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Ministero dell'interno - Attività di spettacolo e trattenimento nei locali dei circoli privati. Attribuzione del carattere privato o pubblico del locale.

Lettera circolare 19/05/1984 n. 1015506/13500
Ministero dell’interno –
Attività di spettacolo e trattenimentonei locali dei circoli privati.
Attribuzione del carattere privato o pubblico del locale.

TESTO

Da
più parti, negli ultimi tempi, è stata richiamata l’attenzione di
questo Ministero sul crescente fenomeno di circoli o clubs privati
svolgenti un’attività i cui caratteri sono tali da farla assimilare
agli spettacoli ed ai trattenimenti pubblici, per i quali, com’è noto,
è prescritto il rilascio di specifiche autorizzazioni di
polizia.
Nella mancanza di un’espressa disciplina legislativa che
definisca i connotati dei circoli privati, la questione della loro
caratterizzazione, già affrontata da questo Ministero con la
precedente circolare n.104660/13500 del 12-10-1976, si presenta di non
facile soluzione. Da un canto vi è infatti la necessità di
salvaguardare i diritti di riunione e di associazione riconosciuti a
tutti i cittadini dalla Costituzione, mentre, per altro verso, si
impone l’obbligo di far rispettare le norme poste a tutela dell’ordine
pubblico, della sicurezza e della incolumità pubblica nei casi non
infrequenti in cui venga a rilievo che i trattenimenti o gli
spettacoli svolgentisi in circoli asseriti come “privati” siano in
effetti destinati al pubblico, ossia a chiunque abbia interesse ad
assistervi.
Ai fini dell’attribuzione del carattere “privato” o
“pubblico” del locale, sembra opportuno richiamare in limite il
principio ricavato dalla sentenza della Corte Costituzionale n.56 del
9-4-1970, secondo cui ad un determinato locale va in genere attribuito
il carattere di locale “pubblico” quando si accerti, con un giudizio
sintetico e induttivo, che in esso si svolga un’attività
professionalmente organizzata a scopo di lucro, diretta allo scambio o
alla produzione di beni o servizi. Deve trattarsi, in altri termini,
di attività svolta da un imprenditore, inteso nei sensi di cui agli
articoli 2082 e 2083 del Codice Civile.
In correlazione al suesposto
principio, la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione ha
enucleato parametri più analitici e riferimenti sintomatici più
concreti, sulla scorta dei quali devono ritenersi assoggettabili alla
normativa sugli spettacoli e trattenimenti pubblici i locali che,
ancorché asseriti come privati, presentino i seguenti elementi:
a)
pagamento del biglietto d’ingresso effettuato volta per volta anche da
non soci o rilascio, senza alcuna formalità particolare, di tessere
associative a chiunque acquisti il biglietto stesso;
b) pubblicità
degli spettacoli o dei trattenimenti, a mezzo di giornali, manifesti,
ecc., destinati all’acquisto o alla visione della generalità dei
cittadini;
c) complessità del locale dove si svolge l’attività, nel
senso che appaia trattarsi di struttura avente caratteristiche tali da
essere impiegata in attività di natura palesemente imprenditoriale;
d)
rilevante numero delle persone che accedono ai locali del circolo. A
questo riguardo si ritiene possa farsi riferimento al criterio
previsto dal D.M. 16-2-1982 che impone l’obbligo della certificazione
antincendi per i locali di spettacolo e trattenimento in genere, con
capienza superiore a 100 posti.
Ne consegue che ove ricorrano le
circostanze succitate, i circoli privati che intendano svolgere
rappresentazioni dovranno munirsi di licenza ed essere sottoposti alle
prescrizioni generalmente previste per lo svolgimento in pubblico di
dette attività.

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