N. 339 ORDINANZA 8 - 12 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Regione Toscana - Urbanistica ed edilizia - Competenza del sindaco ad emanare atti di gestione in materia edilizia - Assunto contrasto con la legislazione dello Stato, che mantiene distinti i poteri di indirizzo degli organi politici da quelli riguardanti la gestione amministrativa (affidati ai dirigenti) - Conseguente violazione del principio di buon andamento e imparzialita' dell'amministrazione | Edilone.it

N. 339 ORDINANZA 8 – 12 luglio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Regione Toscana – Urbanistica ed edilizia – Competenza del sindaco ad emanare atti di gestione in materia edilizia – Assunto contrasto con la legislazione dello Stato, che mantiene distinti i poteri di indirizzo degli organi politici da quelli riguardanti la gestione amministrativa (affidati ai dirigenti) – Conseguente violazione del principio di buon andamento e imparzialita’ dell’amministrazione

N. 339 ORDINANZA 8 - 12 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Regione Toscana - Urbanistica ed edilizia - Competenza del sindaco ad emanare atti di gestione in materia edilizia - Assunto contrasto con la legislazione dello Stato, che mantiene distinti i poteri di indirizzo degli organi politici da quelli riguardanti la gestione amministrativa (affidati ai dirigenti) - Conseguente violazione del principio di buon andamento e imparzialita' dell'amministrazione - Sopravvenuta modifica costituzionale dei .........

N. 339 ORDINANZA 8 – 12 luglio 2002.

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale.

Regione Toscana – Urbanistica ed edilizia – Competenza del sindaco ad
emanare atti di gestione in materia edilizia – Assunto contrasto
con la legislazione dello Stato, che mantiene distinti i poteri di
indirizzo degli organi politici da quelli riguardanti la gestione
amministrativa (affidati ai dirigenti) – Conseguente violazione del
principio di buon andamento e imparzialita’ dell’amministrazione –
Sopravvenuta modifica costituzionale dei parametri evocati, che
innova la materia delle competenze degli enti locali – Restituzione
degli atti ai giudici rimettenti.
– Legge Regione Toscana 14 ottobre 1999, n. 52, artt. 37, punto 3 e
31, punto 2.
– Costituzione, artt. 97 e 128.

(GU n. 28 del 17-7-2002)
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
Presidente: Cesare RUPERTO;
Giudici: Riccardo CHIEPPA, Gustavo ZAGREBELSKY, Valerio ONIDA,
Carlo MEZZANOTTE, Fernanda CONTRI, Guido NEPPI MODONA, Piero Alberto
CAPOTOSTI, Annibale MARINI, Franco BILE, Giovanni Maria FLICK,
Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Romano VACCARELLA;

ha pronunciato la seguente

Ordinanza

nei giudizi di legittimita’ costituzionale degli articoli 37, punto
3, e 31, punto 2, della legge della Regione Toscana del 14 ottobre
1999, n. 52 (Norme sulle concessioni, le autorizzazioni e le denuncie
d’inizio delle attivita’ edilizie – Disciplina dei controlli nelle
zone soggette al rischio sismico – Disciplina del contributo di
concessione – Sanzioni e vigilanza sull’attivita’
urbanistico/edilizia – Modifiche ed integrazioni alla legge regionale
23 maggio 1994, n. 39 e modifica della legge regionale 17 ottobre
1983, n. 69), promossi con ordinanze emesse il 19 dicembre 2000 e il
7 marzo 2001 dal Tribunale amministrativo regionale della Toscana sui
ricorsi proposti da Vinchesi Leonardo ed altro contro il comune di
Bibbona ed altri e da Forti Marco ed altro contro il comune di Porto
Azzurro, iscritte ai nn. 638 e 671 del registro ordinanze 2001 e
pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 35 e 37, 1a
serie speciale, dell’anno 2001.
Visti gli atti di costituzione di Marconi Giorgio e del comune di
Bibbona, nonche’ gli atti di intervento della Regione Toscana;
Udito nella camera di consiglio del 22 maggio 2002 il giudice
relatore Riccardo Chieppa.
Ritenuto che con due ordinanze, emesse il 19 dicembre 2000 e il
7 marzo 2001 e depositate rispettivamente il 15 febbraio 2001 e
l’8 marzo 2001, il Tribunale amministrativo regionale della Toscana
ha sollevato questione di legittimita’ costituzionale degli artt. 37,
punto 3 (primo giudizio, r.o. n. 638 del 2001) e 31, punto 2 (secondo
giudizio, r.o. n. 671 del 2001) della legge della Regione Toscana del
14 ottobre 1999, n. 52 (Norme sulle concessioni,le autorizzazioni e
le denuncie d’inizio delle attivita’ edilizie – Disciplina dei
controlli nelle zone soggette al rischio sismico – Disciplina del
contributo di concessione – Sanzioni e vigilanza sull’attivita’
urbanistico/edilizia – Modifiche ed integrazioni alla legge regionale
23 maggio 1994, n. 39 e modifica della legge regionale 17 ottobre
1983, n. 69) nella parte in cui attribuiscono al sindaco e non ai
dirigenti la competenza ad emanare atti di gestione in materia
edilizia, per contrasto con gli artt. 97 e 128 della Costituzione;
che nel primo giudizio erano stati impugnati provvedimenti
amministrativi: a) di rigetto di tre domande di concessione edilizia
in sanatoria relative ad uno stabilimento balneare, nonche’ di revoca
delle autorizzazioni all’esercizio di un bar-ristorante presso lo
stabilimento stesso, emanati rispettivamente dal responsabile
dell’area tecnica e dal responsabile dell’area di vigilanza-corpo di
polizia municipale del comune di Bibbona; b) di due dinieghi di
rinnovo – il primo richiesto in via definitiva, il secondo in via
temporanea – delle concessioni demaniali marittime per
l’utilizzazione di un tratto di arenile, emanati dal dirigente del
dipartimento delle politiche territoriali e ambientali, area porti,
aeroporti e centri intermodali della Regione Toscana;
che nel secondo giudizio (in fase cautelare) era, invece,
stato impugnato l’atto di ingiunzione di demolizione di opere
ritenute abusive perche’ eseguite in difformita’ dalla concessione
edilizia, emanato da un dirigente del comune di Porto Azzurro;
che in entrambi i giudizi a quibus si deduce, tra gli altri
motivi di censura, l’illegittimita’ dei provvedimenti impugnati per
incompetenza, perche’ adottati da dirigenti (rectius: nonche’, per
alcuni di essi, da responsabili comunali di settore) e non dal
sindaco, secondo quanto previsto dalla normativa regionale denunciata
(che, in punto di rilevanza, dovrebbe trovare applicazione nei
processi, atteso che gli atti impugnati sarebbero stati adottati
successivamente all’entrata in vigore della legge stessa);
che le norme denunciate, secondo i giudici rimettenti, si
porrebbero in contrasto con gli artt. 97 e 128 della Costituzione;
che, sotto il primo profilo, si osserva che la legge statale
8 giugno 1990, n. 142 (Ordinamento delle autonomie locali) ha fissato
il principio per cui i poteri di indirizzo e di controllo – anche
nella materia oggetto dei giudizi a quibus – spettano agli organi
politici, mentre l’attivita’ propriamente gestionale compete ai
dirigenti (art. 51, commi 2 e 3 lettera f);
che la suddetta separazione tra politica e amministrazione
sarebbe stata confermata e precisata da successivi interventi
legislativi (decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, recante
“Razionalizzazione dell’organizzazione delle amministrazioni
pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico
impiego, a norma dell’art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421”;
legge 15 maggio 1997, n. 127, recante “Misure urgenti per lo
snellimento dell’attivita’ amministrativa e dei procedimenti di
decisione e di controllo”; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80,
recante “Nuove disposizioni in materia di organizzazione e di
rapporti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, di giurisdizione
nelle controversie di lavoro e di giurisdizione amministrativa,
emanate in attuazione dell’art. 11, comma 4, della legge 15 marzo
1997, n. 59”; legge 16 giugno 1998, n. 191, recante “Modifiche ed
integrazioni alle leggi 15 marzo 1997, n. 59 e 15 maggio 1997,
n. 127, nonche’ norme in materia di formazione del personale
dipendente e di lavoro a distanza nelle pubbliche amministrazioni.
Disposizioni in materia di edilizia scolastica”);
che le norme impugnate – attribuendo, di converso, poteri
gestionali ad organi politici (il sindaco) – violerebbero il
principio di buon andamento e imparzialita’ dell’amministrazione, il
cui rispetto imporrebbe, nella prospettiva dei giudici rimettenti, il
mantenimento della distinzione tra competenze tecnico-gestionali e di
indirizzo politico;
che, sotto il secondo profilo, il Tribunale amministrativo
regionale della Toscana osserva che compete al legislatore statale
dettare con leggi generali i principi nel cui ambito puo’ esplicarsi
l’autonomia degli enti locali;
che le norme regionali censurate – contenendo regole relative
alla struttura degli uffici e alla definizione e ripartizione delle
funzioni – avrebbero, pertanto, inciso sull’autonomia organizzatoria
dell’ente locale attuando una “indebita ingerenza nell’esercizio di
un potere normativo che in subiecta materia spetta unicamente allo
Stato”;
che in entrambi i giudizi si e’ costituita la Regione Toscana
chiedendo che la questione sia dichiarata inammissibile e infondata;
che nel primo giudizio (r.o. n. 638 del 2001) si e’
costituito il resistente del processo a quo chiedendo che la
questione sia dichiarata inammissibile ovvero manifestamente
infondata;
che in detto giudizio si e’ costituito anche l’ente comunale
che, pur ritenendo nel merito la questione di incostituzionalita’
fondata, dubita della rilevanza della questione stessa poiche’, nel
caso di specie, sussisterebbe la competenza del sindaco che – in
mancanza di personale con qualifica dirigenziale – avrebbe delegato
un funzionario dell’ufficio preposto alla gestione dell’area tecnica
secondo quanto consentito dall’art. 51, comma 3-bis della legge
n. 142 del 1990;
che nel secondo giudizio (r.o. n. 671 del 2001) si e’
costituita la Regione Toscana chiedendo che la questione sia
dichiarata inammissibile e infondata;
che con due memorie depositate nell’imminenza della camera di
consiglio, la Regione Toscana ha chiesto che vengano restituiti gli
atti ai giudici rimettenti – per la sopravvenuta entrata in vigore
della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al Titolo
V della parte seconda della Costituzione) che ha abrogato l’art. 128
della Costituzione – affinche’ la questione possa essere riesaminata
in base al mutato quadro costituzionale intervenuto.
Considerato che, successivamente all’emanazione della ordinanza
di rimessione, e’ stata promulgata ed e’ entrata in vigore la legge
costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al Titolo V della
parte seconda della Costituzione);
che, pertanto, in via del tutto preliminare, stante
l’intervenuta abrogazione di una delle norme invocate come parametro
(art. 128 della Costituzione) e la sopravvenuta innovazione anche
nella ripartizione delle competenze non solo nel settore…

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