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MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - DECRETO 10 giugno 2004: Modalita' tecniche per il sostegno all'esercizio ed alle industrie tecniche cinematografiche. (GU n. 218 del 16-9-2004)

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

DECRETO 10 giugno 2004

Modalita’ tecniche per il sostegno all’esercizio ed alle industrie
tecniche cinematografiche.

Capo I
ESERCIZIO CINEMATOGRAFICO
IL MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, di riforma
della disciplina in materia di attivita’ cinematografiche;
Visto l’art. 15 del citato decreto legislativo, che prevede che con
decreto ministeriale sono definite, con riferimento alle imprese di
esercizio, le modalita’ tecniche di erogazione dei contributi,
nonche’ i costi massimi ammissibili dei relativi investimenti;
Visto l’art. 16 del citato decreto legislativo, che prevede che con
decreto ministeriale sono definiti, con riferimento alle industrie
tecniche cinematografiche, i costi massimi ammissibili dei relativi
investimenti, per i quali sono concessi mutui decennali a tasso
agevolato o contributi sugli interessi;
Visto l’art. 27, comma 8, del citato decreto legislativo, come
modificato dall’art. 2, comma 1, del decreto-legge 22 marzo 2004, n.
72, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2004, n.
128;

Adotta

il seguente decreto:

Art. 1.
Oggetto
1. In attuazione dell’art. 12 e dell’art. 15 del decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, sono disciplinate nel presente
decreto le modalita’ di intervento finanziario del Ministero per i
beni e le attivita’ culturali, di seguito indicato come «Ministero»,
per sostenere:
a) la realizzazione di nuove sale o il ripristino di sale
inattive, anche mediante acquisto di locali per l’esercizio
cinematografico e per i servizi connessi;
b) la trasformazione delle sale esistenti mediante l’aumento del
numero degli schermi;
c) la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico
delle sale cinematografiche esistenti;
d) l’installazione, la ristrutturazione e il rinnovo delle
apparecchiature e degli impianti e servizi accessori alle sale.
2. A favore delle imprese di esercizio cinematografico, iscritte
negli elenchi di cui all’art. 3 del decreto legislativo 22 gennaio
2004, n. 28, ed a favore dei proprietari di sale cinematografiche,
sono previsti, con le modalita’, misure e condizioni fissate nel
presente decreto:
a) contributi in conto interessi sui contratti di mutuo e di
locazione finanziaria stipulati con soggetti autorizzati
all’esercizio dell’attivita’ bancaria e finanziaria;
b) contributi in conto capitale.
3. Ai fini del presente decreto, il numero dei posti delle sale
cinematografiche e’ individuato con riferimento a quanto indicato
nelle delibere delle locali commissioni di vigilanza.
4. Nel caso di vendita dei locali adibiti a sala cinematografica,
l’esercente non proprietario ha diritto di prelazione ai sensi degli
articoli 38, 39 e 40 della legge 27 luglio 1978, n. 392.
5. Ai fini dell’attuazione degli interventi previsti al comma 1,
lettere a), b) e c), il Ministero tiene conto dei programmi triennali
predisposti dalla Consulta territoriale per le attivita’
cinematografiche, di cui all’art. 4 del decreto legislativo
22 gennaio 2004, n. 28.

Art. 2.
Misura del contributo in conto interessi
1. Il contributo in conto interessi, nei limiti di cui all’art. 3,
e’ concesso per mutui o operazioni di locazione finanziaria il cui
importo complessivo non sia superiore al 90 per cento
dell’investimento.
2. Il contributo in conto interessi e’ concesso al fine di ridurre
l’interesse a carico del beneficiario al 25 per cento del tasso
stabilito nel contratto di mutuo o di locazione finanziaria.
Nell’ipotesi in cui il tasso convenuto nel contratto di mutuo sia
superiore al tasso di riferimento fissato dal Ministro per le
attivita’ produttive, a norma dell’art. 2, comma 2, del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 123, la suddetta misura del 25 per
cento va rapportata al medesimo tasso di riferimento.
3. Per le sole imprese di esercizio, la misura dell’interesse a
carico del beneficiario di cui al comma 2 e’ ridotta al 5 per cento
per:
a) realizzazione o ripristino di sale cinematografiche in comuni
che ne siano sprovvisti e che confinano con comuni anch’essi privi di
sale;
b) trasformazione in multisala di sale cinematografiche ubicate
nei centri cittadini dei comuni con popolazione non inferiore a
ventimila abitanti;
c) interventi di cui all’art. 1, comma 1, lettere c) e d), per le
monosale ubicate in comuni con popolazione inferiore a diecimila
abitanti.
4. L’ulteriore riduzione di cui al comma 3 e’ concessa a condizione
che l’impresa di esercizio, cui e’ destinato il contributo, si
impegni, con apposito atto d’obbligo, ad effettuare, per il periodo
di concessione del medesimo, una programmazione di film riconosciuti
di nazionalita’ italiana o di Paesi appartenenti all’Unione europea,
pari almeno al venti per cento degli spettacoli per le monosale ed al
trenta per cento degli spettacoli per le multisale.
5. Per i contratti di mutuo o di locazione finanziaria a tasso
variabile, il tasso e’ quello vigente al momento del pagamento delle
rate di ammortamento, e comunque non puo’ essere superiore al tasso
di riferimento di cui al comma 2.
6. Il contributo e’ concesso per tutta la durata del contratto e
comunque per un periodo non superiore a quindici anni, compreso
l’eventuale preammortamento.

Art. 3.
Parametri quantitativi
1. Ai fini della concessione dei contributi in conto interessi sui
contratti di mutuo e di locazione finanziaria, sono stabiliti, entro
il limite della spesa effettiva, i seguenti costi massimi
ammissibili:
a) per investimenti finalizzati alla realizzazione di una singola
sala cinematografica, di nuova edificazione ovvero derivante da
trasformazione o adattamento di immobili preesistenti, e di capienza
non inferiore a centocinquanta posti, un importo pari a 800.000 euro.
Per le sale di capienza superiore a centocinquanta posti, l’importo
base e’ incrementato di 130.000 euro per ogni cento posti o frazione
non inferiore a cinquanta posti. Il costo massimo ammissibile
complessivo e’ pari a 1.550.000 euro;
b) per investimenti finalizzati al ripristino di sale non piu’ in
esercizio, un importo pari a 320.000 euro. Per ogni cento posti o
frazione non inferiore a cinquanta posti, l’importo base e’
incrementato di 60.000 euro. Il costo massimo ammissibile complessivo
e’ pari a 930.000 euro;
c) per investimenti finalizzati alla realizzazione di una
multisala, di nuova edificazione ovvero derivante dalla
trasformazione di una singola sala o dalla trasformazione o
adattamento di immobili preesistenti, l’importo e’ pari a 1.370.000
euro. Per ogni ulteriore sala realizzata, l’importo base e’
incrementato di 440.000 euro. Il costo massimo ammissibile
complessivo e’ pari a 6.200.000 euro. Ai fini della concessione del
contributo, ogni singola sala deve avere una capienza non inferiore a
cento posti;
d) per investimenti finalizzati all’adeguamento strutturale e
tecnologico delle sale esistenti, di capienza non inferiore a cento
posti, ed alla creazione o al miglioramento dei servizi integrativi
ed accessori, l’importo e’ pari a 340.000 euro. Per ogni cento posti
o frazione non inferiore a cinquanta posti, l’importo base e’
incrementato di 80.000 euro. Il costo massimo ammissibile complessivo
e’ pari a 675.000 euro.
2. Nel caso in cui gli investimenti includano l’acquisto dell’area
o dell’immobile da trasformare e adattare o da ripristinare, i costi
massimi ammissibili di cui al comma 1, lettere a), b) e c), sono
aumentati del 20 per cento e l’importo corrispondente all’acquisto
non puo’ superare la meta’ dei costi medesimi cosi’ incrementati. Gli
importi ed i costi massimi ammissibili previsti dal comma 1, lettere
a), b) e d), sono aumentati del 15 per cento nel caso di sala
polivalente, con particolare riferimento, alla possibilita’ di
utilizzazione per spettacoli teatrali. Ai fini dell’applicazione del
comma 1, e’ considerata nuova edificazione la struttura immobiliare o
porzione di essa anche allo stadio di semilavorato, purche’ destinata
come prima utilizzazione a sala o multisala cinematografica.
3. Le arene cinematografiche sono ammesse ai medesimi interventi,
con costi massimi ammissibili ridotti nella misura del 50 per cento
di quelli indicati nel comma 1.
4. Le sale di cui all’art. 18, comma 6, del decreto legislativo
22 gennaio 2004, n. 28, di capienza contenuta tra gli ottanta ed i
centocinquanta posti, sono ammesse agli interventi di cui al comma 1,
lettere a), b) e d), con un costo massimo ammissibile di 130.000
euro.
5. Il contributo sugli interessi dei mutui stipulati per l’acquisto
di locali per l’esercizio cinematografico e per i servizi connessi
possono essere concessi con riferimento ad una spesa massima di un
milione di euro, inclusi gli eventuali lavori di adeguamento.
6. In riferimento ad una medesima sala o multisala, possono essere
concessi, nel corso del triennio decorrente dalla prima assegnazione,
contributi per spese complessivamente non superiori a 1.550.000 euro
per le sale e a 6.200.000 euro per le multisale. Per le sale e le
arene di cui al comma 3, restano fermi i costi massimi ammissibili
indicati nel medesimo comma. Entro gli importi indicati, possono
essere concessi, per il medesimo investimento, per quote di spesa
differenti, contrib…

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