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MINISTERO DELL’INTERNO

MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 10 giugno 2003, n.217: Regolamento concernente la definizione dei parametri obiettivi, validi per il triennio 2001-2003, ai fini dell'accertamento della condizione di ente strutturalmente deficitario, ai sensi dell'articolo 242 del Testo unico sull'ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 67. (GU n. 188 del 14-8-2003)

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO 10 giugno 2003, n.217

Regolamento concernente la definizione dei parametri obiettivi,
validi per il triennio 2001-2003, ai fini dell’accertamento della
condizione di ente strutturalmente deficitario, ai sensi
dell’articolo 242 del Testo unico sull’ordinamento degli enti locali,
approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 67.

IL MINISTRO DELL’INTERNO

Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l’articolo 242, comma 1, del testo unico delle leggi
sull’ordinamento degli enti locali, approvato con il decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il quale prevede che sono da
considerarsi in condizioni strutturalmente deficitarie gli enti
locali che presentano gravi e incontrovertibili condizioni di
squilibrio, rilevabili da una apposita tabella da allegare al
certificato di rendiconto di gestione, contenente parametri obiettivi
dei quali almeno la meta’ presentino valori deficitari. Il
certificato e’ quello relativo al rendiconto della gestione del
penultimo esercizio precedente quello di riferimento;
Visto l’articolo 242, comma 2, del citato testo unico il quale
prevede che con decreto del Ministro dell’interno, sentita la
Conferenza Stato-citta’ e autonomie locali, da emanare entro
settembre e da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, sono fissati per
il triennio successivo i parametri obiettivi, determinati con
riferimento a un calcolo di normalita’ dei dati dei rendiconti
dell’ultimo triennio disponibile, nonche’ le modalita’ per la
compilazione della tabella di cui al comma 1;
Considerato che le norme sopra richiamate, si applicano a comuni,
province e comunita’ montane;
Considerato che, ai sensi dell’articolo 243, comma 1, del citato
testo unico, gli enti locali strutturalmente deficitari, individuati
ai sensi dell’articolo 242, sono soggetti al controllo centrale sulle
dotazioni organiche e sulle assunzioni di personale da parte della
Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali. Il
controllo e’ esercitato prioritariamente in relazione alla verifica
sulle compatibilita’ finanziarie;
Sentite l’A.N.C.I., l’U.P.I., e l’U.N.C.E.M.;
Sentita la Conferenza Stato-citta’ e autonomie locali;
Visto il parere reso dalla Sezione consultiva per gli atti
normativi del Consiglio di Stato nell’adunanza del 18 aprile 2003;
Vista la comunicazione effettuata al Presidente del Consiglio dei
Ministri, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400;

Adotta

il seguente regolamento:

Art. 1.
Definizione dei parametri obiettivi per le province

1. I parametri obiettivi da considerare per il triennio 2001/2003
ai fini dell’accertamento per le province della condizione di ente
locale strutturalmente deficitario sono i seguenti:
a) disavanzo di amministrazione complessivo superiore al 5 per
cento delle spese desumibili dai titoli I e III della spesa, con
esclusione del rimborso di anticipazioni di cassa;
b) residui attivi di fine esercizio provenienti dalla gestione di
competenza, desumibili dai titoli I, II e III delle entrate correnti
superiori al 15 per cento delle entrate correnti; nel computo dei
residui attivi sono esclusi quelli relativi ai trasferimenti
erariali;
c) residui passivi di fine esercizio provenienti dalla gestione
di competenza delle spese correnti, desumibili dal titolo I,
superiori al 37 per cento delle spese di cui al titolo I;
d) esistenza di procedimenti di esecuzione forzata nei confronti
dell’ente per i quali non sia stata proposta opposizione giudiziale
nelle forme consentite dalla legge;
e) presenza di debiti fuori bilancio riconosciuti ai sensi
dell’articolo 194 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli
enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, per i quali non siano state reperite le necessarie fonti di
finanziamento;
f) volume complessivo delle spese per il personale, a qualunque
titolo in servizio, superiore al 45 per cento delle spese correnti
desumibili dal titolo I; non concorrono al calcolo del volume
complessivo delle spese di personale quelle finanziate con entrate a
specifica destinazione da parte della regione o di altri enti
pubblici;
g) importo complessivo degli interessi passivi sui mutui
superiore al 13 per cento delle entrate correnti desumibili dai
titoli I, II e III delle entrate correnti.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– Si riporta il comma 3 dell’art. 17 della legge 23
agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri):
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.».
– Si riporta il testo degli articoli 242 e 243, comma 1
del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico
delle leggi sull’ordinamento degli enti locali):
«Art. 242 (Individuazione degli enti locali
strutturalmente deficitari e relativi controlli). – 1. Sono
da considerarsi in condizioni strutturalmente deficitarie
gli enti locali che presentano gravi ed incontrovertibili
condizioni di squilibrio, rilevabili da un’apposita
tabella, da allegare al certificato sul rendiconto della
gestione, contenente parametri obiettivi dei quali almeno
la meta’ presentino valori deficitari. Il certificato e’
quello relativo al rendiconto della gestione del penultimo
esercizio precedente quello di riferimento.
2. Con decreto del Ministro dell’interno, sentita la
Conferenza Stato-citta’ e autonomie locali, da emanare
entro settembre e da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale,
sono fissati per il triennio successivo i parametri
obiettivi, determinati con riferimento ad un cacolo di
normalita’ dei dati di rendiconti dell’ultimo triennio
disponibile, nonche’ le modalita’ per la compilazione della
tabella di cui al comma 1.
3. Le norme di cui al presente capo si applicano a
comuni, province e comunita’ montane.».
«Art. 243 (Controlli per gli enti locali
strutturalmente deficitari, enti locali dissestati ed altri
enti). – 1. Gli enti locali strutturalmente deficitari,
individuati ai sensi dell’art. 242, sono soggetti al
controllo centrale sulle dotazioni organiche e sulle
assunzioni di personale da parte della Commissione per la
finanza e gli organici degli enti locali. Il controllo e’
esercitato prioritariamente in relazione alla verifica
sulla compatibilita’ finanziaria.».
Nota all’art. 1:
– Si riporta il testo dell’art. 194 del citato decreto
legislativo n. 267 del 2000:
«Art. 194 (Riconoscimento di legittimita’ di debiti
fuori bilancio). – 1. Con deliberazione consiliare di cui
all’art. 193, comma 2, o con diversa periodicita’ stabilita
dai regolamenti di contabilita’, gli enti locali
riconoscono la legittimita’ dei debiti fuori bilancio
derivanti da:
a) sentenze esecutive;
b) copertura di disavanzi di consorzi, di aziende
speciali e di istituzioni, nei limiti degli obblighi
derivanti da statuto, convenzione o atti costitutivi,
purche’ sia stato rispettato l’obbligo di pareggio del
bilancio di cui all’art. 114 ed il disavanzo derivi da
fatti di gestione;
c) ricapitalizzazione, nei limiti e nelle forme
previste dal codice civile o da norme speciali, di societa’
di capitali costituite per l’esercizio di servizi pubblici
locali;
d) procedure espropriative o di occupazione d’urgenza
per opere di pubblica utilita’;
e) acquisizione di beni e servizi, in violazione
degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’art. 191, nei
limiti degli accertati e dimostrati utilita’ ed
arricchimento per l’ente, nell’ambito dell’espletamento di
pubbliche funzioni e servizi di competenza.
2. Per il pagamento l’ente puo’ provvedere anche
mediante un piano di rateizzazione, della durata di tre
anni finanziari compreso quello in corso, convenuto con i
creditori.
3. Per il finanziamento delle spese suddette, ove non
possa documentalmente provvedersi a norma dell’art. 193,
comma 3, l’ente locale puo’ far ricorso a mutui ai sensi
degli articoli 202 e seguenti. Nella relativa deliberazione
consiliare viene dettagliatamente motivata l’impossibilita’
di utilizzare altre risorse.».

Art. 2.
Definizione dei parametri obiettivi per i comuni

1. I parametri obiettivi da considerare per il triennio 2001-2003
ai fini dell’accertamento per i comuni della condizione di ente
locale strutturalmente deficitario sono i seguenti:
a) disavanzo di amministrazione complessivo superiore al 5 per
cento delle spese desumibili dai titoli I e III della spesa, con
esclusione del rimborso di anticipazioni di cassa;
b) residui attivi di fine esercizio provenienti dalla gestione di
competenza, desumibili dai titoli I, II e III delle entrate correnti
superiori al 21 per cento delle entrate correnti; nel computo dei
residui attivi sono esclusi quelli relativi all’imposta comunale
sugli immobili ed ai trasferimenti erariali;
c) residui passivi di fine esercizio provenienti dalla gestione
di competenza delle spese correnti, desumibili dal titolo I,
superiori al 27 per cento delle spese di cui al titolo I;
d) esistenza di procedimenti di esecuzione forzata nei confronti
dell’ente per i quali non sia stata proposta opposizione giudiziale
nelle forme consentite dalla legge;
e) presenza di debiti fuori bilancio riconosciuti ai sensi
dell’articolo 194 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli
enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, per i quali non siano state reperite le necessarie fonti di
finanziamento;
f) volume complessivo delle entrate proprie, desumibili dai
titoli I e III, rapportato al volume complessivo delle entrate
correnti di cui alla lettera b), inferiore al 27 per cento per i
comuni sino a 2.999 abitanti, inferiore al 35 per cento per i comuni
da 3.000 a 59.999 abitanti, inferiore al 37 per cento per i comuni da
60.000 a 250.000 abitanti, inferiore al 32 per cento per i comuni con
oltre 250.000 abitanti;
g) volume complessivo delle spese per il personale a qualunque
titolo in servizio, rapportato al volume complessivo delle spese
correnti desumibili dal titolo I, superiore al 48 per cento per i
comuni sino a 2.999 abitanti, superiore al 46 per cento per i comuni
da 3.000 a 59.999 abitanti, superiore al 41 per cento per i comuni da
60.000 a 250.000 abitanti, superiore al 44 per cento per i comuni con
oltre 250.000 abitanti; non concorrono al calcolo del volume
complessivo delle spese di personale quelle finanziate con entrate a
specifica destinazione da parte della regione o di altri enti
pubblici;
h) importo complessivo degli interessi passivi sui mutui
superiore al 12 per cento delle entrate correnti desumibili dai
titoli I, II e III.

Nota all’art. 2:
– Per il testo dell’art. 194 del decreto legislativo n.
267 del 2000, si veda la nota all’art. 1.

Art. 3.
Definizione dei parametri obiettivi per le comunita’ montane

1. I parametri obiettivi da considerare per il triennio 2001-2003
ai fini dell’accertamento per le comunita’ montane della condizione
di ente locale strutturalmente deficitario sono i seguenti:
a) disavanzo di amministrazione complessivo superiore al 5 per
cento delle spese desumibili dai titoli I e III della spesa, con
esclusione del rimborso di anticipazioni di cassa;
b) residui attivi di fine esercizio provenienti dalla gestione di
competenza superiori al 37 per cento delle entrate correnti,
desumibili dai titoli I e II delle entrate correnti; nel computo dei
residui attivi sono esclusi quelli relativi ai trasferimenti
erariali;
c) residui passivi di fine esercizio provenienti dalla gestione
di competenza delle spese correnti, desumibili dal titolo I,
superiori al 39 per cento delle spese di cui al titolo I;
d) esistenza di procedimenti di esecuzione forzata nei confronti
dell’ente per i quali non sia stata proposta opposizione giudiziale
nelle forme consentite dalla legge;
e) presenza di debiti fuori bilancio riconosciuti ai sensi
dell’articolo 194 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli
enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, per i quali non siano state reperite le necessarie fonti di
finanziamento;
f) volume complessivo delle spese per il personale, a qualunque
titolo in servizio, superiore al 57 per cento delle spese correnti
desumibili dal titolo I; non concorrono al calcolo del volume
complessivo delle spese di personale quelle finanziate con entrate a
specifica destinazione da parte della regione o di altri enti
pubblici;
g) importo complessivo degli interessi passivi sui mutui
superiore all’8 per cento delle entrate correnti desumibili dai
titoli I e II.

Nota all’art. 3:
– Per il testo dell’art. 194 del decreto legislativo n.
267 del 2000, si veda la nota all’art. 1.

Art. 4.
Modalita’ per la compilazione della tabella dei parametri

1. Ai fini della compilazione delle tabelle allegate al presente
decreto, che contengono i parametri definiti negli articoli 1, 2 e 3,
i comuni, le province e le comunita’ montane utilizzano i dati del
relativo rendiconto approvato.
2. Ai fini della definizione del valore dei parametri, per entrate
si intende il valore relativo agli accertamenti definitivi della
gestione di competenza e per spese il valore relativo agli impegni
definitivi della gestione di competenza.
3. La tabella, del formato di cm 21 imes 29,7, deve essere
redatta in ogni sua parte, senza aggiunte od omissioni, mediante
macchina da scrivere o mezzo equivalente. La tabella e’ sottoscritta
dal responsabile del servizio finanziario.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 10 giugno 2003
p. Il Ministro: D’AlI’

Visto, il Guardasigilli: Castelli

Registrato alla Corte dei conti il 30 luglio 2003
Ministeri istituzionali, registro n. 9, foglio n. 189

Allegato A

CERTIFICAZIONE DEI PARAMETRI OBIETTIVI PER LE PROVINCE AI FINI
DELL’ACCERTAMENTO DELLA CONDIZIONE DI ENTE STRUTTURALMENTE
DEFICITARIO PER IL TRIENNIO 2001-2003

—-> vedere allegato a pag. 6 della G.U. in formato zip/pdf

Allegato B

CERTIFICAZIONE DEI PARAMETRI OBIETTIVI PER I COMUNI AI FINI
DELL’ACCERTAMENTO DELLA CONDIZIONE DI ENTE STRUTTURALMENTE
DEFICITARIO PER IL TRIENNIO 2001-2003

—-> vedere allegato a pag. 7 della G.U. in formato zip/pdf

Allegato C

CERTIFICAZIONE DEI PARAMETRI OBIETTIVI PER LE COMUNITA’ MONTANE AI
FINI DELL’ACCERTAMENTO DELLA CONDIZIONE DI ENTE STRUTTURALMENTE
DEFICITARIO PER IL TRIENNIO 2001-2003

—-> vedere allegato a pag. 8 della G.U. in formato zip/pdf

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