N. 41 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 17 giugno 2002. Ricorso per questione di legittimita' costituzionale depositato in cancelleria il 17 giugno 2002 | Edilone.it

N. 41 RICORSO PER LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE 17 giugno 2002. Ricorso per questione di legittimita’ costituzionale depositato in cancelleria il 17 giugno 2002

N. 41 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 17 giugno 2002. Ricorso per questione di legittimita' costituzionale depositato in cancelleria il 17 giugno 2002 (della Regione Toscana) Energia elettrica - Misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale introdotte dal d.l. n. 7/2002 (convertito, con modificazioni, in legge 9 aprile 2002, n. 55) - Attribuzione allo Stato del potere autorizzatorio in materia di impianti di energia elettrica - Previsto procedimento..............

N. 41 RICORSO PER LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE 17 giugno 2002.

Ricorso per questione di legittimita’ costituzionale depositato in
cancelleria il 17 giugno 2002 (della Regione Toscana)

Energia elettrica – Misure urgenti per garantire la sicurezza del
sistema elettrico nazionale introdotte dal d.l. n. 7/2002
(convertito, con modificazioni, in legge 9 aprile 2002, n. 55) –
Attribuzione allo Stato del potere autorizzatorio in materia di
impianti di energia elettrica – Previsto procedimento unico (con
termini perentori per l’acquisizione degli atti delle
Amministrazioni coinvolte, con sospensione dell’efficacia delle
norme sulle modalita’ tecniche per la redazione degli studi di
impatto ambientale nonche’ dei contributi di urbanizzazione
relativi alla costruzione delle centrali) – Applicabilita’ anche ai
“procedimenti pendenti” – Denunciata reintroduzione dell'”interesse
nazionale” come limite alla potesta’ legislativa regionale –
Violazione della potesta’ legislativa concorrente regionale in
materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale
dell’energia.
– Legge 9 aprile 2002, n. 55 (di conversione, con modificazioni, del
d.l. 7 febbraio 2002, n. 7).
– Costituzione, art. 117.

Energia elettrica – Misure urgenti per garantire la sicurezza del
sistema elettrico nazionale introdotte dal d.l. n. 7/2002
(convertito, con modificazioni, in legge 9 aprile 2002, n. 55) –
Attribuzione allo Stato del potere autorizzatorio in materia di
costruzione di impianti di energia elettrica – Autorizzazione
rilasciata a seguito di un procedimento unico con effetto di
variante urbanistica e a seguito di un “mero” parere comunale –
Asserita violazione della potesta’ legislativa regionale
concorrente in materia di “governo del territorio”.
– Legge 9 aprile 2002, n. 55 (di conversione, con modificazioni, del
d.l. 7 febbraio 2002, n. 7).
– Costituzione, art. 117.

Energia elettrica – Misure urgenti per garantire la sicurezza del
sistema elettrico nazionale introdotte dal d.l. n. 7/2002
(convertito, con modificazioni, in legge 9 aprile 2002, n. 55) –
Attribuzione allo Stato della funzione amministrativa di adozione
dell’autorizzazione “unica” e di gestione del procedimento
amministrativo preordinato al suo rilascio – Denunciata
insussistenza di motivazione giustificativa della allocazione della
titolarita’ della funzione al governo statale – Violazione delle
attribuzioni costituzionali riservate agli enti regionali e locali
– Lesione del potere della regione di allocare le funzioni
amministrative nelle materie rientranti nella propria competenza
legislativa.
– Legge 9 aprile 2002, n. 55 (di conversione, con modificazioni, del
d.l. 7 febbraio 2002, n. 7).
– Costituzione, art. 118.

(GU n. 31 del 7-8-2002)
Ricorso della Regione Toscana, in persona del suo presidente pro
tempore, autorizzato con deliberazione della giunta regionale n. 467
del 13 maggio 2002, rappresentato e difeso per mandato in calce al
presente atto dagli avvocati Lucia Bora, Vito Vacchi e Fabio
Lorenzoni, presso lo studio di quest’ultimo elettivamente domiciliato
in Roma, via del Viminale n. 43.
Contro il Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore per
la dichiarazione di illegittimita’ costituzionale della legge 9
aprile 2002 n. 55, di conversione del decreto-legge 7 febbraio 2002
n. 7 recante “Misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema
elettrico nazionale”.
Nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 84 del 10 aprile
2002 e’ stata pubblicata la legge n. 55/2002, che detta norme per
garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale.
In essa e’ stabilito che, sino alla determinazione dei principi
fondamentali della materia in attuazione dell’art. 117, terzo comma,
della Costituzione e comunque non oltre il 31 dicembre 2003, la
costruzione e l’esercizio di impianti termici di energia elettrica di
potenza superiore a 300 mw termici, gli interventi di modifica o
ripotenziamento, le opere connesse e le infrastrutture indispensabili
all’esercizio degli stessi impianti sono dichiarati di pubblica
utilita’ e sono soggetti ad una autorizzazione unica, di competenza
del Ministero delle attivita’ produttive, che sostituisce le
autorizzazioni, concessioni e gli atti di assenso richiesti. Tale
autorizzazione e’ rilasciata a seguito di un procedimento unico, al
quale partecipano le amministrazioni statali e locali interessate,
svolto nel rispetto dei principi di semplificazione di cui alla legge
n. 241/1990, e successive modificazioni, e con le modalita’ ivi
indicate, d’intesa con la regione interessata.
L’esito positivo della valutazione di impatto ambientale – per la
quale si applicano le disposizioni della legge n. 349/1988 e del
d.P.R. n. 377/1988 – costituisce parte integrante e condizione
necessaria del procedimento autorizzatorio.
L’istruttoria, acquisita la V.I.A., si deve concludere entro il
termine di 180 giorni dalla data di presentazione della richiesta,
comprensiva del progetto preliminare e dello studio di impatto
ambientale.
Per il rilascio dell’autorizzazione e’ richiesto il parere
motivato del comune e della provincia nel cui territorio ricadono le
opere; ma il rilascio di detto parere non puo’ incidere sul rispetto
del termine di 180 giorni previsto per la conclusione
dell’istruttoria.
Il rilascio dell’autorizzazione unica prevista dalla legge ha
effetto di variante urbanistica, ove le opere comportino variazione
agli strumenti urbanistici; e’ altresi’ stabilito che la regione
possa promuovere accordi tra il proponente e gli enti locali
interessati dagli interventi per l’individuazione di misure di
compensazione e riequilibrio ambientale.
E’ poi prevista la costituzione da parte delle amministrazioni di
un comitato paritetico per il monitoraggio congiunto dell’efficacia
delle disposizioni della nuova normativa e per la valutazione
dell’adeguatezza della nuova potenza installata.
La nuova legge si applica anche ai procedimenti pendenti alla
data della sua entrata in vigore, salvo quelli per i quali sia gia’
completata la procedura di valutazione di impatto ambientale o
risulti in via di conclusione il procedimento su dichiarazione del
proponente.
La normativa sospende sino al 31 dicembre 2003 l’efficacia
dell’allegato IV del d.P.C.m. 27 dicembre 1988 (che detta le norme
tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e per la
formulazione del giudizio di compatibilita’ ambientale, prevedendo
una apposita inchiesta pubblica, con riferimento ai progetti di
centrali termoelettriche e turbogas), dell’art. 15 della legge
n. 393/1975 (concernente il contributo dovuto al comune per le opere
di urbanizzazione secondaria che il comune stesso deve eseguire in
relazione alla costruzione di centrali termiche di qualsiasi tipo e
di centrali idroelettriche di accumulazione mediante pompaggio),
nonche’ del d.P.R. n. 53/1998 recante la disciplina dei procedimenti
relativi all’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di
impianti di produzione di energia elettrica che utilizzano fonti
convenzionali.
La legge n. 55/2002 viola gli artt. 117 e 118 della Costituzione
ed e’ pertanto lesiva delle competenze regionali costituzionalmente
garantite, per i seguenti motivi di

D i r i t t o

1. – Violazione dell’art. 117 della Costituzione.
La legge costituzionale n. 3/2001 ha, com’e’ noto, profondamente
modificato l’art. 117 della Costituzione: il terzo comma della
disposizione, per quanto qui interessa, ha attribuito la materia
“produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia” alla
potesta’ legislativa concorrente Stato-regioni.
Da cio’ consegue che in tale materia spetta alle regioni
legiferare, mentre lo Stato deve limitarsi solo a determinare i
principi fondamentali della materia stessa.
La disciplina del procedimento preordinato alla costruzione e
all’esercizio degli impianti di energia elettrica, delle opere ed
infrastrutture connesse, nonche’ alla loro modifica o
ripotenziamento, rientra nella richiamata materia in quanto la
realizzazione dei suddetti impianti e’ strumentale alla produzione,
al trasporto e alla distribuzione dell’energia. Conseguentemente e’
precluso al legislatore statale dettare norme direttamente regolanti
la materia.
Infatti i principi fondamentali, cui fa riferimento l’art. 117,
terzo comma, Cost., astenendosi dal disciplinare le materie cui si
riferiscono, non devono essere indirizzati ai singoli soggetti
dell’ordinamento, ma al legislatore regionale, quale generale
parametro per l’attivita’ di regolazione della materia affidata alla
competenza regionale.
La normativa in oggetto non si limita a dettare alle regioni i
principi regolatori suddetti, ma, invece, disciplina in modo puntuale
e dettagliato il procedimento unico attraverso il quale si deve
pervenire al rilascio dell’autorizzazione per la costruzione e
l’esercizio degli impianti di energia elettrica di potenza superiore
a 300 mw termici. In particolare, come sopra rilevato, sono previsti
i termini perentori entro i quali devono essere acquisiti gli atti di
tutte le amministrazioni locali coinvolte nel procedimento; si
sospende l’efficacia delle norme che disciplinano le modalita’
tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale per le
centrali termoelettriche, nonche’ la corresponsione dei contributi di
urbanizzazione relativ…

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