PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE - DIRETTIVA 27 gennaio 2012 | Edilone.it

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE – DIRETTIVA 27 gennaio 2012

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE - DIRETTIVA 27 gennaio 2012 - Modifiche alla direttiva 2 maggio 2006, recante: «Indicazioni per il coordinamento operativo di emergenze». (12A04686) - (GU n. 104 del 5-5-2012 )

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE
CIVILE

DIRETTIVA 27 gennaio 2012

Modifiche alla direttiva 2 maggio 2006, recante: «Indicazioni per il
coordinamento operativo di emergenze». (12A04686)

IL CAPO DEL DIPARTIMENTO

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni;
Vista la legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive
modificazioni;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343 convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10
novembre 2010, registrato alla Corte dei conti in data 17 novembre
2010, Reg. n. 19, foglio n. 24, con il quale al Prefetto dott. Franco
Gabrielli e’ stato conferito l’incarico di Capo del Dipartimento
della protezione civile;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6
aprile 2006 recante «Coordinamento delle iniziative e delle misure
finalizzate a disciplinare gli interventi di soccorso e di assistenza
alla popolazione in occasione di incidenti stradali, ferroviari,
aerei ed in mare, di esplosioni e crolli di strutture e di incidenti
con presenza di sostanze pericolose»;
Vista la direttiva del Capo del Dipartimento della Protezione
civile del 2 maggio 2006 recante «Indicazioni per il coordinamento
operativo di emergenze» ed in particolare il capitolo 3 – Incidenti
aerei;
Visto il regolamento (UE) n. 996/2010 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 20 ottobre 2010 sulle inchieste e la prevenzione di
incidenti ed inconvenienti nel settore dell’aviazione civile e che
abroga la direttiva 94/56/CE;
Ravvisata la necessita’ di dare attuazione al regolamento (UE) n.
996/2010 sopra citato ed, in particolare, all’art. 21 recante
«Assistenza alle vittime di incidenti aerei e ai loro familiari»;
Sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
Sentito l’Ente nazionale per l’aviazione civile;
Sentita l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo;

Emana
la seguente direttiva:

Al fine di dare attuazione al regolamento (UE) n. 996/2010 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 20 ottobre 2010 sulle
inchieste e la prevenzione di incidenti e inconvenienti nel settore
dell’aviazione civile ed, in particolare, all’art. 21 recante
«Assistenza alle vittime di incidenti aerei e ai loro familiari», il
capitolo 3 – «Incidenti aerei» della direttiva del Capo del
Dipartimento della Protezione civile del 2 maggio 2006 citata in
premessa e’ sostituito dal seguente:
«3. Incidenti aerei – All’interno del perimetro aeroportuale, o
comunque nell’area di giurisdizione aeroportuale.
3.1 La comunicazione dell’evento e il flusso informativo.
La Torre di controllo o, ove questa non fosse presente, il
competente fornitore dei servizi del traffico aereo, registrato
l’evento:
informa ed attiva i servizi aeroportuali di pronto intervento e
di soccorso, ivi compreso il gestore aeroportuale, per le azioni di
competenza;
ne da’ comunicazione alla direzione aeroportuale ed all’Agenzia
nazionale per la sicurezza del volo (ANSV).
L’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) vigila
sull’attuazione delle procedure del piano di emergenza aeroportuale
ed informa l’ufficio territoriale del Governo – Prefettura, le sale
operative di protezione civile degli enti locali competenti per il
territorio e l’ANSV.
Gli enti ed organizzazioni interni ed esterni all’aeroporto
agiscono in accordo a quanto previsto dal piano di emergenza
aeroportuale, a sua volta definito in aderenza alla normativa
dell’ENAC.
Inoltre, le sedi aeroportuali delle forze istituzionali preposte al
soccorso e/o di pubblica utilita’ informano ed aggiornano
costantemente le rispettive sale operative territoriali, che
potrebbero comunque ricevere analoga comunicazione dell’incidente dal
territorio:
112 Arma dei Carabinieri;
113 Polizia di Stato;
115 Vigili del Fuoco;
118 Emergenza sanitaria;
117 Guardia di Finanza;
1515 Corpo Forestale;
1530 Guardia Costiera.
Ciascuna sala operativa territoriale delle forze istituzionali
preposte al soccorso e/o di pubblica utilita’, secondo le modalita’
previste dalle proprie procedure:
allerta le proprie strutture territoriali per l’eventuale
intervento di mezzi e uomini di supporto;
contatta le altre sale operative territoriali per la verifica
della notizia e lo scambio delle informazioni;
contatta, laddove attive, le sale operative delle Polizie Locali
(Polizia Municipale e Polizia Provinciale) e le sale operative di
protezione civile degli enti locali;
informa l’ufficio territoriale del Governo – Prefettura;
attiva il flusso di comunicazione interno;
attua quanto altro previsto dalle proprie procedure.
Inoltre:
la sala operativa del 118:
avvia le procedure per l’attivazione delle risorse sanitarie
territoriali;
allerta le strutture sanitarie per l’eventuale attivazione del
loro piano di emergenza interna per massiccio afflusso feriti
(PEIMAF).
Le sale operative nazionali delle forze istituzionali preposte al
soccorso e/o di pubblica utilita’, l’ENAC e l’ufficio territoriale
del Governo – Prefettura avvisano immediatamente dell’incidente
l’ufficio gestione delle emergenze – Sala situazione Italia (S.S.I.)
del Dipartimento della Protezione Civile e riferiscono
sull’evoluzione dell’evento e sulle risorse in campo. Le stesse,
inoltre, faranno pervenire alla S.S.I. eventuali richieste di
concorso e supporto all’attivita’ di gestione dell’emergenza.
Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile valuta la
situazione emergenziale e, se appare di carattere eccezionale,
coordina gli interventi e le iniziative per fronteggiare l’evento in
corso, con le modalita’ di cui all’art. 3 del decreto-legge 4
novembre 2002, n. 245 convertito, con modificazioni, dalla legge 27
dicembre 2002, n. 286.
3.2 L’intervento sul luogo dell’incidente.
Le squadre che intervengono sul luogo dell’incidente operano,
ciascuna nell’ambito delle proprie competenze tecniche, secondo
quanto previsto dal piano di emergenza aeroportuale e dalle proprie
procedure operative.
Per garantire il coordinamento degli interventi delle diverse
squadre, la direzione delle operazioni di salvataggio, soccorso ed
intervento tecnico urgente e’ affidata, fin dai primi momenti
dell’emergenza, al responsabile del distaccamento aeroportuale dei
Vigili del Fuoco che assume il ruolo di direttore tecnico dei
soccorsi.
In accordo con le indicazioni del direttore tecnico dei soccorsi,
cui devono essere messe a disposizione tutte le informazioni
tecnico-specialistiche necessarie a garantire che le operazioni si
svolgano in condizioni di sicurezza, vengono attuati i seguenti
interventi:
soccorso tecnico urgente (VV.F.);
soccorso sanitario (sistema 118 – Servizio sanitario
aeroportuale):
attivita’ di ricognizione e triage;
trasporto feriti nell’area a questi destinata all’interno
dell’aeroporto, secondo quanto previsto dal piano di emergenza
aeroportuale;
richiesta, se necessario, di ulteriore supporto di autoambulanze
e personale al sistema 118;
supporto logistico (Societa’ di gestione aeroportuale).
Il coordinamento generale dei soccorsi e’ assicurato dal gestore,
attraverso il centro operativo per le emergenze e tutti gli altri
supporti logistici ed organizzativi che e’ tenuto ad approntare.
L’ENAC garantisce la collaborazione con l’autorita’ giudiziaria e con
l’ANSV.
In accordo con le indicazioni del centro operativo per le emergenze
vengono attuati i seguenti interventi:
coordinamento delle operazioni di soccorso sanitario presso la
sede interna all’aeroporto dedicata a tale attivita’ secondo quanto
previsto dal piano di emergenza aeroportuale (Servizio sanitario
aeroportuale);
attivita’ medico – legale connesse al recupero, al trasferimento
e alla gestione delle salme (Sanita’ aerea d’intesa con la Polizia
Mortuaria);
presidio della zona interessata dall’incidente, delle aree
destinate ai feriti ed agli illesi, e delle entrate principali
dell’aeroporto (Forze di Polizia);
presidio di tutte le zone d’accesso ai piazzali (Forze di
Polizia);
agevolazione al transito dei mezzi di soccorso ai varchi doganali
(Forze di Polizia e Polizia locale);
scorta dei mezzi di soccorso (Forze di Polizia);
piantonamento dei resti del velivolo sul luogo dell’incidente
(Forze di Polizia);
gestione degli effetti personali recuperati (Forze di Polizia);
predisposizione del personale tecnico e dei mezzi speciali per
rimuovere l’aeromobile incidentato (Societa’ di navigazione
aerea/gestore aeroportuale).
In presenza di cittadini esteri a bordo, l’ufficio sala crisi
dell’ENAC provvede a contattare l’unita’ di crisi del Ministero degli
affari esteri al fine di fornire le dovute informazioni
sull’accaduto.
Come previsto dall’art. 13 del regolamento UE n. 996/2010, sino
all’arrivo degli investigatori dell’ANSV nessuno puo’ modificare lo
stato del luogo dell’incidente, prelevare da esso campioni,
intraprendere movimenti o effettuare campionamenti dell’aeromobile,
del suo contenuto o del suo relitto, spostarlo o rimuoverlo, a meno
che cio’ non si renda necessario per ragioni di sicurezza o per
assistere persone ferite o previa autorizzazione del direttore
tecnico dei soccorsi e, ove possibile, in consultazione con l’ANSV,
al fine di assicurare la corretta preservazione delle evidenze utili
all’inchiesta di sicurezza.
3.3 L’assistenza e l’informazione alle vittime e ai loro familiari
nonche’ alla popolazione.
Oltre all’intervento sul luogo dell’incidente, finalizzato al
soccorso e al recupero dei feriti, e’ necessario prevedere una serie
di attivita’ che garantiscano l’assistenza alle vittime e ai loro
familiari nonche’ alla popolazione anche indirettamente interessata
dall’evento:
attivita’ di assistenza medica agli illesi (Servizio sanitario
aeroportuale);
assistenza psicologica agli illesi (ASL);
assistenza ai familiari per il riconoscimento delle salme (ASL);
distribuzione di generi di conforto (gestore aeroportuale);
individuazione dell’area destinata all’accoglienza ed
all’assistenza dei familiari delle vittime (gestore aeroportuale);
organizzazione di un eventuale ricovero alternativo (vettore);
predisposizione di un servizio di trasporto alternativo e di
altro genere di supporto logistico (vettore).
La gestione delle attivita’ di assistenza alle vittime ed ai loro
familiari e’ affidata al vettore coinvolto nell’incidente, in
aderenza allo specifico piano da quest’ultimo predisposto e approvato
dall’ENAC o dall’autorita’ competente.
Ai sensi dell’art. 21, comma 3, del regolamento UE n.996/2010
l’ENAC, nell’ambito della propria organizzazione, individua uno o
piu’ referenti incaricati di essere le persone di contatto con le
vittime e i loro familiari, acquisendo a tal fine le dovute
informazioni dal vettore coinvolto.
Il Prefetto assume, in relazione alla situazione di emergenza, le
determinazioni di competenza in materia di ordine e sicurezza
pubblica.
L’attivita’ di informazione istituzionale ed i rapporti con i mass
media spettano esclusivamente all’ENAC ed all’ANSV, per quanto di
rispettiva competenza. In particolare, spetta all’ANSV, nel rispetto
di quanto previsto dal regolamento UE n. 996/2010, rendere pubbliche
eventuali informazioni sulle osservazioni dei fatti e sullo
svolgimento dell’inchiesta di sicurezza.
3.4 Il centro operativo di emergenza.
In caso di incidente, presso ogni aeroporto viene attivato il
centro operativo di emergenza (previsto nei piani di emergenza
aeroportuali) che, in particolare, provvede a:
supportare le richieste che pervengono dal luogo dell’incidente
attraverso il direttore tecnico dei soccorsi il quale, in ogni caso,
informa costantemente il centro sulla situazione dell’area di
intervento;
tenere costantemente informati l’ufficio gestione delle emergenze
– Sala situazione Italia del Dipartimento della protezione civile e
la sala crisi dell’ENAC, aggiornandoli sull’evoluzione complessiva
dell’evento;
tenere i rapporti con l’ANSV al fine di ricevere ogni utile
informazione per la gestione dell’evento, nonche’ agevolarne lo
svolgimento dei compiti di istituto;
organizzare le attivita’ finalizzate al ripristino della
situazione ordinaria.
La responsabilita’ dell’approntamento, attivazione e gestione del
centro operativo per l’emergenza e’ affidata al gestore aeroportuale.
Il centro operativo per l’emergenza e’ composto: da qualificati
rappresentanti della societa’ di gestione che, oltre a sovrintendere
alle attivita’ di soccorso di diretta pertinenza, garantiscono le
predisposizione dei necessari servizi di assistenza; dai
rappresentanti delle sedi interne all’aeroporto delle forze
istituzionali preposte al soccorso e puo’ comprendere anche i
rappresentanti delle strutture territoriali di Protezione civile, le
organizzazioni di volontariato, laddove attivate, e altri
enti/istituzioni necessari alla gestione dell’emergenza in
considerazione delle caratteristiche dell’evento.
Qualora le risorse disponibili sul territorio non fossero
sufficienti a fronteggiare l’evento, ovvero risultasse necessaria una
attivita’ di coordinamento sovraregionale, le autorita’ territoriali
rappresentate nel centro operativo per l’emergenza potranno
richiedere, attraverso l’ufficio gestione delle emergenze – Sala
situazione Italia, l’intervento del Dipartimento della Protezione
civile.
Nel caso di eccezionalita’ della situazione emergenziale, il
Presidente del Consiglio dei Ministri, con proprio decreto, su
proposta del Capo Dipartimento della Protezione civile, sentito il
Presidente della Regione interessata, puo’ disporre il coinvolgimento
delle strutture operative nazionali del Servizio nazionale della
protezione civile, e, di conseguenza, il Capo del Dipartimento della
Protezione civile provvede a coordinare gli interventi e tutte le
iniziative per fronteggiare l’evento in corso cosi’ come previsto
dall’art. 3 del decreto-legge 4 novembre 2002, n. 245 convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2002, n. 286.
In mare.
In caso di incidente a mare o di ammaraggio di un aeromobile, il
flusso di comunicazioni e la gestione dell’emergenza si articolano
secondo le modalita’ descritte nel capitolo 2. Il coordinamento e
l’impiego delle unita’ di soccorso e’ quindi assicurato
dall’organizzazione preposta al S.a.R. marittimo che, immediatamente
allertata dagli enti aeronautici, opera in stretto raccordo con:
l’ENAC, che fornira’ tutte le conoscenze tecniche utili
all’intervento, le informazioni relative alle persone coinvolte
nell’incidente e quelle per l’assistenza alle vittime e ai loro
familiari;
l’ANSV, che fornira’ le istruzioni per la corretta preservazione
delle evidenze utili all’inchiesta di sicurezza.
L’attivita’ di informazione istituzionale ed i rapporti con i mass
media spettano esclusivamente all’ENAC ed all’ANSV, per quanto di
rispettiva competenza. In particolare, spetta all’ANSV, nel rispetto
di quanto previsto dal regolamento UE n. 996/2010, rendere pubbliche
eventuali informazioni sulle osservazioni dei fatti e sullo
svolgimento dell’inchiesta di sicurezza.
Ai sensi dell’art. 21, comma 3, del regolamento UE n.996/2010, il
Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto nell’ambito
della propria organizzazione individua uno o piu’ referenti
incaricati di essere le persone di contatto con le vittime e i loro
familiari, acquisendo a tal fine le dovute informazioni dal vettore
coinvolto.
Sulla terra ferma al di fuori del perimetro aeroportuale, o comunque
dell’area di giurisdizione aeroportuale
Un incidente connesso all’impatto di un aeromobile con la terra
ferma, e’ assimilabile – salvo, in genere, la diversa estensione
territoriale dell’area interessata da relitti o resti – a quanto
avviene in caso di esplosioni o crolli di strutture con il
coinvolgimento di un gran numero di persone. Il centro di controllo
competente per lo spazio aereo interessato dall’incidente informa ed
attiva i servizi aeroportuali di pronto intervento e di soccorso,
nonche’ la sala crisi dell’ENAC che allerta immediatamente l’ufficio
gestione delle emergenze – Sala situazione Italia (S.S.I.) del
Dipartimento della Protezione civile, le sale operative territoriali
delle forze istituzionali preposte al soccorso e l’ANSV.
Il flusso delle comunicazioni e la gestione dell’emergenza si
articolano secondo le modalita’ descritte nel capitolo 1 e nel
capitolo 3.3.
L’ENAC fornira’ tutte le conoscenze tecniche utili all’intervento,
le informazioni relative alle persone coinvolte nell’incidente e
quelle per l’assistenza alle vittime e ai loro familiari;
L’ANSV fornira’ al direttore tecnico dei soccorsi le istruzioni per
la corretta preservazione delle evidenze utili all’inchiesta di
sicurezza.
L’attivita’ di informazione istituzionale ed i rapporti con i mass
media spettano esclusivamente all’ENAC ed all’ANSV, per quanto di
rispettiva competenza. In particolare, spetta all’ANSV, nel rispetto
di quanto previsto dal regolamento UE n. 996/2010, rendere pubbliche
eventuali informazioni sulle osservazioni dei fatti e sullo
svolgimento dell’inchiesta di sicurezza.
Ai sensi dell’art. 21, comma 3, del regolamento UE n.996/2010,
l’ufficio territoriale del Governo – Prefettura territorialmente
competente, nell’ambito della propria organizzazione, individua uno o
piu’ referenti incaricati di essere le persone di contatto con le
vittime e i loro familiari, acquisendo a tal fine le dovute
informazioni dal vettore coinvolto.».
La presente direttiva verra’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.

Roma, 27 gennaio 2012

Il Capo del dipartimento: Gabrielli

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