ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 12 agosto 2002: Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi alluvionali ed ai dissesti idrogeologici dei mesi di maggio, giugno e luglio 2002 | Edilone.it

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 12 agosto 2002: Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi alluvionali ed ai dissesti idrogeologici dei mesi di maggio, giugno e luglio 2002

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 12 agosto 2002: Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi alluvionali ed ai dissesti idrogeologici dei mesi di maggio, giugno e luglio 2002 nei territori delle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna. (Ordinanza n. 3237). (GU n. 194 del 20-8-2002)

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 12 agosto 2002

Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i
danni conseguenti agli eventi alluvionali ed ai dissesti
idrogeologici dei mesi di maggio, giugno e luglio 2002 nei territori
delle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed
Emilia Romagna. (Ordinanza n. 3237).

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto l’art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
9 maggio 2002, con il quale e’ stato dichiarato lo stato di
emergenza, a seguito degli eventi alluvionali e dei dissesti
idrogeologici del 3, 4 e 5 maggio 2002, nei territori delle province
del Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Vercelli, Biella ed Alessandria;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
9 maggio 2002, con il quale e’ stato dichiarato lo stato di emergenza
nel territorio delle province di Varese, Como, Milano e Bergamo
colpito dall’eccezionale evento atmosferico del 3, 4 e 5 maggio 2002;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
16 maggio 2002, concernente l’estensione temporale dello stato di
emergenza nel territorio delle province di Varese, Como, Milano e
Bergamo colpito dall’eccezionale evento atmosferico verificatosi nel
periodo dal 3 al 12 maggio 2002;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
16 maggio 2002, con il quale e’ stato dichiarato lo stato di
emergenza nel territorio delle province di Bologna e Modena colpito
dall’eccezionale evento atmosferico verificatosi nel periodo dal 6 al
12 maggio 2002 e nel territorio delle province di Ferrara e Ravenna
in conseguenza della piena del Po che ha causato pericolosi
spiaggiamenti;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
6 giugno 2002, con il quale e’ stato dichiarato lo stato di emergenza
nel territorio delle province di Cuneo, Torino ed Asti colpito
dall’eccezionale evento atmosferico del 9, 10 e 11 maggio 2002;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
14 giugno 2002, con il quale e’ stato dichiarato lo stato di
emergenza nel territorio delle province di Torino, Biella, Vercelli,
Novara e Verbano-Cusio-Ossola colpito dall’eccezionale evento
atmosferico del 4, 5 e 6 giugno 2002;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
14 giugno 2002, con il quale e’ stato dichiarato lo stato di
emergenza nel territorio delle province di Pordenone, Udine e Gorizia
colpito dall’eccezionale evento atmosferico del 5 giugno 2002;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
19 luglio 2002, con il quale e’ stato dichiarato lo stato di
emergenza nel territorio della provincia di Cuneo colpito
dall’alluvione del 14, 15 e 16 luglio 2002;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
2 agosto 2002, con il quale e’ stato dichiarato lo stato di emergenza
nel territorio della regione Veneto in relazione agli eventi
atmosferici dal 2 al 5 maggio 2002, dal 23 al 27 maggio 2002 e dal
23 giugno al 25 giugno 2002;
Ritenuto urgente porre in essere ogni utile intervento per favorire
il ritorno alle normali condizioni di vita delle popolazioni
interessate, la ripresa delle attivita’ produttive e il ripristino
delle infrastrutture;
Acquisita l’intesa delle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto,
Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna;
Su proposta del capo del Dipartimento della protezione civile;
Dispone:
Art. 1.
1. I presidenti delle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli
Venezia Giulia ed Emilia Romagna, per gli ambiti territoriali di
rispettiva competenza, provvedono, anche avvalendosi di altri
soggetti con compiti attuativi, alla realizzazione degli interventi
urgenti diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi
alluvionali ed ai dissesti idrogeologici di cui ai decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri citati in premessa. I
presidenti delle regioni, entro sessanta giorni dalla data di
pubblicazione della presente ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, adottano piani regionali che definiscono
interventi straordinari per il ripristino, in condizioni di
sicurezza, delle infrastrutture pubbliche danneggiate, per la pulizia
e per la manutenzione straordinaria degli alvei dei corsi d’acqua e
per la stabilizzazione dei versanti, nonche’ per la realizzazione di
adeguate opere di prevenzione dei rischi e per la messa in sicurezza
relativa ai dissesti idrogeologici ed al controllo delle piene. I
medesimi piani possono prevedere l’erogazione di contributi in favore
di proprietari di immobili privati adibiti ad abitazione principale,
distrutti o non ripristinabili ed oggetto di ordinanza di sgombero,
da determinarsi con le modalita’ e nelle misure previste dagli
articoli 4 e 4-bis della legge 11 dicembre 2000, n. 365,
applicandosi, altresi’, quanto previsto dall’art. 23-sexies, comma 4,
della legge 30 marzo 1998, n. 61. Nei piani regionali possono essere,
altresi’, ricompresi ed attuati, con le procedure e le deroghe di cui
alla presente ordinanza, ulteriori interventi urgenti finanziati
dalla Comunita’ europea, dalle amministrazioni statali, dalle
regioni, dagli enti locali e da enti o societa’ erogatori di servizi
pubblici, finalizzati alla riparazione dei danni cagionati
dall’evento calamitoso, ed alla rimozione delle situazioni di
pericolo, nonche’ alla prevenzione dei relativi rischi. Negli stessi
piani possono inoltre essere ricompresi gli interventi eventualmente
disposti anche dagli enti locali per far fronte alla prima fase
dell’emergenza.
2. Nei piani regionali possono essere, altresi’, ricompresi
ulteriori interventi urgenti per il ripristino o il recupero della
funzionalita’ ed il miglioramento dell’efficienza delle
infrastrutture rurali, tra cui strade interpoderali, opere di
approvvigionamento idrico, reti irrigue ed impianti irrigui non
ricadenti in comprensori di bonifica, e delle opere di bonifica,
anche mediante la concessione di contributi di pronto intervento.
3. La priorita’ nell’attuazione degli interventi deve essere
attribuita al ripristino delle infrastrutture pubbliche danneggiate,
alla pulizia e manutenzione straordinaria degli alvei dei corsi
d’acqua e delle opere di difesa idraulica.
4. I piani regionali di interventi straordinari vengono predisposti
tenuto conto delle eventuali proposte formulate dai comuni e dalle
province per quanto di rispettiva competenza. Gli interventi devono
essere progettati e realizzati tenuto conto delle prescrizioni delle
autorita’ di bacino di rilievo nazionale, interregionale e regionale
in materia idraulica.
5. I piani regionali, comprensivi degli importi previsti per
ciascun intervento, preliminarmente alla relativa attuazione, sono
sottoposti alla presa d’atto del Dipartimento della protezione
civile, anche per stralci, e possono essere rimodulati ed integrati
con la stessa procedura.
6. I Presidenti delle regioni provvedono al coordinamento degli
interventi ricompresi nei piani regionali adottati ai sensi della
presente ordinanza, incidenti su ambiti territoriali gia’ interessati
dagli eventi alluvionali dell’ottobre – novembre 2000, con quelli
gia’ avviati per il superamento delle predette situazioni
emergenziali.
7. Per l’attuazione degli interventi di cui alla presente ordinanza
i Presidenti delle regioni possono utilizzare il personale assunto a
tempo determinato per le esigenze connesse con gli eventi alluvionali
dell’ottobre -novembre 2000, ed attualmente in servizio.

Art. 2.
1. I presidenti delle regioni, ove non sia possibile
l’utilizzazione delle strutture pubbliche, possono affidare la
progettazione degli interventi ricompresi nei piani regionali anche a
liberi professionisti avvalendosi, ove occorra, delle deroghe di cui
al comma 6.
2. I presidenti delle regioni, anche avvalendosi dell’ausilio dei
soggetti attuatori, per gli interventi di rispettiva competenza,
provvedono all’approvazione dei progetti, ricorrendo ove, necessario,
alla Conferenza di servizi da indire entro sette giorni dalla
disponibilita’ dei progetti. Qualora alla Conferenza di servizi il
rappresentante di un’amministrazione invitata sia risultato assente,
o, comunque, non dotato di adeguato potere di rappresentanza, la
Conferenza delibera prescindendo dalla sua presenza e dalla
adeguatezza dei poteri di rappresentanza dei soggetti intervenuti. Il
dissenso manifestato in sede di Conferenza di servizi deve essere
motivato e recare, a pena di inammissibilita’, le specifiche
indicazioni progettuali necessarie al fine dell’assenso. In caso di
motivato dissenso espresso da una amministrazione preposta alla
tutela ambientale, paesaggistico – territoriale, del patrimonio
storico – artistico o alla tutela della salute dei cittadini, la
determinazione e’ subordinata, in deroga all’art. 14, comma 4 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, come sostituito dall’art. 17, comma 3
della legge 15 maggio 1997, n. 127, all’assenso del Ministro
competente che deve esprimersi entro sette giorni dalla richiesta.
3. I pareri, visti e nulla-osta relativi agli interventi previsti
nei piani regionali, che si dovessero rendere necessari, anche
successivamente alla Conferenza …

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