MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 26 gennaio 2012 | Edilone.it

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 26 gennaio 2012

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 26 gennaio 2012 - Modalita' per l'incremento della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. (12A04738) - (GU n. 96 del 24-4-2012 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 26 gennaio 2012

Modalita’ per l’incremento della dotazione del Fondo di garanzia per
le piccole e medie imprese. (12A04738)

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

di concerto con

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Visto il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 ed, in particolare,
l’art. 11, comma 5, che dispone che la dotazione del Fondo di
garanzia di cui all’art. 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266 possa
essere incrementata mediante versamento di contributi da parte delle
banche, delle regioni e di altri enti ed organismi pubblici, ovvero
con l’intervento della SACE S.p.A., secondo modalita’ stabilite con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con
il Ministro dello sviluppo economico;
Vista la legge 23 dicembre 1996, n. 662 e, in particolare, l’art.
2, comma 100, lettera a), il quale prevede la costituzione presso il
Mediocredito Centrale S.p.A. di un Fondo di garanzia (di seguito
«Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese») allo scopo di
assicurare una parziale assicurazione ai crediti concessi dagli
istituti di credito a favore delle piccole e medie imprese;
Vista la legge 7 agosto 1997, n. 266 e, in particolare, l’art. 15,
recante regole per il funzionamento del predetto Fondo di garanzia
per le piccole e medie imprese;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 concernente il
conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15
marzo 1997, n. 59 e, in particolare, l’art. 18, comma 1, lettera r),
il quale prevede che sono conservate allo Stato le funzioni
amministrative concernenti la gestione del fondo di garanzia di cui
all’art. 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n.
662 e che con delibera della Conferenza unificata sono individuate,
tenuto conto dell’esistenza di fondi regionali di garanzia, le
regioni sul cui territorio il Fondo limita il proprio intervento alla
controgaranzia dei predetti fondi regionali e dei consorzi di
garanzia collettiva fidi di cui all’art. 155, comma 4, del decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
Visto il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio
e della programmazione economica del 31 maggio 1999, n. 248, recante
criteri e modalita’ per la concessione della garanzia e per la
gestione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese;
Vista la delibera della Conferenza unificata del 26 luglio 2001
recante, indicazioni procedurali per l’adozione della deliberazione
della Conferenza unificata di cui all’art. 18, comma 1, lettera r),
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 per l’individuazione
delle regioni sul cui territorio il Fondo di garanzia di cui all’art.
2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662,
limita i propri interventi alla controgaranzia dei fondi regionali e
dei consorzi di garanzia collettiva fidi di cui all’art. 155, comma
4, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
Viste le delibere della predetta Conferenza in data 28 novembre
2002 e 10 dicembre 2003 con le quali ai sensi del menzionato art. 18,
comma 1, lettera r), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 la
Regione Toscana e la Regione Lazio sono state individuate quali
regioni sul cui territorio il Fondo di garanzia, di cui all’art. 2,
comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, limita i
propri interventi alla controgaranzia dei fondi regionali e dei
consorzi di garanzia collettiva fidi di cui all’art. 155, comma 4,
del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
Vista la legge 30 dicembre 2004, n. 311, e in particolare l’art. 1,
comma 209, come modificato dall’art. 4, comma 1, lettera a-ter) del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, che prevede che le caratteristiche
degli interventi del Fondo di garanzia di cui all’art. 2, comma 100,
lettera a) della legge 23 dicembre 1996, n. 662 sono rideterminate
con decreto di natura non regolamentare del Ministro delle attivita’
produttive e del Ministro dell’innovazione e le tecnologie in linea
con quanto previsto dall’Accordo di Basilea recante la disciplina sui
requisiti minimi di capitali per le banche;
Visto il decreto del Ministro delle attivita’ produttive, di
concerto con il Ministro dell’innovazione e le tecnologie del 20
giugno 2005, recante rideterminazione delle caratteristiche degli
interventi del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese;
Visto il decreto del Ministro delle attivita’ produttive del 23
settembre 2005, recante approvazione delle condizioni di
ammissibilita’ e delle disposizioni di carattere generale per
l’amministrazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie
imprese di cui all’art. 2, comma 100, lettera a), della legge 23
dicembre 1996, n. 662, a seguito di rideterminazione delle
caratteristiche degli interventi del Fondo stesso, ai sensi del
decreto ministeriale 20 giugno 2005, e successive modificazioni ed
integrazioni;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 25
marzo 2009, che in attuazione dell’art. 11, comma 4 del decreto-legge
29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge
28 gennaio 2009, n. 2, reca criteri, condizioni e modalita’ di
operativita’ della garanzia dello Stato di ultima istanza in
relazione agli interventi del Fondo di garanzia di cui all’art. 2,
comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
Vista la comunicazione della Banca d’Italia del 3 agosto 2009
recante indicazioni sul trattamento prudenziale della garanzia di
ultima istanza dello Stato prevista dall’art. 11, comma 4 del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e dal relativo
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 25 marzo 2009;
Visto il decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, recante misure
urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi, nonche’
disposizioni in materia di produzione lattiera e rateizzazione del
debito nel settore lattiero-caseario e, in particolare, l’art.
7-quinquies, commi 5 e 8 che prevede un incremento della dotazione
del Fondo di garanzia di cui all’art. 15 della legge 7 agosto 1997,
n. 266;
Visto il decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106 ed in particolare
l’art. 8, comma 5, lettera a), che elimina il conferimento nel Fondo
per la finanza d’impresa delle risorse del Fondo di garanzia per le
piccole e medie imprese;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, recante Nuove norme in
materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai
documenti amministrativi e, in particolare, l’art. 15 che prevede che
le amministrazioni pubbliche possano sempre concludere tra loro
accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di
attivita’ di interesse comune;
Visto l’art. 44 del Regolamento (CE) 1083/2006 e gli articoli 43 e
seguenti del Regolamento (CE) 1828/2006, che disciplinano il
cofinanziamento degli strumenti di «Ingegneria finanziaria» con i
Fondi strutturali della UE;
Ritenuta la necessita’, nell’attuale fase congiunturale, di
incrementare, cosi’ come previsto dal menzionato art. 11, comma 5 del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, la dotazione del Fondo di
garanzia per le piccole e medie imprese mediante versamento di
contributi da parte delle banche, delle regioni e di altri enti ed
organismi pubblici, ovvero con l’intervento della SACE S.p.A. e
considerata l’importanza strategica di aumentare il radicamento sui
territori per migliorare l’efficienza e l’efficacia dello strumento a
favore del sistema produttivo;

Decreta:

Art. 1

Finalita’ e ambito di applicazione

1. Il presente decreto individua le modalita’ di contribuzione al
Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, da parte dei
soggetti indicati nell’art. 11, comma 5, del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2.

Art. 2

Contribuzione delle regioni e delle province autonome

1. Le regioni e le province autonome, mediante la stipula di
accordi sottoscritti con il Ministero dello sviluppo economico e con
il Ministero dell’economia e delle finanze, contribuiscono al Fondo
di garanzia per le piccole e medie imprese.
2. Per le finalita’ di cui al comma 1, nell’ambito del Fondo di
garanzia per le piccole e medie imprese, sono istituite 21 sezioni
speciali, una per ciascuna regione e provincia autonoma, con
contabilita’ separata, attivabili tramite gli accordi di cui al
precedente comma.
3. Nel rispetto di quanto previsto dal decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
del 31 maggio 1999, n. 248 e successive modificazioni, gli accordi
individuano, per ciascuna sezione speciale: a) le tipologie di
operazioni che possono essere garantite con le risorse della sezione
speciale, nonche’ le relative tipologie di intervento; b) le
percentuali integrative di copertura degli interventi di garanzia; c)
l’ammontare delle risorse regionali destinate ad integrare il Fondo,
con una dotazione minima di 5 milioni di euro.
4. Le imprese aventi sede operativa in ciascuna regione o provincia
autonoma possono avvalersi della garanzia sulle risorse della sezione
speciale regionale secondo le modalita’ previste dagli accordi di cui
al comma 3.

Art. 3

Contribuzione delle banche

1. Il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero
dell’economia e delle finanze e l’Associazione bancaria italiana
definiscono, con apposita convenzione aperta all’adesione di banche,
gruppi bancari e raggruppamenti di banche, anche in forma aggregata,
le modalita’ ed i criteri di contribuzione al Fondo di garanzia per
le piccole e medie imprese.
2. Nell’ambito del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese
e’ istituita una sezione speciale, con contabilita’ separata,
finalizzata alle operazioni individuate dalla convenzione di cui al
comma 1, suddivisa in Riserve, ciascuna con contabilita’ separata e
relativa ad una singola banca o gruppo bancario partecipante.
3. Nel rispetto di quanto previsto dal decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
del 31 maggio 1999, n. 248 e successive modificazioni, la convenzione
individua: a) l’impegno minimo per l’adesione al Fondo e per la
costituzione di una Riserva, non inferiore a 5 milioni di euro; b) le
modalita’ di adesione di banche, gruppi bancari e raggruppamenti di
banche; c) le modalita’ di interazione con le altre risorse del
Fondo; d) la durata della permanenza nel Fondo e le modalita’ di
recesso dal medesimo; e) le percentuali integrative di copertura
degli interventi di garanzia; f) la previsione di modalita’ di
adesione al Fondo alternative rispetto alla costituzione di una
Riserva, fermo restando l’importo minimo di cui alla lettera a).

Art. 4

Contribuzione della SACE S.p.A.

1. Il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero
dell’economia e delle finanze e la SACE S.p.A. definiscono con
apposita convenzione le modalita’ di contribuzione di SACE S.p.A. al
Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.
2. Nell’ambito del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese
e’ istituita una sezione speciale alimentata dalla SACE S.p.A., con
contabilita’ separata, finalizzata alle operazioni individuate dalla
convenzione.
3. Nel rispetto di quanto previsto dal decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
del 31 maggio 1999, n. 248 e successive modificazioni, la convenzione
individua: a) la misura dell’intervento di SACE S.p.A. nel Fondo; b)
la tipologia delle operazioni che accedono alla sezione speciale di
cui al comma 2; c) la percentuale di copertura degli interventi di
garanzia della sezione speciale alimentata dalla SACE S.p.A.; d)
l’integrazione con le garanzie per l’internazionalizzazione delle
Piccole e medie imprese ed altri prodotti forniti da SACE S.p.A.

Art. 5

Contribuzione di altri enti ed organismi pubblici

1. Altri enti ed organismi pubblici, anche in forma associativa,
possono contribuire ad incrementare la dotazione del Fondo di
garanzia per le piccole e medie imprese, attraverso la sottoscrizione
di accordi con il Ministero dello sviluppo economico e con il
Ministero dell’economia e delle finanze.
2. Per le finalita’ di cui al comma 1, nell’ambito del Fondo di
garanzia per le piccole e medie imprese, sono istituite sezioni
speciali, una per ciascun accordo, con contabilita’ separata.
3. Nel rispetto di quanto previsto dal decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
del 31 maggio 1999, n. 248 e successive modificazioni, gli accordi
individuano, per ciascuna sezione speciale: a) le tipologie di
operazioni che possono essere garantite con le risorse delle sezioni
speciali, nonche’ le relative tipologie di intervento; b) le
percentuali integrative di copertura degli interventi di garanzia; c)
l’ammontare delle risorse degli enti destinate ad integrare il Fondo.

Art. 6

Percentuali di accantonamento

1. Nel rispetto dei limiti fissati dall’art. 1, comma 2 del decreto
del Ministro delle attivita’ produttive del 23 settembre 2005, le
percentuali di accantonamento a titolo di coefficiente di rischio
relative agli interventi di garanzia a valere sulle risorse delle
sezioni speciali di cui al presente decreto sono stabilite dal
Comitato di Gestione di cui all’art. 15, comma 3, della legge 7
agosto 1997, n. 266, tenendo conto della rischiosita’ del portafoglio
complessivo e di quello specifico della sezione speciale.

Art. 7

Forme di interazione tra sezioni speciali
e riserve regionali e bancarie

1. Su proposta della regione o provincia autonoma che ha attivato
una sezione speciale ai sensi dell’art. 2 e della banca o del gruppo
bancario che aderisce alla convenzione di cui all’art. 3, con
deliberazione del Comitato di gestione di cui all’art. 15, comma 3,
della legge 7 agosto 1997, n. 266 possono essere individuate
specifiche forme di interazione delle risorse di cui agli articoli 2,
3, 4 e 5.

Art. 8

Disciplina delle perdite delle sezioni speciali

1. Nel caso in cui le disponibilita’ finanziarie della singola
sezione speciale risultassero insufficienti alla liquidazione di tali
insolvenze, queste saranno coperte dalla complessiva dotazione del
Fondo.

Art. 9

Monitoraggio e verifica dell’utilizzo delle risorse

1. Il Comitato di gestione di cui all’art. 15, comma 3, della legge
7 agosto 1997, n. 266 provvede, entro sei mesi dalla attivazione
delle sezioni speciali previste ai sensi del presente decreto, ad
adottare uno strumento di monitoraggio periodico dell’utilizzo delle
risorse delle sezioni speciali.
Il presente decreto sara’ inviato agli organi di controllo e
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 26 gennaio 2012

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Monti
Il Ministro
dello sviluppo economico
Passera

Registrato alla Corte dei conti il 16 marzo 2012
Ufficio controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 3
Economia e finanze, foglio n. 158

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