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N. 341 ORDINANZA (Atto di promovimento) 23 luglio 2001. Ordinanza del 23 luglio 2001

N. 341 ORDINANZA (Atto di promovimento) 23 luglio 2001. Ordinanza del 23 luglio 2001 (pervenuta alla Corte costituzionale il 28 giugno 2002)emessa dal Tribunale di Bassano del Grappa nel procedimento civile vertente tra Bassa Giuseppe ed altri e comune di Gallio ed altra Giustizia amministrativa - Devoluzione al giudice amministrativo delle controversie in materia di edilizia e urbanistica e riserva al giudice ordinario delle sole controversie

N. 341 ORDINANZA (Atto di promovimento) 23 luglio 2001.

Ordinanza del 23 luglio 2001 (pervenuta alla Corte costituzionale il
28 giugno 2002)emessa dal Tribunale di Bassano del Grappa nel
procedimento civile vertente tra Bassa Giuseppe ed altri e comune di
Gallio ed altra

Giustizia amministrativa – Devoluzione al giudice amministrativo
delle controversie in materia di edilizia e urbanistica e riserva
al giudice ordinario delle sole controversie relative alla
determinazione e corresponsione delle indennita’ in conseguenza di
atti espropriativi o ablativi – Conseguente istituzione di una
nuova figura di giurisdizione esclusiva e piena sulle controversie
aventi ad oggetto atti, provvedimenti o comportamenti delle
pubbliche amministrazioni in materia di edilizia e urbanistica, ivi
comprese quelle relative al risarcimento del danno ingiusto –
Esorbitanza dai limiti della legge delegante – Richiamo alla
sentenza della Corte costituzionale n. 292/2000.
– Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, art. 34, commi 1 e 2,
come sostituito dalla legge 21 luglio 2000, n. 205, art. 7.
– Costituzione, artt. 76 e 77, primo comma.

(GU n. 33 del 21-8-2002)
IL TRIBUNALE

Sciogliendo la riserva di decisione; proponendo, per istanza di
parte attrice, questione di legittimita’ costituzionale dell’art. 34,
commi 1 e 2, d.lgs. 31 marzo 1998 n. 80 – nel testo previgente alla
sua sostituzione, operata con l’art. 7, lett. b), legge 21 luglio
2000 n. 205 – per eccesso rispetto alla delega conferita dall’artt.
11, quarto comma, lett. g), legge 15 marzo 1997 n. 59, nella parte in
cui sottraeva al giudice ordinario e devolveva alla giurisdizione
esclusiva del giudice amministrativo le controversie aventi per
oggetto gli atti, i provvedimenti e i comportamenti delle
amministrazioni pubbliche in materia urbanistica ed edilizia; e
definitiva, agli effetti dello stesso decreto, la materia urbanistica
quella che concerne tutti gli aspetti dell’uso del territorio: in
riferimento agli artt. 76 e 77, primo comma, della Costituzione;

O s s e r v a
Con atto di citazione notificato il 15 e il 16 settembre 1999, i
sig. Giuseppe Bassa, Luigino Polon, Giovanni Busatto, Guido Golfetto
e Giorgio Comparin esponevano di essere proprietari di appartamenti
compresi in complessi condominiali ubicati, nel comune di Gallio, in
area oggetto di piano di lottizzazione e di relativa convenzione di
lottizzazione intercorsa, in data 24 gennaio 1976, tra il detto Ente
e la s.p.a. La Malga; e cosi’, comproprietari, in forza dei
rispettivi atti di compravendita, di “… porzione di area dei
mappali individuati al Catasto terreni del comune di Gallio, foglio
31, m.n. ri 138 di mq 38.228 e foglio 36, m.n. ri 321 di mq 2.686 e
127 di mq 3127 area quale risultera’ scoperta destinata a stretta
pertinenza dei fabbricati condominiali realizzati e da realizzare,
quali appartenenti alla convenzione …” suddetta, “… escluse
quindi sia le aree che saranno coperte ed interessate alle
costruzioni dei fabbricati stessi, sia le aree destinate a strade,
spazi pedonali, verde attrezzato, parcheggi e a verde, ed impianti
sportivi … con l’avvertenza che gli erigendi fabbricati ivi
compresi i servizi, potranno subire modifiche in ordine ai tracciati,
alla estensione e ubicazione”.
Gli attori narravano che, iniziate la realizzazione delle opere
di urbanizzazione e la costruzione di alcuni (sei) fabbricati, e a
seguito del fallimento, dichiarato con sentenza di questo tribunale
in data 10 aprile 1987, della societa’ lottizzante, i terreni di
proprieta’ di questa, compresi nell’area lottizzata, erano stati
ceduti, per la quota di spettanza del fallimento, alla s.a.s. La
Malga Due in forza di decreto del giudice delegato in data 12
novembre 1990 e successive integrazioni del 15 marzo 1991; quindi, la
cessionaria aveva stipulato con il comune, in data 24 aprile 1993,
ulteriore convenzione, concordando – nonostante la scadenza del
termine decennale per l’attuazione del piano, e senza interpellare
gli attori, comproprietari dei terreni predetti – sostanziali
modificazioni dell’originario assetto dell’area, previsto dallo
strumento urbanistico esecutivo; in particolare: a) stipulando una
permuta di terreni di proprieta’ comunale con altri, in comproprieta’
della lottizzante e degli attori; b) accordando al comune la
possibilita’ di realizzare tre immobili su aree destinate a verde
condominiale; c) operando la cessione, in favore dell’ente, di una
fascia di terreno interessante uno dei condomini menzionati in
premessa, antistante la strada comunale, allo scopo di realizzare una
corsia di canalizzazione; d) venendo dalla societa’ versato al comune
un contributo di lire 300 milioni, destinato alla realizzazione di un
campo sportivo (pubblico), invece che impegnarsi alla ultimazione
delle opere di urbanizzazione (campi da tennis e impianto di
depurazione).
Cio’ esposto, gli attori convenivano in giudizio il comune e la
societa’ lottizzante, proponendo domande di accertamento della
nullita’ e, comunque, della inefficacia, nei loro confronti, della
recente convenzione, relativamente alla lottizzazione; altresi’, di
accertamento della insussistenza di qualsivoglia diritto della
societa’ La Malga Due a realizzare sull’area comune nuove
costruzioni, con la conseguente condanna alla riduzione dei luoghi in
pristino stato.
Costituendosi in giudizio, l’amministrazione comunale deduceva
che: a) le permute di terreni erano finalizzate a una migliore
perimetrazione dei lotti; b) essa era gia’ proprietaria di tre lotti
compresi nel piano, la programmazione del quale era stata recepita
nel P.R.G. approvato nel 1983; c) la canalizzazione, se intesa quale
fascia di penetrazione pedonale, era ancora compiutamente da
allocare; d) la lottizzante si era avvalsa della facolta’ di
monetizzare la prevista opera di urbanizzazione secondaria (campi da
tennis), e il relativo importo era stato devoluto nella realizzazione
di un’opera pubblica; ferma restando la facolta’ del privato di
eseguire egualmente le infrastrutture di pertinenza della
lottizzazione; ed essendo l’impianto di depurazione, gia’ realizzato,
necessitante soltanto di collegamenti fognari.
Il comune formulava, percio’, le seguenti conclusioni: in via
preliminare, dichiarare il difetto di legittimazione passiva della
P.A. convenuta e conseguentemente disporre la sua estromissione dal
giudizio; in via ulteriormente pregiudiziale: dichiarare
l’inammissibilita’ dell’azione, siccome proposta, nei confronti della
convenuta, mirando essa a modificare o, meglio, estinguere un
rapporto instaurato dalla P.A. in virtu’ dei suoi poteri
pubblicistici in materia urbanistica, e quindi ad ottenere una
decisione condizionante detti poteri; nel merito, rigettare ogni
pretesa attorea in quanto generica e non provata, e comunque perche’
destituita di fondamento.
La societa’ Malga Due, costituendosi a sua volta, eccepiva la
carenza di giurisdizione in capo al giudice adito, avendo l’art. 34
del d.l. n. 80/98 deferito alla giurisdizione esclusiva del giudice
amministrativo le controversie aventi per oggetto gli atti, i
provvedimenti ed i comportamenti delle amministrazioni pubbliche in
materia urbanistica ed edilizia, con la precisazione che la materia
urbanistica concerne tutti gli aspetti dell’uso del territorio.
Nel merito, la societa’ convenuta deduceva che:
1) il P.R.G. approvato con delibera della giunta regionale
n. 6152 del 27 dicembre 1983, in vigore all’epoca della recente
convenzione, aveva confermato e fatto propria la disciplina
urbanistica del P.d.l. che, conseguentemente, doveva considerarsi
valida e operante a tempo indeterminato;
2) in ogni caso, l’intervenuta dichiarazione di fallimento
non aveva influito sulla regolare esecuzione delle opere
infrastrutturali primarie, che erano state pressocche’ completate
nella loro interezza progettuale e nei termini previsti; ben poteva
determinare, invece, la sospensione dei termini previsti nella
convenzione per il completamento delle opere;
3) l’originario strumento urbanistico esecutivo non sarebbe
stato affatto stravolto, ma solo adeguato alla reale situazione dei
luoghi, e definito in alcuni aspetti, peraltro marginali;
4) la facolta’ della convenuta di stipulare ed adempiere alla
cennata convenzione, le derivava direttamente dall’atto di acquisto,
dai vari atti di compravendita, ivi compresi quelli stipulati dagli
attori, nonche’ dal regolamento condominiale, del quale l’art. 40
stabilisce: “… la societa’ venditrice si riserva, inoltre, la
facolta’ di edificare sopra l’attuale piano campagna come da
lottizzazione approvata ed eventuali successive varianti, nonche’ a
determinare, una volta ultimate le costruzioni dei fabbricati di cui
al piano di lottizzazione … le aree scoperte di pertinenza dei
fabbricati condominiali appartenenti alla lottizzazione, riservandosi
altresi’ la proprieta’ delle aree su cui insisteranno gli altri
fabbricati previsti dalla lottizzazione, nonche’ a cedere al comune
di Gallio le aree destinate strade, spazi pedonali, verde attrezzato,
parcheggi e verde ed impianti sportivi …”.
La convenuta concludeva, percio’: in via preliminare, per la
dichiarazione della giurisdizion…

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