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MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - DECRETO 20 aprile 2005: Indirizzi, criteri e modalita' per la riproduzione di beni culturali, ai sensi dell'articolo 107 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. (GU n. 152 del 2-7-2005)

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

DECRETO 20 aprile 2005

Indirizzi, criteri e modalita’ per la riproduzione di beni culturali,
ai sensi dell’articolo 107 del decreto legislativo 22 gennaio 2004,
n. 42.

Capo I
Norme tecniche per le operazioni di replica
IL MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

Visti gli articoli 107 e 130 del decreto legislativo 22 gennaio
2004, n. 42, recante «Codice dei beni culturali e del paesaggio» di
seguito denominato «Codice»;
Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, che ha
istituito il Ministero per i beni e le attivita’ culturali, come da
ultimo modificato dal decreto legislativo 10 giugno 2004, n. 3;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 2004, n.
173, recante il regolamento di organizzazione del Ministero per i
beni e le attivita’ culturali;
Visto il decreto ministeriale 8 aprile 1994, recante il «Tariffario
per la determinazione di canoni, corrispettivi e modalita’ per le
concessioni relative all’uso strumentale e precario dei beni in
consegna al Ministero»;
Decreta:
Art. 1.
Riproduzione mediante calchi da originali di sculture e di opere a
rilievo
1. Ai sensi dell’art. 107, comma 2, del Codice, e’ di regola
vietata la riproduzione di beni culturali che consista nel trarre
calchi, per contatto, dagli originali delle opere di scultura e di
opere a rilievo, in genere. Tale riproduzione e’ consentita solo in
via eccezionale e nel rispetto delle modalita’ indicate nel presente
decreto. Agli originali sono equiparate le copie storiche
assimilabili ad originali per caratteristiche di qualita’ ed unicita’
e le copie moderne di originali non piu’ esistenti.
2. L’operazione di duplicazione di un manufatto mediante calco
diretto deve essere eseguita, per una sola volta, nel pieno rispetto
dell’integrita’ del manufatto stesso ed e’ ammessa, in via
eccezionale, in presenza delle seguenti condizioni:
a) effettuazione del calco, per quanto possibile, dopo un
restauro o interventi di ordinaria manutenzione e, comunque, su
superfici di accertata stabilita’ fisica, trattate;
b) con materiali idonei a garantire lo stato di conservazione del
manufatto o dell’opera durante le operazioni di riproduzione;
c) accertata assenza di policromie, dorature o altre finiture di
superficie particolarmente delicate, che possano essere compromesse
dall’operazione di calco;
d) accertata inesistenza di una replica del bene ovvero di una
matrice o di un calco da utilizzare in sostituzione dell’originale;
e) natura seriale del bene ovvero, in caso di unicita’ o rarita’
dell’opera, sussistenza di comprovate ragioni di necessita’
scientifica.

Art. 2.
Procedimento per la realizzazione di calchi
1. L’istituto che ha in consegna il bene, su propria iniziativa per
finalita’ istituzionali di studio o di conservazione, ovvero a
seguito di istanza di altro soggetto pubblico o privato, per
comprovate necessita’ scientifiche, inoltra la richiesta di
riproduzione all’Istituto centrale per il restauro o all’Opificio
delle pietre dure di Firenze, al fine di acquisire il relativo
parere.
2. La richiesta, corredata dal progetto e dalla relazione tecnica,
redatti secondo le modalita’ di cui all’Allegato al presente decreto,
di cui costituisce parte integrante, e’ inoltrata agli Istituti
indicati al comma 1, unitamente alle valutazioni del responsabile
dell’Istituto richiedente circa la fattibilita’ della riproduzione,
le condizioni materiali dell’opera e l’opportunita’ di eventuali
prescrizioni specifiche.
Per i casi in cui la riproduzione sia richiesta da un soggetto
diverso dall’istituto che ha in consegna il bene, e’ obbligatorio il
versamento di una cauzione, costituita anche mediante fideiussione
bancaria o assicurativa.
3. L’autorizzazione alla riproduzione e’ concessa dall’autorita’
che ha in consegna il bene, in conformita’ ai pareri tecnici espressi
ai sensi del comma precedente ed a seguito dell’avvenuto deposito
della cauzione, nell’importo indicato dal responsabile dell’Istituto.
4. In caso di danni arrecati all’opera, e’ disposto l’incameramento
della cauzione versata, per intero ovvero fino all’importo
corrispondente all’onere economico per il ripristino, ferme restando
le ulteriori responsabilita’ eventualmente accertate in sede
giudiziaria.
5. L’autorizzazione ad eseguire repliche con procedure che non
prevedono il contatto con l’opera, quali fotogrammetria, olografia
laser, scanner tridimensionali, e’ rilasciata ai sensi degli
articoli 3, 4 e 5 del presente decreto, previo impegno del
richiedente alla consegna di una copia e dell’archivio digitale
relativo alla realizzazione della replica.
6. Ai sensi dell’art. 107, comma 2, secondo periodo, del codice,
sono ordinariamente consentiti i calchi da copie degli originali gia’
esistenti. La relativa richiesta e’ rivolta al responsabile
dell’Istituto che ha in consegna la copia. L’autorizzazione e’
rilasciata, tenendo conto delle finalita’ della richiesta, in
presenza delle condizioni indicate all’art. 1, comma 2, del presente
decreto e previo impegno del richiedente alla consegna di una copia e
delle matrici del calco.

Capo II
Principi generali per la riproduzione di beni culturali
Art. 3.
Autorizzazione per la riproduzione
1. Ai sensi dell’art. 107, comma 1, del Codice, e fatte salve le
disposizioni a tutela del diritto d’autore, la riproduzione di beni
culturali e’ autorizzata dal responsabile dell’Istituto che ha in
consegna i beni stessi, previa determinazione dei corrispettivi
dovuti e sulla base di valutazioni che tengono conto dei seguenti
elementi:
a) finalita’ della riproduzione, anche sotto il profilo della
compatibilita’ con la dignita’ storico-artistica dei beni da
riprodurre;
b) numero delle copie da realizzare;
c) verifica di tollerabilita’ della metodica sulla copia da
riprodurre.
2. Nei casi in cui dall’attivita’ di riproduzione possa derivare un
pregiudizio ai beni culturali, l’autorizzazione puo’ prevedere
l’obbligo di versamento di una cauzione, costituita anche mediante
fideiussione bancaria o assicurativa, nonche’ l’adozione di
prescrizioni specifiche ed e’ rilasciata alle condizioni di cui
all’art. 5.

Art. 4.
Istanza per la riproduzione di beni culturali
1. La richiesta di riproduzione di cui all’art. 3, contiene:
a) l’indicazione degli scopi, dei tipi di utilizzazione e delle
destinazioni delle copie che si intendono ottenere;
b) l’indicazione delle quantita’ che si intendono ottenere ed
immettere sul mercato sia per il tramite dei servizi aggiuntivi di
cui all’art. 117 del codice, sia attraverso altre forme di
distribuzione;
c) l’individuazione del soggetto incaricato, dei mezzi e delle
modalita’ di riproduzione;
d) l’assunzione dell’obbligo di versare i corrispettivi di
riproduzione e di apporre sulle copie riprodotte le diciture di cui
all’art. 5, comma 3;
e) l’assunzione dell’impegno del richiedente, in caso di
richiesta per uso strettamente personale o per motivi di studio, di
non divulgare, diffondere e cedere al pubblico le copie ottenute.

Art. 5.
Condizioni
1. Prima della diffusione al pubblico, un esemplare di ogni
riproduzione e’ depositato presso l’amministrazione che ha in
consegna il bene, per il preventivo nulla osta.
Salvo diverso accordo, all’amministrazione spettano tre copie di
ciascuna riproduzione, oltre ai negativi ed alle matrici delle copie
medesime.
2. Il materiale relativo ai beni culturali ed idoneo ad ulteriori
riproduzioni, (stampe fotografiche, negativi, diapositive, film,
nastri, dischi ottici, supporti informatici, calchi, rilievi grafici
ed altro) non puo’ essere riprodotto o duplicato con qualsiasi
strumento, tecnica o procedimento, senza preventiva autorizzazione
dell’amministrazione che ha in consegna il bene e previo pagamento
dei relativi canoni e corrispettivi. Restano altresi’ salvi eventuali
diritti e compensi agli autori e ai terzi.
3. Ogni uso delle copie ottenute, diverso da quello dichiarato
nella domanda, e’ autorizzato dall’amministrazione che ha in consegna
il bene.
4. Ogni esemplare di riproduzione reca l’indicazione, nelle forme
richieste dal caso, delle specifiche dell’opera originale (nome
dell’autore, bottega o ambito culturale, titolo, dimensioni, tecniche
e materiali, provenienza, data), della sua ubicazione, nonche’ della
tecnica e del materiale usato per la riproduzione. Esso riporta
altresi’ la dicitura che la riproduzione e’ avvenuta previa
autorizzazione dell’amministrazione che ha in consegna il bene,
nonche’ l’espressa avvertenza del divieto di ulteriore riproduzione o
duplicazione con qualsiasi mezzo.
5. L’amministrazione che ha in consegna i beni e’ esente da ogni
responsabilita’ per danni a persone o cose, provocati o comunque
connessi alle attivita’ di riproduzione e di diffusione al pubblico
degli esemplari riprodotti.
Roma, 20 aprile 2005
Il Ministro: Urbani

Registrato alla Corte dei conti il 23 maggio 2005
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 3, foglio n. 202

Allega…

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