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N. 352 ORDINANZA (Atto di promovimento) 22 maggio 2002. Ordinanza emessa il 22 maggio 2002

N. 352 ORDINANZA (Atto di promovimento) 22 maggio 2002. Ordinanza emessa il 22 maggio 2002 dal Tribunale di Bari nei procedimenti civili riuniti vertenti tra De Nicolo' Francesco ed altri e Comune di Bari Edilizia e urbanistica - Regione Puglia - Vincoli di inedificabilita' preordinati all'espropriazione - Protrazione a tempo indeterminato - Incidenza sul principio ..........

N. 352 ORDINANZA (Atto di promovimento) 22 maggio 2002.

Ordinanza emessa il 22 maggio 2002 dal Tribunale di Bari nei
procedimenti civili riuniti vertenti tra De Nicolo’ Francesco ed
altri e Comune di Bari

Edilizia e urbanistica – Regione Puglia – Vincoli di inedificabilita’
preordinati all’espropriazione – Protrazione a tempo indeterminato
– Incidenza sul principio, affermato dalla giurisprudenza
costituzionale, della indennizzabilita’ dei vincoli edificativi
senza limiti temporali (sent. n. 179/1999).
– Legge della Regione Puglia 31 maggio 1980, n. 56, art. 37, comma
quinto; legge della Regione Puglia 27 luglio 2001, n. 20, art. 17,
comma 2.
– Costituzione, art. 42, commi secondo e terzo.

(GU n. 34 del 28-8-2002)
IL TRIBUNALE

Ha pronunciato la seguente ordinanza, nelle cause civili riunite
iscritte nel ruolo generale affari contenziosi sotto i numeri
d’ordine 4869/91 e 1256/95, entrambe pendenti tra De Nicolo’
Francesco, De Nicolo’ Pietro, Mirizzi Maria, Mirizzi Matilde, Mirizzi
Michele, Mirizzi Nicola e Mirizzi Cosimo, elettivamente domiciliati
presso e nello studio dell’avv. Pietro Ursini dal quale sono
rappresentati e difesi, attori; e comune di Bari, in persona del
sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in Bari, alla via
Marchese di Montrone, 5 (avvocatura comunale) presso gli avv. Leone
Paradiso e Anna Maria Colafati relativamente al giudizio n. 4869/91
di R.G., e in Bari alla via Andrea da Bari (prof. Veneto) presso
l’avv. Antonio Belsito relativamente al giudizio n. 1256/95 di R.G.,
convenuto.

F a t t o

Con atto di citazione notificato in data 14 agosto 1991 i germani
Francesco e Pietro De Nicolo’, nonche’ i germani Maria, Matilde,
Michele, Nicola e Cosimo Mirizzi, comproprietari del suolo in Bari –
via Camillo Rosalba, in catasto al foglio n. 48, particelle nn. 341 e
21, esposero che, con sentenza del tribunale n. 2315/89, confermata
dalla Corte d’appello con sentenza n. 1023/90, passata in giudicato,
il Comune di Bari era stato condannato al rilascio del detto suolo,
illegittimamente detenuto a seguito della scadenza del termine di
durata dell’occupazione d’urgenza disposta con decreto sindacale
n. 35 del 22 aprile 1981, nonche’ al risarcimento dei danni da
liquidarsi in separata sede; esponevano altresi’ che il rilascio era
stato coattivamente eseguito in data 9 marzo 1991, ma restava aperta
la questione del risarcimento dei danni, consistenti sia nel mancato
godimento dell’immobile per il periodo in cui l’occupazione si era
protratta, sia nella perdurante impossibilita’ di proficua
utilizzazione, nonche’ nella diminuizione di valore correlata alla
particolare destinazione urbanistica, in quanto l’immobile,
nonostante la scadenza del piano di zona nel quale era incluso, per
effetto dell’art. 37 della legge regionale n. 56/80 era di fatto
rimasto assoggettato ad una c.d. espropriazione di valore conseguente
al vincolo di inedificabilita’ a tempo indeterminato.
Sulla base di questa premessa, gli attori chiedevano un
risarcimento di danni pari a lire duemiliardi oltre accessori e
spese.
Costituendosi in giudizio con comparsa depositata in data
13 novembre 1991, il Comune di Bari non si oppose al risarcimento del
danno da occupazione illegittima, mentre contesto’ la richiesta
risarcitoria derivante dalla destinazione urbanistica.
Con una prima C.T.U., depositata dall’ing. Ferdinando Gisotti in
data 15 marzo 1993, fu accertato tra l’altro che solo la particella
341, estesa mq. 2.286, era stata occupata per la realizzazione del
non piu’ eseguito 2o Liceo Classico al rione Poggiofranco;
che l’altra particelle 21, estesa mq. 5.292 era stata
espropriata con decreto sindacale n. 148 del 27 marzo 1980 quanto a
mq. 1.155 (per cui residuano mq. 4.097, che, sommati con i mq. 2.286,
il C.T.U. ha considerato oggetto dei suoi calcoli: mq. 4.097 + 2.286
= mq. 6.383. Infatti, secondo il C.TU., il valore del suolo
inedificabile restituito ai privati si deve considerare pari a
lire 30.000/mq.
Egli ha conseguentemente formulato le seguenti due ipotesi:
mq. 2.286 x 30.000 lire mq. = lire 68.500.000;
mq. 6.383 x 30.000 lire mq. = lire 191.490.000;
che il valore a mq. dell’immobile, riferito al marzo 1991,
era pari a lire 336.267/mq., corrispondenti a lire 770.000.000 per
mq. 2.286; e a lire 2.150.000.000 per mq. 6.383;
che il danno subito per la privazione di tale immobile per un
periodo di anni 9, mesi 8 e giorni 9 (dal 30 giugno 1981 al 9 marzo
1991) era pari a lire 373.115.982;
che l’anzidetto valore venale attribuito al fondo non era
stato per niente influenzato dall’astratta inedificabilita’ connessa
alla destinazione urbanistica;
che al suolo, restituito agli attori in data 9 marzo 1991, in
situazione urbanistica comportante una astratta inedificabilita’,
doveva attribuirsi un valore pressocche’ agricolo, pari a lire
30.000/mq., considerata la sua molto favorevole ubicazione nel
tessuto urbano, per cui si ottenevano i valori anzidetti.
All’udienza del 16 marzo 1993 gli attori precisavano che il
Comune di Bari prima aveva disposto con decreto sindacale n. 177 del
15 aprile 1991 l’espropriazione della particella 341; quindi con
delibera G.M. del 13 maggio 1992 n. 2291 aveva riapprovato
l’originario progetto di edificio scolastico ai fini della
dichiarazione di p.u., e con successivo decreto sindacale n. 53 del
22 luglio 1992 aveva disposto l’occupazione d’urgenza, eseguita il
21 settembre 1992.
All’udienza del 26 ottobre 1995 gli attori chiedevano l’emissione
dei provvedimenti ex art. 186 quater C.P.C., e con ordinanza in data
26 ottobre 1995 il G.I. condannava il Comune di Bari a pagare agli
attori la somma di lire 373.115.982, di cui lire 149.246.392 relative
al periodo in cui l’occupazione era stata illegittima, maggiorata di
rivalutazione a lire 183.573.063 oltre interessi legali sul capitale
di lire 149.246.392 a decorrere dal 9 marzo 1991; e lire 223.869.590
relative al periodo in cui l’occupazione era stata legittima,
maggiorata di interessi legali dalla scadenza dell’occupazione
legittima.
Con la stessa ordinanza furono anche liquidate le spese legali a
carico del Comune di Bari e fu fissata l’udienza collegiale.
In sede di discussione definitiva della causa, il comune di Bari
invoco’ le disposizioni riduttive di cui alla legge n. 549/1995 e
contesto’ l’epoca e l’ammontare della stima operata dal C.T.U.; gli
attori, invece, in relazione alle anzidette sopravvenute circostanze
della procedura espropriativa, chiesero che, previa declaratoria di
nullita’ dei provvedimenti della nuova procedura ablatoria, il Comune
di Bari fosse condannato sia al risarcimento dei danni derivati dalla
pregressa occupazione, sia di quelli conseguenti alla perdita
dell’immobile illegittimamente occupato.
Con ordinanza collegiale in data 27 settembre 1996 il tribunale
ritenne necessaria procedere a C.T.U. per determinare il valore medio
dei terreni oggetto di occupazione nel periodo 1981/1991, e nomino’
quale C.T.U. l’ing. Salvatore Consiglio.
Questi, sostanzialmente rigettando i rilievi mossi dalle parti
avverso le conclusioni cui era pervenuto il precedente CT.U., con
relazione depositata il 5 giugno 1997 effettuo’ la determinazione
dell’indennita’ di occupazione anno per anno dal 1981 al 1991.
Frattanto, con successivo atto di citazione notificato in data
17 febbraio 1995, gli attori lamentarono che l’immobile era stato
sottoposto alla nuova procedura espropriativa, nell’ambito della
quale era stato irreversibilmente trasformato, ed espropriato con
decreto sindacale n. 177 del 27 marzo 1991, dichiarato nullo dal
Tribunale di Bari con la sentenza n. 2310/1994, passata in giudicato,
in quanto non sorretto da idonea dichiarazione di p.u.
Sulla base di questa premessa, gli attori chiesero sanzionarsi la
procedura ablatoria, e in particolare il decreto sindacale n. 53 del
22 luglio 1992, che aveva autorizzato l’occupazione d’urgenza, e
condannare il comune di Bari al pagamento della somma di lire
770.000.000 oltre accessori e spese.
Il comune di Bari si e’ costituito in questa seconda causa a
mezzo dell’avv. Antonio Belsito; sono state precisate le conclusioni
e sono state anche scambiate le difese conclusionali.
Con sentenza parziale in data odierna, e’ stata accolta sia la
prima domanda proposta dagli attori col primo atto di citazione, sia
la domanda proposta col secondo atto di citazione.
Residua solo la domanda relativa all’illegittima diminuizione di
valore correlata alla destinazione urbanistica, relativa agli
anzidetti mq. 4.097 non espropriati della particella 21, che ad
avviso di questo giudice dovrebbe essere accolta considerando la
differenza tra il valore del suolo valutato come edificabile e quello
valutato come vincolato.

Considerato in fatto

A) Sulla non manifesta infondatezza.
Il tribunale ritiene rilevante e non manifestamente infondata
l’eccezione di illegittimita’ costituzionale sollevata dagli attori.
La domanda sottoposta all’esame del tribunale e’ fondata sulla
dedotta reiterazione di un vincolo urbanistico conseguente al fatto
che, pur essendo stata accertata, con la sentenza del Tribunale di
Bari n. 2315/89, passata in giudicato, la scadenza del PEEP con
effetto dal 26 aprile 1983 (pagg. 9-10), sul suolo per cui e’ causa,
(gia’ assoggettato a vincoli di viabilita’, verde pubblico, verde
condominiale comprendente gli accessi pedonali, scuole superiori,
media unifica…

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N. 352 ORDINANZA (Atto di promovimento) 22 maggio 2002. Ordinanza emessa il 22 maggio 2002

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