PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE COMMISSARIO DELEGATO EVENTI SISMICI PROVINCIA DI L'AQUILA, 6 APRILE 2009 | Edilone.it

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE COMMISSARIO DELEGATO EVENTI SISMICI PROVINCIA DI L’AQUILA, 6 APRILE 2009

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE COMMISSARIO DELEGATO EVENTI SISMICI PROVINCIA DI L'AQUILA, 6 APRILE 2009 - CIRCOLARE 17 luglio 2009 - Indirizzi per l'esecuzione degli interventi di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3779 del 6 giugno 2009. (Riparazione degli elementi non strutturali e degli impianti danneggiati, riparazione o rafforzamento locale di elementi strutturali o parti di essi). (09A08746) (GU n. 172 del 27-7-2009 )

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE
CIVILE COMMISSARIO DELEGATO EVENTI SISMICI PROVINCIA DI L’AQUILA,
6 APRILE 2009

CIRCOLARE 17 luglio 2009

Indirizzi per l’esecuzione degli interventi di cui all’ordinanza
del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3779 del 6 giugno 2009.
(Riparazione degli elementi non strutturali e degli impianti
danneggiati, riparazione o rafforzamento locale di elementi
strutturali o parti di essi). (09A08746)

1. Oggetto.
L’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 giugno
2009, n. 3779, modificata ed integrata dall’art. 11 dell’ ordinanza
del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 giugno 2009, n. 3782, e
dall’art. 13 dell’ ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri 25 giugno 2009, n. 3784, reca disposizioni finalizzate a
favorire il rapido rientro nelle unita’ immobiliari ubicate nei
territori dei comuni individuati ai sensi dell’art. 1 del
decreto-legge n. 39/2009, che hanno riportato danni tali da renderle
temporaneamente inagibili, totalmente o parzialmente (con esito di
tipo B) e che possono essere oggetto di recupero dell’agibilita’ con
misure di pronto intervento, ovvero che risultano parzialmente
inagibili (con esito di tipo C).
I presenti indirizzi, emanati ai sensi dell’art. 1 comma 1 dell’
ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3779/2009,
forniscono criteri e procedure da seguire nella redazione ed
esecuzione del progetto di ripristino dell’agibilita’ sismica degli
edifici colpiti dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese
di aprile 2009, per i quali l’esito dei rilievi di agibilita’ sia
stato di tipo B o C.
2. Valutazione del danno.
Il danno deve essere valutato conformemente ai criteri della scheda
AeDES, di cui all’ ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3753/2009; il tecnico incaricato della progettazione dei
lavori provvedera’, quindi, a compilarla per le sezioni da 1 a 4 e ad
allegarla alla relazione ponendo chiaramente in evidenza la coerenza
degli interventi previsti nel progetto con i danni riscontrati.
3. Obiettivi degli interventi.
Gli obiettivi fondamentali da conseguire con gli interventi per i
quali e’ prevista la copertura economica ai sensi del decreto-legge
28 aprile 2009, n. 39, convertito con modificazioni dalla legge 24
giugno 2009, n. 77 ed i limiti di applicazione dei presenti indirizzi
sono definiti nell’art. 1, comma 1 dell’ ordinanza del Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 3779/2009: «Al fine di favorire il rapido
rientro nelle unita’ immobiliari ubicate nei territori dei comuni
individuati ai sensi dell’art. 1 del decreto-legge n. 39/2009, che
hanno riportato danni tali da renderle temporaneamente inagibili,
totalmente o parzialmente, (con esito di tipo B) e che possono essere
oggetto di recupero dell’agibilita’ con misure di pronto intervento,
ovvero che risultano parzialmente inagibili (con esito di tipo C), e’
riconosciuto un contributo diretto per la copertura degli oneri
relativi agli interventi di riparazione degli elementi non
strutturali e degli impianti, nonche’ la riparazione o gli interventi
locali su singoli elementi strutturali o parti di essi, comunque
idonei ad assicurare migliori condizioni di sicurezza ai sensi delle
Norme tecniche delle costruzioni approvate con decreto del Ministro
delle infrastrutture del 14 gennaio 2008 e della relativa circolare
applicativa n. 617 del 2 febbraio 2009».
Pertanto l’obiettivo primario e’ il ripristino dell’agibilita’
sismica dell’immobile, attraverso il recupero delle condizioni di
sicurezza precedenti all’evento sismico, e della sua abitabilita’,
attraverso la riparazione degli impianti e delle finiture
danneggiate. Il ripristino dell’agibilita’ sismica deve essere
conseguito primariamente attraverso interventi per l’eliminazione
delle condizioni di pericolo, la riparazione e/o il reintegro degli
elementi non strutturali e strutturali.
L’Ordinanza ammette al rimborso, oltre che tali interventi, anche
gli interventi di rafforzamento locale coerenti con le disposizioni
del paragrafo 8.4.3 delle Norme tecniche di cui al decreto
ministeriale 14 gennaio 2009 e del par. C.8.4.3 della relativa
circolare applicativa n. 617 del 2 febbraio 2009, recante «Istruzioni
per l’applicazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni»,
che recitano:
8.4.3 Riparazione o intervento locale.
In generale, gli interventi di questo tipo riguarderanno singole
parti e/o elementi della struttura e interesseranno porzioni limitate
della costruzione. Il progetto e la valutazione della sicurezza
potranno essere riferiti alle sole parti e/o elementi interessati e
documentare che, rispetto alla configurazione precedente al danno, al
degrado o alla variante, non siano prodotte sostanziali modifiche al
comportamento delle altre parti e della struttura nel suo insieme e
che gli interventi comportino un miglioramento delle condizioni di
sicurezza preesistenti;
C8.4.3 Riparazione o intervento locale (Circolare applicativa n.
617 del 2 febbraio 2009).
Rientrano in questa tipologia tutti gli interventi di riparazione,
rafforzamento o sostituzione di singoli elementi strutturali (travi,
architravi, porzioni di solaio, pilastri, pannelli murali) o parti di
essi, non adeguati alla funzione strutturale che debbono svolgere, a
condizione che l’intervento non cambi significativamente il
comportamento globale della struttura, soprattutto ai fini della
resistenza alle azioni sismiche, a causa di una variazione non
trascurabile di rigidezza o di peso.
Puo’ rientrare in questa categoria anche la sostituzione di
coperture e solai, solo a condizione che cio’ non comporti una
variazione significativa di rigidezza nel proprio piano, importante
ai fini della ridistribuzione di forze orizzontali, ne’ un aumento
dei carichi verticali statici. Interventi di ripristino o rinforzo
delle connessioni tra elementi strutturali diversi (ad esempio tra
pareti murarie, tra pareti e travi o solai, anche attraverso
l’introduzione di catene/tiranti) ricadono in questa categoria, in
quanto comunque migliorano anche il comportamento globale della
struttura, particolarmente rispetto alle azioni sismiche.».
Gli interventi sugli elementi strutturali, condotti per conseguire
un rafforzamento locale e non una semplice riparazione; saranno
finalizzati ad eliminare le principali carenze strutturali
dell’edificio, che danno luogo ai danni e ai meccanismi di collasso
che piu’ frequentemente si manifestano per effetto dei terremoti e
dunque a conseguire un maggiore livello di sicurezza della
costruzione, nel rispetto di quanto specificato nel citato articolo
8.4.3 delle norme tecniche.
Pertanto non e’ richiesta l’analisi sismica dell’intera costruzione
ma solo la valutazione dell’incremento di sicurezza, in termini di
resistenza e/o di duttilita’, della parte strutturale su cui si
interviene.
4. Competenza dei diversi tipi di intervento.
Nel caso di edificio di proprieta’ unica, il proprietario puo’
presentare domanda al Sindaco per accedere al contributo, secondo
quanto disposto dall’art. 2 dell’ ordinanza del Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 3779/2009, per tutti gli interventi (non
strutturali, impiantistici e strutturali) necessari per ripristinare
ed eventualmente rafforzare l’edificio.
Nel caso di edificio di proprieta’ condominiale, in relazione al
tipo di intervento, potranno presentare domanda per accedere al
contributo al Sindaco, secondo quanto disposto dall’art. 2 dell’
ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3779/2009, i
proprietari di ciascuna unita’ immobiliare e/o il rappresentante del
condominio. Salvo nei casi in cui non siano necessari interventi su
parti condominiali, secondo quanto specificato di seguito, sara’
preferibile inoltrare l’istanza di accesso al contributo tramite
l’amministratore o il rappresentante del condominio e comunque, in
ogni caso, in base ad un progetto unitario. Ai fini della
individuazione del soggetto titolare del diritto al finanziamento
vale quanto segue:
a) gli interventi sulle parti non strutturali ed impiantistiche
all’interno della singola unita’ abitativa sono di competenza del
proprietario della stessa unita’;
b) gli interventi sulle parti non strutturali e impiantistiche
comuni sono di competenza del condominio; in particolare lo sono
tutti gli interventi che interessano le tamponature sulle facciate
esterne e sulle parti comuni interne;
c) gli interventi di riparazione delle parti strutturali interne
alle singole unita’ immobiliari adibite ad abitazioni principali, ai
sensi dell’art. I comma 3, potranno essere effettuati in base ad un
progetto unitario o direttamente dal proprietario della singola
unita’, che ne dovra’ dare comunque comunicazione al rappresentante
del condominio, o anche dal rappresentante del condominio, in
relazione alle specifiche esigenze di rapidita’ del ripristino
dell’agibilita’ sismica;
d) gli interventi di riparazione delle parti strutturali comuni,
nonche’ di quelle interne alla singola unita’ immobiliare non adibita
ad abitazione principale, sono di competenza del condominio, il cui
rappresentante potra’ presentare domanda al Sindaco per accedere al
contributo, secondo quanto disposto dall’art. 2, comma 1, dell’
ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3779/2009;
e) gli interventi di rafforzamento locale di qualsiasi elemento
strutturale sono di competenza del condominio, e dovranno essere
effettuati dal rappresentante del condominio.
In ogni caso gli interventi sulle parti strutturali e non
strutturali dovranno permettere di ripristinare l’agibilita’ sismica
dell’intera costruzione e la piena fruibilita’ delle unita’
immobiliari e degli immobili di cui all’art. 1, commi 3 e 4 dell’
ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3779/2009.
Ai fini della piena efficacia dell’intervento sulle parti
strutturali, il finanziamento degli interventi di competenza del
condominio (voci «d» ed «e» dell’elenco precedente) e’ ammissibile
anche se non tutte le unita’ immobiliari ricadono nelle categorie di
cui all’art. 1, commi 3 e 4 dell’ ordinanza del Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 3779/2009.
5. Tipologie di intervento ammesse.
Coerentemente con gli obiettivi degli interventi richiamati
all’art. 1, comma 1 dell’ ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3779/2009, gli interventi ammissibili a finanziamento
saranno unicamente finalizzati: a ripristinare le condizioni
precedenti all’evento, sia in termini di finiture che di
distribuzione interna e funzionalita’ impiantistica, a ridurre il
rischio di caduta di elementi non strutturali pesanti, a migliorare
le condizioni di sicurezza di parti strutturali critiche.
Gli interventi volti a migliorare le condizioni di sicurezza di
parti strutturali critiche, in coerenza con gli art. 8.4.3 e 8.7.4
del decreto ministeriale 14 gennaio 2008, dovranno mirare
prioritariamente a contrastare lo sviluppo di meccanismi locali e/o
di meccanismi fragili e, quindi, a migliorare il comportamento
globale della costruzione.
Le tipologie di intervento ammesse a finanziamento sono le
seguenti:
A.1 riparazione di elementi non strutturali danneggiati e
ripristino delle finiture;
A.2 demolizione e ricostruzione di elementi non strutturali o
strutturali secondari irrimediabilmente danneggiati o pericolanti,
quali, ad esempio, tamponature e tramezzature, cortine esterne,
intonaci pesanti, camini, pensiline, cornicioni;
A.3 riparazione degli impianti danneggiati, ai fini del ripristino
della loro funzionalita’;
A.4 riparazione locale di elementi strutturali.
Sono, inoltre, ammessi a finanziamento fino ad un importo massimo
pari a 150 €/mq di superficie coperta lorda, inclusi i costi di
finitura e le spese tecniche, i seguenti interventi di rafforzamento
locale:
B.1 gli interventi su tamponature e paramenti esterni non
danneggiati volti a prevenire crolli pericolosi per l’incolumita’
delle persone;
B.2 gli interventi di rafforzamento locale di elementi strutturali
ai sensi dell’art. 8.4.3 del decreto ministeriale 14 gennaio 2008.
Per gli interventi di rafforzamento strutturale, in generale,
dovranno essere valutati e curati, oltre alla riparazione degli
eventuali danni presenti, gli aspetti seguenti:
– riduzione delle carenze dovute ad errori grossolani di
progettazione o costruzione;
– ampliamento di giunti sismici o interposizione di materiali atti
ad attenuare gli urti, se il danno e’ attribuibile ad
un’insufficiente ampiezza;
– miglioramento del sistema di fondazione, se il danno e’
attribuibile ad un cedimento fondale localizzato.
Per le strutture in c.a., in particolare, dovranno essere valutati
e curati gli aspetti seguenti:
– miglioramento della resistenza dei nodi trave-pilastro d’angolo
o, piu’ in generale, non confinati e della capacita’ deformativa
(«duttilita’») di singoli elementi.
Per le strutture in muratura, dovranno essere valutati e curati gli
aspetti seguenti:
– miglioramento dei collegamenti tra solai e pareti o tra
copertura e pareti e fra pareti confluenti in martelli murari ed
angolate, conseguibile attraverso l’applicazione di tiranti;
– riduzione ed eliminazione delle spinte non contrastate di
coperture, archi e volte, conseguibile mediante tiranti;
– sostituzione di architravi e/o rafforzamento delle pareti
intorno alle aperture.
Infine, per le strutture in acciaio, dovranno essere valutati e
curati gli aspetti seguenti:
– miglioramento della stabilita’ locale e flesso-torsionale degli
elementi strutturali;
– incremento della resistenza dei collegamenti;
– miglioramento dei dettagli costruttivi nelle zone dissipative e
nei collegamenti trave-colonna.
Qualunque intervento che modifichi la situazione precedente al
sisma (ad esempio spostamento di tramezzi, cambiamento della
tipologia di finiture, etc.) non sara’ ammesso a finanziamento, se
non in quota parte corrispondente alla stima derivante da un computo
metrico del corrispondente intervento di ripristino ammissibile al
rimborso.
La sostituzione del singolo elemento strutturale fortemente
danneggiato sara’ ammessa a finanziamento solo se economicamente piu’
conveniente della riparazione.
La situazione pre-evento e la rispondenza dell’intervento al
ripristino secondo quanto sopra specificato dovra’ essere asseverata
dal tecnico incaricato e documentata fotograficamente.
6. Costi imputabili.
I costi degli interventi vanno computati con riferimento al
prezzario informativo delle opere edili della regione Abruzzo,
approvato con delibera della Giunta regionale del 15 giugno 2009, n.
280, BUR n. 33 dell’8 luglio 2009. Per i prezzi non ricompresi in
esso potra’ farsi l’analisi caso per caso e, in futuro, fare
riferimento alle eventuali integrazioni che la Regione dovesse
pubblicare.
In particolare per le singole tipologie di intervento dovranno
osservarsi le seguenti disposizioni:
• nel ripristino degli elementi non strutturali i materiali e le
tecniche utilizzate dovranno essere compatibili con quelli presenti
nell’edificio e, ove possibile, tali da ridurre il rischio per
l’incolumita’ delle persone in caso di terremoto;
• le finiture danneggiate a causa del sisma saranno ripristinate
utilizzando materiali e tecniche compatibili con le finiture
preesistenti; la spesa ammessa a contributo, qualora non sia
possibile certificare costi superiori delle finiture presenti prima
del terremoto, non potra’, comunque, superare l’importo relativo a
finiture del livello previsto per l’edilizia economica e popolare;
• gli impianti idrici, fognari, elettrici, del gas danneggiati
saranno ripristinati con materiali e tecniche ammesse dalle norme
vigenti e compatibili con le eventuali porzioni di impianto non
danneggiate. Dovranno osservarsi le cautele necessarie per evitare
futuri danni connessi allo scuotimento sismico;
• il costo della sostituzione completa del singolo elemento
strutturale e’ imputabile fino ad un massimo pari al costo della
riparazione;
• sono considerati ammissibili anche i compensi aggiuntivi
conferiti agli Amministratori dei condomini per l’esecuzione dei
lavori sopra detti.
7. Documenti per l’ammissione al contributo.
I documenti da presentare per la domanda di accesso ai contributi
sono quelli indicati nell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3779/2009 e, piu’ specificatamente, dovra’ essere
presentata al Sindaco del Comune di competenza:
– domanda, redatta in conformita’ al modello allegato
all’Ordinanza, in cui, se l’oggetto del contributo e’ un edificio di
proprieta’ condominiale, andranno indicati tutti i proprietari, ed
allegate le relative deleghe al rappresentante unico, generalmente
individuato nell’Amministratore di Condominio;
– preventivo di spesa con indicazione dei tempi di realizzazione
del lavoro;
– perizia giurata del professionista abilitato che attesti:
a) l’entita’ del danno subito attraverso la compilazione della
scheda AEDES nelle sezioni 1, 2, 3, 4;
b) il nesso di causalita’ tra il danno e l’evento sismico, nel
caso in cui l’immobile ricada in zone situate fuori dei territori dei
comuni individuati ai sensi all’art. 1, comma 2 del decreto-legge 28
aprile 2009, n. 39, convertito con modificazioni dalla legge 24
giugno 2009, n. 77;
c) la natura e l’idoneita’ degli interventi da eseguire per
rimuovere lo stato di inagibilita’ e per il miglioramento delle
condizioni di sicurezza preesistenti al sisma degli elementi su cui
si interviene, ai sensi dell’art. 1, comma 1;
d) la quantificazione, mediante computo metrico estimativo, degli
interventi da eseguire per rimuovere lo stato di inagibilita’
(interventi tipo A del par. 5) e per il miglioramento delle
condizioni di sicurezza preesistenti al sisma (interventi tipo B del
par. 5) degli elementi su cui si interviene, computando separatamente
i primi ed i secondi e riportando, oltre ai totali, anche i costi per
unita’ di superficie. Tale quantificazione andra’ anche suddivisa per
ciascuna proprieta’ e per la parte condominiale, qualora si tratti di
edificio di proprieta’ condivisa. I costi unitari per le spese
condominiali andranno riferiti alle superfici lorde totali del
fabbricato, comprensive di sottotetti, scantinati, garage, porticati
e quant’altro presente nel fabbricato;
e) la congruita’ del preventivo di spesa;
– rapporto fotografico dello stato di fatto con relativa
planimetria in cui sia individuabile il punto di vista di ciascuno
scatto fotografico.
Gli elementi principali del progetto di intervento di riparazione e
rafforzamento locale dovranno essere sintetizzati utilizzando
l’apposito modello allegato ai presenti indirizzi.
8. Documenti di progetto da consegnare.
Prima dell’inizio dei lavori il beneficiario dovra’ dare
comunicazione, sottoscritta anche dal Direttore dei lavori e dal
Coordinatore della sicurezza, ove previsti, al Comune e al Genio
civile della provincia. Per gli interventi su parti strutturali,
inoltre, andranno depositati al Genio civile i particolari
costruttivi e la verifica degli elementi su cui si interviene, che
dimostri l’entita’ del miglioramento locale conseguito.
Dovra’ essere redatto un progetto esecutivo degli interventi
riguardanti gli elementi strutturali, corredato di elaborati grafici,
report fotografico dello stato di fatto e relazione tecnica che, tra
l’altro, illustri le fasi di realizzazione dei lavori.
9. Esecuzione dei lavori.
La corretta esecuzione dei lavori sara’ curata dal Direttore dei
lavori, che ne assume la piena responsabilita’ e che, al termine, ne
certifica la regolare esecuzione. Nei casi in cui la tipologia degli
interventi non necessiti di un direttore dei lavori, un tecnico
abilitato dovra’ comunque certificare la regolare esecuzione e la
corretta quantificazione.
10. Documentazione dei lavori eseguiti.
La documentazione da presentare per riscuotere il contributo
consistera’ in:
– domanda presentata per la richiesta di accesso ai contributi e
comunicazione di accoglimento della stessa, quando trasmessa
dall’Amministrazione;
– comunicazione di inizio lavori;
– dichiarazione asseverata del professionista abilitato che
certifichi la conclusione dei lavori ed attesti:
a) il rispetto delle caratteristiche edilizie, formali ed
estetiche dell’edificio originario;
b) la corretta esecuzione dei lavori e la loro rispondenza alle
norme sismiche, edilizie ed alla perizia giurata allegata alla
domanda di contributo;
c) il ripristino dell’agibilita’ sismica;
d) la rispondenza al progetto depositato presso il Genio civile,
qualora i lavori riguardino anche elementi strutturali;
– documenti di spesa costituiti da:
a) computo metrico estimativo redatto sulla base del prezziario
regionale;
b) fatture di pagamento;
c) documenti attestanti l’avvenuto pagamento delle fatture;
– rapporto fotografico dello stato post-operam e delle fasi
lavorative, con relativa planimetria in cui sia indicato il punto di
vista di ciascuna immagine fotografica.
11.Criteri di controllo.
L’ammissibilita’ delle spese di ciascuna istanza e’ valutata
dall’Amministrazione comunale, competente per territorio, facendo
riferimento all’ ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri
n. 3779/2009 ed a quanto riportato nel presente documento.
I Comuni sono tenuti ad effettuare, mediante sorteggio, controlli a
campione ai sensi dell’art. 4, comma 1 dell’ordinanza del Presidente
del Consiglio dei Ministri n. 3779/2009, sui progetti e
sull’esecuzione in corso d’opera, prima dell’erogazione dei fondi
stanziati, verificando la congruita’ degli interventi previsti nel
progetto e la corretta esecuzione mediante sopralluoghi, designando
allo scopo un responsabile del procedimento. Dei sopralluoghi e’
redatto apposito verbale. Qualora in sede di controllo sia accertata
la non congruita’ degli interventi progettati rispetto alle
indicazioni definite nell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3779/2009 e nei presenti Indirizzi o la mancata o
parziale effettuazione dei lavori, il Comune procede alla revoca del
contributo o alla sua riduzione, in fase di erogazione, con
contestuale informativa al Commissario delegato e dandone
comunicazione anche agli albi professionali di appartenenza, e di
categoria, per i conseguenti provvedimenti.
I controlli, che l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri citata individua nell’aliquota minima del 30% delle domande
presentate, andranno condotti in modo diversificato in relazione
degli importi contributivi richiesti. Dei controlli da eseguire,
almeno il 50% dovra’ riguardare i lavori il cui importo totale e’
superiore ai 50.000 euro (o costo unitario dei lavori di sola
riparazione maggiore di 100 euro/mq), il 30% dovra’ riguardare i
lavori il cui importo e’ compreso tra 30.000 e 50.000 euro (o costo
unitario dei lavori di sola riparazione compreso tra 60 e 100
euro/mq), e la restante parte dovra’ essere condotta sugli importi
compresi tra 10.000 e 30.000 euro (o costo unitario dei lavori di
sola riparazione compreso tra 30 e 60 euro/mq). Qualora il numero di
controlli da eseguire risultasse maggiore del numero di domande
presenti in una generica classe di contributo, tali controlli
andranno eseguiti sulle classi di importo immediatamente inferiori.
Ai controlli minimi sopra detti, relativi a ciascun trimestre, ne
potranno essere aggiunti altri a discrezione dell’Amministrazione
comunale.
Roma, 17 luglio 2009
Il Commissario delegato: Bertolaso

Allegato

—-> Vedere da pag. 33 a pag. 34 <----

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE COMMISSARIO DELEGATO EVENTI SISMICI PROVINCIA DI L’AQUILA, 6 APRILE 2009

Edilone.it