha espresso, in proposito, contrario avviso, poiché la
protezione di detti conduttori, pur essendo consigliabile, non sempre
rivestirebbe carattere di obbligatorietà. Ciò in
relazione sia a quanto previsto dalle citate norme (art. 275 per le
alte tensioni inferiori a 1.000 volt, art. 281 per le basse tensioni
superiori a 25 volt), che ammettono i conduttori nudi a condizioni che
siano adottate adeguate ed efficaci misure di sicurezza, sia in
relazione al concetto di accessibilità dei conduttori stessi,
quale può dedursi dalla disposizione dell’art. 320 del D.P.R.
n. 547 sulla distanza di sicurezza di m. 5 per le linee di contatto
nude per trazioni elettriche, nonché dalla disposizione
dell’art. 11 del D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164, sulla distanza
egualmente fissata dalle linee aeree per i lavori edili, restando
ovviamente salvi i divieti e le cautele di cui agli artt. 344 e 375
del D.P.R. n. 547 nei casi di accesso richiesti da lavori di
manutenzione. Dopo aver richiamato, a conferma del proprio avviso,
anche le norme CEI per gli impianti elettrici e per gli effetti della
protezione contro i contatti accidentali con parti in tensione,
codesto Ufficio ha richiesto a questo Ministero chiarimenti ed
istruzioni, ad evitare le difficoltà derivanti dal
comportamento operativo dell§ENPI, per le decisioni di
competenza.Sull§argomento proposto si osserva quanto segue.L’art.
275, 3° comma, del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, stabilisce che
"sono ammessi i conduttori nudi per tensione di esercizio sino a
1.000 volts per i sistemi di sbarre per elettrolisi, per le linee di
contatto per gru a ponte scorrevole ed impianti simili e per i
raccordi ferroviari, purché siano adottate adeguate ed efficaci
misure di sicurezza.Tra le misure indicate dalle norme contenute nel
Titolo VII, Capo II del D.P.R. citato, appaiono di equivalente
efficacia i ripari rigidi di materiali isolanti non igroscopici, o
metallici, collegati a terra (schermature, segregazioni, ecc.) e la
inaccessibilità dei conduttori stessi, equivalenza di efficacia
che tra l’altro è condivisa anche dalle norme CEI per gli
impianti elettrici.Riveste carattere di peculiare importanza il come e
quando ritenere un conduttore nudo inaccessibile e quindi sicuro ai
fini di accidentali contatti con parti in tensione. Fermo restando
l’obbligo del rispetto della distanza di sicurezza fissata in m. 5 sia
dall’art. 320 del D.P.R. n. 547 che dall’art. 11 del D.P.R. n. 164,
entrambi succitati, è bene ritenere inaccessibili, ai fini di
quanto sopra, i conduttori e gli elementi in tensione che siano
raggiungibili solo con l’uso di appositi mezzi straordinari, adoperati
intenzionalmente a tal fine e con l’osservanza delle norme previste
dall’art. 344 del D.P.R. n. 547 nel caso in cui per manutenzione siano
eseguiti lavori su parti in tensione.Più volte in passato il
concetto di accessibilità fu oggetto di quesiti, a cui
però questo Ministero rispose dettando le appropriate
istruzioni con circolare n. 526 del 12 marzo 1958, avente per oggetto
vari quesiti sulle norme di prevenzione infortuni ed igiene del
lavoro.I chiarimenti al riguardo forniti con la presente sono conformi
alle predette istruzioni.Si richiama l’attenzione dell’EN PI sulla
interpretazione sopra riportata, ai fini delle decisioni di
competenza.

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