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MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 21 marzo 2005: Disposizioni sulla determinazione degli organici del personale docente, per l'anno scolastico 2004-2005. (GU n. 138 del 16-6-2005)

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DECRETO 21 marzo 2005

Disposizioni sulla determinazione degli organici del personale
docente, per l’anno scolastico 2004-2005.

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE
DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
di concerto con
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297;
Visti l’art. 1, comma 72, della legge 23 dicembre 1996, n. 662,
nonche’ l’art. 26 del decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331, e
l’art. 1 del decreto ministeriale 6 agosto 1999, n. 200, riguardanti
l’organico funzionale rispettivamente della scuola elementare e
materna;
Visto l’art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, che ha previsto
l’attribuzione dell’autonomia scolastica alle scuole di ogni ordine e
grado;
Visti l’art. 40, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e
l’art. 26, comma 16, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,
concernenti l’assegnazione dei posti per attivita’ di sostegno agli
alunni portatori di handicap;
Vista la legge 20 agosto 2001, n. 333, di conversione del
decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, concernente disposizioni urgenti
per assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2001/2002;
Vista la legge 28 dicembre 2001, n. 448 «Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato» nonche’ la
nota tecnica di accompagnamento che ha previsto la riduzione di
33.847 posti di insegnamento nel triennio 2002/2003, 2003/2004,
2004/2005 dei quali 12.260 per l’anno scolastico 2004/2005;
Vista la legge 22 novembre 2002, n. 268, di conversione del decreto
legislativo 25 settembre 2002, n. 212, recante misure urgenti per la
scuola, l’universita’, la ricerca scientifica e tecnologica e 1’alta
formazione artistica e musicale;
Vista la legge 27 dicembre 2002, n. 289, recante «Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato»;
Vista la legge 28 marzo 2003, n. 53 recante delega al Governo per
la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli
essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di formazione
professionale;
Vista la legge 24 dicembre 2003, n. 350, recante «Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato e in
particolare 1’art. 3, commi 88-90»;
Visto il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59 concernente la
definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e
al primo ciclo dell’istruzione, ai sensi della legge 28 marzo 2003,
n. 53;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica dell’11 agosto
2003, n. 319 recante il regolamento di organizzazione del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;
Visti il decreto ministeriale 15 marzo 1997, n. 176, e il decreto
interministeriale 18 dicembre 2002, n. 131, nella parte relativa ai
parametri minimi contemplati per il funzionamento dei convitti e
degli educandati dello Stato, e alla definizione degli organici del
personale educativo;
Visto il decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331, e successive
modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.
275, con il quale e’ stato approvato il regolamento recante norme in
materia di autonomia delle istituzioni scolastiche;
Visto il decreto ministeriale 3 giugno 1999, n. 141, recante norme
sulla formazione delle classi con alunni in situazione di handicap;
Visto il decreto ministeriale 26 giugno 2000, n. 234, recante norme
in materia di curricoli delle istituzioni scolastiche;
Vista la circolare ministeriale n. 2 prot. n. 257 del 13 gennaio
2004 riguardante le iscrizioni alle sezioni delle scuole
dell’infanzia e alle classi delle scuole di ogni ordine e grado;
Vista la circolare ministeriale n. 29 prot. n. 464 del 5 marzo 2004
avente ad oggetto «Decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59 –
indicazioni e istruzioni»;
Considerato che, ai sensi dell’art. 22, comma 2, della citata legge
28 dicembre 2001, n. 448 «il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca definisce con proprio decreto,
emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, i parametri
per l’attuazione di quanto previsto dal comma 1 e provvede alla
determinazione della consistenza complessiva degli organici del
personale docente e alla sua ripartizione su base regionale»;
Considerato, altresi’, che ai sensi dell’art. 35, comma 1, della
citata legge 27 dicembre 2002, n. 289, «le cattedre costituite con
orario inferiore all’orario obbligatorio di insegnamento dei docenti,
definito dal contratto collettivo nazionale di lavoro sono,
ricondotte a 18 ore settimanali, anche mediante l’individuazione di
moduli organizzativi diversi da quelli previsti dai decreti
costitutivi delle cattedre, salvaguardando l’unitarieta’
d’insegnamento di ciascuna disciplina» e che, in via transitoria,
tale disposizione si applica nei limiti in cui, nelle singole
istituzioni scolastiche, non vengano a determinarsi situazioni di
soprannumerarieta’, escluse quelle derivanti dall’utilizzazione, per
il completamento fino a 18 ore settimanali di insegnamento di
frazioni di orario gia’ comprese in cattedre costituite fra piu’
scuole;
Visto il decreto interministeriale del 20 luglio 2004, n. 57
recante disposizioni relative alla determinazione degli organici del
personale docente per l’anno scolastico 2003/2004, con il quale sono
state, tra l’altro, quantificate, per il medesimo anno, le
consistenze delle dotazioni organiche dei vari ambiti di istruzione,
corrispondenti a 79.597 posti per la scuola dell’infanzia, 230.162
per la scuola primaria, 158.609 per la scuola secondaria di primo
grado, 221.789 per la scuola secondaria di secondo grado e 48.680 per
il sostegno degli alunni diversamente abili;
Tenuto conto che la consistenza degli organici definita ai sensi
del predetto decreto interministeriale n. 57, ed il conseguente
recupero di 10.338 posti di organico di personale docente per l’anno
scolastico 2003/2004, certificato dal Ministero dell’economia e delle
finanze con nota dell’IGOP n. 85370 del 9 agosto 2004, comprovano
l’avvenuto raggiungimento degli obiettivi posti dalla legge
28 dicembre 2001, n. 448;
Vista la nota n. 162/36 del 3 agosto 2004 con la quale la Corte dei
conti ha restituito il gia’ citato decreto n. 57/2004 unitamente alle
osservazioni formulate dell’Ufficio di controllo;
Vista la nota n. 219 del 1° ottobre 2004 del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca – Direzione
generale del personale della scuola, con la quale si e’ provveduto al
ritiro del decreto interministeriale 20 luglio 2004, n. 57, in quanto
privo dei requisiti prescritti dall’art. 3 della legge 14 gennaio
1994, n. 20 ai fini del controllo preventivo;
Considerata l’esigenza di assicurare, comunque, la continuita’
giuridica alle annuali fasi di determinazione degli organici e
considerato, altresi’, che, tanto le disposizioni emanate per l’anno
scolastico 2003/2004 e recepite nel provvedimento n. 57 del 20 luglio
2004, quanto le consistenze di organico effettivamente istituite
costituiscono atti presupposti del presente decreto relativo alla
formulazione degli organici del personale docente della scuola per
l’anno scolastico 2004/2005;
Ravvisata pertanto l’esigenza, ai fini di cui sopra, che il
provvedimento n. 57 del 20 luglio 2004 relativo alla determinazione
delle consistenze di organico del personale docente per l’anno
scolastico 2003/2004 e la certificazione delle economie di spesa di
cui alla nota del MEF – IGOP con n. 85370 del 9 agosto 2004 facciano
parte integrante del presente decreto;
Informate le organizzazioni sindacali firmatarie del vigente
contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola;
Preso atto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni
parlamentari del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati,
rispettivamente, nelle sedute del 9 marzo 2005 e del 23 febbraio
2005;
Decreta:
Art. 1.
Consistenze dotazioni
1. Le consistenze delle dotazioni organiche nazionali e regionali
per l’anno scolastico 2004/2005 sono quelle riportate nelle allegate
tabelle «A», «B», «C», «D» e «E», costituenti parte integrante del
presente provvedimento. Tali consistenze, definite in base alla
previsione dell’entita’ della popolazione scolastica e con riguardo
alle esigenze degli alunni portatori di handicap, tengono conto del
grado di densita’ demografica delle varie province di ciascuna
regione, della distribuzione della popolazione tra i comuni di ogni
circoscrizione provinciale, delle caratteristiche geo-morfologiche
dei territori interessati, delle condizioni socio-economiche e di
disagio sociale delle diverse realta’.
2. Le dotazioni di cui al comma 1 sono determinate, altresi’, in
relazione all’articolazione e alle esigenze di funzionamento delle
istituzioni scolastiche rapportate al numero degli alunni ed alla
distribuzione degli stessi nelle classi e nei plessi, nonche’, per la
scuola primaria e la scuola dell’infanzia, alla configurazione degli
organici funzionali, cosi’ come prevista rispettivamente dal decreto
ministeriale 24 luglio 1998, n. 331 e dal decreto ministeriale
6 agosto 1999, n. 200, e alla necessita’ di garantire interventi a
sostegno degli alunni in particolari situazioni di disagio.
3. Relativamente all’istruzione secondaria, le predette dotazioni
organiche sono determinate anche con riguardo alle entita’ orarie dei
curricoli relativi ad ogni ordine e grado di scuola e alle condizioni
di funzionamento delle singole istituzioni scolastiche.
4. Ai fini previsti dall’art. 2, comma 1, lettera f) della legge
28 marzo 2003, n. 53 le dotazioni organiche della scuola primaria
(tabella B) sono incrementate del numero dei posti riportati nella
tabella «B1» costituente parte integrante del presente decreto,
riferiti rispettivamente sia all’incremento delle iscrizioni nella
scuola primaria per effetto degli anticipi, sia alla generalizzazione
dell’insegnamento della lingua straniera nelle prime due classi della
citata scuola primaria.
5. I direttori regionali, ai fini dell’acquisizione dei dati e
degli elementi utili relativi all’andamento della popolazione
scolastica nelle realta’ territoriali di propria competenza, si
avvalgono della collaborazione dell’apposita struttura di
rilevazione, di monitoraggio e di verifica e promuovono conferenze di
servizio e momenti di confronto e di consultazione con la
partecipazione dei responsabili dei CSA e dei dirigenti scolastici,
finalizzati all’esame e allo approfondimento puntuale ed esaustivo
della materia, nonche’ alla individuazione e definizione degli
aspetti e delle situazioni problematiche.
6. Per il conseguimento degli obiettivi fissati dalla legge
28 dicembre 2001, n. 448, le riduzioni quantificate nelle tabelle
«A», «B», «C», «D», «E» vanno integrate con le ulteriori economie di
posti derivanti dall’applicazione di particolari istituti giuridici
(tabella «F»).

Art. 2.
Dotazioni provinciali
1. I direttori generali degli uffici scolastici regionali,
informate le organizzazioni sindacali firmatarie del vigente
contratto collettivo nazionale di comparto, provvedono alla
ripartizione delle consistenze organiche tra le circoscrizioni
provinciali di competenza. L’assegnazione delle risorse e’ effettuata
con riguardo alle specifiche esigenze ed alle diverse tipologie e
condizioni di funzionamento delle istituzioni scolastiche, nonche’
alle possibilita’ di impiego flessibile delle stesse risorse, in
conformita’ di quanto previsto dal decreto del Presidente della
Repubblica 8 marzo 1999, n. 275 che detta norme in materia di
autonomia delle istituzioni scolastiche. Nella determinazione dei
contingenti provinciali deve, altresi’, tenersi conto delle
situazioni di disagio legate a specifiche situazioni locali, con
particolare riguardo alle zone montane e alle piccole isole.
2. I direttori generali regionali, previa informativa alle
organizzazioni sindacali, possono operare compensazioni tra le
dotazioni organiche dei vari gradi di istruzione, nonche’ disporre,
per far fronte a situazioni ed esigenze di particolare criticita’,
anche ai fini della prosecuzione di progetti di particolare rilevanza
didattica c/o sociale, l’accantonamento di un’aliquota di posti delle
dotazioni regionali di cui alle tabelle allegate.
3. Le dotazioni organiche di istituto sono definite dal direttore
generale dell’ufficio scolastico regionale su proposta formulata dai
dirigenti delle istituzioni scolastiche interessate, sentiti i
competenti organi collegiali, nel limite dell’organico regionale
assegnato. A tal fine, i Dirigenti scolastici rappresentano,
adeguatamente motivandole, al Direttore generale regionale le
esigenze definite nel piano dell’offerta formativa e ogni altro
elemento ritenuto utile, improntando le proposte a rigorosi criteri
di razionalita’ e di contenimento della spesa e procurando che, sulla
base dell’andamento della popolazione scolastica negli ultimi anni e
degli elementi in possesso, la previsione sia rispondente alle reali
esigenze e non presenti significativi scostamenti.
4. I direttori generali regionali, una volta acquisite le proposte
formulate dai dirigenti scolastici, procedono alle opportune
verifiche e controlli ed alla eventuale attivazione di interventi
modificativi delle previsioni effettuate dalle singole istituzioni
scolastiche, nonche’ a rendere definitivi i dati, dandone formale
comunicazione alle istituzioni scolastiche interessate e al Sistema
informativo.

Art. 3.
Scuola primaria
1. L’articolazione e la quantificazione delle attivita’ educative,
didattiche e del relativo tempo scuola sono fissati dall’art. 7 del
decreto legislativo n. 59/2004.
2. Ai sensi dell’art. 15 del citato decreto legislativo n. 59/2004,
per l’anno scolastico 2004/2005, e’ confermato per le attivita’ di
tempo pieno, il numero dei posti attivati complessivamente a livello
nazionale per l’anno scolastico 2003/2004.
3. L’insegnamento della lingua inglese e’ assicurato secondo le
quantita’ orarie adottate nell’anno scolastico 2003/2004. Nelle
classi prime deve essere impartito l’insegnamento della lingua
inglese. Gli alunni ai quali nell’anno scolastico 2003/2004 e’ stato
impartito l’insegnamento di una lingua diversa dall’inglese
proseguiranno nello studio della stessa lingua.
4. Ai sensi dell’art. 22, comma 5, della legge 28 dicembre 2001, n.
448, l’insegnamento della lingua straniera deve essere assicurato
prioritariamente dai docenti della classe in possesso dei requisiti
richiesti; in mancanza di tali docenti 1’insegnamento e’ affidato
agli altri docenti facenti parte dell’organico di istituto in
possesso dei requisiti. In via residuale e nel limite del contingente
regionale, possono essere attivati ulteriori posti, da assegnare a
docenti specialisti. Di regola viene costituito un posto ogni 6 o 7
classi, sempreche’ per ciascun posto si raggiungano almeno 18 ore di
insegnamento.

Art. 4.
Disposizioni generali per l’istruzione secondaria
1. Al fine della piena valorizzazione dell’autonomia e della
migliore qualificazione dei servizi scolastici, la determinazione
delle risorse da assegnare a ciascuna istituzione e’ effettuata
tenendo conto delle esigenze della scuola nel suo complesso, comprese
le eventuali sezioni staccate, sedi coordinate e corsi serali,
nonche’ di quelle connesse all’integrazione degli alunni portatori di
handicap.
2. Ai sensi dell’art. 35, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n.
289, le cattedre costituite con orario inferiore all’orario
obbligatorio di insegnamento dei docenti, definito dal contratto
collettivo nazionale di lavoro, sono ricondotte a 18 ore settimanali,
anche mediante l’individuazione di moduli organizzativi diversi da
quelli previsti dai decreti costitutivi delle cattedre,
salvaguardando l’unitarieta’ d’insegnamento di ciascuna disciplina.
In sede di prima attuazione e fino all’entrata in vigore delle norme
di riforma in materia di istruzione e formazione, il disposto di cui
al presente comma trova applicazione qualora nelle singole
istituzioni scolastiche non vengano a determinarsi situazioni di
soprannumerarieta’, fatta eccezione per le cattedre costituite tra
piu’ scuole per le quali la possibilita’ di salvaguardare la
titolarita’ va accertata una volta soddisfatte le esigenze di
completamento a 18 ore delle cattedre interne. I posti costituiti ai
soli fini della salvaguardia delle titolarita’ non sono disponibili
per le operazioni di mobilita’. Nelle scuole secondarie di I grado le
cattedre relative alle classi di concorso A028, A030, A032 e alla
lingua straniera, sono ricondotte a 18 ore di insegnamento nei limiti
in cui sia possibile utilizzare, dopo la formazione delle cattedre
interne ed esterne secondo la normale procedura, eventuali spezzoni
residui presenti nella scuola (sede centrale e sezioni staccate) e
con l’estensione anche alle cattedre orario esterne.
3. Per l’ottimale utilizzo delle risorse, dopo la costituzione
delle cattedre all’interno di ciascuna sede centrale di istituto e di
ciascuna sezione staccata o sede coordinata, si procede alla
costituzione di posti orario tra le diverse sedi della stessa scuola.
In presenza di docente titolare in una delle sedi sopraindicate, la
titolarita’ va salvaguardata se nella sede stessa sia disponibile
almeno un terzo delle ore. In presenza di piu’ titolari, la
titolarita’ e’ assegnata sull’una o sull’altra sede in base al
maggior apporto di orario; in caso di uguale consistenza oraria degli
spezzoni, la titolarita’ viene attribuita alla sede che offre
maggiori garanzie di stabilita’ del posto e, in subordine, alla sede
principale. Analogamente si procede in assenza di titolari.
4. Nei corsi serali gli eventuali posti orario vengono costituiti
prioritariamente utilizzando ore disponibili nei corsi diurni della
medesima istituzione scolastica.
5. Qualora gli spezzoni residui non possano essere utilizzati
secondo le modalita’ di cui ai commi precedenti, si procede alla fase
associativa per la costituzione di posti di insegnamento tra
istituzioni scolastiche autonome secondo la normativa attualmente in
vigore.
6. Prima di procedere alle assunzioni a tempo determinato di
propria competenza, i dirigenti scolastici, fatte salve le priorita’
indicate ai commi precedenti, attribuiscono ai docenti in servizio
nell’istituzione, con il loro consenso, ore aggiuntive di
insegnamento oltre l’orario obbligatorio, fino ad un massimo di 24
ore settimanali.

Art. 5.
Scuola secondaria di primo grado
1. L’articolazione e la quantificazione delle attivita’ educative,
didattiche e del relativo tempo scuola sono fissati dall’art. 10 del
decreto legislativo n. 59/2004.
2. Al fine di assicurare il passaggio graduale al nuovo
ordinamento, per l’anno scolastico 2004/2005 e fino alla messa a
regime, l’assetto organico della scuola secondaria di primo grado,
come definito dal citato art. 10 del decreto legislativo n. 59/2004,
e’ confermato secondo i criteri fissati dal decreto del Presidente
della Repubblica 14 maggio 1982, n. 782 e successive modifiche ed
integrazioni.
3. Al fine di realizzare le attivita’ educative previste dal nuovo
ordinamento, per l’anno scolastico 2004/2005 e’ confermato il numero
dei posti per le attivita’ di tempo prolungato attivati
complessivamente a livello nazionale per l’anno scolastico 2003/2004.

Art. 6.
Formazione delle classi nelle scuole di istruzione secondaria di
secondo grado
1. Le prime classi di sezioni staccate, scuole coordinate, sezioni
di diverso indirizzo e specializzazione anche sperimentali
funzionanti con un solo corso sono costituite con un numero di alunni
non inferiore a 20.
2. Fermo restando quanto previsto dal comma precedente, e’
consentita la costituzione di classi iniziali articolate in gruppi di
diversi indirizzi di studio, purche’ le classi siano formate da un
numero di alunni complessivamente non inferiore a 27 e il gruppo di
minore consistenza sia costituito da almeno 12 alunni.
3. Nel caso in cui il numero delle domande di iscrizione a taluni
indirizzi sia insufficiente per la costituzione di una classe, il
competente Consiglio di istituto stabilisce i criteri di
redistribuzione degli alunni tra i diversi corsi di studio
funzionanti nella stessa scuola, ferma restando la possibilita’ degli
stessi alunni di chiedere l’iscrizione ad altri istituti in cui
funzionino la sezione, l’indirizzo di specializzazione o la
sperimentazione richiesti.
4. Le classi intermedie vanno accorpate ove si preveda che
funzioneranno con un numero di alunni inferiore alla media indicata
dal decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331; parimenti si procede
all’accorpamento delle classi finali qualora se ne preveda il
funzionamento con un numero esiguo di alunni, avendo comunque cura di
non frazionare il gruppo classe.
5. Per quanto non previsto dal presente decreto, si applicano le
disposizioni dei decreti ministeriali n. 331/1998 e n. 141/1999.

Art. 7.
Dotazione organica dei centri territoriali permanenti
In attesa di una compiuta e aggiornata disciplina della materia, la
dotazione organica assegnata a livello regionale ai Centri
territoriali permanenti per l’istruzione e la formazione in eta’
adulta non puo’ superare quella relativa all’organico di diritto
dell’anno scolastico 2003/2004.

Art. 8.
Sezioni ospedaliere
1. Limitatamente alle sezioni ospedaliere dell’istruzione
secondaria di II grado, di cui al decreto interministeriale
28 novembre 2001, n. 168, istituite presso luoghi di cura e di
degenza, la determinazione delle dotazioni organiche, sia per gli
insegnamenti comuni di cui all’art. 4, comma 3 dello stesso decreto,
sia per le aree di indirizzo, e’ effettuata esclusivamente nella fase
di adeguamento dell’organico alla situazione di fatto.

Art. 9.
Dotazione organica di sostegno
1. La dotazione organica dei posti di sostegno per l’integrazione
degli alunni disabili e’ determinata secondo le quantita’ riportate
nella tabella E costituente parte integrante del presente
provvedimento.
2. I direttori generali regionali determinano la dotazione organica
per ciascun grado di istruzione, definendo l’organico di diritto nei
limiti della consistenza indicata nella colonna A della tabella E.
3. Nell’ambito dei contingenti assegnati i direttori generali
regionali assicurano la distribuzione degli insegnanti di sostegno
correlata alla effettiva presenza di alunni disabili.
4. Sulle ulteriori disponibilita’ corrispondenti alla differenza
tra i posti della dotazione complessiva e quelli di cui al comma 2,
nonche’ sui posti attivati in deroga ai sensi dell’art. 40, comma 1,
della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e dell’art. 26, comma 16, della
legge 23 dicembre 1998, n. 448, possono essere assegnati, con
provvedimenti di durata annuale, docenti in servizio a tempo
indeterminato, ovvero possono essere disposte assunzioni a tempo
determinato fino al termine delle attivita’ didattiche.

Art. 10.
Istituzioni educative
Per le istituzioni educative rimangono confermate le disposizioni
di cui all’art. 8 del decreto interministeriale n. 131 del
18 dicembre 2002.

Art. 11.
Gestione delle situazioni di fatto
1. Ai sensi della legge 2 agosto 2001, n. 333, i dirigenti
scolastici possono disporre, con apposito provvedimento motivato,
incrementi del numero delle classi dell’istruzione primaria e
dell’istruzione secondaria solo in caso di inderogabili necessita’
legate all’aumento effettivo del numero degli alunni rispetto alle
previsioni, da valutare secondo la normativa in vigore e, in
particolare, secondo i criteri ed i parametri di cui al decreto
ministeriale 24 luglio 1998, n. 331 come modificato ed integrato dal
decreto ministeriale 3 giugno 1999, n. 141, dal decreto
interministeriale 18 dicembre 2002, n. 131 e dal presente decreto.
2. Ai sensi dell’art. 2 della legge n. 268 del 22 novembre 2002, i
medesimi dirigenti scolastici, nel caso di diminuzione degli alunni
rispetto alla previsione, procedono all’accorpamento delle classi
secondo le disposizioni citate nel precedente comma.
3. Non sono ammessi sdoppiamenti ne’ istituzioni di nuove classi
dopo l’inizio dell’anno scolastico.
4. Le variazioni di cui al comma 1 rivestono carattere eccezionale
e debbono rivelarsi assolutamente indispensabili per far fronte ad
eventuali incrementi di alunni non previsti in sede di determinazione
dell’organico di diritto. Le variazioni stesse devono essere
formalizzate con provvedimento motivato da comunicare
tempestivamente, e comunque non oltre il 10 luglio, al competente
direttore regionale e ai CSA di riferimento per i seguiti di
competenza e per l’attivazione dei necessari controlli.
5. Ulteriori posti per il funzionamento delle sezioni carcerarie,
di quelle ospedaliere e delle attivita’ inerenti ai corsi di
istruzione per adulti previsti dall’ordinanza ministeriale 29 luglio
1997, n. 455, e dalla direttiva ministeriale 6 febbraio 2001 possono
essere attivati in presenza di personale in esubero che non possa
essere utilizzato su posti e ore di insegnamento disponibili fino al
termine delle attivita’ didattiche.
6. L’istituzione di posti di sostegno in deroga al rapporto
insegnanti/alunni, di cui all’art. 40 della legge 27 dicembre 1997,
n. 449, e’ autorizzata, tenuto anche conto del disposto dell’art. 35,
comma 7 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, dal direttore generale
regionale che assicura comunque le garanzie per gli alunni disabili
di cui all’art. 3 della legge n. 104 del 5 febbraio 1992.

Art. 12.
Verifica e monitoraggio
1. Gli uffici regionali effettuano il monitoraggio iniziale e in
itinere della consistenza delle dotazioni organiche definite in base
alle disposizioni del presente decreto, al fine di assicurare, nel
rispetto dei contingenti di posti assegnati, la rispondenza delle
dotazioni stesse agli obiettivi formativi. I medesimi uffici
effettuano, inoltre, il monitoraggio delle operazioni di avvio
dell’anno scolastico, vigilando sul puntuale espletamento delle
operazioni stesse e affinche’ gli incrementi delle classi e dei
posti, compresi quelli di sostegno, siano contenuti nei limiti delle
effettive inderogabili necessita’.
2. L’apposita struttura istituita presso l’Amministrazione centrale
assicura la verifica costante dell’andamento delle operazioni anche
sotto il profilo dell’incidenza sulla spesa e della rigorosa
osservanza della normativa regolante la materia. Ai fini suddetti, i
Direttori generali regionali, dal canto loro, si avvalgono
dell’apposita struttura costituita presso ciascuno Ufficio scolastico
regionale per la necessaria circolarita’ delle informazioni e degli
aggiornamenti nell’ambito del sistema.

Art. 13.
Scuole di lingua slovena
1. Con proprio decreto il Direttore generale dell’Ufficio regionale
del Friuli-Venezia Giulia, definisce le dotazioni organiche
provinciali degli istituti e scuole di lingua slovena nei limiti
delle dotazioni regionali.

Art. 14.
Oneri finanziari
1. Gli oneri derivanti dalle dotazioni organiche di cui alle
tabelle «A», «B», «C», «D» e «E» gravano sugli ordinari stanziamenti
di bilancio di cui ai pertinenti capitoli del Ministero
dell’istruzione, dell’Universita’ e della ricerca. Gravano parimenti
sugli ordinari stanziamenti di bilancio gli oneri derivanti dalle
dotazioni organiche di cui alla tabella B1.
Il presente decreto e’ inviato alla Corte dei conti per il visto e
la registrazione, ai sensi dell’art. 3 della legge 14 gennaio 1994,
n. 20.
Roma, 21 marzo 2005

Il Ministro dell’istruzione
dell’università e della ricerca
Moratti
Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Siniscalco

Registrato alla Corte dei conti il 29 aprile 2005
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 2, foglio n. 164.

—-> vedere TABELLE da pag. 44 a pag. 51 della G.U. in formato zip/pdf

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

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