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Ministero dell'interno - Servizio di vigilanza nei locali di pubblico spettacolo.

Lettera circolare 04/12/1991 n. 9790/4118
TESTO
Come sempre accade
nella sede di avvio operativo di nuove normative o disposizioni, anche
per il ripristino dell’obbligo della vigilanza, si delineano
situazioni oggettivamente suscettibili di diversa valutazione ed
interpretazione, che pongono la necessità di successivi
approfondimenti o chiarimenti, che questa Direzione si riserva di
esaminare non appena in possesso dei necessari elementi informativi,
che scaturiscono dall’avvio del servizio stesso. In tale prospettiva
sono già stati invitati gli Ispettori Regionali e Interregionali VV.F.
ad assumere iniziative volte ad agevolare le procedure necessarie per
rendere quanto più possibile immediata l’attuazione del servizio,
seppure con la gradualità e ponderazione opportune in una fase di
avvio, ribadendo che le indicazioni fornite con le richiamate
circolari sull’entità del servizio erano di puro indirizzo. Si pone in
rilievo infatti che l’art.2 della legge 26-7-1965 n. 966 – che
sancisce l’obbligo per enti e privati di richiedere il servizio di
vigilanza – stabilisce che il servizio deve essere richiesto “nei
limiti e in conformità delle prescrizioni formulate dalle Commissioni
Provinciali previste dall’art. 11 del regolamento per l’esecuzione del
T.U.L.P.S., approvato con regio decreto 6-5-1940, n. 635”. Non vi è
dubbio quindi che le determinazioni in merito alla necessità e
all’entità del servizio di vigilanza rientrano nelle esclusive
competenze delle Commissioni Provinciali, che le assumono in base alle
valutazioni sulle caratteristiche dei singoli locali, peculiarità
delle manifestazioni da svolgersi nel locale, livello di rischio
ipotizzabile, sistemi di protezione attiva e passiva esistenti, e che
nessun altro tipo di valutazione o interesse può prevalere su queste.
Ai Comandanti provinciali dei Vigili del Fuoco, spetta – oltre
all’apporto tecnico da dare nelle valutazioni di cui sopra nelle vesti
di componenti delle Commissioni stesse – l’organizzazione funzionale e
tecnica del servizio. Giungono in proposito a questa Direzione notizie
che fanno presumere che non sempre gli indirizzi seguiti siano quelli
dianzi indicati, soprattutto per quanto riguarda i criteri valutativi,
tanto da essere documentate situazioni in cui le determinazioni
recentemente assunte dalle Commissioni contraddicono determinazioni
precedenti per gli stessi locali e per le stesse situazioni, con il
risultato di togliere credibilità al servizio, la cui importanza
invece non può essere messa in discussione. In relazione a quanto
sopra le SS.LL. sono vivamente pregate di voler con ogni tempestività,
nella loro veste di Presidenti, attivare le Commissioni, per la
sollecita assunzione delle deliberazioni di competenza, fornendo nel
contempo i necessari indirizzi. Si coglie l’occasione per
rappresentare che fra i quesiti ricorrenti da parte dei Comandi
Provinciali dei Vigili del Fuoco vi è quello della possibilità di
espletare il servizio di vigilanza in attività che sono in esercizio
pur in assenza di un definitivo parere positivo della Commissione
Provinciale di Vigilanza. In proposito va ribadito che, ai sensi
dell’art. 2 della legge 966/1965, per attivare il servizio non può
prescindersi dalla pronuncia della Commissione in questione.
Ricordando, comunque, che il servizio di vigilanza deve intendersi
come complementare alla rispondenza dei locali alle condizioni di
sicurezza e prevenzione, e non mai come sostitutivo, risulterebbe
quantomeno contraddittorio, l’effettuazione, in via ordinaria, di
prescrizioni elative al servizio di vigilanza, in assenza di una
positiva valutazione delle condizioni di sicurezza. In tale ultima
condizione di conseguenza si concreta la condizione per l’inosservanza
a quanto disposto al primo capoverso del soprarichiamato art. 2 della
legge 966/1965 e per l’applicazione di quanto previsto all’ultimo
capoverso dell’articolo stesso relativamente alla possibilità di
disporre la sospensione della licenza di esercizio. Un diverso stato
può peraltro configurarsi quando la situazione assuma un carattere non
di ordinarietà, ma di eccezionalità, e sia temporalmente contenuta. In
tal caso la Commissione Provinciale di Vigilanza può valutare la
possibilità di raggiungere adeguate condizioni di sicurezza per
consentire l’esercizio in termini temporali definiti attraverso una
limitazione delle condizioni di esercizio e l’attivazione di un
servizio di vigilanza proporzionato alla situazione e specificamente
organizzato.

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