MINISTERO DELL'INTERNO - CIRCOLARE 5 maggio 2005, n.557: Decreto 19 settembre 2002, n. 272, recante il «Regolamento di esecuzione del decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 7, recante le norme di recepimento della direttiva 93/15/CEE relativa all'armonizzazione delle disposizioni in materia di immissione sul mercato e controllo degli esplosivi per uso civile» - Direttiva 2004/57/CEE della Commissione delle Comunita' Europee del 23 aprile 2004 | Edilone.it

MINISTERO DELL’INTERNO – CIRCOLARE 5 maggio 2005, n.557: Decreto 19 settembre 2002, n. 272, recante il «Regolamento di esecuzione del decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 7, recante le norme di recepimento della direttiva 93/15/CEE relativa all’armonizzazione delle disposizioni in materia di immissione sul mercato e controllo degli esplosivi per uso civile» – Direttiva 2004/57/CEE della Commissione delle Comunita’ Europee del 23 aprile 2004

MINISTERO DELL'INTERNO - CIRCOLARE 5 maggio 2005, n.557: Decreto 19 settembre 2002, n. 272, recante il «Regolamento di esecuzione del decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 7, recante le norme di recepimento della direttiva 93/15/CEE relativa all'armonizzazione delle disposizioni in materia di immissione sul mercato e controllo degli esplosivi per uso civile» - Direttiva 2004/57/CEE della Commissione delle Comunita' Europee del 23 aprile 2004 - Decisione della Commissione delle Comunita' Europee del 15 aprile 2004. Circolare dispositiva ed applicativa. (GU n. 144 del 23-6-2005- Suppl. Ordinario n.112)

MINISTERO DELL’INTERNO

CIRCOLARE 5 maggio 2005, n.557

Decreto 19 settembre 2002, n. 272, recante il «Regolamento di
esecuzione del decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 7, recante le
norme di recepimento della direttiva 93/15/CEE relativa
all’armonizzazione delle disposizioni in materia di immissione sul
mercato e controllo degli esplosivi per uso civile» – Direttiva
2004/57/CEE della Commissione delle Comunita’ Europee del 23 aprile
2004 – Decisione della Commissione delle Comunita’ Europee del
15 aprile 2004. Circolare dispositiva ed applicativa.

Ai Prefetti della Repubblica
Ai Questori della Repubblica
Al Commissario del Governo per la
provincia di Trento
Al Commissario del Governo per la
provincia di Bolzano
Al Presidente della giunta regionale
della Valle d’Aosta
e, per conoscenza:
Al Ministero degli affari esteri
Al Ministero della difesa
Al Ministero della giustizia
Al Ministero delle attivita’ produttive
Al Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti
Al Dipartimento dei vigili del fuoco,
del soccorso pubblico e della difesa
civile
Al Comando Generale dell’Arma dei
carabinieri
Al Comando Generale della guardia di
finanza
Al’Ispettorato generale del Corpo
forestale dello Stato
Al Commissario dello Stato nella
regione Sicilia
Al rappresentante del Governo nella
regione Sarda
Al Commissario del Governo nella
regione Friuli-Venezia Giulia
Al Presidente della Commissione di
coordinamento nella Valle d’Aosta
Al S.I.S.M.I.
Al S.I.S.D.E.
All’Agenzia delle dogane
All’Agenzia delle entrate
Nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 158 del 10 luglio
2003 e’ stato pubblicato il decreto 1° luglio 2003 previsto dall’art.
10 del decreto interministeriale del 19 settembre 2002, n. 272 (d’ora
in avanti decreto interministeriale n. 272/2002) di esecuzione del
decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 7 (d’ora in avanti: decreto
legislativo n. 7/1997), recante norme di recepimento della direttiva
93/15 CEE relativa all’armonizzazione delle disposizioni in materia
di immissione sul mercato e controllo degli esplosivi per uso civile.
Ai sensi dell’art. 10 del predetto decreto interministeriale n.
272/2002, quindi, le disposizioni del decreto legislativo n. 7/1997 e
del relativo decreto interministeriale n. 272/2002 concernente la
disciplina delle materie esplodenti, sono in vigore in Italia dal
25 luglio 2003.
Poiche’ si e’ evidenziata, nel tempo, l’esigenza di meglio chiarire
alcuni aspetti applicativi del ripetuto decreto interministeriale n.
272/2002, acquisito il conforme parere tecnico della Commissione
Consultiva Centrale per il Controllo delle armi per le funzioni
consultive in materia di sostanze esplosive ed infiammabili, si
ritiene utile fornire, di seguito, indicazioni relative alle
innovazioni piu’ rilevanti apportate dalla nuova normativa.
A tal fine, la presente circolare affronta le questioni pratiche di
maggiore richiamo emerse nella fase di prima attuazione e quelle che
rivestono particolare rilievo e urgenza per la migliore tutela della
sicurezza pubblica ed un piu’ efficace controllo della circolazione
degli esplosivi civili, garantendo una migliore tracciabilita’ degli
stessi.
Al riguardo va, innanzi tutto, precisato che ai sensi della
normativa in parola sono esclusi dal novero degli esplosivi civili:
a) quelli destinati ad essere utilizzati dalle Forze armate e di
polizia, compresi quelli destinati ad essere direttamente utilizzati
dagli stabilimenti militari dell’A.I.D. (Agenzia Industrie Difesa),
tuttora diretta emanazione dell’Amministrazione militare;
b) gli articoli pirotecnici, ovvero i manufatti classificati
nella IV e V categoria dell’Allegato «A» al Regolamento di esecuzione
del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con
regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 (per i quali e’ in via di
definizione il decreto previsto dall’art. 20 del decreto
interministerialoe n. 272/2002 – allegato 1 -) e che, ai fini della
disciplina comunitaria, sono qualificati come tali dalla direttiva
2004/57/CE del 23 aprile 2004 (Gazzetta Ufficiale dell’U.E. del 29
aprile 2004) con riferimento al suo Allegato I (allegato 2) o che,
con riferimento alle indicazioni di cui all’Allegato II della
medesima Direttiva, possano essere riconosciuti come tali;
c) le munizioni per uso civile, salvo quanto disposto dagli
articoli 1, comma 3, 10, 11 e 12 del decreto legislativo n. 7/1997.
1) – Istanze e comunicazioni.
Le istanze relative agli esplosivi ed agli altri prodotti
esplodenti comunque elencati all’art. 1 del decreto legislativo n.
7/1997, ciascuna delle quali deve riferirsi partitamente ad un
singolo prodotto o a «famiglie» di prodotti dello stesso tipo – cosi’
come espressamente indicati nel singolo certificato CE del tipo, ove
previsto – devono sempre essere effettuate in carta legale (nel
rispetto degli adempimenti previsti dall’art. 38, terzo comma del
decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000). Esse, cosi’
come le altre comunicazioni previste dallo stesso decreto legislativo
e dal decreto interministeriale n. 272/2002, debbono sempre
contenere:
a) l’indicazione delle generalita’ complete del richiedente, che,
anche nel caso di importazioni, esportazioni e trasferimenti (1),
deve essere il titolare della licenza di polizia di cui all’art. 46
e/o 47 T.U.L.P.S.;
(1) In ambito UE i movimenti di merci tra Stati non
sono piu’ denominati esportazioni o importazioni, ma, come
nel testo, «trasferimenti.».
b) l’indicazione del codice fiscale del richiedente;
c) l’indicazione della ditta per la quale il titolare della
licenza opera ed il relativo codice fiscale o partita I.V.A.;
d) il nome dell’esplosivo o dell’artificio per il quale si
effettua la comunicazione;
e) l’ente notificato ed il numero del relativo certificato, ove
previsto.
Agli atti ed ai documenti formati all’estero da autorita’ estere,
comprese le dichiarazioni di conformita’ «CE del tipo» ed i relativi
allegati da valere nello Stato, redatti in lingua straniera, deve
essere allegata una traduzione in lingua italiana certificata
conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza
diplomatica o consolare, ovvero da un «traduttore ufficiale» ai sensi
dell’art. 33 del predetto decreto del Presidente della Repubblica n.
445/2000.
Si richiama l’attenzione sul fatto che, ai sensi dell’art. 19,
comma 3, lettera a), del decreto interministeriale n. 272/2002 non
occorre alcuna domanda per l’iscrizione nella tabella A allegata al
Regolamento di esecuzione del T.U.L.P.S. dei prodotti esplodenti
rientranti nel campo di applicazione del decreto legislativo n.
7/1997, in quanto si provvede d’ufficio sulla base della
comunicazione di cui qui si e’ detto, sempre che la stessa sia
regolarmente effettuata dai produttori o dagli importatori, ossia dai
soggetti muniti di autorizzazioni di polizia ai sensi degli
articoli 46 e 47 T.U.L.P.S.
2) – Marcature CE.
Si richiamano preliminarmente le disposizioni previste dall’art. 2,
commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 7/1997 in base alle quali e’
vietato detenere, utilizzare, porre in vendita o cedere a qualsiasi
titolo, trasportare, importare od esportare esplosivi per uso civile
che siano privi della marcatura CE e che non abbiano superato la
valutazione di conformita’ prevista nell’allegato V al predetto
decreto legislativo.
Si ricorda che dal 25 luglio 2003, data di entrata in vigore del
decreto interministeriale n. 272/2002, i produttori o gli importatori
che intendano immettere sul territorio nazionale un esplosivo devono
preventivamente munirsi dell’attestato di esame «CE del tipo» o di
altra certificazione di conformita’ rilasciata da un organismo
notificato di uno Stato dell’Unione europea, secondo una delle
procedure di cui all’allegato V al decreto legislativo n. 7/1997,
dandone immediata comunicazione a questo Ministero con le modalita’
indicate nell’art. 8, commi 6 e 7 del decreto interministeriale n.
272/2002.
Ove il certificato «CE del tipo» sia rilasciato da un Ente
notificato nazionale, alla comunicazione dei dati concernenti
l’esplosivo provvede direttamente quest’ultimo, ai sensi di quanto
previsto dal comma 6 del menzionato art. 8 e con le modalita’ dalla
stessa norma stabilite.
Nel caso, invece, in cui il certificato sia rilasciato da Enti
notificati di altro Paese europeo, alla comunicazione, devono essere
allegati, come prescrive il comma 7 del richiamato art. 8 del decreto
interministeriale n. 272/2002, l’attestato di esame «CE del tipo» e,
ove non gia’ presente nell’attestato, una descrizione completa
dell’esplosivo. A tale atto deve essere unita, se non gia’ compresa,
l’ulteriore certificazione dell’Ente notificato che attesti il numero
di identificazione delle Nazioni Unite e la classe di rischio o
equivalente attestazione dell’autorita’ competente del Paese
d’origine dell’esplosivo, ai sensi di quanto disposto dal paragrafo
2.2.1.1.3 del decreto 2 settembre 2003 (Traduzione in lingua italiana
del testo consolidato della versione 2003 delle disposizioni degli
allegati A e B dell’Accordo europeo sul trasporto internazionale di
merci pericolose su strada (ADR), di cui al decreto del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti 20 giugno 2003), pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre
2003 – serie generale.
In particolare, anche a garanzia della «identificabilita» del
prodotto, le schede tecniche e gli altri allegati alla certificazione
«CE del tipo» dovranno essere trasmessi a questo Dipartimento prima
dell’inizio della produzione industriale o dell’immissione
dell’esplosivo sul territorio dello Stato.
3) – Etichette.
Per una corretta individuazione del prodotto esplosivo nel
territorio nazionale e per consentirne una migliore tracciabilita’
amministrativa, finalizzata alla piu’ efficace tutela della sicurezza
pubblica (art. 11 Direttiva 93/15/CEE e art. 1, comma 4 decreto
legislativo n. 7/1997), dovra’ altresi’ essere trasmesso un
fac-simile dell’etichetta che, all’atto dell’immissione sul
territorio nazionale, dovra’ essere apposta sull’imballaggio. Ai
sensi del combinato disposto dell’art. 11 Direttiva 93/15/CEE e
dell’art. 1, comma 4 decreto legislativo n. 7/1997, si provvedera’
affinche’ l’etichettatura riunisca, oltre a quanto previsto dalla
direttiva 93/15 CEE e dal decreto legislativo 14 marzo 2003, n. 65
(Gazzetta Ufficiale n. 87 del 14 aprile 2003 serie generale –
«Attuazione delle direttive 1999/45/CE e 2001/60/CE relative alla
classificazione, all’imbal-laggio e all’etichettatura dei preparati
pericolosi»), anche, in un unico riquadro, i seguenti dati:
denominazione del prodotto;
numero di identificazione ONU e codice di classificazione;
numero di certificato «CE del tipo»;
categoria dell’esplosivo secondo il T.U.L.P.S.;
nome del fabbricante;
elementi identificativi dell’importatore o del produttore
titolare delle licenze di polizia e indicazione di eventuali pericoli
nel maneggio e trasporto;
il numero del provvedimento di presa d’atto ministeriale e
classificazione ai sensi dell’art. 19, commi 2 e 3 del decreto
interministeriale n. 272/2002.
Particolare attenzione dovra’ essere posta nel verificare la
coincidenza puntuale della denominazione dell’esplosivo e del nome
del fabbricante riportati nella documentazione prodotta, richiamando
l’attenzione degli interessati sul fatto che eventuali modificazioni
della ragione sociale comportano un aggiornamento del certificato CE
del tipo presso l’Ente notificato.
4) – Movimentazione degli esplosivi.
Occorre distinguere:
a) esplosivo munito di certificato «CE del tipo».
Il decreto legislativo n. 7/1997, recependo la direttiva
comunitaria 93/15/CEE, riconduce alla competenza dei Prefetti il
rilascio dell’autorizzazione per le movimentazioni degli esplosivi
per uso civile marcati CE (articoli 8 e 9).
In attesa che sia reso operativo lo schedario informatizzato degli
esplosivi muniti di certificazione «CE del tipo», i signori Prefetti
procederanno a rilasciare le prescritte autorizzazioni sulla base
delle indicazioni del Dipartimento della pubblica sicurezza circa il
corretto adempimento degli oneri di comunicazione di cui all’art. 8,
comma 7 del decreto interministeriale n. 272/2002.
A tal fine il Dipartimento della pubblica sicurezza dara’, di volta
in volta e per ciascun nuovo esplosivo o gruppo di esplosivi, formale
comunicazione a tutti gli Uffici territoriali del Governo delle
procedure espletate, adottando un numero di protocollo che
contraddistinguera’ anche il decreto di aggiornamento dell’Allegato A
al Regolamento di esecuzione del T.U.L.P.S (Es.
557/PAS.5431.XVJ/25/2004-CE (6)).
Lo stesso numero di protocollo sara’ indicato dagli interessati in
tutte le successive istanze concernenti gli esplosivi, unitamente a
quello del certificato «CE del tipo», e dall’Amministrazione, sui
relativi provvedimenti, in modo da semplificare l’attivita’
amministrativa e perfezionare, nel contempo, il sistema di
tracciabilita’ amministrativa degli esplosivi stessi.
Sul portale del Ministero dell’interno, Dipartimento della pubblica
sicurezza – Ufficio per l’Amministrazione Generale, sotto la colonna
servizi e’ presente il collegamento alla pagina dell’Ufficio per gli
affari della polizia amministrativa e sociale, (indirizzo rete
multimediale interna I.P. http://10.249.8.214), alla voce CE DEL TIPO
ove saranno pubblicate, in tempo reale ed in ordine cronologico, le
comunicazioni di cui sopra;
b) esplosivi esclusi dalle disposizioni della direttiva
93/15/CEE.
Fermo quanto previsto dalle norme in materia di importazione,
esportazione e transito di materiali ricompresi nella legge 9 luglio
1990, n. 185 (avente ad oggetto: «Nuove norme sul controllo
dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di
armamento»), continueranno ad essere oggetto di autorizzazione del
Ministro dell’interno l’importazione, l’esportazione ed il
trasferimento degli esplosivi non ricompresi, secondo quanto detto in
premessa, nel campo di applicazione della richiamata direttiva 93/15.
Resta, altresi’, sottoposta alla medesima competenza
l’autorizzazione all’importazione di esplosivi civili marcati CE
provenienti da Paesi esclusi dall’applicazione della direttiva
93/15/CEE. Anche in quest’ultimo caso, l’importatore dovra’
presentare la comunicazione prevista dell’art. 8, comma 7 del decreto
interministeriale n. 272/2002, nei termini sopra riportati.
Per quanto riguarda le campionature di materie riconducibili alle
fattispecie degli esplosivi nuovi o sperimentali, che debbono essere
movimentate o trasferite in ambito UE, per esigenze quali la
sottoposizione a prova degli Organismi notificati, nel richiamare le
specifiche disposizioni previste dall’art. 99 Regolamento di
esecuzione del T.U.L.P.S., si conferma che esse continuano ad essere
assoggettate alle licenze del Ministero dell’interno.
Sono anche escluse le importazioni di esplosivi che siano destinati
ad essere direttamente impiegati («utilizzati») dalle Forze armate e
di polizia dello Stato, ovvero dagli stabilimenti da esse posseduti e
direttamente controllati e gestiti (A.I.D.).
Si fa, pero’, presente che la direttiva 93/15/CEE sugli esplosivi
non puo’ non esplicare i suoi effetti anche con riferimento agli
esplosivi destinati ad essere utilizzati – da aziende private – per
la realizzazione dei materiali contemplati della legge n. 185/1990,
con particolare riferimento alla definizione stessa degli esplosivi
in parola ed al relativo sistema autorizzatorio delle importazioni.
La lettura sistematica degli articoli 1 e 2, commi 3 e 4, lettera
a), della predetta legge n. 185/1990 e della successiva direttiva CEE
(v. art. 1, comma 4 decreto legislativo n. 7/1997), infatti, consente
di affermare che, fermo quanto prescritto dalla soprarichiamata legge
n. 185/1990 in materia di programmi internazionali o in ambito NATO,
le ditte che abbiano ricevuto commesse dalle Forze armate o dalle
Forze di polizia e che debbano importare direttamente dall’estero
materiali esplodenti (ossia: prodotti esplosivi, semilavorati
esplosivi, componenti finiti esplosivi) potranno, alternativamente, o
importare materiali gia’ muniti di marchio CE, che saranno quindi
assoggettati alle prescrizioni ed alle procedure previste dal decreto
legislativo n. 7/1997, o materiali privi di marchio CE. In questo
ultimo caso le ditte (producendo la prevista commessa) dovranno
sempre preventivamente assoggettare i materiali al diverso sistema
del riconoscimento e classificazione disciplinato dal T.U.L.P.S. e
richiedere la licenza d’importazione al Ministro dell’interno.
Devono, dunque, restare sempre sottoposti al controllo diretto
delle Autorita’ di pubblica sicurezza tutti i prodotti esplosivi che,
a qualsiasi titolo, siano introdotti nel territorio nazionale e che,
non essendo destinati ad essere direttamente utilizzati da parte di
militari o di Forze di polizia, siano introdotti nel ciclo produttivo
di un’azienda come parti di ricambio o componenti specifici per la
costruzione di materiale d’armamento, ai sensi del ricordato art. 2,
comma 4, lettera a) legge n. 185/1990;
c) modulistica.
Si richiama l’attenzione sul fatto che, fermo quanto in precedenza
detto, a far data dal 24 ottobre 2004, data di entrata in vigore
della Decisione della Commissione Europea del 15 aprile 2004
(Gazzetta Ufficiale dell’U.E. 24 aprile 2004), per l’autorizzazione
al trasferimento intracomunitario di esplosivi dovra’ utilizzarsi
l’apposito modulo che, anche nella versione bilingue per la provincia
di Bolzano, si allega in copia. Tale documento di accompagnamento
degli esplosivi, rilasciato nel rispetto delle vigenti normative sul
bollo, sara’ utilizzato ordinariamente per le movimentazioni in
ambito UE (allegato 3).
Su di esso (o, ove necessiti, su di un’appendice allegata) potranno
essere riportate le opportune prescrizioni previste
dall’autorizzazione al trasferimento contemplata dalla richiamata
Decisione.
5) – Istanze relative alle munizioni.
Come noto, le munizioni sono sottratte alla disciplina della
Direttiva; tuttavia il decreto legislativo n. 7/1997 precisa (art. 1,
comma 3, lettera c), che ad esse si applicano le previsioni di cui
agli articoli 10, 11 e 12 del medesimo decreto.
Pertanto le istanze intese ad ottenere l’autorizzazione alle
movimentazioni ivi previste devono comunque contenere tutte le
indicazioni richieste dagli articoli 10 e 11 del citato decreto
legislativo ed ogni altra indicazione che, per motivi di sicurezza,
il Prefetto richieda espressamente.
In particolare:
a) per i trasferimenti in ambito U.E.
La movimentazione e’ assoggetta alle disposizioni contenute negli
indicati articoli 10, 11 e 12 del decreto legislativo n. 7/1997,
nonche’ a quanto previsto dalla legge 6 dicembre 1993, n. 509, ad
oggetto «Norme per il controllo sulle munizioni commerciali per uso
civile».
Si ricorda che per le istanze intese ad ottenere l’introduzione nel
territorio italiano di munizioni provenienti da uno Stato membro
dell’U.E. o il trasferimento delle stesse verso un altro Stato
effettuati da soggetti diversi da quelli qualificati come «armaioli»
sono specificamente da acquisire anche le informazioni previste al
comma 3, lettere e) ed f) del predetto art. 11. Si richiama
l’attenzione, inoltre, sulle previsioni della lettera d) del medesimo
comma, nonche’ su quanto disposto dal comma 1 dell’art. 10, in merito
alla verifica dell’avvenuto rilascio dell’autorizzazione da parte
delle competenti autorita’ dello Stato di partenza;
b) importazione da Paese non U.E.
L’importazione continua ad essere assoggettata alla licenza di cui
all’art. 54 T.U.L.P.S.;
c) esportazione verso un Paese non U.E.
Continua ad essere richiesta l’autorizzazione del Prefetto ai sensi
del combinato disposto degli articoli 38 e 93 del Regolamento di
esecuzione del T.U.L.P.S.
Si richiama l’attenzione sulla necessita’ che siano rispettate, per
le munizioni, le disposizioni in materia di esportazioni verso Paesi
soggetti ad embargo o alle misure restrittive del Codice di condotta
europeo, in forza delle quali il rilascio della licenza e’
sottoposto, in ogni caso, al previo nulla osta di questo Ministero;
d) transito verso Paesi extraeuropei.
Nulla e’ mutato in materia di rilascio della licenza di transito
dei materiali esplodenti. L’art. 54, ultimo comma, del T.U.L.P.S., in
particolare, dispone che per il transito degli esplosivi «e’
sufficiente la licenza del Prefetto della provincia per cui i
prodotti entrano nello Stato». Si precisa, ad ogni buon fine, che la
licenza di transito deve essere richiesta anche quando trattasi di
quantitativi o tipologie di materiali il cui trasporto, a mente degli
articoli 97 e 98 del ripetuto regolamento, non e’ assoggettato a
licenza di polizia.
6) – Altre sostanze esplodenti.
Anche se il clorato di potassio, il clorato di bario e il clorato
di sodio gia’ iscritti, come prodotti esplosivi, nell’Allegato A al
Regolamento di esecuzione del T.U.L.P.S. e classificati nella 1ª
categoria, gruppo B, non sono oggi compresi nel nuovo Allegato A,
cosi’ come novellato dal decreto interministeriale n. 272/2002 (art.
19, punto 2), si deve rilevare che essi sono, nondimeno, tuttora
inseriti nell’Allegato B.
In relazione a cio’, sulla scorta del parere dalla Commissione
Consultiva Centrale per il controllo delle armi, per le funzioni
consultive in materia di sostanze esplosive ed infiammabili, espresso
nella seduta del 5 maggio 2004, si precisa che dette sostanze restano
comunque soggette, anche nell’interesse della pubblica incolumita’,
alle prescrizioni concernenti il deposito, giuste le espresse
disposizioni del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e dal
relativo Allegato B del Regolamento di esecuzione.
7) – Disposizioni finali e transitorie.
Gli esplosivi gia’ prodotti o importati nel territorio dello Stato
alla data d’entrata in vigore del decreto interministeriale n.
272/2002, riconosciuti e classificati sulla base delle norme
anteriormente vigenti, possono essere smaltiti, ai sensi dell’art. 21
del predetto Regolamento, entro il 31 dicembre 2005; il loro consumo
e’ pero’ limitato al mercato interno ed all’esportazione verso Paesi
non appartenenti all’Unione europea, ferme restando le relative
autorizzazioni.
Alla scadenza di tale termine le giacenze non smaltite debbono
essere distrutte.
Entro lo stesso termine dovranno essere distrutti gli esplosivi
gia’ esportati verso piattaforme in mare aperto, al fine di essere
ivi impiegati, i quali, se non utilizzati, potranno, per motivi di
sicurezza, essere reimportati dalle stesse piattaforme in Italia
anche se non sono muniti del certificato «CE del tipo», previo nulla
osta di questo Ministero.
In ogni caso, per quanto riguarda le modalita’ dei trasporti di
esplosivi, si richiama quanto disposto dall’Allegato C al Reg.
T.U.L.P.S., cosi’ come modificato dall’art. 17 del decreto
interministeriale n. 272/2002, che richiama, oltre alle citate norme
dell’ADR per i trasporti di merci pericolose su strada, quelle del
RID (via ferrovia), dell’I.C.A.O. (via aerea), dell’IMO (via mare) e
dell’ADNR (acque interne).
In particolare, si richiama, in materia di controlli dei trasporti
su strada, quanto disposto dal paragrafo 1.8.1. e 1.8.2 del citato
decreto 2 settembre 2003 del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti.
Le presenti disposizioni amministrative sono state adottate previo
adempimento degli obblighi di preventiva informazione in ambito
comunitario che concernono le «regole tecniche» (legge 21 giugno
1986, n. 317, e successive modifiche, attuativa delle direttive
98/34/CE e 98/48/CE, anche per gli effetti dell’accordo OTC di cui
alla Decisione 94/800/CE del 22 dicembre 1994) e, per le disposizioni
di salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica, ai sensi
dell’art. 11 della direttiva 93/15/CEE.
Roma, 5 maggio 2005
Il Ministro: Pisanu

Allegato 1

—-> Vedere allegato di pag. 9 in formato zip/pdf

Allegato 2

—-> Vedere allegato da pag. 10 a pag. 17 in formato zip/pdf

Allegato 3
—-> Vedere allegato da pag. 18 a pag. 21 in formato zip/pdf

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