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MINISTERO DELL’INTERNO

MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 28 aprile 2005: Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili liquidi. (GU n. 116 del 20-5-2005)

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO 28 aprile 2005

Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la
progettazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti termici
alimentati da combustibili liquidi.

IL MINISTRO DELL’INTERNO

Vista la legge 13 maggio 1961, n. 469, concernente l’ordinamento
dei servizi antincendi e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966, concernente la disciplina
delle tariffe, delle modalita’ di pagamento e dei compensi al
personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per i servizi a
pagamento;
Vista la legge 13 luglio 1966, n. 615, recante: «Provvedimenti
contro l’inquinamento atmosferico, limitatamente al settore degli
impianti termici»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1970,
n. 1391, di approvazione del regolamento di esecuzione della legge
13 luglio 1966, n. 615;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577, recante l’approvazione del regolamento concernente
l’espletamento dei servizi di prevenzione e di vigilanza antincendi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998,
n. 37, recante l’approvazione del regolamento concernente i
procedimenti relativi alla prevenzione incendi;
Visto il progetto di regola tecnica elaborato dal Comitato centrale
tecnico scientifico per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577,
modificato dall’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica
10 giugno 2004, n. 200;
Rilevata la necessita’ di aggiornare le disposizioni di sicurezza
antincendio per gli impianti termici alimentati da combustibili
liquidi;
Espletata la procedura di informazione ai sensi della direttiva
98/34/CE, come modificata dalla direttiva 98/48/CE;
Decreta:

Art. 1.
Campo di applicazione

1. Il presente decreto ha per scopo l’emanazione di disposizioni di
prevenzione incendi riguardanti la progettazione, la costruzione e
l’esercizio dei sottoelencati impianti termici di portata termica
complessiva maggiore di 35 kW (convenzionalmente tale valore e’
assunto corrispondente al valore di 30.000 kcal/h indicato nelle
precedenti disposizioni), alimentati da combustibili liquidi:
a) climatizzazione di edifici e ambienti;
b) produzione centralizzata di acqua calda, acqua surriscaldata
e/o vapore;
c) forni da pane e altri laboratori artigiani;
d) lavaggio biancheria e sterilizzazione;
e) cucine e lavaggio stoviglie.
2. Sono esclusi dal campo di applicazione gli impianti realizzati
specificatamente per essere inseriti in cicli di lavorazione
industriale e gli inceneritori.
3. Non sono oggetto del presente decreto le attrezzature a
pressione e gli insiemi disciplinati dal decreto legislativo,
25 febbraio 2000, n. 93 (pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 91 del 18 aprile
2000), di attuazione della direttiva 97/23/CE.
4. Piu’ apparecchi termici installati nello stesso locale o in
locali direttamente comunicanti, sono considerati come facenti parte
di un unico impianto, di portata termica pari alla somma delle
portate termiche dei singoli apparecchi. All’interno di una singola
unita’ immobiliare adibita ad uso abitativo, ai fini del calcolo
della portata termica complessiva, non concorrono gli apparecchi
domestici di portata termica singola non superiore a 35 kW quali gli
apparecchi di cottura alimenti, le stufe, i caminetti, i radiatori
individuali, gli scaldacqua unifamiliari, gli scaldabagno e le
lavabiancheria.
5. Le disposizioni del presente decreto si applicano agli impianti
di nuova realizzazione.

Art. 2.
Disposizioni per gli impianti esistenti

1. Agli impianti esistenti alla data di entrata in vigore del
presente decreto e di portata termica superiore a 116 kW
(convenzionalmente tale valore e’ assunto corrispondente al valore di
100.000 kcal/h indicato nelle precedenti disposizioni), purche’
approvati o autorizzati dai competenti organi del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco, in base alla previgente normativa, non e’ richiesto
alcun adeguamento, anche nel caso di aumento di portata termica,
purche’ non superiore al 20% di quella gia’ approvata od autorizzata
e purche’ realizzata una sola volta. In ogni caso successivi aumenti
della portata termica realizzati negli impianti di cui sopra
richiedono l’adeguamento alle disposizioni del presente decreto.
2. Gli impianti esistenti in possesso del nullaosta provvisorio di
cui alla legge 7 dicembre 1984, n. 818 (pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 338 del 10 dicembre 1984),
sono adeguati alle presenti disposizioni entro tre anni dall’entrata
in vigore del presente decreto con l’esclusione dei requisiti di
ubicazione, di accesso e di aerazione dei locali per i quali puo’
essere applicata la previgente normativa.
3. Agli impianti esistenti alla data di entrata in vigore del
presente decreto e di portata termica non superiore a 116 kW, purche’
realizzati in conformita’ alla previgente normativa, non e’ richiesto
alcun adeguamento, anche nel caso di aumento di portata termica tale
da non comportare il superamento di 116 kW.

Art. 3.
Obiettivi

1. Ai fini della prevenzione degli incendi ed allo scopo di
raggiungere i primari obiettivi di sicurezza relativi alla
salvaguardia delle persone, dei beni e dei soccorritori, gli impianti
di cui all’art. 1 sono realizzati in modo da:
evitare la fuoriuscita accidentale di combustibile;
evitare, nel caso di fuoriuscita accidentale di combustibile,
spandimenti in locali diversi da quello di installazione;
limitare, in caso di incendio, danni alle persone;
limitare, in caso di incendio, danni ai locali vicini a quelli
contenenti gli impianti;
consentire ai soccorritori di operare in condizioni di sicurezza.

Art. 4.
Disposizioni tecniche

1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi riportati al
precedente art. 3, e’ approvata la regola tecnica di prevenzione
incendi allegata al presente decreto.

Art. 5.
Sicurezza degli apparecchi e dei relativi dispositivi

1. Ai fini della salvaguardia della sicurezza antincendio, gli
apparecchi e i relativi dispositivi di sicurezza, regolazione e
controllo, sono costruiti secondo la legislazione vigente e le norme
di buona tecnica.

Art. 6.
Commercializzazione CE

1. I prodotti provenienti da uno degli Stati membri dell’Unione
europea o dalla Turchia, ovvero da uno degli Stati aderenti
all’Associazione europea di libero scambio (EFTA), firmatari
dell’accordo SEE, legalmente riconosciuti sulla base di norme o
regole tecniche applicate in tali Stati che permettono di garantire
un livello di protezione, ai fini della sicurezza antincendio,
equivalente a quello perseguito dalla presente regolamentazione,
possono essere impiegati nel campo di applicazione disciplinato dal
presente decreto.

Art. 7.
Disposizioni finali

1. Sono abrogate tutte le precedenti disposizioni di prevenzione
incendi impartite in materia dal Ministero dell’interno, fatto salvo
quanto previsto all’art. 2 per gli impianti esistenti.
Il presente decreto entra in vigore il sessantesimo giorno
successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.
Roma, 28 aprile 2005
Il Ministro: Pisanu

Allegato

REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LA PROGETTAZIONE, LA
COSTRUZIONE E L’ESERCIZIO DI IMPIANTI TERMICI ALIMENTATI DA
COMBUSTIBILI LIQUIDI

TITOLO I

Generalita’

1.1 Termini, definizioni e tolleranze dimensionali.
1. Ai fini delle presenti disposizioni si applicano i termini, le
definizioni e le tolleranze dimensionali approvati con il decreto
ministeriale 30 novembre 1983 (Gazzetta Ufficiale n. 339 del
12 dicembre 1983). Inoltre, si definisce:
a) apparecchio: l’insieme costituito da un generatore di calore
e relativo/i bruciatore/i;
b) camino: condotto subverticale avente lo scopo di disperdere,
a conveniente altezza dal suolo, i prodotti della combustione,
realizzato con materiali incombustibili, impermeabili ai gas,
resistenti ai fumi ed al calore e tali, in ogni caso, da garantire
che la temperatura della superficie esterna non costituisca elemento
di pericolo per gli ambienti e le strutture attraversate;
c) canale da fumo: condotto di raccordo posto tra l’uscita dei
fumi dall’apparecchio ed il camino, rispondente ai medesimi requisiti
costruttivi previsti per il camino;
d) capacita’ di un serbatoio: volume geometrico interno del
serbatoio;
e) condotte aerotermiche: condotte per il trasporto di aria
trattata e/o per la ripresa dell’aria dagli ambienti serviti e/o
dell’aria esterna da un generatore d’aria calda;
f) condotte di adduzione del combustibile liquido: insieme di
tubazioni rigide e flessibili, curve, raccord…

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