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Ministero dell'interno - Normative di prevenzione incendi da applicarsi nell'ambito di comunità religiose.

Circolare 26/05/1985 n. 11501/4143
Ministero dell’interno – Normative
di prevenzione incendi da applicarsi nell’ambito di comunità
religiose.

TESTO

Sono pervenute da alcuni Comandi Provinciali dei
Vigili del fuoco e da comunità religiose interessate al problema
quesiti riguardanti le norme di prevenzione incendi da applicarsi
nell’ambito delle comunità suddette.
A tale riguardo si precisa
che:
Per le comunità religiose non è direttamente ravvisabile una
caratterizzazione ad hoc sotto il profilo antincendi e, infatti, il
decreto interministeriale 16-2-1982, recante l’elenco delle attività
soggette al controllo di prevenzione incendi, non prevede una voce
specifica in tal senso.
Comunità del tipo accennato riuniscono, di
norma, persone che vivono per scopi religiosi in uno stesso
fabbricato, permanentemente residenti negli stessi ambienti con
comportamenti umani, densità di affollamento e situazione dei luoghi
in generale molto simili a quanto si verifica nell’ambito di un comune
fabbricato di civile abitazione.
Premesso tale asserto di validità
generale, le comunità religiose rientrano negli obblighi dell’attuale
normativa di prevenzione incendi in tutti quei casi in cui, da parte e
nell’ambito della comunità, siano esercite attività specifiche che,
come tali, rientrano fra quelle contemplate nell’elenco allegato al
predetto decreto 16-2-1982.
A titolo esemplificativo l’obbligo di
osservanza delle norme di prevenzione incendi sussiste ove,
nell’ambito della comunità religiosa, siano operanti scuole con più di
100 persone presenti, posti letto in numero maggiore di 25 utilizzati
come albergo, pensione, dormitorio e simili ovvero come ospedale, casa
di cura e simili, locali di spettacolo o trattenimento con capienza
superiore a 100 posti, depositi di merci pericolose nonché impianti
tecnologici e servizi (centrali termiche o di condizionamento,
autorimesse, ecc.) aventi caratteristiche tali da rientrare tra le
attività pure soggette al controllo di prevenzione incendi.
In
conclusione, per le comunità religiose, in quanto tali, non si ravvisa
alcuna necessità di prevedere una normativa specifica di prevenzione
incendi, essendo estranea al problema la particolare qualificazione di
chi esplica l’attività soggetta.

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