N. 378 ORDINANZA 10 - 23 luglio 2002. Giudizio per conflitto di attribuzione tra Stato e Provincia autonoma. Radiotelevisione - Piano di assegnazione delle frequenze - Provvedimenti dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni - Ricorsi per conflitto di attribuzione della Provincia autonoma di Trento - Lamentata procedura unilaterale di approvazione degli atti contestati, in assenza di intesa con la Provincia ricorrente, con violazione del principio di leale collaborazione e delle prerogative costituzionali provinciali - Sopravvenuta rinuncia ai ricorsi, accettata dalla controparte - Estinzione del processo. | Edilone.it

N. 378 ORDINANZA 10 – 23 luglio 2002. Giudizio per conflitto di attribuzione tra Stato e Provincia autonoma. Radiotelevisione – Piano di assegnazione delle frequenze – Provvedimenti dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni – Ricorsi per conflitto di attribuzione della Provincia autonoma di Trento – Lamentata procedura unilaterale di approvazione degli atti contestati, in assenza di intesa con la Provincia ricorrente, con violazione del principio di leale collaborazione e delle prerogative costituzionali provinciali – Sopravvenuta rinuncia ai ricorsi, accettata dalla controparte – Estinzione del processo.

N. 378 ORDINANZA 10 - 23 luglio 2002. Giudizio per conflitto di attribuzione tra Stato e Provincia autonoma. Radiotelevisione - Piano di assegnazione delle frequenze - Provvedimenti dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni - Ricorsi per conflitto di attribuzione della Provincia autonoma di Trento - Lamentata procedura unilaterale di approvazione degli atti contestati, in assenza di intesa con la Provincia ricorrente, con violazione del principio di leale collaborazione e delle prerogative costituzionali provinciali - Sopravvenuta rinuncia ai ricorsi, accettata dalla controparte - Estinzione del processo. - Deliberazioni dell'Autorita' garante....

N. 378 ORDINANZA 10 – 23 luglio 2002.

Giudizio per conflitto di attribuzione tra Stato e Provincia
autonoma.

Radiotelevisione – Piano di assegnazione delle frequenze –
Provvedimenti dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni –
Ricorsi per conflitto di attribuzione della Provincia autonoma di
Trento – Lamentata procedura unilaterale di approvazione degli atti
contestati, in assenza di intesa con la Provincia ricorrente, con
violazione del principio di leale collaborazione e delle
prerogative costituzionali provinciali – Sopravvenuta rinuncia ai
ricorsi, accettata dalla controparte – Estinzione del processo.
– Deliberazioni dell’Autorita’ garante delle comunicazioni,
30 ottobre 1998, n. 68, 14 luglio 1999, n. 105, 23 febbraio 2000,
n. 95.
– Statuto Regione Trentino-Alto Adige, artt. 2, 4, 8, numeri 4, 5 e
6; 16 e 102; d.P.R. 1 novembre 1973, n. 691, art. 10; legge
31 luglio 1997, n. 249, art. 2, comma 6; norme integrative per i
giudizi davanti alla Corte costituzionale, art. 27, ultimo comma.

(GU n. 30 del 31-7-2002)
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
Presidente: Cesare RUPERTO;
Giudici: Massimo VARI, Riccardo CHIEPPA, Gustavo ZAGREBELSKY,
Valerio ONIDA, Carlo MEZZANOTTE, Fernanda CONTRI, Guido NEPPI MODONA,
Piero Alberto CAPOTOSTI, Annibale MARINI, Giovanni Maria FLICK,
Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Romano VACCARELLA;

ha pronunciato la seguente

Ordinanza

nei giudizi per conflitti di attribuzione sorti a seguito delle
delibere dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni:
a) n. 68 del 30 ottobre 1998, recante l’approvazione del
“Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la
radiodiffusione televisiva”;
b) n. 105 del 14 luglio 1999, recante “Integrazione del piano
nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione
televisiva”;
c) n. 95 del 23 febbraio 2000, recante “Integrazione del
piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la
radiodiffusione televisiva”, promossi con ricorsi della provincia
autonoma di Trento, notificati l’8 gennaio e il 14 ottobre 1999 e
l’8 maggio 2000, depositati in cancelleria il 14 gennaio e il
21 ottobre 1999 e il 12 maggio 2000, e iscritti ai nn. 2 e 34 del
registro conflitti 1999 e al n. 20 del registro conflitti 2000.
Visti gli atti di costituzione del Presidente del Consiglio dei
ministri;
Udito nella camera di consiglio dell’8 maggio 2002 il Giudice
relatore Gustavo Zagrebelsky.
Ritenuto che la provincia autonoma di Trento, con un primo
ricorso (reg. conflitti n. 2/1999), ha proposto conflitto di
attribuzioni nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri,
in riferimento alla delibera dell’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni del 30 ottobre 1998, n. 68, con la quale e’ stato
approvato il piano nazionale di assegnazione delle frequenze, e ne ha
chiesto l’annullamento, in quanto adottata in violazione degli
artt. 2, 4, 8, numeri 4), 5) e 6), 16 e 102 dello statuto speciale
per il Trentino-Alto Adige (d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670) e delle
relative norme di attuazione (art. 10 del d.P.R. 1 novembre 1973,
n. 691), del principio di leale cooperazione, nonche’ dell’art. 2,
comma 6, della legge 31 luglio 1997, n. 249 (Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo), e dell’art. 1,
comma 3, della legge 30 aprile 1998, n. 122 (Differimento di termini
previsti dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, relativi all’Autorita’
per le garanzie nelle comunicazioni, nonche’ norme in materia di
programmazione e di interruzioni pubblicitarie televisive);
che la provincia autonoma ricorrente – richiamando a) la
propria competenza esclusiva in materia di usi e costumi locali,
istituzioni culturali aventi carattere provinciale, manifestazioni ed
attivita’ artistiche, culturali ed educative locali, urbanistica e
tutela del paesaggio, nonche’ il principio di tutela delle minoranze
linguistiche, quali risultanti dallo statuto, e b) le norme di
attuazione che riservano alla provincia stessa la facolta’ di
assumere iniziative per consentire, anche mediante appositi impianti,
la ricezione di radiodiffusioni sonore e visive in lingua ladina e il
collegamento con aree culturali europee – rileva che, sulla base
delle citate disposizioni, la Corte costituzionale in passato ha
riconosciuto alla provincia particolari garanzie in materia
radiotelevisiva, dichiarando l’illegittimita’ costituzionale della
norma della legge 6 agosto 1990, n. 223 (Disciplina del sistema
radiotelevisivo pubblico e privato), che non prevedeva l’intesa tra
lo Stato e la provincia autonoma relativamente alla localizzazione
degli impianti prevista dal piano nazionale di assegnazione delle
frequenze (sentenza n. 21 del 1991), annullando poi (sentenza n. 6
del 1993) il piano medesimo, per mancato completamento del
procedimento diretto a conseguire l’intesa, e inoltre che, a seguito
di tale giurisprudenza, il legislatore ha ribadito la necessita’ di
intesa con l’art. 2, comma 6, della legge n. 249 del 1997,
aggiungendo inoltre – con l’art. 1, comma 3, della legge n. 122 del
1998 – che l’Autorita’ garante puo’ adottare il piano nazionale delle
frequenze anche in assenza dell’intesa, dovendo pero’ in tal caso
indicare i motivi e le ragioni di interesse nazionale che determinano
la decisione unilaterale;
che nel caso di specie, secondo la ricorrente, l’Autorita’
garante avrebbe adottato l’atto in questione senza che fosse maturata
l’intesa con la provincia autonoma di Trento, come risulterebbe dalla
documentazione prodotta in giudizio, dalla quale emergerebbe che,
dopo una prima fase di trattative, improntate al principio
collaborativo, da un certo momento in poi l’Autorita’ garante non
avrebbe piu’ dato seguito alle richieste di incontri avanzate dalla
provincia, approvando un piano che non tiene conto, nella
localizzazione dei siti, delle esigenze della comunita’ provinciale e
che non contiene alcuna motivazione sulle ragioni di interesse
nazionale che hanno portato all’adozione unilaterale dell’atto,
affermandosi al contrario ingiustificatamente, nelle premesse della
delibera, essere stata raggiunta l’intesa, cio’ che delinea la
violazione delle prerogative costituzionali lamentata dalla provincia
autonoma ricorrente;
che con altro ricorso (reg. conflitti n. 34/1999) la
provincia autonoma di Trento ha proposto conflitto di attribuzioni in
riferimento alla successiva delibera dell’Autorita’ garante del
14 luglio 1999, n. 105, con la quale e’ stato integrato il piano
nazionale di assegnazione delle frequenze, e ne ha chiesto
l’annullamento, in quanto adottata anch’essa in violazione
dell’autonomia provinciale, come definita dalle norme e dai principi
sopra indicati, lamentando che anche per tale deliberazione non
sarebbe intervenuta alcuna intesa con la provincia autonoma, ne’
essendo indicata la motivazione che ha portato alla adozione
unilaterale dell’atto, nelle cui premesse, inoltre, si afferma
erroneamente essere state rispettate le procedure stabilite
dall’art. 2, comma 6, della legge n. 249 del 1997, come integrato
dall’art. 1, commi 2 e 3, della legge n. 122 del 1998; tutto cio’,
anche in questo caso, in violazione delle prerogative costituzionali
della ricorrente;
che con un terzo ricorso (reg. conflitti n. 20/2000) la
provincia autonoma di Trento ha proposto conflitto di attribuzioni in
riferimento ad altra delibera dell’Autorita’ garante del 23 febbraio
2000, n. 95, con la quale e’ stato ulteriormente integrato il piano
nazionale di assegnazione delle frequenze, chiedendone l’annullamento
per gli stessi motivi – mancanza di intesa e di contatti a essa
finalizzati, nonche’ carenza di motivazione circa l’adozione
unilaterale dell’atto – dedotti nei precedenti ricorsi, tenuto
altresi’ conto che neppure questa ulteriore integrazione ha portato
al raggiungimento della copertura radioelettrica contenuta nella
iniziale proposta provinciale, e cio’ nonostante l’affermazione del
Presidente dell’Autorita’ garante – contenuta in una nota successiva
ai chiarimenti intercorsi in relazione alla seconda delibera
del luglio 1999 – secondo cui i siti a suo tempo proposti dalla
provincia sarebbero stati recepiti nel piano;
che in tutti e tre i giudizi cosi’ promossi si e’ costituito
il Presidente del Consiglio dei ministri, tramite l’Avvocatura
generale dello Stato, sostenendo l’inammissibilita’ o l’infondatezza
dei ricorsi;
che in particolare, con riferimento al primo conflitto,
l’Avvocatura afferma che la sola presenza di una illegittimita’ – se
non addirittura di un errore materiale – nelle premesse del
provvedimento non giustifica il conflitto di attribuzione: pure a
ritenere il provvedimento viziato per carenza di motivazione, il
conflitto sarebbe inammissibile, in quanto l’Autorita’ ha il potere
di assegnare le frequenze anche in assenza dell’intesa e in quanto le
competenze costituzionalmente garantite della provincia autonoma
(finalizzate alla tutela delle comunita’ linguistiche) e dello Stato
(quale responsabile della elaborazione del piano nazionale delle
frequenze) sarebbero state rispettate, cosicche’ con il ricorso non
si lamenterebbe l’avvenuta rottura dell’equilibrio tra interessi
provinciali e statali, ma soltanto il cattivo us…

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