N. 340 ORDINANZA 8 - 12 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Giustizia amministrativa - Procedure espropriative - Controversie su diritti soggettivi connessi a comportamenti della pubblica amministrazione - Riserva alla cognizione del giudice amministrativo, anziche' a quella del giudice ordinario - Lamentato eccesso di delega | Edilone.it

N. 340 ORDINANZA 8 – 12 luglio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Giustizia amministrativa – Procedure espropriative – Controversie su diritti soggettivi connessi a comportamenti della pubblica amministrazione – Riserva alla cognizione del giudice amministrativo, anziche’ a quella del giudice ordinario – Lamentato eccesso di delega

N. 340 ORDINANZA 8 - 12 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Giustizia amministrativa - Procedure espropriative - Controversie su diritti soggettivi connessi a comportamenti della pubblica amministrazione - Riserva alla cognizione del giudice amministrativo, anziche' a quella del giudice ordinario - Lamentato eccesso di delega - Mancata verifica in ordine .........

N. 340 ORDINANZA 8 – 12 luglio 2002.

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale.

Giustizia amministrativa – Procedure espropriative – Controversie su
diritti soggettivi connessi a comportamenti della pubblica
amministrazione – Riserva alla cognizione del giudice
amministrativo, anziche’ a quella del giudice ordinario – Lamentato
eccesso di delega – Mancata verifica in ordine ad una diversa
ipotesi interpretativa – Difetto di motivazione sulla rilevanza
della questione – Manifesta inammissibilita’.
– D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80, artt. 34, commi 1 e 2, e 35, comma 1.
– Costituzione, artt. 76 e 77, comma primo.

(GU n. 28 del 17-7-2002)
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
Presidente: Cesare RUPERTO;
Giudici: Riccardo CHIEPPA, Gustavo ZAGREBELSKY, Valerio ONIDA,
Carlo MEZZANOTTE, Fernanda CONTRI, Guido NEPPI MODONA, Piero Alberto
CAPOTOSTI, Annibale MARINI, Franco BILE, Giovanni Maria FLICK,
Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Romano VACCARELLA;

ha pronunciato la seguente

Ordinanza

nei giudizi di legittimita’ costituzionale dell’ articolo 34 e
dell’articolo 35, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 80 (Nuove disposizioni in materia di organizzazione e di rapporti
di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, di giurisdizione nelle
controversie di lavoro e di giurisdizione amministrativa, emanate in
attuazione dell’articolo 11, comma 4, della legge 15 marzo 1997,
n. 59), promossi con ordinanze emesse il 10 maggio e il 18 giugno
2001 dal Tribunale di Firenze e il 9 marzo 2001 dalla Corte di
cassazione, rispettivamente iscritte ai numeri 598, 775 e 912 del
registro ordinanze 2001 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica numeri 33, 40 e 45, 1a serie speciale, dell’anno 2001.
Visti l’atto di costituzione della Rete Ferroviaria Italiana
s.p.a., nonche’ gli atti di intervento del Presidente del Consiglio
dei ministri;
Udito nella camera di consiglio del 22 maggio 2002 il giudice
relatore Franco Bile.
Ritenuto che con ordinanza in data 10 maggio 2001 (iscritta al
n. 598 r.o. 2001) il Tribunale di Firenze ha sollevato, in
riferimento all’articolo 76 della Costituzione, questione di
legittimita’ costituzionale dell’articolo 34 del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 80 (Nuove disposizioni in materia di organizzazione
e di rapporti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, di
giurisdizione nelle controversie di lavoro e di giurisdizione
amministrativa, emanate in attuazione dell’articolo 11, comma 4,
della legge 15 marzo 1997, n. 59), nel testo anteriore alla
sostituzione disposta dall’art. 7 della legge 21 luglio 2000, n. 205
(Disposizioni in materia di giustizia amministrativa),nella parte in
cui, in violazione dei limiti della delega conferita dal citato
art. 11, comma 4, lettera g), della legge 15 marzo 1997, n. 59
(Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle
regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione
e per la semplificazione amministrativa), avrebbe sottratto alla
giurisdizione del giudice ordinario e devoluto alla giurisdizione del
giudice amministrativo “le cause su diritti soggettivi connessi a
comportamenti materiali della pubblica amministrazione in procedure
espropriative finalizzate alla gestione del territorio”;
che la questione e’ stata sollevata nel corso di un giudizio
instaurato dalla S.T.I.L.A., Societa’ Toscana Industria Laterizi e
Affini, di Vasco Guarducci & C. s.a.s. avverso le Ferrovie dello
Stato-Societa’ di Servizi e Trasporti per azioni e la s.r.l. C.I.R.
Costruzioni, per ottenerne la condanna al risarcimento del danno
determinato dalla non retrocedibilita’, per irreversibile
destinazione ad opera pubblica, di alcuni terreni di sua proprieta’
occupati in base a decreti di occupazione temporanea, non seguiti nei
termini da decreti di esproprio;
che, ad avviso del rimettente, la controversia in esame
sarebbe sottratta alla sua giurisdizione, avendo l’impugnato art. 34
devoluto al giudice amministrativo tutte le controversie concernenti
atti e comportamenti delle amministrazioni pubbliche in materia
urbanistica ed edilizia, con la sola eccezione di quelle riguardanti
le indennita’ dovute a seguito di atti di natura espropriativa od
ablativa;
che infatti nel giudizio a quo iniziato il 10 maggio 1999, la
giurisdizione dovrebbe ritenersi regolata dall’art. 34 nel suo testo
originario e non in quello sostituito dalla legge n. 205 del 2000,
entrata in vigore in epoca successiva (il 10 agosto 2000) e quindi
priva di rilevanza, a norma dell’art. 5 del codice di procedura
civile;
che ne discende la rilevanza della questione di legittimita’
costituzionale, in quanto una pronuncia di incostituzionalita’
dell’art. 34 lascerebbe il giudizio a quo alla giurisdizione del
giudice ordinario adito, che altrimenti dovrebbe essere declinata;
che la questione non appare al rimettente manifestamente
infondata, in quanto – secondo i principi ed i criteri direttivi
della norma delegante (art. 11, comma 4, lett. g), della legge n. 59
del 1997) – il legislatore delegato avrebbe dovuto, in materia
urbanistica e edilizia, limitarsi ad estendere la giurisdizione del
giudice amministrativo alle controversie aventi ad oggetto diritti
patrimoniali consequenziali, comprese quelle relative al risarcimento
del danno, ma non anche trasferire alla giurisdizione amministrativa
la cognizione delle controversie su diritti soggettivi traenti
origine da “fatti e comportamenti”, come quella relativa alla
fattispecie concreta, che il rimettente qualifica in termini di
occupazione appropriativa;
che nel giudizio si e’ costituita la parte privata Rete
Ferroviaria Italiana-Societa’ per azioni, gia’ Ferrovie dello
Stato-Societa’ di trasporti e di servizi per azioni, depositando
memoria, nella quale ha sostenuto l’irrilevanza e comunque
l’infondatezza della questione;
che e’ intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio
dei ministri, tramite l’Avvocatura generale dello Stato, che ha
depositato memoria, nella quale ha sostenuto l’infondatezza della
questione, in quanto sarebbe possibile interpretare la legge delegata
in modo conforme a Costituzione, nel senso che non avrebbe attribuito
al giudice amministrativo le controversie sull’occupazione
appropriativa;
che con ordinanza in data 22 giugno 2001 (iscritta al n. 775
r.o. 2001) lo stesso Tribunale di Firenze ha sollevato, con la
medesima motivazione, identica questione, nel corso di un giudizio
introdotto in data 22 giugno 1999 da Aimone Bellandi, quale
procuratore speciale di altre persone, contro la s.p.a. Poste
Italiane, per ottenere il risarcimento del danno, derivante dalla non
retrocedibilita’, per irreversibile destinazione ad opera pubblica,
di alcuni terreni di proprieta’ dei rappresentati, occupati in via
d’urgenza nel 1997 e mai espropriati;
che anche in tale giudizio e’ intervenuto il Presidente del
Consiglio dei ministri, tramite l’Avvocatura generale dello Stato,
che ha depositato memoria di identico contenuto, rispetto a quella
depositata nel giudizio di cui all’ordinanza precedentemente
esaminata;
che con ordinanza in data 21 giugno 2001 (iscritta al n. 912
r.o. 2001) le Sezioni unite civili della Corte di cassazione hanno
sollevato, in riferimento all’art. 76 della Costituzione, questione
di legittimita’ costituzionale degli artt. 34, commi 1 e 2, e 35,
comma 1, del d.lgs. n. 80 del 1998, nella versione anteriore alla
sostituzione operata dall’art. 7 della legge n. 205 del 2000, per
violazione dei limiti della delega di cui all’art. 11, comma 4,
lettera g), della legge n. 59 del 1997;
che l’ordinanza e’ stata pronunciata in sede di esame del
ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione proposto dal
comune di Cermenate con riferimento al giudizio instaurato nel 1999,
avanti al Tribunale di Como, sez. distaccata di Cantu’, da Giovanni
Vergani contro il comune ed altri convenuti (funzionari comunali o
direttori dei lavori delle opere di urbanizzazione) per ottenere –
sulla premessa di esser proprietario di un lotto compreso in un piano
di lottizzazione disposto d’ufficio dal comune e di avere aderito
alla correlata convenzione di lottizzazione – la dichiarazione di
illegittimita’ delle autorizzazioni e concessioni edilizie relative
ad altri lotti e dell’esecuzione in essi, senza le necessarie
autorizzazioni e concessioni, di opere lesive del proprio lotto, e la
condanna solidale del comune e degli altri al risarcimento dei danni
sofferti a causa della mancata vigilanza sull’esecuzione del piano di
lottizzazione e della convenzione di attuazione, e del solo comune al
risarcimento del danno sofferto per la mancata tempestiva adozione
delle varianti al progetto originario;
che, secondo il comune, la controversia rientrerebbe nella
giurisdizione amministrativa esclusiva ex art. 34 del d.lgs. n. 80
del 1998;
che le Sezioni unite rilevano che la controversia –
instaurata dopo il 30 giugno 1998 – sarebbe devoluta, ai sensi
dell’art. 45, comma 18, del d.lgs. n. 80 del 1998, alla giurisdizione
esclusiva del giudice amministrativo, sulla base del combinato
disposto degli artt. 34, commi 1 e 2, e 35 del medesimo d.lgs.,
essendo le domande risarcitorie fondate su comportamenti tenuti dalla
pubblica amministrazione nella fase di attuazione di un piano di
lottizzazione, strumento urb…

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