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Ministero Interno circolare 24 febbraio 2016, n. 1 (reazione, classificazione, fuoco)

Omologazione di materiali ai sensi del decreto del Ministro dell'interno 26 giugno 1984

Giungono a questa Amministrazione diversi quesiti alla possibilità di omologazione manufatti prodotti da società operanti nel settore della reazione al fuoco realizzati con moderna modalità costruttive ovvero con design sempre più ricercati. Lo sviluppo tecnologico e l’introduzione di nuovi materiali, infatti, spingono le società produttrici a realizzare prodotti utilizzando soluzioni sempre più complesse e innovative.

Ciò rende necessaria una specifica interpretazione dei criteri di rilascio dell’omologazione di manufatti imbottiti o, in generale, di prodotti di arredamento che, in linea con i principi ispiratori del D.M. 26 giugno 1984, permetta di regolare le problematiche rappresentate dalle società produttive.

1. Materiali di finitura di mobili imbottiti

Ad eccezione di quanto già previsto dalla circolare n. 27 MI (SA) del 21 settembre 1985 per la struttura dei manufatti imbottiti, si ritiene possano essere utilizzati materiali di finitura differenti da quelli che costituiscono il/i composito/i da sottoporre a prova, privi di caratteristiche di reazione al fuoco, a condizione che gli stessi abbiano carattere residuale ovvero costituiscano non più del 10% della superficie totale composta dalla seduta e dallo schienale. Nel caso in cui i materiali di finitura superino il succitato limite, si ritene che gli stessi, attesa la perdita del carattere di residualità, debbano essere di classe 1 di reazione al fuoco al fine di limitare la propagazione di eventuali fronti di fiamma.

Non è considerato “materiale di finitura” il materiale non rigido (materiali tessile, cuoio o superficie discontinua tipo rete o realizzata con materiali intrecciati) costituente seduta e/o schienale del mobile imbottito di cui ai successivi punti.

Al fine di beneficiare della succitata interpretazione, alla richiesta di omologazione ovvero di estensione di omologazione dovrà essere allegata idonea dichiarazione a firma del rappresentante legale della società attestante che i materiali di finitura utilizzati non superino il suddetto limite del 10%.

Restano valide le indicazioni previste per la tavoletta scrittoio di esclusione sull’obbligo di certificazione a condizione che sia parte della struttura del manufatto.

2. Utilizzo di “materiali di chiusura” di mobili imbottiti

Nella realizzazione della chiusura della parte sottostante della seduta di manufatti imbottiti (quali sedie imbottite, divani, divani-letto, poltrona-letto, sommier), si riscontra, a volte, l’utilizzo di un materiale non imbottito. A tale materiale di chiusura, qualora tessile, si ritiene debba essere richiesta la classe 1 di reazione al fuoco per l’impiego “sipari, drappeggi e tendaggi”.

La posizione e i riferimenti del “materiale di chiusura” della seduta di mobili imbottiti dovranno essere indicati nei disegni illustrativi del manufatto o dei manufatti (se si tratta di una serie) allegati alla domanda di omologazione (nei casi di estensione dell’omologazione).

3. Sedie imbottite con seduta o schienale in materiale non rigido (materiale tessile, cuoio o superficie discontinua tipo rete o realizzata con materiali intrecciati)

Le sedie imbottite con seduta o schienale in materiale non rigido (materiale tessile, cuoio o superficie discontinua tipo rete o realizzata con materiali intrecciati) rientrano nel campo di applicazione del D.M. 26 giugno 1984 e smi e sono classificate in classe 1M.

A tale fine, il materiale non rigido costituente seduta o schienale si ritiene debba essere di classe 1 di reazione al fuoco da determinarsi in esito alle norme di seguito riportate:

UNI 8457 (ottobre 1987) + UNI  8457/A1 (maggio 1996) verticale senza supporto incombustibile;

UNI 9174 (ottobre 1987) + UNI 9174/A1 (maggio 1996) a parete senza supporto incombustibile.

Qualora il materiale non rigido, costituente seduta o schienale, fosse tessile si ritiene anche che lo stesso possa essere di classe 1 di reazione al fuoco per l’impiego “sipari, drappeggi e tendaggi”.

Per i materiali di finitura vale quando detto al punto 1 “Materiali di finitura di mobili imbottiti”.

4. Sedie non imbottite con seduta e schienale in materiale non rigido (materiale tessile, cuoio o superficie discontinua tipo rete o realizzata con materiali intrecciati)

Le sedie  non imbottite con seduta e schienale in materiale non rigido rientrano nel campo di applicazione del D.M. 26 giugno 1984 e smi.

Per la classificazione di reazione al fuoco dei prodotti finiti di che trattasi, si applicano le procedure di prova previste dal D.. 26 giugno 1984 come modificato dal D.M. 3 settembre 2001 e di seguito riportate:

UNI 8457 (ottobre 1987) + UNI 8457/A1 (maggio 1996) verticale senza supporto incombustibile;

UNI 9174 (ottobre 1987) + UNI 9174/A1 (maggio 1996) a parete senza supporto incombustibile.

Per i materiali di finitura vale quanto detto al punto 1 “Materiali di finitura di mobili imbottiti”.

5. Omologazione in serie di supporti imbottiti di materassi (sommier)

La nota prot. NS 2809/4190 sott. 3 del 5 luglio 1995 “Omologazioni di serie di materassi, guanciali e supporti imbottiti per materassi (sommier)” ha introdotto la possibilità di omologare tali prodotti in serie di manufatti. Successivamente, tale nota è stata modificata ed integrata dalla nota prot. NS 2580/4190 sott. 3 del 8 maggio 1996 “Omologazione di serie di materassi e guanciali” dove di escludono i sommier dalla possibilità di essere omologati in serie di manufatti in ragione delle differenti forme di realizzazione che non ne consentivano una facile classificazione costruttiva.

Negli ultimi anni le ditte produttrici di sommier hanno indirizzato la produzione su una circoscritta gamma di tipologie riconducibili ad un elemento orizzontale delimitato dalla testiera e dalla eventuale pediera. La predetta standardizzazione consente ora di omologazione i sommier in serie di manufatti e di semplificare la relativa procedura amministrativa sostituendo i disegni dei vari modelli con la dichiarazione del produttore allegata alla presente.

Sulla dichiarazione e sugli eventuali disegni illustrativi costituenti la documentazione supplementare dovrà essere apposto, a cura del laboratorio certificatore, lo specifico riferimento al certificato di reazione al fuoco emesso per il singolo modello, simbolo dell’intera serie, come già previsto dalla prot. NS 2580/4190 sott. 3 del 8 maggio 1996.

Resta inteso che qualora la conformazione del manufatto sia differente da quella indicata precedentemente rimane valido quando già prescritto dalla nota prot. NS 2809/4190 sott. 3 del 5 luglio 1995 “Omologazione di serie di materassi, guanciali e supporti imbottiti per materassi sommier”.

6. Testiere imbottite

Le testiere imbottite commercializzate con propria denominazione commerciale, ed impiegate a parete nelle pertinenti condizioni di posa in opera sono considerate rivestimento di parete e come tali classificate in esito ai metodi di prova previsti dal D.M. 26 giugno 1984 come modificato dal D.M. 3 settembre 2001.

Nel caso in cui la testiera imbottita faccia parte integrante del sommier e come tali commercializzati con un’unica denominazione commerciale, il sommier con testiera è classificato in classe 1M in esito al metodo di prova UNI 9175 (ottobre 1987) + UNI 9175/FA1 (luglio 1994) previsto dal D.M. 26 giugno 1984 come modificato dal D.M. 3 settembre 2001.

7. Topper

I topper commercializzati con propria denominazione commerciale, sono materassi di spessore ridotto rispetto ai materassi comunemente intesi e quindi, come tali sono omologati. Per la classificazione dei topper si applicano le procedure di prova previste dal D.M. 26 giugno 1984 come modificato dal D.M. 3 settembre 2001.

Al riguardo giova precisare che laddove i topper siano associati a materassi e come tali commercializzati come unico manufatto finito, le prove di reazione al fuoco dovranno essere effettuate su tutti i compositi individuabili nel succitato manufatto finito in relazione alla condizione effettiva di assiemaggio.

8. Coprimaterasso

I prodotti utilizzati per impiego coprimaterasso possono essere provati secondo quanto indicato nella circolare n. 22 del 24 novembre 2003 – “DD.MM. 26 giugno 1984 e 3 settembre 2001 – Omologazione di copriletti e coperte ai fini della reazione al fuoco”. Detti materiali, che vengono assimilati ai materiali di arredamento, saranno omologati con impiego unico “COPRILETTO, COPERTA”.

9. Materassi sfoderabili

I materiali sfoderabili rientrano nel campo di applicazione del D.M. 26 giugno 1984 e smi in quanto prodotti imbottiti che vengono omologati nella loro interezza.

Si raccomanda di dare la più ampia diffusione alla presente circolare i cui contenuti sono di immediata pratica attuazione e di grande interesse per gli operatori del settore.

Allegato al punto 5

Dichiarazione da redigersi su carta intestata del produttore

Il sottoscritto (1) ………………. residente in …………………………. Via ……………………………….. n. Documento di identità ………………… rilasciato dal ………………………….. il ………………… in qualità di Rappresentante Legale della ditta (2) ……………………………………………..

DICHIARA

sotto la propria responsabilità civile e penale, che le gamme di sommier di seguito elencate:

1. Base appoggio materasso

a) LUNGHEZZA da ……………….. cm a ……………….. cm

b) LARGHEZZA da ……………….. cm a ……………….. cm

c) SPESSORE ……………………….. cm

2) Testiera

a) LUNGHEZZA da ……………….. cm a ……………….. cm

b) LARGHEZZA da ……………….. cm a ……………….. cm

c) SPESSORE ……………………….. cm

3) Pediera

a) LUNGHEZZA da ……………….. cm a ……………….. cm

b) LARGHEZZA da ……………….. cm a ……………….. cm

c) SPESSORE ……………………….. cm

costituiscono insieme al sommier denominato “…………………….” (3) la serie “……………………..” (4).

Tutti i modelli delle gamme citate sono realizzati con i medesimi componenti, danno tutti luogo alle medesime campionature di prova e differiscono tra loro unicamente per forma, dimensione e/o colore del rivestimento.

Si allega, alla presente, la documentazione (5) costituita da n. ……………….. facciate.

Data ……………………..

Firma ……………………

1) Il richiedente la certificazione.

2) La ditta intestataria della certificazione.

3) Denominazione del sommier quale risulta dalla certificazione.

4) Denominazione commerciale della serie.

5) Disegni dei soli modelli che, rispetto a quello assunto a simbolo della serie, si differenziano da esso solo per forma e/o spessore della testiera, della pediera, della base di appoggio materasso o nei casi in cui cambi il composito da sottoporre a prova.

Ministero Interno circolare 24 febbraio 2016, n. 1 (reazione, classificazione, fuoco)

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