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Modificazioni ed integrazioni ai decreti ministeriali 3 dicembre 1985

Modificazioni ed integrazioni ai decreti ministeriali 3 dicembre 1985 e 25 luglio 1987, n.555 sulla classificazione e la disciplina dell'imballaggio e dell'etichettatura delle sostanze pericolose, in attuazione delle direttive emanate dal Consiglio e dalla Commissione delle Comunità europee
Decreto Ministeriale

Art. 1
L’allegato I al presente decreto sostituisce ed integra ogni
disposizione contenuta nell’allegato I al decreto ministeriale 25
luglio 1987, n. 555.
In tale nuovo allegato vengono individuate:
dal contrassegno (*), riportato sul margine sinistro, le sostanze che,
già presenti nell’allegato I del decreto ministeriale 25 luglio 1987,
n. 555, vengono modificate per quanto riguarda la denominazione,
l’indicazione del CAS, la classificazione e I’etichettatura, nonchè le
sostanze che sono state inserite per la prima volta, in relazione alla
direttiva del Consiglio n. 87/432/CEE;
dal contrassegno (**), riportato sul margine sinistro, le sostanze
che, già presenti nell’allegato I del decreto ministeriale 25 luglio
1987, n. 555, vengono modificate per quanto riguarda la denominazione,
l’indicazione del CAS, la classificazione e l’etichettatura, nonchè le
sostanze che sono state inserite per la prima volta, in relazione alla
direttiva della Commissione n. 88/490/CEE. Art. 2
L’allegato II al presente decreto integra le disposizioni contenute
nell’allegato V al decreto ministeriale 3 dicembre 1985, concernente i
metodi sperimentali per la determinazione delle proprietà
fisico-chimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche, in relazione
alla direttiva della Commissione n. 87/302. Art. 3
Il presente decreto si applica:
per le sostanze dell’allegato I contraddistinte dal contrassegno (*) a
partire dal 1° luglio 1990;
per tutte le altre sostanze dell’allegato I, a partire dalla data di
pubblicazione del presente decreto.
Per le sostanze ricomprese nell’allegato I, il termine di cui
all’ultimo comma dell’art. 6 della legge 29 maggio 1974, n. 256,
concernente lo smaltimento delle sostanze già immesse sul mercato, è
fissato:
ad un anno dalla data di applicazione del presente decreto,
limitatamente alle sostanze contraddistinte dal contrassegno (*);
al 1° luglio 1991, limitatamente alle sostanze contraddistinte dal
contrassegno (**). Allegato I
Elenco delle sostanze pericolosePrefazione
Per consentire un’agevole consultazione dell’elenco delle sostanze
pericolose, queste sono state sistemate in ordine alfabetico
affiancando loro un numero d’ordine progressivo indicato nella prima
colonna dell’allegato.
Qualora per una stessa sostanza sono riprese nell’elenco due o più
denominazioni, solo in corrispondenza di una di esse sono riportate le
indicazioni complete relative alla numerazione CEE, al numero CAS,
alla classificazione e all’etichettatura, mentre l’altra o le altre si
limitano ad un rinvio alla denominazione assunta come voce principale.
Nel caso di miscele, queste sono riportate nell’elenco sotto le
singole sostanze, in modo che si possa giungere ad esse miscele a
partire da qualsiasi componente.
La numerazione delle sostanze (N. CEE), riportata nella quinta colonna
dell’allegato, è stata concepita per consentire aggiornamenti
periodici dell’allegato I, senza apportare rilevanti modifiche alla
sua presentazione. Essa è basata sull’impiego di una sequenza cifrata
del tipo: ABC-RST-VW-Y in cui:
ABC rappresenta il numero atomico dell’elemento chimico più
caratteristico preceduto da uno o due zeri per espletare la
sottosequenza, sia il numero convenzionale della classificazione
prescelta per le sostanze organiche;
RST rappresenta il numero progressivo delle sostanze considerate nella
sottosequenza ABC;
VW rappresenta, la sostanza così definita, una delle forme in cui
viene prodotta e/o immessa sul mercato;
Y rappresenta la cifra di controllo (check-digit) di tutta la
precedente sequenza calcolata secondo il metodo utilizzato da ISBN
(International Standard Book Number). ABC-RST-VW-Y
n. 017-005-00-9
Il numero CAS (Chemical Abstract Service), riportato nella quarta
colonna, permette d’identificare la sostanza. Le indicazioni che
riguardano la classificazione o l’etichettatura delle sostanze sono i
seguenti:
a) il o i simboli ove previsti e l’indicazione di pericolo attribuiti
in base all’allegato II (sesta colonna dell’allegato);
b) una serie di cifre precedute dalla lettera R che indica la natura
dei rischi particolari di cui all’allegato III (settima colonna
dell’allegato);
c) una serie di cifre precedute dalla lettera S che indica i consigli
di prudenza di cui all’allegato IV (ottava colonna dell’allegato).
Le cifre che seguono le lettere R e S sono separate da un trattino
orizzontale o da una barra obliqua, che hanno il seguente significato:
trattino orizzontale: enunciazione separata dei rischi particolari (R)
o dei consigli di prudenza (S);
barra obliqua: enunciazione combinata possibile in una sola frase dei
rischi particolari (R) o dei consigli di prudenza (S).
Le enunciazioni singole o combinate dei rischi particolari (R)
figurano nell’allegato III e quelle dei consigli di prudenza (S)
nell’allegato IV.
Per poter esprimere i requisiti di classificazione ed etichettatura in
forma tabulare si è fatto ricorso, nel presente allegato per i simboli
di pericolo, ad indicazioni sintetiche del tipo “T+” o “T” per le
sostanze tossiche, “C” per le corrosive, “F+” o “F” per le
infiammabili, “E” per le esplosive, “O” per le comburenti, “Xn” per le
nocive, “Xi” per le irritanti, mentre per le frasi di rischio (R) ed i
consigli di prudenza (S) sono stati riportati i rispettivi numeri
d’ordine.
Sull’etichetta, però, dovranno figurare il simbolo o i simboli
rappresentati dalle illustrazioni e seguiti dall’indicazione di
pericolo così come esse figurano nell’allegato II e le frasi di
rischio ed i consigli di prudenza dovranno essere riportati per esteso
così come essi figurano rispettivamente negli allegati III e IV.
Si segnala infine, che nei casi specifici costituiti dai composti del
cadmio e dai composti di antimonio il consiglio di prudenza S22 si
applica solo nei casi appropriati. Inoltre, nel caso specifico del
sodio e del potassio il consiglio di prudenza S5 non è rischio qualora
venga utilizzato altro imballaggio di sicurezza.
Per snellire al massimo la formulazione delle sostanze di questo
allegato sono state utilizzate diverse note di portata generale (nona
colonna) di cui si riportano di seguito i testi esplicativi:
Nota A
Il nome della sostanza deve figurare sull’etichetta sotto la
denominazione, o una delle denominazioni, qualora ne sia indicata più
d’una, di cui all’allegato I. Nell’allegato I, quando le sostanze di
struttura analoga presentano gli stessi pericoli, è stata talvolta
utilizzata la denominazione generale del tipo: “composti di…” o
“sale di…”. In tal caso, il fabbricante o qualsiasi persona che
immette tale sostanza sul mercato è tenuta a precisare sull’etichetta
il nome chimico corrispondente alla formula chimica: Esempio: per
BeCI2: cloruro di berillio. Nota B
Talune sostanze (caso degli acidi, delle basi…, ecc.) vengono
immesse sul mercato in soluzione acquosa a concentrazioni varie e
necessitano dunque di un’etichettatura diversa poichè presentano
rischi diversi. Nell’allegato I, viene utilizzata una denominazione
generale del tipo: “acido nitrico …%” In tal caso, il
fabbricante o qualsiasi altra persona che introduca tale sostanza nel
mercato deve indicare sulla etichetta la concentrazione della
soluzione in %.
Esempio: “acido nitrico 45%” L’espressione di % viene sempre
intesa peso/peso salvo altra specificazione. L’utilizzazione di altri
dati (ad esempio, peso specifico, grado Beaumé, …) o di frasi
descrittive (ad esempio, concentrato, fumante, glaciale) può essere
tollerata. Nota C
Le sostanze organiche sono immesse sul mercato sia sotto forma
isomerica ben definita, sia sotto forma di miscela di più isomeri.
Pertanto, nell’allegato I viene talvolta utilizzata una denominazione
generale del tipo: “xilene” In tal caso, il fabbricante o
qualsiasi altra persona che immette tale sostanza sul mercato, deve
specificare sull’etichetta che si tratta di un isomero ben definito o
di una miscela di isomeri.
Esempio:
a) xilene orto;
b) xilene (miscela di isomeri). Nota D
Talune sostanze che sono suscettibili di polimerizzarsi o di
decomporsi spontaneamente si riscontrano generalmente sul mercato
sotto forma stabilizzata. E’ sotto questa forma che esse sono elencate
nell’allegato I.
Tuttavia tali sostanze sono a volte immesse sul mercato sotto forma
non stabilizzata. In questo caso, il fabbricante o qualsiasi altra
persona che immette tali sostanze deve specificare sull’etichetta il
nome della sostanza seguita dalla dicitura: “non stabilizzata”.
Esempio:
Acido metacrilico (non stabilizzato). “Per quanto riguarda in
particolare i sali (indipendentemente dalla denominazione utilizzata
nell’allegato I) essi sono presi in considerazione sia nella forma
anidra sia nella forma idrata, a meno che non venga espressamente
specificato il contrario”. Nota E
Per sostanze che figurano nella nota E, le frasi R20, R21, R22, R23,
R24, R25, R26, R27 e R28 e tutte le combinazioni di queste frasi di
rischio devono essere precedute dalla parola “anche”.
Esempi
R23: Anche tossico per inalazione;
R27/28: Anche altamente tossico a contatto con la pelle e per
ingestione. Nota F
Questa sostanza può contenere stabilizzanti. Se lo stabilizzante
modifica le caratteristiche di pericolosità della sostanza, quali
specificate dall’etichetta prevista conformemente all’allegato I,
l’etichetta deve essere predisposta secondo le regole per
l’etichettatura dei preparati pericolosi. N.B. Allegato così
sostituito con D.M. 25 luglio 1987, n. 555 e successivamente con D.M.
20 dicembre 1989. Allegato
II__________________________________________________________________________________________
N. ord .Sostanza Rif. CAS n. N. CEE Simb. Classificaz. Etichettatura
Note
sost. R S
__________________________________________________________________________________________
1 Acephate 015-079-00-7 Xn 20/21/22 2-13 (**) 2 Acetaldeide
75-07-0 605-003-00-6 F+Xn 12-36/37-40 6-33-3…

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