MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 10 agosto 2011 | Edilone.it

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 10 agosto 2011

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 10 agosto 2011 - Turn over del personale degli Enti di ricerca. (12A03527) - (GU n. 78 del 2-4-2012 )

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DECRETO 10 agosto 2011

Turn over del personale degli Enti di ricerca. (12A03527)

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE,
DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

e

IL MINISTRO PER LA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE E L’INNOVAZIONE

Visto il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con
modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 14 luglio 2008, n.
121, istitutivo del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca (MIUR);
Visto il decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, recante
“Disposizioni per il coordinamento, la programmazione e la
valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca
scientifica e tecnologica, a norma dell’art. 11, comma 1, lettera d),
della legge 15 marzo 1997, n. 59”;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante “Norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche”;
Visto l’art. 1, comma 643, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244;
Visto l’art. 66, comma 14, primo periodo del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito in legge, con modificazioni,
dall’art. 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133, recante
“Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione,
la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la
perequazione tributaria”, e successive modificazioni, secondo cui,
per l’anno 2010, gli enti di ricerca possono procedere, previo
effettivo svolgimento delle procedure di mobilita’, ad assunzioni di
personale a tempo indeterminato nei limiti di cui all’art. 1, comma
643, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ovvero entro il limite
dell’80 per cento delle proprie entrate correnti complessive, come
risultanti dal bilancio consuntivo dell’anno precedente, purche’
entro il limite delle risorse relative alla cessazione dei rapporti
di lavoro a tempo indeterminato complessivamente intervenute nel
precedente anno;
Visto l’art. 35, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n.
207, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, della legge
27 febbraio 2009, n. 14, recante “Proroga di termini previsti da
disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti” che ha
soppresso il secondo periodo del comma 14, dell’ art. 66 del citato
decreto-legge n. 112 del 2008, secondo cui in ogni caso il numero
delle unita’ di personale da assumere in ciascuno dei predetti anni
non puo’ eccedere le unita’ cessate nell’anno precedente;
Visto l’art. 35, comma 3, del predetto decreto n. 207 del 2008,
che, in ragione di quanto disposto dal precedente comma 2, dello
stesso articolo, stabilisce che “Con decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la
pubblica amministrazione e l’innovazione, da adottare entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, sono definite le modalita’ applicative delle
disposizioni di cui al comma 14 dell’ art. 66 del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133, come modificato dal comma 2 del presente
articolo, intese a chiarire che, al fine di garantire omogeneita’ di
computo delle retribuzioni del personale cessato e di quello neo
assunto, nella definizione delle economie delle cessazioni non si
tiene conto del maturato economico”;
Visto il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge,
con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 30 luglio 2010,
n. 122, recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione
finanziaria e di competitivita’ economica”, ed in particolare l’art.
9, comma 9, che dopo il primo periodo dell’art. 66, comma 14, del
decreto-legge n. 112 del 2008 aggiunge i seguenti: «Per il triennio
2011-2013 gli enti di ricerca possono procedere, per ciascun anno,
previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilita’, ad
assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato
entro il limite dell’80 per cento delle proprie entrate correnti
complessive, come risultanti dal bilancio consuntivo dell’anno
precedente, purche’ entro il limite del 20 per cento delle risorse
relative alla cessazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato
intervenute nell’anno precedente. La predetta facolta’ assunzionale
e’ fissata nella misura del 50 per cento per l’anno 2014 e del 100
per cento a decorrere dall’anno 2015″;
Visto l’art. 17, comma 17, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 che
proroga il termine per gli enti di ricerca di procedere alle
assunzioni di personale a tempo indeterminato relative alle
cessazioni verificatesi nell’anno 2008;
Visto l’art. 1, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n.
225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n.
10 che proroga al 31 marzo 2011 i termini delle assunzioni di cui
all’art. 66, comma 14, del decreto-legge n. 112 del 2008;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 28 marzo
2011, che, in attuazione dell’art. 1, commi 2 e 2-bis, del
decreto-legge n. 225 del 2010 dispone l’ulteriore proroga fino al 31
dicembre 2011, delle assunzioni degli enti di ricerca relative alle
cessazioni verificatesi nell’anno 2009;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 12 febbraio
1991, n. 171, allegato I;
Vista la nota circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri
– Dipartimento della funzione pubblica, in data 22 febbraio 2011, n.
11786, condivisa con il Dipartimento della Ragioneria generale dello
Stato, concernente la programmazione del fabbisogno di personale
triennio 2011-2013. Autorizzazioni a bandire per il triennio
2011-2013 e ad assumere per l’anno 2011, in cui si chiarisce, per
quanto riguarda gli enti di ricerca, che le progressioni di livello
all’interno dei profili di ricercatore e tecnologo, di cui all’art.
15, commi 5 e 6, del CCNL, del personale dello stesso comparto delle
istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione, relativo al
quadriennio normativo 2002-2005 e al biennio economico 2002-2003,
nelle more del prossimo rinnovo contrattuale, debbono essere
finanziate a valere sulle risorse assunzionali, nel rispetto dei
vincoli di cui all’art. 66, comma 14, del decreto-legge n. 112 del
2008, previa adozione di provvedimento autorizzatorio prima
dell’inquadramento, fermi restando i commi 1, 2-bis e 21, dell’art. 9
del decreto-legge n. 78 del 2010;
Vista la predetta nota circolare n. 11786 del 22 febbraio 2011 che
chiarisce che, comunque a decorrere dall’anno 2011, le procedure di
cui all’art. 54 (progressioni di livello, nei livelli inferiore al
terzo, all’interno dei relativi profili) del CCNL del personale del
comparto delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione,
per il quadriennio normativo 1998-2001 ed il biennio economico
1998-1999, si devono finanziare con le risorse previste per la
contrattazione integrativa, fermi restando i commi 1, 2-bis e 21,
dell’art. 9 del decreto-legge n. 78 del 2010;
Considerato che, ai fini dell’applicazione dell’art. 66, comma 14,
del citato decreto-legge n. 112 del 2008, occorre, con il presente
decreto, individuare i criteri di computo dei risparmi derivanti
dalle cessazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato,
omogenei rispetto a quelli adottati per il calcolo degli oneri di
assunzione, senza tener conto del maturato economico;

Decreta:

Art. 1

Criteri generali di calcolo

1. I criteri di calcolo dei risparmi e degli oneri assunzionali, i
cui importi vanno conteggiati al lordo degli oneri riflessi, devono
essere omogenei, fermo restando quanto previsto dai commi successivi
e dagli articoli 2 e 3 del presente decreto. Il calcolo dei risparmi
realizzati per cessazioni si computa sempre su dodici mesi, a
prescindere dalla data di cessazione dal servizio e, analogamente, il
calcolo degli oneri assunzionali e’ conteggiato sull’intero anno.
2. Nell’ambito delle cessazioni non vanno conteggiate le mobilita’
verso enti o amministrazioni sottoposte ad un regime assunzionale
vincolato, mentre possono essere considerate quelle verso
amministrazioni che non hanno vincoli assunzionali.
3. Non rientrano nelle limitazioni delle assunzioni quelle relative
al personale appartenente alle categorie protette, nel solo limite
della copertura della quota d’obbligo. Le cessazioni di personale
appartenente alle categorie protette non vanno computate ai fini
della determinazione delle risorse utili per le nuove assunzioni, in
quanto le dinamiche inerenti a questa categoria di soggetti vanno
neutralizzate tanto in uscita quanto in entrata.
4. Le eventuali dimissioni o cessazioni dal servizio del neo
assunto, che intervengano prima della conclusione del suo periodo di
prova previsto dal CCNL di riferimento e nei limiti temporali entro
cui possono essere effettuate le assunzioni autorizzate, consentono
il riutilizzo delle risorse che hanno finanziato la relativa
assunzione mediante scorrimento della stessa graduatoria, se vi sono
idonei, oppure ricorrendo ad altra graduatoria in assenza di idonei.
5. Ai sensi dell’art. 3, comma 101, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, sono subordinate ad autorizzazione ad assumere gli incrementi
di part-time concernenti il personale che e’ stato assunto con tale
tipologia di contratto.
6. Le riammissioni in servizio, nel rispetto della normativa
vigente, sono equiparate a nuova assunzione.
7. L’onere relativo al personale per cui viene disposto il
trattenimento in servizio va determinato con le medesime modalita’
utilizzate per il computo di personale proveniente dall’esterno
dell’amministrazione. Il costo relativo al trattenimento di un
dirigente titolare di incarico dirigenziale generale va calcolato
sulla base del trattamento economico complessivo di prima fascia
effettivamente percepito dal medesimo. Le risorse destinabili a nuove
assunzioni sono ridotte in misura pari all’importo del trattamento
retributivo derivante dai trattenimenti in servizio.
8. Una volta individuati gli importi complessivi dei risparmi da
cessazione, definiti nei termini di cui al presente decreto, il
budget assunzionale viene calcolato applicando la percentuale di turn
over prevista dalla normativa vigente.
9. Ai sensi dell’art. 9, comma 36, del decreto-legge n. 78 del
2010, per gli enti di nuova istituzione, intesi come tali quelli
caratterizzati da nuovo ingresso nell’ordinamento giuridico, non
rilevando invece quelli che derivano da processi di accorpamento o
fusione di precedenti organismi, limitatamente al quinquennio
decorrente dall’istituzione, le nuove assunzioni, previo esperimento
delle procedure di mobilita’, fatte salve le maggiori facolta’
assunzionali eventualmente previste dalla legge istitutiva, possono
essere effettuate nel limite del 50% delle entrate correnti ordinarie
aventi carattere certo e continuativo e, comunque nel limite
complessivo del 60% della dotazione organica. A tal fine gli enti
predispongono piani annuali di assunzioni da sottoporre
all’approvazione da parte dell’amministrazione vigilante d’intesa con
il Dipartimento della funzione pubblica ed il Ministero dell’economia
e delle finanze, tenendo conto dei criteri di cui al presente
decreto.
10. Ai sensi dell’art. 9, comma 11, del decreto-legge n. 78 del
2010, qualora per ciascun ente le assunzioni effettuabili in
riferimento alle cessazioni intervenute nell’anno precedente,
riferite a ciascun anno, siano inferiori all’unita’, le quote non
utilizzate possono essere cumulate con quelle derivanti dalle
cessazioni relative agli anni successivi, fino al raggiungimento
dell’unita’, fermo restando i criteri di cui al presente decreto.

Art. 2

Assunzioni anno 2010

1. Per le assunzioni relative all’anno 2010, sulla base delle
cessazioni avvenute nell’anno 2009, non sono da considerare risparmi
tutte le voci retributive che ritornano al fondo destinato alla
contrattazione integrativa (es.: RIA, fascia o livello economico
acquisiti e finanziati dal fondo) e, ai fini del calcolo dell’onere
individuale annuo per livello, occorrera’ tenere in considerazione le
voci retributive che non sono finanziate dal fondo.
2. Per la dirigenza il trattamento retributivo va calcolato senza
tenere conto delle voci che al momento della cessazione affluiscono
al fondo, sia per il calcolo dei risparmi, sia per il calcolo degli
oneri.
3. Per quanto riguarda la cessazione di dirigenti di prima fascia
va considerato risparmio solo la parte relativa al trattamento
economico della seconda fascia in quanto non e’ soggetto ad
autorizzazione ad assumere il conferimento di incarico di prima
fascia.
4. Per il dipendente cessato che era titolare di incarico
dirigenziale conferito ai sensi dell’art. 19, comma 6, del decreto
legislativo n. 165/2001 si considera risparmio solo il trattamento
retributivo corrispondente alla qualifica posseduta.
5. Per i livelli dal terzo al primo, i risparmi da cessazione
vengono calcolati al valore iniziale delle fasce stipendiali del
livello di riferimento.

Art. 3

Assunzioni a decorrere dall’anno 2011

1. A decorrere dall’anno 2011, per il calcolo delle assunzioni in
relazione alle cessazioni avvenute nell’anno 2010 e seguenti, andra’
tenuto conto del disposto dell’art. 9, comma 2-bis del decreto-legge
31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, nella legge 30
luglio 2010, n. 122, ove viene previsto che l’ammontare complessivo
delle risorse destinato annualmente al trattamento accessorio del
personale viene automaticamente ridotto in misura proporzionale alla
riduzione del personale in servizio.
2. I risparmi da cessazione e gli oneri relativi alle assunzioni
vengono calcolati tenendo conto oltre che del trattamento
fondamentale individuato secondo le modalita’ di cui all’art. 2,
anche del valore medio del trattamento accessorio che, per ciascuna
categoria di personale (dirigenti, personale dei profili), andra’
computato dividendo la quota complessiva del fondo relativo all’anno
precedente per il valore medio dei presenti nel medesimo anno,
intendendosi per valore medio la semisomma dei presenti,
rispettivamente, al 1° gennaio ed al 31 dicembre.
Il presente decreto sara’ inviato alla Corte dei conti per la
registrazione, ai sensi dell’art. 3 della legge 14 gennaio 1994, n.
20 e sara’ pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 10 agosto 2011

Il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca
Gelmini

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Tremonti

Il Ministro per la pubblica
amministrazione e l’innovazione
Brunetta

Registrato alla Corte dei conti il 4 ottobre 2011
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 12, foglio n. 273

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 10 agosto 2011

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