PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA | Edilone.it

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - CIRCOLARE 31 luglio 2002: Modalita' applicative della legge sul riordino della dirigenza. (GU n. 182 del 5-8-2002)

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

CIRCOLARE 31 luglio 2002

Modalita’ applicative della legge sul riordino della dirigenza.

1. Premessa: le novita’ della legge.
La legge 15 luglio 2002, n. 145, recante “Disposizioni per il
riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di
esperienze e l’interazione tra pubblico e privato” pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale – n.
172 del 24 luglio 2002 che entra in vigore l’8 agosto 2002, contiene
numerose e profonde modifiche dell’ordinamento del lavoro alle
dipendenze delle pubbliche amministrazioni, con particolare riguardo
all’assetto complessivo della dirigenza statale.
Tra le innovazioni piu’ significative, direttamente incidenti sulle
disposizioni del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si
segnalano le nuove regole che disciplinano il conferimento degli
incarichi dirigenziali.
In questa parte, la legge valorizza le responsabilita’ politiche
degli organi di vertice delle amministrazioni nella scelta dei
dirigenti ritenuti maggiormente idonei ad attuare gli obiettivi
definiti in sede programmatoria.
Nel nuovo sistema normativo, ferma restando la natura del rapporto
di lavoro disciplinato dalle disposizioni di diritto comune e dai
contratti collettivi, il provvedimento di conferimento dell’incarico
assume un ruolo centrale, delineando il contenuto dei compiti
affidati ai dirigenti, in relazione agli scopi fissati negli atti di
indirizzo politico-amministrativo.
In questo modo, viene attuato coerentemente il principio, fissato
dall’art. 4 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
riguardante il necessario collegamento tra la definizione dei criteri
direttivi dell’azione amministrativa, lo svolgimento dell’attivita’
gestionale e la verifica dei risultati conseguiti, secondo parametri
oggettivi.
Al tempo stesso, la riforma della dirigenza persegue lo scopo di
accentuare il rilievo del merito professionale del personale pubblico
piu’ qualificato, allargando le opportunita’ offerte ai dirigenti di
seconda fascia per accedere agli incarichi di livello dirigenziale
generale.
Nella stessa logica di pieno riconoscimento delle competenze e
delle doti espresse dai singoli, si pongono le disposizioni che
allargano la possibilita’ di attribuire una parte degli incarichi ai
dirigenti delle altre amministrazioni pubbliche e degli organi
costituzionali, nonche’ alle persone, estranee all’amministrazione,
di comprovata professionalita’.
2. Le novita’ concernenti il conferimento degli incarichi
dirigenziali.
La presente circolare intende fornire le prime indicazioni
interpretative delle nuove norme, con particolare riguardo alle
disposizioni interessanti la cessazione e l’attribuzione degli
incarichi dirigenziali nella fase di immediata attuazione della
riforma.
La disciplina prevista dagli articoli 19 e 23 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e’ radicalmente innovata in piu’
punti, riguardanti le modalita’ di assegnazione degli incarichi e la
definizione dei ruoli dirigenziali delle amministrazioni:
a) per il conferimento degli incarichi vanno ora considerati,
insieme alla natura e alle caratteristiche dei compiti assegnati,
alle attitudini ed alle capacita’ professionali del singolo
dirigente, i risultati precedentemente conseguiti dall’interessato,
in relazione agli obiettivi fissati nella direttiva annuale e negli
altri atti di indirizzo del Ministro;
b) in ogni caso, i criteri di conferimento degli incarichi di
direzione degli uffici di livello dirigenziale tengono conto delle
condizioni di pari opportunita’ di cui all’art. 7, comma 1, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
c) la definizione dell’oggetto e della durata dell’incarico
(insieme agli obiettivi da conseguire, con riferimento alle
priorita’, ai piani e ai programmi definiti dall’organo di vertice
nei propri atti di indirizzo e alle eventuali modifiche degli stessi
che intervengano nel corso del rapporto, nonche’ alle risorse umane,
finanziarie e strumentali), e’ contenuta nel provvedimento di
conferimento dell’incarico stesso;
d) per gli incarichi previsti dall’art. 19, comma 3,
l’individuazione del contenuto dell’incarico, che e’ attribuito con
decreto del Presidente della Repubblica, e’ stabilita in separato
provvedimento dell’organo di vertice (Presidente del Consiglio dei
Ministri o Ministro competente);
e) il contratto individuale, che accede al provvedimento di
conferimento, definisce il corrispondente trattamento economico;
f) la durata degli incarichi, fissata nel provvedimento di
conferimento, deve essere correlata agli obiettivi prefissati, e, in
ogni caso, non puo’ eccedere, per gli incarichi di funzione
dirigenziale di cui ai commi 3 e 4, il termine di tre anni e, per gli
altri incarichi di funzione dirigenziale, il termine di cinque anni.
Non e’ prevista una durata minima;
g) gli incarichi dirigenziali possono essere conferiti anche ai
dirigenti non appartenenti ai ruoli delle amministrazioni statali,
purche’ dipendenti delle ammi-nistrazioni pubbliche di cui all’art.
1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ovvero di
organi costituzionali, nei limiti del 10% della dotazione organica
dei dirigenti di prima fascia e del 5% della dotazione organica dei
dirigenti di seconda fascia. Le percentuali indicate non incidono
piu’ sul contingente previsto dall’art. 19, comma 6, come avveniva
nel contesto della precedente disciplina;
h) il nuovo sistema e’ caratterizzato da maggiore flessibilita’
ed apertura in ordine alla individuazione dei soggetti idonei a
ricoprire gli incarichi dirigenziali. In particolare, gli incarichi
di funzione dirigenziale di livello generale possono essere
attribuiti a dirigenti di seconda fascia, fino al nuovo e piu’
elevato limite del cinquanta per cento dei posti attribuibili. In tal
modo si allarga sensibilmente l’originario limite, fissato nella
misura di un terzo dei posti disponibili;
i) nella stessa prospettiva, si prevede un significativo aumento
dei posti attribuibili a persone di comprovata qualificazione
professionale non appartenenti ai ruoli dirigenziali, incrementando
detti posti dal 5% al 10% della dotazione organica dei dirigenti di
prima fascia e dal 5% all’8% della dotazione organica dei dirigenti
di seconda fascia;
j) tutti gli incarichi di Segretario generale, di Capo di
Dipartimento e di livello equivalente, previsti dall’art. 19, comma
3, cessano automaticamente entro novanta giorni dal voto sulla
fiducia al Governo, considerando la stretta connessione di tali
funzioni con gli indirizzi politico-amministrativi espressi dai
vertici della struttura statale;
k) le disposizioni dell’art. 19 (cosi’ come riformulate dalla
legge), per la loro peculiare valenza organizzativa, vengono
espressamente qualificate come norme non derogabili dai contratti o
accordi collettivi;
l) il sistema del ruolo unico dei dirigenti statali e’ soppresso.
In ogni amministrazione dello Stato, anche ad ordinamento autonomo,
e’ istituito un separato ruolo dei dirigenti, che si articola nella
prima e nella seconda fascia, nel cui ambito sono definite apposite
sezioni, in modo da garantire la eventuale specificita’ tecnica del
personale;
m) peraltro, l’abrogazione del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 26 febbraio 1999, n. 150 (che disciplina
il ruolo unico dei dirigenti statali) e’ differita all’entrata in
vigore del nuovo regolamento, previsto dall’art. 10 della legge,
destinato a disciplinare: le modalita’ di istituzione,
l’organizzazione e il funzionamento dei ruoli dei dirigenti delle
amministrazioni dello Stato nonche’ le procedure e le modalita’ per
l’inquadramento, nella fase di prima attuazione, dei dirigenti di
prima e seconda fascia del ruolo unico nei ruoli delle singole
amministrazioni.
3. Le norme di immediata attuazione: la cessazione automatica degli
incarichi nell’art. 3, comma 7, della legge.
La complessita’ della riforma in atto richiede alcuni chiarimenti
interpretativi, riferiti al periodo di immediata attuazione della
legge.
Si tratta di una fase particolarmente delicata, perche’ essa
comporta il superamento del precedente assetto normativo,
caratterizzato dal rilievo centrale del contratto individuale di
lavoro nella definizione dell’oggetto e degli obiettivi degli
incarichi dirigenziali.
La piena attuazione del nuovo modello organizzativo e’ subordinata
alla costituzione dei ruoli dirigenziali delle singole
amministrazioni, secondo le cadenze temporali stabilite dal
regolamento di cui all’art. 10 della legge.
Anche prima di tale momento, pero’, le nuove disposizioni sono
destinate ad assumere piena operativita’, secondo modalita’ e tempi
diversificati, che vanno accuratamente individuati, tenendo conto
della disciplina espressamente diretta a regolare la fase
transitoria.
In particolare, l’art. 3, comma 7, contiene una disposizione di
immediata applicazione (che individua il nucleo essenziale del regime
transitorio della nuova disciplina), diretta ad incidere su due tipi
di incarichi, in corso alla data di entrata in vigore della legge:
a) tutti gli incarichi dirigenziali concernenti i ruoli delle
amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo;
b) tutti gli incarichi di direttore generale degli enti pubblici
vigilati dallo Stato, ove e’ prevista tale figura.
4. L’ambito di applicaz…

[Continua nel file zip allegato]

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

Edilone.it