PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITA' - COMUNICATO - Articolo 13 della legge 11 agosto 2003, n. 228 concernente misure contro la tratta di persone - Programmi di assistenza. (Avviso n. 5 /2010). (10A09762) (GU n. 184 del 9-8-2010 | Edilone.it

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITA’ – COMUNICATO – Articolo 13 della legge 11 agosto 2003, n. 228 concernente misure contro la tratta di persone – Programmi di assistenza. (Avviso n. 5 /2010). (10A09762) (GU n. 184 del 9-8-2010

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITA' - COMUNICATO - Articolo 13 della legge 11 agosto 2003, n. 228 concernente misure contro la tratta di persone - Programmi di assistenza. (Avviso n. 5 /2010). (10A09762) (GU n. 184 del 9-8-2010 )

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LE PARI
OPPORTUNITA’

COMUNICATO

Articolo 13 della legge 11 agosto 2003, n. 228 concernente misure
contro la tratta di persone – Programmi di assistenza. (Avviso n. 5
/2010). (10A09762)

Il Ministro per le pari opportunita’ emana il seguente avviso per
la presentazione dei progetti di fattibilita’ di cui all’art. 2,
comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica, 19 settembre
2005, n. 237, emanato in attuazione dell’art. 13 della legge 11
agosto 2003, n. 228 recante misure contro la tratta di persone.
1. Premessa.
Con il presente avviso si intende dare attuazione allo speciale
programma di assistenza previsto dall’art. 13 della legge 11 agosto
2003, n. 228 recante misure contro la tratta di persone e dall’art. 1
del Regolamento di attuazione approvato con decreto del Presidente
della Repubblica, 19 settembre 2005, n. 237.
La Commissione interministeriale prevista dall’art. 25, comma 2,
del regolamento di attuazione del testo unico sull’immigrazione,
decreto legislativo 286/98, ridenominata «Commissione
interministeriale per il sostegno alle vittime di tratta, violenza e
grave sfruttamento» a seguito dell’entrata in vigore del decreto del
Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 102 – riunitasi il 27
luglio 2010 per l’esame dello schema del presente Avviso – valutera’,
sulla base dei criteri e delle modalita’ previsti dal regolamento di
attuazione del 19 settembre 2005, n. 237, i progetti di fattibilita’
rivolti specificamente ad assicurare progetti individualizzati di
assistenza che garantiscano, in via transitoria, adeguate condizioni
di alloggio, di vitto e di assistenza sanitaria alle vittime dei
reati previsti dagli articoli 600 e 601 del codice penale, come
sostituiti, rispettivamente, dagli articoli 1 e 2 della citata legge
n. 228/2003.
In tale prospettiva, i progetti innanzi richiamati devono essere
funzionali a garantire una prima ed immediata assistenza alle persone
vittime, anche potenziali, dei reati previsti dagli articoli 600 e
601 c.p.
Tale assistenza – in conformita’ alla qualificazione del fenomeno
della tratta come grave violazione dei diritti umani contenuta nella
decisione quadro 2002/629/GAI del Consiglio del 19 luglio 2002 e nel
piano UE sulle migliori pratiche, le norme e le procedure per
contrastare e prevenire la tratta di esseri umani, ed in conformita’
alle finalita’ perseguite con lo specifico Protocollo addizionale
alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalita’
organizzata transnazionale – dovra’ essere garantita, in ottemperanza
del principio di non discriminazione, alle vittime e potenziali
vittime dei reati ex articoli 600 e 601 c.p., emergenti da tutto il
territorio nazionale, indipendentemente dalla loro eta’,
nazionalita’, genere e dal tipo di sfruttamento subito.
Definizioni:
Programma di assistenza: si intende il programma di assistenza
nel suo complesso, cosi’ come definito all’art. 13 della legge 11
agosto 2003, n. 228 e consiste in interventi rivolti specificamente
ad assicurare, in via transitoria, alle vittime dei reati previsti
dagli articoli 600 e 601 del codice penale, adeguate condizioni di
alloggio, vitto ed assistenza sanitaria, idonee al loro recupero
fisico e psichico.
Progetti di fattibilita’: si intendono i progetti da attivarsi
ad iniziativa di regioni, enti locali o enti privati indicanti i
tempi, le modalita’ e gli obiettivi che si intendono conseguire,
nonche’ le strutture organizzative e logistiche specificamente
destinate, tesi a realizzare singoli e diversi progetti di assistenza
individualizzati e presentati, ai fini del finanziamento di cui al
Programma di assistenza, ai sensi del regolamento di attuazione di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2005, n.
237.
Progetti individualizzati di assistenza: si intendono i singoli
progetti di assistenza da realizzarsi, all’interno dei progetti di
fattibilita’, a favore delle vittime di tratta e riduzione o
mantenimento in schiavitu’ o in servitu’, di cui all’art. 1, comma 4
del decreto del Presidente della Repubblica n. 237/2005.
2. Obiettivi.
Nel quadro dell’attuazione dello speciale programma di assistenza
previsto dall’art.13 della legge n. 228/2003, costituiscono oggetto
del presente avviso i progetti di fattibilita’, di durata annuale,
per la realizzazione di progetti individualizzati di assistenza,
ciascuno della durata di tre mesi, prorogabili fino ad altri tre, a
favore delle vittime dei reati di riduzione o mantenimento in
schiavitu’ o in servitu’ e di tratta di persone.
Affinche’ l’assistenza pronta ed immediata da prestare alle
vittime, anche solo potenziali, dei reati di cui agli articoli 600 e
601 c.p. si realizzi nella maniera piu’ efficace, ed in conformita’
ai principi evidenziati nelle premesse, appare opportuno che gli
anzidetti progetti di fattibilita’ prevedano forme di raccordo e
sinergia anche con gli esistenti meccanismi di intervento che,
nell’ambito dei programmi di assistenza ed integrazione sociale di
cui all’art. 18 t.u. immigrazione, sono specificamente volti a
favorire l’emersione e la fuoriuscita dai circuiti di sfruttamento,
quale l’apposito Numero verde istituito dal Dipartimento per le pari
opportunita’.
Pertanto, i progetti di fattibilita’ sopra descritti dovranno
prevedere in ogni caso:
Fornitura alle vittime di alloggio e ricovero in strutture
adeguate;
Assistenza che accompagni le vittime a far emergere la propria
condizione;
Disponibilita’ di servizi socio-sanitari di pronto intervento;
Convenzioni con gli enti impegnati in programmi di assistenza
ed integrazione sociale ai sensi dell’art. 18 del decreto legislativo
25 luglio 1998, n. 286 e comunque con i servizi sociali degli enti
locali.
Dovra’, altresi’, essere predisposto un accordo di collaborazione
con la postazione centrale del Numero Verde anzidetto, individuando
un proprio referente operativo dedicato all’attivita’ di raccordo con
essa.
Si evidenzia che la dimensione territoriale del progetto dovra’
avere ambito almeno provinciale. I progetti dovranno quindi essere in
grado di coprire un’area territoriale di estensione pari o maggiore
di quella provinciale; per assicurare un’equilibrata distribuzione
delle risorse non potranno essere presentati piu’ progetti che
insistano – in tutto o in parte – sul medesimo territorio. A tal
proposito, per ulteriori dettagli, si rimanda al successivo punto 6
del presente avviso.
3. Destinatari.
Sono destinatari dei progetti le persone vittime dei reati di
riduzione o mantenimento in schiavitu’ o in servitu’ e di tratta di
persone a scopo di sfruttamento sessuale, lavorativo, accattonaggio.
4. Proponenti ed attuatori.
I progetti di fattibilita’ possono essere presentati dalle
Regioni, dagli Enti locali e dai soggetti privati, convenzionati con
tali enti, regolarmente iscritti, alla data di scadenza della
presentazione della domanda di finanziamento di cui al presente
Avviso, nella seconda sezione del registro delle associazioni e degli
enti che svolgono attivita’ a favore di stranieri immigrati di cui
all’art. 52, comma 1, lettera B) del regolamento di attuazione del
testo unico concernente la disciplina sull’immigrazione e norme sulla
condizione dello straniero, approvato con decreto legislativo 25
luglio 1998 n. 286 e successive modifiche, secondo le disposizioni
che verranno di seguito indicate.
Per proponente si intende il soggetto che presenta il progetto di
fattibilita’ e lo realizza.
Il proponente e’ responsabile della realizzazione del progetto
presentato.
Ove l’attuazione del progetto o parte di esso venga affidata a
soggetti terzi, da indicare specificamente nel progetto stesso, i
proponenti ne rimangono comunque responsabili e mantengono il
coordinamento delle azioni previste.
I soggetti privati, proponenti o attuatori, a pena di
inammissibilita’ dell’intero progetto, debbono essere regolarmente
iscritti nella seconda sezione del registro delle associazioni e
degli enti che svolgono attivita’ a favore di stranieri immigrati, di
cui all’art. 52, comma 1, lettera B) del regolamento di attuazione
del testo unico gia’ citato, alla data di scadenza per la
presentazione della domanda di cui al presente avviso. Tale
iscrizione puo’ essere idoneamente documentata anche in forma di
autocertificazione ai sensi dell’art. 2 della legge 15 maggio 1997,
n. 127.
Il progetto puo’ altresi’ prevedere piu’ soggetti attuatori,
indicando dettagliatamente il riparto di compiti e competenze.
Possono essere indicate forme di partenariato o di collaborazione
istituzionale con soggetti pubblici, appositamente documentate
attraverso lettere d’intento e/o protocolli d’intesa.
Ciascun proponente puo’ presentare un solo progetto.
L’Ente proponente non puo’ essere indicato quale soggetto
attuatore in altro progetto che insista sul medesimo territorio di
riferimento. Nel caso in cui cio’ si verifichi, tale ultimo progetto
sara’ considerato inammissibile. Di conseguenza, ai fini
dell’ammissibilita’ del progetto, l’Ente proponente deve presentare
una dichiarazione ove attesti l’esistenza di tale condizione
(Allegato 5).
L’Ente proponente puo’ altresi’ avvalersi di forme di
collaborazione con enti privati, diversi dall’eventuale/i ente/i
attuatore/i, per la fornitura di servizi e/o per la realizzazione di
specifiche attivita’ necessarie alla completa realizzazione del
progetto, (es.: consulenza, mediazione linguistica, trasporti, ecc.).
In ogni caso la responsabilita’ della gestione dell’intervento ricade
esclusivamente sull’Ente proponente.
5. Risorse programmate.
L’ammontare delle risorse destinate ai progetti di fattibilita’
di cui al presente avviso e’ di 2.500.000,00 Euro a valere sulle
risorse assegnate al Dipartimento per le pari opportunita’, ai sensi
dell’art. 13, comma 3, della legge 11 agosto 2003 n. 228 e dell’art.
2 del relativo regolamento di attuazione.
Le iniziative saranno finanziate come segue:
nella misura dell’80% del totale della spesa a valere sulle
risorse statali;
nella misura del 20% del totale della spesa a valere sulle
risorse della Regione e dell’Ente locale.
Si precisa che la quota del 20% a carico della Regione e
dell’Ente locale puo’ essere corrisposta in denaro e/o in
valorizzazione di: personale, beni, mezzi e attrezzature. Queste
ultime voci dovranno essere, in ogni caso, quantificate nel
preventivo economico (Allegato 4).
Al fine di assicurare una equa distribuzione delle risorse su
tutto il territorio nazionale nessun progetto potra’ essere
finanziato con risorse statali per un importo superiore ai seguenti
massimali:
€ 400.000 per i progetti che coprono un’area territoriale con
popolazione residente superiore a 3.000.000 di abitanti;
€ 300.000 per i progetti che coprono un’area territoriale con
popolazione residente dai 2.000.000 ai 3.000.000 di abitanti;
€ 230.000 per i progetti che coprono un’area territoriale con
popolazione residente superiore a 1.000.000 di abitanti;
€ 120.000 per i progetti che coprono un’area territoriale con
popolazione residente inferiore a 1.000.000 di abitanti.
A tal fine faranno fede i dati Istat relativi all’anno 2008,
consultabili sul sito http://demo.istat.it.
Si precisa che tali massimali sono riferiti alla quota
finanziabile dallo Stato (80%) che non potranno essere, in ogni caso,
superati.
6. Dimensione territoriale dei progetti.
Deve essere chiaramente indicato il territorio di riferimento
delle attivita’ e degli interventi previsti nel progetto che, come
gia’ evidenziato al punto 2 «Obiettivi», dovra’ avere una dimensione
almeno provinciale. Non potranno essere presentati piu’ progetti che
insistano – in tutto o in parte – sul medesimo territorio; nel caso
in cui tale evenienza dovesse comunque verificarsi, la Commissione
ammettera’ al finanziamento un solo progetto, scegliendo quello che
avra’ riportato il punteggio maggiore.
La suddetta dimensione territoriale dovra’ essere comprovata
mediante l’allegazione di elementi concreti concernenti:
l’impegno assunto tramite il cofinanziamento da singoli enti
territoriali;
l’esistenza di protocolli operativi con gli attori presenti sul
territorio (Questure, Comandi Carabinieri, ASL, ecc.);
l’operativita’ dei partner formalmente coinvolti nelle
attivita’ del progetto nei territori indicati, comprovata da
documentazione allegata al progetto.
7. Durata dei progetti di fattibilita’.
Ai fini del presente avviso saranno ammessi alla valutazione
progetti di fattibilita’ della durata di 12 mesi, all’interno dei
quali si realizzino i singoli programmi individualizzati, ciascuno
della durata di 3 mesi, prorogabili per un ulteriore periodo non
superiore a tre mesi da parte della Commissione, previa tempestiva
istanza congruamente motivata e ferma restando l’entita’ di
finanziamento gia’ concesso.
8. Documentazione richiesta per la presentazione dei progetti.
8.1 L’Ente proponente dovra’ presentare la seguente
documentazione:
a) la domanda di candidatura, firmata dal Legale Rappresentante
del Soggetto proponente (Allegato 1);
b) il formulario compilato in ogni sua parte e sottoscritto dal
Legale Rappresentante del Soggetto proponente (Allegato 2);
c) una dichiarazione sottoscritta dal Legale Rappresentante
dell’Ente locale o Regione, dalla quale emerga in maniera espressa ed
inequivoca che il progetto presentato e’ beneficiario del
co-finanziamento nella misura almeno del 20%, cosi’ come previsto
dall’art. 25, comma 1 del Regolamento di attuazione del testo unico
richiamato (Allegato 3);
d) una analisi costi-benefici relativa alle finalita’ da
perseguire, con particolare riferimento alla dimensione territoriale
del progetto e/o alla diffusione locale del fenomeno, definita
attraverso i seguenti indicatori: numero di persone destinatarie,
effetto moltiplicatore, trasferibilita’ dei risultati, promozione
delle buone pratiche, valutazione degli interventi;
e) un preventivo economico, compilato analiticamente secondo lo
schema di cui all’Allegato 4, suddiviso nelle seguenti categorie di
spesa:
personale (non puo’ superare il 65 % del costo complessivo);
mezzi e attrezzature per i servizi di assistenza (non puo’
superare il 10% del costo complessivo);
spese di gestione per i servizi di prima assistenza;
costi generali (non puo’ superare il 7% del costo
complessivo);
spese di produzione e divulgazione materiale (non puo’
superare il 3% del costo complessivo);
f) una scheda contenente tutti gli elementi relativi alla
natura, alle caratteristiche e alle esperienze degli eventuali
soggetti attuatori, se privati;
g) l’indicazione della rete dei soggetti pubblici e privati
coinvolti nel progetto e le modalita’ di collegamento tra i diversi
attori dell’intervento, definite e attestate da appositi accordi di
collaborazione;
h) la dichiarazione, da parte dell’Ente proponente, di aver
presentato un unico progetto e, in quanto tale, di non insistere, in
qualita’ di soggetto attuatore, nel medesimo territorio di
riferimento (Allegato 5);
i) la dichiarazione sulla dimensione (almeno provinciale) del
progetto;
j) Convenzioni con gli enti impegnati in programmi di
assistenza ed integrazione sociale ai sensi dell’art. 18 del decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e comunque con i servizi sociali
degli enti locali;
k) la lettera di intenti con la Postazione centrale del Numero
Verde in merito alle modalita’ di invio e presa in carico delle
persone vittime di tratta.
8.2 L’Ente proponente, se privato, dovra’ presentare, oltre alla
documentazione sopra elencata, anche la seguente:
l) una scheda contenente tutti gli elementi relativi alla
natura, alle caratteristiche e alle esperienze del soggetto
proponente;
m) la convenzione eventualmente gia’ stipulata, ovvero lo
schema tipo di convenzione che l’ente privato, proponente o
attuatore, intende stipulare con gli Enti locali o le Regioni, per la
realizzazione del progetto, ai sensi dell’art. 26 comma 2 decreto del
Presidente della Repubblica 31 agosto 1999 n. 394. A tal fine si fa
presente che la convenzione di cui sopra deve essere firmata dal
Legale Rappresentante della Regione o dell’Ente locale, ovvero, in
sua vece da un responsabile espressamente delegato per funzione o
materia;
n) una dichiarazione, in forma di autocertificazione ai sensi
dell’art. 2 della legge 15 maggio 1997, n. 127, attestante l’avvenuta
iscrizione nella seconda sezione del registro delle associazioni e
degli enti che svolgono attivita’ a favore di stranieri immigrati di
cui all’art. 52, comma 1, lettera b) del regolamento di attuazione
del testo unico gia’ citato.
8.3 Requisiti di ammissibilita’.
Non saranno ammessi alla valutazione, e percio’ saranno
considerati INAMMISSIBILI, i progetti non corredati dalla seguente
documentazione:
lettere: a), b), c), e), h), i), k);
per l’Ente proponente privato, inoltre, la lettera: n).
I progetti dovranno essere inviati o consegnati al Dipartimento
entro e non oltre 45 giorni dalla data di pubblicazione del presente
avviso.
L’ammissibilita’ dei progetti verra’ riscontrata preventivamente
alla valutazione.
La convenzione di cui alla lettera m) del punto 8.2 del presente
bando, qualora sia formalizzata successivamente all’approvazione del
progetto, dovra’ pervenire al Dipartimento entro e non oltre 60
giorni dalla data della comunicazione dell’approvazione del progetto.
9. Assistenza tecnica per la definizione delle domande.
Il testo del presente avviso, nonche’ tutti i relativi allegati,
saranno disponibili sul sito www.pariopportunita.gov.it.
I soggetti interessati potranno contattare la Segreteria Tecnica
della Commissione interministeriale per il sostegno alle vittime di
tratta al numero telefonico: 06.67.79.24.50 e/o tramite e-mail:
articolo13@palazzochigi.it.
10. Valutazione dei progetti.
La valutazione dei progetti e’ svolta dalla Commissione
interministeriale di cui in premessa.
La Commissione provvede alla valutazione dei progetti tramite
apposite griglie tecniche di attribuzione di punteggio sulla base di
indicatori e criteri, di seguito esplicitati.
La Commissione procede ad un esame di merito dei progetti
presentati sulla base di una scheda tecnica, con una scala di
punteggio da 0 a 100. La Commissione stabilisce, altresi’, una soglia
minima di qualita’ fissata in 55 punti, al di sotto della quale i
progetti, seppur ammissibili dal punto di vista formale, non sono
ritenuti finanziabili.
Il punteggio assegnato dalla Commissione e’ cosi’ ripartito:
Area 1 – Competenze e capacita’ organizzativa – punti da 0 a 20:
Esperienza e capacita’ organizzativa del proponente e
dell’eventuale ente attuatore, anche in relazione ai risultati
conseguiti, comprovata da idonea documentazione attestante il numero
delle vittime assistite, di cui all’art. 13 legge 228/2003, ed il
numero di inserimenti effettuati nell’ambito dei precedenti progetti
finanziati dal Dipartimento per le pari opportunita’, nonche’ in
relazione alla puntualita’ nell’invio delle rendicontazioni
economiche, delle relazioni d’attivita’, delle schede di entrata e di
uscita, ed alla qualita’ di tale documentazione:
Ente proponente:
titolarita’ o gestione di progetti ex. Art. 18 decreto
legislativo 286/98 (punti da 0 a 3);
titolarita’ o gestione di progetti ex. Art. 13 legge 228/2003
(punti da 0 a 3);
titolarita’ o gestione di altri progetti o iniziative sulla
tratta (punti da 0 a 1);
Ente/i attuatore/i:
titolarita’ o gestione di progetti ex. Art. 18 decreto
legislativo 286/98 (punti da 0 a 3);
titolarita’ o gestione di progetti ex. Art. 13 legge 228/2003
(punti da 0 a 3);
titolarita’ o gestione di altri progetti o iniziative sulla
tratta (punti da 0 a 1);
Disponibilita’ di personale in possesso di adeguata
professionalita’ e/o di competenze specialistiche. In particolare
saranno tenute in considerazione la formazione e l’esperienza
specifica sulla tratta, l’adeguatezza della copertura dei servizi
assicurata dal personale previsto, la diversificazione dei ruoli e
delle figure professionali, documentata possibilmente anche
attraverso curricula. Tali figure dovrebbero includere: Coordinatore,
Psicologo, Operatore pari di origine straniera, Operatore pari
transessuale, Educatore professionale, Mediatore sociale, Mediatore
interculturale e/o linguistico, Assistente Sociale, Operatore
dedicato all’attivita’ di raccordo con il Numero Verde. Inoltre sara’
tenuta in considerazione la previsione di una consulenza legale e
sanitaria (punti da 0 a 6);
Area 2 – Impatto sul contesto territoriale di riferimento – punti da
0 a 18:
Dimensione territoriale del progetto considerata in base ai
parametri indicati al punto 6 del presente avviso e all’estensione
degli interventi (punti da 0 a 9) cosi’ ripartiti:
dimensione provinciale ( 0 – 3);
dimensione sovraprovinciale ( 3 – 5);
dimensione regionale o sovraregionale ( 6 – 9);
diffusione del fenomeno sul territorio di riferimento (punti da 0
a 3);
localizzazione appropriata dell’intervento rispetto al fenomeno,
competenza del proponente ad individuare la giusta localizzazione
(punti da 0 a 3);
localizzazione e/o estensione del progetto in zone dove non sono
stati ancora realizzati interventi strutturati o in territori
particolarmente sensibili (punti da 0 a 3);
Area 3 – Impatto e qualita’ del progetto rispetto ai destinatari, in
relazione al costo complessivo del progetto – punti da 0 a 24:
Numero delle persone contattate che si prevede accedano ai
servizi a disposizione del progetto (punti da 0 a 2);
diversificazione e qualita’ degli interventi in relazione alle
tipologie di sfruttamento e alle caratteristiche delle vittime (punti
da 0 a 4);
diversificazione delle persone destinatarie dirette per eta’
provenienza e genere (punti da 0 a 3);
Coerenza degli interventi in relazione ai vari tipi di
sfruttamento e alle caratteristiche delle vittime (punti da 0 a 2);
numero dei destinatari che si prevede accedano ai programmi
individualizzati di assistenza (punti da 0 a 3);
Articolazione e consistenza delle strutture logistiche di
accoglienza: rapporto struttura tipologia delle vittime ( punti da 0
a 4);
altri servizi a disposizione dei destinatari (punti da 0 a 2);
metodologia di intervento per l’emersione delle potenziali
vittime e per la realizzazione dei progetti di protezione e
assistenza (punti da 0 a 4);
Area 4 – Impatto e qualita’ delle forme di collaborazione in rete, in
relazione al costo complessivo del progetto – punti da 0 a 17:
previsione di forme di partenariato o collaborazione con Regioni
ed enti locali;
questure, Prefetture, Forze dell’Ordine, Autorita’ Giudiziarie,
Sindacati, Enti competenti in materia sanitaria (punti da 0 a 4);
operativita’ dei partner formalmente coinvolti nelle attivita’
dei progetti in quei territori, comprovata da documentazione allegata
al progetto (punti da 0 a 5);
stabilita’ del partenariato (punti da 0 a 1);
tipologia di forme di partenariato o collaborazione con enti
titolari dei progetti finanziati ai sensi art. 13 e art. 18 sul
territorio di riferimento e fuori dal territorio di riferimento(punti
da 0- 4);
coerenza tra le attivita’ progettuali e il partenariato (punti da
0 a 3);
Area 5 – Ulteriori elementi di qualita’ e analisi costi/benefici –
punti da 0 a 20:
carattere innovativo del progetto (punti da 0 a 2);
sistema di formazione del personale coinvolto nella realizzazione
del programma (punti da 0 a 2);
sistema e uso della valutazione monitoraggio delle attivita’,
sistema di valutazione ex-post, diffusione dei risultati (punti da 0
a 4);
congruita’ complessiva del budget di spesa (punti da 0 a 7);
equilibrio nella distribuzione tra voci di costo (punti da 0 a
6).
11. Obblighi del soggetto ammesso a finanziamento e ammissibilita’
delle spese.
Gli obblighi del soggetto ammesso al finanziamento e le spese
ammissibili saranno precisati nell’apposito atto di concessione che
verra’ stipulato tra l’Ente proponente e il Dipartimento per le pari
opportunita’.
12. Modalita’ e termini di presentazione della domanda.
I soggetti interessati alla presentazione dei progetti relativi
ai programmi di protezione sociale dovranno inoltrare una domanda
sulla base delle indicazioni contenute nel presente avviso, come
indicato al punto 8.
Le buste contenenti le proposte (un originale piu’ una copia) con
indicazione del riferimento in calce a destra: «Progetti di
assistenza, Avv. 5/2010 – art. 13 L. n. 228/2003», con la dicitura
«NON APRIRE» e con indicazione del mittente dovranno pervenire al
Dipartimento per le pari opportunita’, Largo Chigi n. 19, 00187 Roma
– entro e non oltre 45 giorni a decorrere dal giorno successivo alla
data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale.
Le domande possono essere spedite con raccomandata A/R, nel qual
caso fa fede il timbro postale di spedizione.
La consegna a mano potra’ effettuarsi dal lunedi’ al venerdi’
dalle ore 9.00 alle ore 13.00 presso il Dipartimento per le pari
opportunita’, Largo Chigi n. 19, Roma, IV° piano, Stanza n. 4090.
La Commissione provvedera’ alla valutazione dei progetti entro 90
giorni dalla scadenza del termine per la loro presentazione.

Allegato 1

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 3

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 4

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato 5

Parte di provvedimento in formato grafico

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITA’ – COMUNICATO – Articolo 13 della legge 11 agosto 2003, n. 228 concernente misure contro la tratta di persone – Programmi di assistenza. (Avviso n. 5 /2010). (10A09762) (GU n. 184 del 9-8-2010

Edilone.it