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MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – CIRCOLARE 22 ottobre 2008, n. 3620

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - CIRCOLARE 22 ottobre 2008, n. 3620 - Indicazioni interpretative delle disposizioni del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, attuativo della direttiva 2004/22/CE. (GU n. 263 del 10-11-2008 )

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

CIRCOLARE 22 ottobre 2008 , n. 3620

Indicazioni interpretative delle disposizioni del decreto legislativo
2 febbraio 2007, n. 22, attuativo della direttiva 2004/22/CE.

All’Agenzia delle dogane
Alle Camere di commercio,
industria, artigianato e
agricoltura
All’Unioncamere
Alla Confindustria
Alla Federazione ANIMA ACISM
All’ANIE
All’Unione petrolifera
All’UCISP
All’Assoutensili

L’entrata in vigore del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22,
attuativo della direttiva 2004/22/CE (Measuring Instruments
Directive, in sigla MID), ha introdotto nel panorama normativo
nazionale disposizioni innovative e abrogative, nonche’ un definito
periodo transitorio.
La presente circolare e’ finalizzata a fornire chiarimenti in
merito alle questioni applicative delle anzidette disposizioni e a
definire l’ambito del periodo transitorio, previsto dall’art. 22 del
decreto legislativo n. 22/2007, periodo che conformemente ad analoghe
fattispecie di derivazione comunitaria, copre un arco temporale della
durata di dieci anni.
In relazione a tale periodo transitorio e’ da rilevare che
l’aggiornamento dei provvedimenti di ammissione alla verificazione
metrica, rilasciati ai sensi della normativa in vigore
antecedentemente alla data del 30 ottobre 2006, rimane di competenza
del Ministero dello sviluppo economico e detta competenza, come
peraltro ribadito anche dalla Commissione europea, non puo’ essere
attribuita agli organismi notificati.
Al riguardo si rileva che tutti gli aggiornamenti dei provvedimenti
di ammissione alla verificazione metrica rilasciati dalle Autorita’
nazionali dei Paesi comunitari prima del 30 ottobre 2006, data di
messa in esecuzione delle disposizioni della MID, sono di loro
esclusiva responsabilita’.
Inoltre, durante il periodo transitorio, che potra’ durare al
massimo fino al 30 ottobre 2016, gli strumenti qualora soddisfino i
requisiti previsti dalla normativa in vigore prima del 30 ottobre
2006 e che risultano muniti di provvedimento di ammissione alla
verificazione metrica ai sensi della stessa normativa, possono
continuare ad essere sottoposti alla verificazione prima nazionale o
a quella CEE e, in caso di esito positivo, ad essere immessi sul
mercato e/o in servizio fino al termine di validita’ del
provvedimento di ammissione alla verificazione ovvero, in caso di
validita’ indefinita, per un periodo di 10 anni a decorrere dal
30 ottobre 2006.
I chiarimenti relativi alle questioni concernenti l’applicazione
delle nuove disposizioni sono forniti nel paragrafo A, mentre il
paragrafo B chiarisce aspetti operativi relativi al periodo
transitorio, con particolare riferimento all’identificazione delle
varianti ad un modello approvato secondo le procedure previgenti al
30 ottobre 2006.
A – Questioni concernenti gli strumenti di misura muniti della
marcatura CE e della marcatura metrologica supplementare ai sensi del
decreto legislativo n. 22/2007, attuativo della direttiva comunitaria
22/2004/CE (MID).
1. Applicabilita’ delle disposizioni.
Dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 22/2007,
e quindi dal 18 marzo 2007, la normativa comunitaria in esso recepita
e’ divenuta, a tutti gli effetti, legge dello Stato italiano
obbligando, quindi, alla sua osservanza tutti coloro ai quali si
rivolge, in quanto soggetti, pubblici o privati, coinvolti nella
commercializzazione, messa in servizio, controllo e ogni altra
attivita’ inerente la fabbricazione, l’impiego e la sorveglianza
sugli strumenti di misura.
In particolare, occorre evidenziare che il mantenimento e/o
l’adozione di eventuali prassi amministrative o, comunque,
comportamenti incompatibili con la sopra citata normativa di matrice
comunitaria, possono dare luogo, da parte della Commissione Europea,
all’attivazione della procedura di infrazione di cui all’art. 226 del
Trattato, nei confronti dello Stato membro che ha messo in atto la
violazione, se denunciati e ove ne sussistano i presupposti.
2. Commercializzazione e messa in servizio degli strumenti di misura
MID.
2.1. Ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo n. 22/2007
si intende per:
a) «commercializzazione», la prima messa a disposizione, sul
mercato comunitario, a titolo oneroso o gratuito, di uno strumento
destinato ad un utente finale;
b) «messa in servizio», la prima utilizzazione di uno strumento
destinato all’utente finale per i fini a cui esso e’ destinato.
Con il termine utente finale si indicano tutti i soggetti che
utilizzano gli strumenti di misura regolati dalla MID e la cui
identificazione varia in base alla tipologia. Tale termine include,
fra l’altro, la generale categoria dei consumatori domestici e quella
degli utilizzatori professionali.
Con riferimento alla definizione di cui alla lettera b) precedente
e’ da precisare che si ha la «messa in servizio» dopo una prima
regolare utilizzazione dello strumento ancorche’ effettuata
nell’ambito di eventuali operazioni di taratura. Pertanto nei casi in
cui ad uno strumento di misura, immesso in commercio con le marcature
e i sigilli prescritti, vengano rimossi parte o tutti i predetti
sigilli, dopo una sua prima regolare utilizzazione, ancorche’
nell’ambito delle operazioni di taratura, tale rimozione deve
intendersi effettuata dopo la sua messa in servizio, operata in
conformita’ alle norme applicabili. Ne consegue che per gli strumenti
in questione, come specificato al punto 5 successivo, trova
applicazione l’art. 6 del decreto ministeriale n. 182/2000,
concernente, fra l’altro, gli strumenti riparati.
2.2. Da quanto precede deriva che uno strumento di misura marcato
conformemente alla normativa MID, di seguito denominato strumento
MID, verra’ installato e messo in servizio senza che debbano
intervenire, contestualmente, organi di controllo cosi’ come invece
previsto nella precedente normativa nazionale nei casi di strumenti
di misura fissi.
Infatti i requisiti, in presenza dei quali e’ consentito ai
fabbricanti di strumenti MID commercializzare i propri prodotti, sono
puntualmente disciplinati dal decreto legislativo n. 22/2007, il
quale, a tale proposito, stabilisce che:
la valutazione della conformita’ degli strumenti di misura alle
disposizioni del decreto e’ affidata ad «organismi notificati»,
chiamati a svolgere tale accertamento sulla base delle procedure
descritte negli allegati da A ad H1 al decreto medesimo;
la marcatura CE e quella metrologica supplementare «M», applicate
su uno strumento di misura, attestano, ai sensi e per gli effetti del
decreto, la sua conformita’ alle disposizioni del decreto medesimo;
l’apposizione sugli strumenti di misura delle predette marcature
– che presuppone lo svolgimento, con esito positivo, della procedura
di accertamento della conformita’ – e’ l’unica condizione richiesta
ai fmi della «commercializzazione» e «messa in servizio» degli
strumenti di misura.
Del tutto estraneo a tale quadro normativo, per quanto concerne gli
strumenti di misura MID fissi, quali le bilance automatiche e i
misuratori di carburanti, e’ quindi il collaudo di posa in opera,
contemplato dalla normativa previgente, negli specifici casi previsti
dalla stessa normativa, come condicio sine qua non per la loro messa
in servizio. In effetti, per gli strumenti MID e’ necessaria, e al
contempo sufficiente, per la messa in servizio la sola conformita’
alla normativa del decreto legislativo n. 22/2007, attestata dalla
presenza della marcatura CE e della marcatura supplementare «M».
A margine di questa considerazione puo’ essere opportuno richiamare
che il decreto legislativo n. 517/1992, attuativo di altra direttiva
comunitaria del nuovo approccio, ha eliminato la previsione del
collaudo di posa in opera degli strumenti per pesare a funzionamento
non automatico fissi, contemplato dalla normativa previgente
all’entrata in vigore dello stesso decreto.
Il decreto legislativo n. 22/2007 ha, peraltro, previsto – con
l’evidente finalita’ di coordinare la disciplina in esame con quella
previgente – l’abrogazione delle disposizioni, di cui al regio
decreto n. 7088/1890 («testo unico delle leggi sui pesi e sulle
misure») e successive modifiche, contrastanti o, comunque,
incompatibili con il decreto legislativo n. 22/2007 stesso. In
concreto ha determinato l’inapplicabilita’ agli strumenti MID, delle
norme contenute nel sopra richiamato regio decreto (art. 12 e
seguenti) le quali prevedevano che ciascuno strumento di misura,
prima di essere messo in vendita o, comunque, utilizzato a fini
commerciali, dovesse essere sottoposto a «verifica prima», da parte
dei competenti Uffici metrici (oggi Camere di commercio).
Il controllo metrologico, da parte delle Camere di commercio,
diretto a verificare la conformita’ degli strumenti gia’ muniti della
«marcatura CE» – attestante l’avvenuta esecuzione di tale
accertamento di conformita’, da parte di organismi notificati,
secondo le procedure stabilite dalla dire…

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