PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA | Edilone.it

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - CIRCOLARE 17 febbraio 2010, n. 3 Articolo 55-novies del decreto legislativo n. 165 del 2001 - identificazione del personale a contatto con il pubblico. (10A10879) - (GU n. 210 del 8-9-2010 )

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE
PUBBLICA

CIRCOLARE 17 febbraio 2010 , n. 3

Articolo 55-novies del decreto legislativo n. 165 del 2001 –
identificazione del personale a contatto con il pubblico. (10A10879)

Alle amministrazioni pubbliche di
cui all’art. 1, comma 2, del
decreto legislativo n. 165 del 2001

IL MINISTRO
per la pubblica amministrazione e l’innovazione

Premessa.
L’art. 69 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, ha
introdotto nel corpo del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
l’art. 55-novies. Quest’ultima disposizione prevede che «1. I
dipendenti delle amministrazioni pubbliche che svolgono attivita’ a
contatto con il pubblico sono tenuti a rendere conoscibile il proprio
nominativo mediante l’uso di cartellini identificativi o di targhe da
apporre presso la postazione di lavoro. 2. Dall’obbligo di cui al
comma 1 e’ escluso il personale individuato da ciascuna
amministrazione sulla base di categorie determinate, in relazione ai
compiti ad esse attribuiti, mediante uno o piu’ decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per la pubblica
amministrazione e l’innovazione, su proposta del Ministro competente
ovvero, in relazione al personale delle amministrazioni pubbliche non
statali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano o di Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali.».
L’art. 73, comma 2, del medesimo decreto legislativo n. 150 ha
disciplinato l’entrata in vigore della nuova norma stabilendo che
«L’obbligo di esposizione di cartellini o targhe identificativi,
previsto dall’art. 55-novies del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, introdotto dall’art. 69 del presente decreto, decorre dal
novantesimo giorno successivo all’entrata in vigore del presente
decreto.». La norma, pertanto, e’ entrata in vigore il 13 febbraio.
Si ritiene utile fornire alcune indicazioni generali sulla portata
della disposizione.
Finalita’ della norma.
La norma persegue l’obiettivo di attuare la trasparenza
nell’organizzazione e nell’attivita’ delle pubbliche amministrazioni.
Essa riprende alcune indicazioni gia’ diramate in via amministrativa
e si inserisce nell’ampio contesto delle misure amministrative e
normative introdotte nell’ordinamento con il fine di rendere
conoscibile e trasparente l’organizzazione e l’azione amministrativa
e di agevolare i rapporti con l’utenza (basti ricordare, a titolo di
esempio, l’art. 8 della legge 7 agosto 1990 n. 241, che prevede
l’indicazione del responsabile del procedimento nella comunicazione
di avvio; l’art. 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,
che, disciplinando il contenuto dell’informativa sul trattamento dei
dati personali, prevede la comunicazione anche degli estremi
identificativi del titolare e del responsabile del trattamento;
l’art. 54 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, il quale
prevede che sui siti internet delle amministrazioni siano pubblicati,
tra gli altri, l’organigramma, l’articolazione degli uffici, le
attribuzioni e l’organizzazione di ciascun ufficio, i nomi dei
dirigenti responsabili dei singoli uffici; l’art. 21 della legge 18
giugno 2009, n. 69, che introduce l’obbligo di pubblicare nel proprio
sito internet, tra gli altri, gli indirizzi di posta elettronica e i
numeri telefonici ad uso professionale dei dirigenti e dei segretari
comunali e provinciali).
Attraverso l’attuazione della trasparenza, la disposizione persegue
l’obiettivo di agevolare l’esercizio dei diritti e l’adempimento
degli obblighi da parte degli utenti nonche’ quello di
responsabilizzare i destinatari della prescrizione, i pubblici
dipendenti che svolgono attivita’ a contatto con il pubblico, poiche’
il processo di responsabilizzazione passa anche attraverso la pronta
individuabilita’ del soggetto interlocutore.
Ambito soggettivo.
a) Le amministrazioni interessate.
La disposizione si applica nei confronti di tutte le pubbliche
amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo
n. 165 del 2001. Essa rappresenta esercizio della potesta’
legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell’art. 117, comma 2,
lettere l) ed m), della Costituzione, come risulta anche dall’art. 74
del decreto legislativo n. 150 del 2009, e, pertanto, e’
immediatamente operante anche per le Regioni e gli Enti locali.
b) Le categorie di dipendenti interessati.
La prescrizione riguarda tutti i dipendenti delle pubbliche
amministrazioni soggetti a contrattazione collettiva, mentre non
riguarda direttamente il personale di cui all’art. 3 del decreto
legislativo n. 165 del 2001. Quindi la norma non si applica ai
magistrati e agli avvocati dello Stato, ai professori universitari,
al personale appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia,
al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, al personale delle carriere
diplomatica e prefettizia e alle altre categorie che, ai sensi del
menzionato art. 3, sono disciplinate dai propri ordinamenti. Rimane
in ogni caso salva, anche in questi casi, la possibilita’ per le
amministrazioni di adottare direttive e introdurre misure per
consentire una rapida identificazione del personale a contatto con il
pubblico, mediante cartellini e targhe, nel rispetto dei principi di
non eccedenza e pertinenza relativi al trattamento dei dati personali
(art. 11 decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196).
Come stabilisce il comma 2 della disposizione, eventuali deroghe al
regime generale possono essere stabilite soltanto per categorie
determinate di pubblici dipendenti in relazione ai compiti ad esse
attribuiti. Il regime derogatorio quindi e’ giustificato per
circostanze particolari limitate dal punto di vista soggettivo ed
oggettivo. Dal punto di vista formale, le deroghe debbono essere
indicate in decreti del Ministro per la pubblica amministrazione e
l’innovazione, adottati su proposta del Ministro competente, ovvero,
in relazione al personale delle amministrazioni pubbliche non
statali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano o di Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali.
Pertanto, in assenza di tali provvedimenti, la norma e’ vincolante
nei confronti della generalita’ dei dipendenti che operano a contatto
con il pubblico.
Il concetto di attivita’ a contatto con il pubblico.
Secondo la legge, l’obbligo di identificazione sussiste per i
dipendenti che svolgono attivita’ a contatto con il pubblico. Per
attivita’ a contatto con il pubblico si intendono quelle svolte in
luogo pubblico e luogo aperto al pubblico nei confronti di un’utenza
indistinta.
Considerata la varia tipologia di funzioni e servizi svolti dalle
pubbliche amministrazioni, l’individuazione delle attivita’ rilevanti
e’ rimessa alla valutazione di ciascuna amministrazione. A titolo
esemplificativo, rientrano nel concetto in esame le attivita’ svolte
per il pubblico allo sportello o presso la postazione del dipendente,
quelle svolte dall’ufficio relazioni con il pubblico, le attivita’ di
servizio nelle biblioteche aperte al pubblico, le attivita’ svolte
dagli addetti ai servizi di portierato nelle pubbliche
amministrazioni, le attivita’ del personale sanitario a contatto con
il pubblico nelle strutture ospedaliere e sanitarie.
Rimane in ogni caso salva la possibilita’ per le amministrazioni di
adottare direttive e introdurre misure per consentire una rapida
identificazione del personale anche se non preposto ad attivita’ che
comportano il contatto con il pubblico, nel rispetto dei principi di
non eccedenza e pertinenza relativi al trattamento dei dati personali
(art. 11 decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196).
L’identificazione del dipendente.
In base alla norma, l’identificazione del dipendente avviene
mediante l’uso di «cartellini identificativi o di targhe da apporre
presso la postazione di lavoro.». La scelta tra l’una e l’altra
modalita’ e’ rimessa all’amministrazione e sara’ effettuata a seconda
della tipologia di attivita’, fermo restando che possono essere
adottate contemporaneamente entrambe le modalita’ e che non e’ tanto
rilevante lo strumento di per se’ quanto piuttosto il soddisfacimento
dell’esigenza sottesa che e’ quello dell’identificazione
dell’addetto.
La disposizione individua gli elementi per l’identificazione nel
nominativo del dipendente. Si tratta di un contenuto minimo e
l’amministrazione puo’ valutare se e quando attuare l’identificazione
anche attraverso ulteriori elementi soprattutto in riferimento al
ruolo del soggetto nell’ambito dell’organizzazione: posizione
professionale, profilo, qualifica se dirigente, ufficio di
appartenenza. Nel dare attuazione alla norma le amministrazioni
debbono tener conto della finalita’ della prescrizione, evitando la
diffusione di dati personali non pertinenti od eccedenti la finalita’
(art. 11 del decreto legislativo n. 196 del 2003). Cosi’, non sembra
rispondere ad un principio di corretto utilizzo dei dati personali
l’indicazione nel cartellino delle generalita’ del dipendente,
complete dell’indicazione della data di nascita. Occorre, infatti,
l’individuazione di modalita’ sufficienti ed adeguate che,
salvaguardando il pubblico interesse, evitino di compromettere la
sfera personale del soggetto.
L’attuazione della norma e l’inosservanza della prescrizione.
La disposizione si riferisce direttamente ai pubblici dipendenti.
Pur essendo questi i soggetti direttamente tenuti all’osservanza
dell’obbligo, e’ chiaro che le amministrazioni di appartenenza
debbono da un lato diramare istruzioni operative, dall’altro fornire
gli strumenti per l’identificazione ai dipendenti interessati, in
modo che la norma venga attuata in maniera uniforme nell’ambito della
stessa amministrazione.
L’inosservanza della prescrizione verra’ valutata secondo i criteri
ordinari della responsabilita’ disciplinare con l’irrogazione delle
sanzioni in relazione alle violazioni accertate.
Roma, 17 febbraio 2010

Il Ministro per la pubblica
amministrazione e l’innovazione
Brunetta

Registrato alla Corte dei conti l’11 agosto 2010
Ministeri istituzionali – Presidenza del Consiglio dei Ministri,
registro n. 10, foglio n. 385

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