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MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 8 gennaio 2009

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 8 gennaio 2009 - Agevolazioni ai sensi della legge n. 181/1989 e successive estensioni. Attuazione in regime di esenzione ai sensi del regolamento (CE) n. 800/2008. (GU n. 64 del 18-3-2009 )

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 8 gennaio 2009

Agevolazioni ai sensi della legge n. 181/1989 e successive
estensioni. Attuazione in regime di esenzione ai sensi del
regolamento (CE) n. 800/2008.

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Vista la legge 15 maggio 1989, n. 181 e successive modifiche e
integrazioni, recante misure di sostegno e di reindustrializzazione
per le aree di crisi siderurgica, in attuazione del piano di
risanamento della siderurgia e, in particolare, gli articoli 5 e 8,
nei quali, fra l’altro, e’ affidata alla SPI la realizzazione di un
Programma di promozione industriale;
Considerato che il soggetto gestore e’ ora l’Agenzia nazionale per
l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. (cosi’
denominata ai sensi dell’art. 1, comma 460 della legge n. 296 del 27
dicembre 2006) ex Sviluppo Italia S.p.A., subentrata alla SPI/IRI a
seguito di fusione per incorporazione dal mese di luglio 2000;
Vista la nota di autorizzazione SG (96) D/5815 del 26 giugno 1996,
con la quale la Commissione UE ha informato le autorita’ italiane di
non sollevare obiezioni nei confronti del regime di aiuti sopra
citato, a norma degli articoli 92 e 93 del trattato CE, nonche’ degli
articoli 61 e 62 dell’accordo sullo Spazio economico europeo;
Vista la nota della Commissione europea del 14 dicembre 2000, con
la quale viene comunicato di considerare compatibile con il mercato
comune l’aiuto di cui sopra, avendo le autorita’ italiane adottato le
opportune misure sensi dell’art. 88, paragrafo 1, del trattato;
Vista la successiva nota di autorizzazione della Commissione
europea del 18 settembre 2003 C(2003) 3365 con la quale viene
comunicato di considerare compatibile con il mercato comune
l’estensione del sistema agevolativo ex lege n. 181/1989 a nuove aree
di crisi industriale diverse da quella siderurgica, come previsto
dall’art. 73 della legge n. 289/2002 (legge finanziaria 2003), e
quindi potenzialmente a tutto il territorio nazionale, in presenza di
crisi settoriali localizzate;
Viste le ulteriori estensioni degli incentivi ex lege n. 181/1989
riconducibili all’autorizzazione comunitaria di cui al precedente
paragrafo e approvate con: l’art. 1, commi 265-268 della legge n. 311
del 30 dicembre 2004; con l’art. 11, commi 8 e 9 della legge n. 80
del 14 maggio 2005; con l’art. 1, comma 30 della legge n. 266 del 23
dicembre 2005; con l’art. 37 della legge n. 51 del 23 febbraio 2006;
con delibera CIPE n. 29 del 22 marzo 2006;
Visto regolamento (CE) n. 800 del 6 agosto 2008, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 214 del 9 agosto 2008 (in
seguito denominato regolamento 800/2008), relativo all’applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti di Stato per gli
investimenti a finalita’ regionale e agli aiuti di Stato a favore
delle piccole e medie imprese (in seguito denominate PMI);
Preso atto che la Commissione europea ha approvato in data 28
novembre 2007 la Carta di aiuti a finalita’ regionale 2007-2013 (in
seguito denominata Carta degli aiuti) recepita nel decreto
ministeriale 27 marzo 2008, recante l’elenco delle aree ammesse agli
aiuti di Stato a finalita’ regionale per il periodo 2007-2013,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 19
aprile 2008;
Considerato, inoltre, che l’applicazione del regime di aiuti di cui
alla legge n. 181/1989 risulta soggetta alle regole sul cumulo degli
aiuti sia nel caso di aiuti per finalita’ diverse, sia che si tratti
di aiuti per la stessa finalita’ finanziati da regimi diversi
adottati da uno stesso ente o da vari enti, dovendosi, in tal caso,
rispettare il massimale piu’ elevato dei vari regimi interessati;
Considerato, altresi’, che il regime di cui trattasi e’
specificatamente soggetto alle disposizioni e alle norme comunitarie
concernenti taluni settori di attivita’ tra cui quelli soggetti al
trattato CECA, i trasporti, la pesca e l’agricoltura, compreso il
settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti
agricoli;
Considerato che con decreto ministeriale del 3 dicembre 2007,
registrato alla Corte dei conti il 20 dicembre 2007, registro n. 4,
foglio n. 267, e’ stata approvata la nuova base giuridica del sistema
agevolativo ex legge n. 181/1989, per l’attuazione in regime di
esenzione ai sensi del regolamento (CE) n. 1628/2006 per gli aiuti a
finalita’ regionale da concedere nelle aree di crisi comprese nella
Carta degli aiuti 2007/2013, e ai sensi del regolamento (CE) n.
70/2001 per la concessione degli aiuti alle PMI consentiti nelle
restanti aree del territorio nazionale;
Ritenuto di dover emanare all’Agenzia nazionale per l’attrazione
degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A., di seguito
denominata Agenzia, direttive per l’adeguamento del regime di aiuti
ex lege n. 181/1989 e successive estensioni al nuovo regolamento (CE)
n. 800/2008, che sostituisce i sopra citati regolamenti n. 70/2001 e
n. 1628/2006;

Decreta:

Art. 1.

Ambito di intervento

1. L’Agenzia, nell’ambito della realizzazione del Programma di
promozione industriale di cui alle leggi n. 181/1989, n. 513/1993 e
alle ulteriori estensioni approvate con le disposizioni normative di
cui alle premesse, dovra’ operare nel rispetto dei principi generali
contenuti nel regolamento n. 800/2008 ed in particolare:
a) per la concessione degli aiuti a finalita’ regionale, nel
rispetto dei principi contenuti nell’art. 13 del medesimo
Regolamento, limitatamente alle aree comprese nella nuova Carta degli
aiuti 2007-2013;
b) per la concessione degli aiuti alle PMI, consentita nelle
restanti aree del territorio nazionale, nel rispetto dei principi
contenuti nell’art. 15 dello stesso regolamento.

Art. 2.

Aree ammesse e tipologia degli aiuti

1. Le zone di intervento del citato Programma di promozione
industriale sono quelle relative all’elenco completo e tassativo dei
comuni ricadenti nelle aree di crisi di cui alla delibera CIPI del 13
ottobre 1989 come integrati dalle successive estensioni della
legge n. 181/1989 richiamate nelle premesse, tutti riportati
nell’allegato 1, che costituisce parte integrante del presente
decreto.
2. Nelle aree di crisi di cui all’elenco allegato 1 non ricomprese
nella Carta degli aiuti 2007-2013, gli interventi agevolativi sono
limitati alla concessione di aiuti alle PMI come disciplinati dal
sopra richiamato regolamento n. 800/2008, art. 15.
3. Le misure agevolative massime ammesse agli aiuti a finalita’
regionale sono quelle consentite, in rapporto sia alla localizzazione
dell’investimento in aree 87, 3 a e 87, 3 c, sia alla dimensione
dell’impresa (piccola, media o grande) calcolate in ESL, secondo le
intensita’ previste dalla Carta degli aiuti 2007-2013.
4. In deroga ai precedenti paragrafi 2 e 3, l’intensita’ massima di
aiuto agli investimenti nel settore della trasformazione e della
commercializzazione di prodotti agricoli puo’ essere fissata
conformemente a quanto stabilito dall’art. 13, punto 9 e dall’art.
15, punto 4 del regolamento n. 800/2008.
5. I massimali d’aiuto di cui ai commi 2, 3 e 4 si applicano
all’importo totale del sostegno pubblico a favore del progetto
beneficiario di aiuti, indipendentemente dal fatto che il sostegno
sia finanziato mediante fondi locali, regionali, nazionali o
comunitari. Gli aiuti concessi ai sensi della legge n. 181/1989 non
possono essere cumulati con altri aiuti di Stato ai sensi dell’art.
87, paragrafo 1, del trattato, ne’ con altre misure di finanziamento
comunitario o nazionale – anche a titolo «de minimis» – in relazione
agli stessi costi ammissibili, qualora tale cumulo dia luogo a
un’intensita’ d’aiuto superiore al livello fissato dalla Carta degli
aiuti.
6. L’apporto minimo necessario per l’accesso alle agevolazioni da
parte del beneficiario al finanziamento deve essere realizzato con
mezzi propri, in misura pari o superiore al 30% dell’investimento
complessivo programmato.

Art. 3.

Settori e progetti ammessi

1. Il regime in oggetto non puo’ essere applicato ai settori della
produzione agricola primaria, della pesca e dell’acquacoltura, fermo
restando la possibilita’ di applicazione al comparto della
trasformazione agricola nel pieno rispetto del regolamento (CE) n.
800/2008.
2. Il regime non puo’ essere applicato altresi’ ai settori del
trasporto, dell’industria carboniera, dell’industria siderurgica,
della costruzione navale e delle fibre sintetiche.
3. Sono esclusi dal regime gli aiuti alle imprese in difficolta’
e/o alla ristrutturazione finanziaria di imprese in difficolta’,
secondo la definizione degli orientamenti comunitari sugli aiuti di
Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in
difficolta’, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale C 244 del 1° ottobre
2004.
4. Sono inoltre esclusi dal regime gli aiuti ad imprese
destinatarie di un ordine di recupero pendente a seguito di una
precedente decisione della Commissione che dichiara un aiuto illegale
e incompatibile con il mercato comune (art. 1, comma 6, lettera
a) regolamento 800/2008).
5. Per l’elencazione dei settori produttivi di applicabilita’ del
regime nonche’ di quelli esclusi si fa rinvio ai criteri riportati
nell’allegato 2, che costituisce parte integrante del presente
decreto.
6. I progetti, ai sensi delle disposizioni contenute all’art. 8 del
regolamento n. 800/2008, devono essere avviati successivamente alla
presentazione domanda. Per avvio del progetto si intende la data del
primo titolo di spesa ammissibile.
7. Per quanto riguarda la disciplina degli aiuti ai grandi progetti
di investimento secondo la definizione contenuta all’art. 2, punto 12
del regolamento n. 800/2008, l’Agenzia, quale soggetto gestore,
dovra’ osservare le indicazioni di cui all’art. 6, comma 2 del
regolamento 800/2008 relative alla notifica alla U.E. e all’art.
9, comma 4 relativo alla comunicazione delle informazioni alla UE
stessa.
8. Per i progetti relativi ad investimenti proposti da PMI in aree
diverse da quelle di cui all’art. 87, paragrafo 3, lettere a) e c)
del trattato, comportanti agevolazioni di importo totale lordo
superiore a 7,5 milioni di euro, la concessione delle agevolazioni
stesse e’ subordinata alla notifica individuale ed alla successiva
autorizzazione da parte della Commissione europea (art. 6, comma 1,
lettera a) regolamento n. 800/2008).
9. In tutti i casi in cui la concessione delle agevolazioni
finanziarie e’ subordinata alla preventiva notifica alla Commissione
europea ed alla relativa approvazione, il Ministero provvede ad
ottemperare a tale obbligo e la concessione medesima e’ condizionata
all’ottenimento dell’autorizzazione da parte dalla stessa Commissione
europea.

Art. 4.

Spese ammissibili

1. Sono ammissibili alle agevolazioni le spese relative a terreni,
fabbricati ed impianti purche’ sostenute successivamente alla
presentazione della domanda da parte del beneficiario.
2. Non sono ammissibili gli investimenti di mera sostituzione, ne’
quelli che hanno gia’ beneficiato di un aiuto pubblico a valere su
norme comunitarie, nazionali o regionali. Per tutte le imprese le
spese ammissibili per immobilizzazioni tecniche immateriali possono
riguardare esclusivamente spese legate al trasferimento di
tecnologie, nel limite del 50% della base tipo dell’investimento
complessivamente ammissibile. In tutti i casi le immobilizzazioni
tecniche immateriali dovranno soddisfare le seguenti condizioni:
siano utilizzate esclusivamente nello stabilimento beneficiario
per almeno 5 anni;
siano elementi patrimonialmente ammortizzabili;
siano acquisite da un terzo alle condizioni di mercato;
figurino nell’attivo dell’impresa.
3. Per quanto riguarda i criteri di ammissibilita’ delle spese per
investimenti materiali ed immateriali si fa comunque rinvio
all’elenco e alle modalita’ riportate nell’allegato 3, che
costituisce parte integrante del presente decreto.

Art. 5.

Revoche

1. Le agevolazioni sono revocate ed i relativi contratti risolti
dall’Agenzia, la quale provvede a pretendere il rimborso dei
contributi e dei finanziamenti erogati ed il pagamento delle
penalita’ previste in caso di cessazione definitiva dell’attivita’
per la quale siano state concesse, o nel caso in cui l’impresa
beneficiaria sia posta in liquidazione o sia ammessa o sottoposta a
procedure concorsuali prima del completamento del programma degli
investimenti ed occupazionale.
2. Inoltre, sono revocate le agevolazioni e risolti i relativi
contratti qualora l’impresa beneficiaria:
a) non porti a conclusione entro il termine stabilito il programma
degli investimenti ammesso alle agevolazioni, salvo i casi di forza
maggiore e proroghe autorizzate dall’Agenzia;
b) riduca il programma degli investimenti per oltre il 5% senza
autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico;
c) non realizzi il programma occupazionale connesso al proprio
programma di investimenti entro il termine stabilito, salvo cause di
forza maggiore e proroghe autorizzate dall’Agenzia;
d) riduca il programma occupazionale per oltre il 5% senza
l’autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico;
e) trasferisca altrove, alieni o destini ad usi diversi da quelli
previsti nel programma degli investimenti, senza l’autorizzazione
dell’Agenzia, beni mobili ed i diritti aziendali, ovvero beni
immobili, ammessi alle agevolazioni prima che siano trascorsi cinque
anni dal completamento degli investimenti; sono esclusi dall’obbligo
del mantenimento quegli impianti o attrezzature divenuti obsoleti a
causa del rapido cambiamento tecnologico, fermo restando il
mantenimento dell’attivita’ economica all’interno dell’area di crisi
per il periodo minimo previsto al successivo punto f);
f) alieni l’azienda in tutto o in parte ovvero trasferisca
l’attivita’ produttiva in un ambito territoriale diverso dalla
propria area di crisi prima che siano trascorsi cinque anni dal
completamento degli investimenti;
g) non consenta i controlli dell’Agenzia o del Ministero dello
sviluppo economico circa l’andamento dell’attivita’ sociale e la
progressiva realizzazione del programma degli investimenti e del
programma occupazionale;
h) modifichi il proprio indirizzo produttivo con la conseguenza
che i prodotti o i servizi finali siano diversi da quelli presi in
esame per la valutazione dell’iniziativa, fatta salva l’eventuale
autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico;
i) sia posta in liquidazione o sia ammessa o sottoposta a
procedure concorsuali prima che siano trascorsi cinque anni dal
completamento degli investimenti;
j) non impieghi capitale proprio in misura almeno pari al 30% di
quanto necessario per l’effettuazione degli investimenti;
k) applichi nei confronti dei dipendenti, in violazione di quanto
previsto dall’art. 36 della legge 20 maggio 1970, n. 300, che
regolamenta i rapporti di lavoro, condizioni inferiori a quelle
risultanti dai contratti collettivi di lavoro di categoria e della
zona;
l) ometta di rispettare ogni altra condizione prevista dal
provvedimento di concessione e/o nel contratto e finalizzata a
garantire che le agevolazioni concesse siano correttamente impiegate
per il raggiungimento degli scopi perseguiti dalla legge n. 181/1989
e successive estensioni.

Art. 6.

Disposizioni finali

1. La presente direttiva integra e/o sostituisce i precedenti
indirizzi adeguandoli alle disposizioni comunitarie sul regime di
aiuto in questione.
2. Il presente decreto autorizza il recepimento negli indirizzi
attuativi della legge n. 181/1989 delle future deliberazioni
comunitarie comportanti ulteriori modifiche del regime di aiuti in
questione, con disposizioni all’uopo emanate dal Ministro dello
sviluppo economico all’Agenzia.
3. Il presente decreto verra’ trasmesso alla Corte dei conti per la
registrazione.
Roma, 8 gennaio 2009
Il Ministro : Scajola

Registrato alla Corte dei conti il 16 febbraio 2009
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 1, foglio n. 77

Allegato 1

—-> Vedere allegato da pag. 78 a pag. 129 <---- Allegato 2 ----> Vedere allegato da pag. 130 a pag. 132 <---- Allegato 3 ----> Vedere allegato da pag. 133 a pag. 135 <----

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