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MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 6 giugno 2005: Modifiche ed integrazioni al decreto ministeriale 18 marzo 1996, recante norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi. (GU n. 150 del 30-6-2005)

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO 6 giugno 2005

Modifiche ed integrazioni al decreto ministeriale 18 marzo 1996,
recante norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli
impianti sportivi.

IL MINISTRO DELL’INTERNO

Visto il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato
con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, ed il relativo regolamento
di esecuzione;
Visto il regio decreto-legge 2 febbraio 1939, n. 302, come
modificato dalla legge 2 aprile 1968, n. 526, e successive
integrazioni, concernente la costruzione dei campi sportivi;
Viste le leggi 27 dicembre 1941, n. 1570, e 13 maggio 1961, n. 469,
recanti nuove norme per l’organizzazione dei servizi antincendi;
Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966, e l’art. 18 della legge
10 agosto 2000, n. 246, concernenti i servizi a pagamento prestati
dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
Vista la legge 1° aprile 1981, n. 121, recante «Nuovo ordinamento
della amministrazione della pubblica sicurezza»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577, recante «Approvazione del regolamento concernente l’espletamento
dei servizi di prevenzione e di vigilanza antincendi»;
Visto il decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, recante
«Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in
occasione di competizioni sportive», convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 aprile 2003, n. 88;
Visto il decreto del Ministro dell’interno in data 18 marzo 1996
recante: «Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli
impianti sportivi», come modificato e integrato dal decreto del
Ministro dell’interno 6 marzo 2001;
Vista la Convenzione europea del 19 agosto 1985 sulla violenza e i
disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive,
segnatamente nelle partite di calcio, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica – serie generale – n. 110 del 13 maggio
2005;
Vista la risoluzione del Consiglio del 6 dicembre 2001, concernente
un manuale di raccomandazioni per la cooperazione internazionale tra
Forze di polizia e misure per prevenire e combattere la violenza e i
disordini in occasione delle partite di calcio di dimensione
internazionale alle quali e’ interessato almeno uno Stato membro,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee C22/1 del
24 gennaio 2002;
Viste le disposizioni indicate nel manuale per l’ottenimento della
licenza UEFA, recepito dalla Federazione italiana giuoco calcio;
Rilevata la necessita’ di apportare modifiche ed integrazioni al
predetto decreto del Ministro dell’interno in data 18 marzo 1996 per
la realizzazione nell’ambito degli impianti sportivi di spazi e
servizi ad uso del pubblico non strettamente funzionali all’attivita’
sportiva e per la gestione della sicurezza degli impianti sportivi
con capienza superiore a 10.000 spettatori, ove si disputano
competizioni relative al gioco del calcio;
Ravvisata l’opportunita’ di emanare un testo coordinato delle norme
di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di impianti sportivi;
Acquisito il parere favorevole del Comitato centrale tecnico
scientifico per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, per gli
aspetti di prevenzione degli incendi;

A d o t t a
il seguente decreto:

Art. 1.
Modifiche ed integrazioni

1. Al decreto del Ministro dell’interno 18 marzo 1996, recante
«Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti
sportivi», sono apportate le modifiche e le integrazioni di cui agli
articoli seguenti.

Art. 2.
Modifiche dell’art. 2

1. All’art. 2 sono apportate le seguenti modifiche:
a) tra le definizioni di «Complesso sportivo» e di «Area di
servizio annessa» e’ inserita la seguente: «Complesso sportivo
multifunzionale»: «Complesso sportivo comprendente spazi destinati ad
altre attivita’, diverse da quella sportiva, caratterizzato da
organicita’ funzionale, strutturale ed impiantistica»;
b) la definizione di «Area di servizio esterna» e’ sostituita
dalla seguente: «Area pubblica o aperta al pubblico, che puo’ essere
annessa, anche temporaneamente, all’impianto o complesso sportivo
mediante recinzione fissa o mobile.».

Art. 3.
Modifica dell’art. 3

1. All’art. 3, comma primo, dopo il punto 6) e’ aggiunto il
seguente: «7) relazione tecnica descrittiva del progetto, redatta con
riferimento al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio
1998, n. 37, e disposizioni collegate, nonche’ alla presente regola
tecnica».

Art. 4.
Modifiche dell’art. 4

1. All’art. 4, sono apportate le seguenti modifiche:
al comma terzo, alla fine, prima del punto, sono aggiunte le
seguenti parole: «, avere visibilita’ sullo spazio riservato agli
spettatori e sullo spazio di attivita’ sportiva, in modo che sia
possibile coordinare gli interventi per la sicurezza delle
manifestazioni.».
2. Dopo il comma ottavo dell’art. 4 e’ aggiunto il seguente:
«Nei complessi sportivi multifunzionali e’ consentita anche
l’ubicazione delle attivita’ di cui ai punti 64, 83, 84, 85, 86, 87,
88, 89, 90, 91, 92 e 95 del decreto del Ministro dell’interno
16 febbraio 1982, sia all’esterno del volume degli impianti che
all’interno. In questo ultimo caso si applicano le condizioni
stabilite ai precedenti commi quarto e quinto e quelle ulteriori di
seguito indicate:
a) i locali commerciali di esposizione e vendita devono essere
protetti da impianti di spegnimento automatico e di rivelazione di
fumo, nonche’ dotati di aerazione naturale in ragione di almeno 1/30
della relativa superficie in pianta, diffusa in maniera uniforme onde
evitare zone con ventilazione ridotta o impedita;
b) il carico d’incendio degli esercizi commerciali deve essere
limitato a 30 kg/mq di legna standard equivalente;
c) le superfici di aerazione naturale delle attivita’ diverse da
quella sportiva non devono sfociare in zone con presenza di persone
e, comunque, devono essere ubicate in modo da evitare che possano
determinare rischio per il pubblico e pregiudizio al complesso
sportivo. Qualora detto requisito non fosse perseguibile, potra’
procedersi alla compensazione mediante la realizzazione di sistemi di
estrazione di fumo e calore di tipo meccanico, di caratteristiche
idonee a soddisfare le seguenti specifiche tecniche:
1) portata ordinaria di esercizio idonea a garantire almeno 3
ricambi orari dell’intero volume, incrementabile automaticamente a 9
ricambi orari in caso di emergenza, previo asservimento ad impianto
di rivelazione di fumo, nonche’ a dispositivo di azionamento manuale;
2) resistenza al fuoco della componentistica e delle
alimentazioni elettriche almeno fino a 400 °C;
3) separazione delle condotte aerotermiche di mandata e ripresa
rispetto ad altri locali, di caratteristiche di resistenza al fuoco
non inferiore a REI 120;
4) funzionamento coordinato con il pertinente impianto di
rivelazione di fumo e con quello di spegnimento automatico;
5) alimentazione di emergenza per almeno 60′ in caso di
mancanza dell’energia elettrica ordinaria;
6) sfogo delle condotte aerotermiche di estrazione fumo in area
esterna, in posizione tale da non determinare rischio per il
pubblico;
d) gli accessi, le uscite, il sistema di vie d’uscita ed i
servizi relativi ad ogni attivita’ devono essere, in caso di
concomitanza di esercizio dell’impianto sportivo, tra loro
funzionalmente indipendenti e separati.».

Art. 5.
Modifica dell’art. 5

1. L’art. 5, comma primo, terzo periodo, e’ sostituito dal
seguente:
«La delimitazione dell’area di servizio deve essere distanziata
almeno 6,00 metri dal perimetro dell’impianto e tale da consentire
agevolmente il deflusso in sicurezza, nonche’ avere varchi di
larghezza equivalente a quella delle uscite dall’impianto tenuto
conto delle diverse capacita’ di deflusso tra le uscite sulla
delimitazione esterna e quelle dallo stesso impianto; per le
caratteristiche tecniche di tale delimitazione, si rimanda alla norma
UNI 10121 EN o equivalenti; tutti i varchi devono essere mantenuti
sgombri da ostacoli al regolare deflusso del pubblico.».

Art. 6.
Sistemi di separazione

1. Dopo l’art. 6 e’ inserito il seguente:
«Art. 6-bis (Sistemi di separazione tra zona spettatori e zona
attivita’ sportiva). – 1. La separazione tra la zona spettatori e la
zona attivita’ sportiva e’ realizzata dalle societa’ utilizzatrici
dell’impianto, in accordo con i proprietari dello stesso, attraverso:
a) l’installazione di un parapetto di altezza pari a metri 1,10,
misurata dal piano di imposta, conforme alle norme UNI 10121-2 o
equivalenti e realizzato in materiale incombustibile;
b) la realizzazione di un fossato, con pareti e fondo a
superficie piana, di profondita’ non minore di 2,50 metri rispetto al
piano di calpestio del pubblico e larghezza non minore di 2,50 metri.
Il fossato deve essere protetto verso la zona spettatori e verso lo
spazio di attivita’ sportiva da idonei parapetti aventi altezza non
minore di 1,10 metri misurata dal piano di calpestio e di
caratteristiche conformi alla norma UNI 10121-2 o…

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