MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 22 novembre 2005 | Edilone.it

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 22 novembre 2005

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 22 novembre 2005 - Modalita' di attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter dell'articolo 7 del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito dalla legge 31 marzo 2005, n. 43. (GU n. 13 del 17-1-2006)

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 22 novembre 2005

Modalita’ di attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2-bis e
2-ter dell’articolo 7 del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7,
convertito dalla legge 31 marzo 2005, n. 43.

IL CAPO DEL DIPARTIMENTO
per le politiche fiscali
Viste le disposizioni dell’art. 7, commi 2-bis e 2-ter, del
decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni,
dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, con le quali, tra l’altro, sono
state apportate modificazioni all’art. 10, comma 5, del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504;
Considerato che, ai sensi delle predette disposizioni, acquisita
altresi’ l’intesa dell’Associazione nazionale dei comuni italiani,
con decreto ministeriale dell’economia e delle finanze sono stabiliti
i termini e le modalita’ di presentazione delle dichiarazioni
relative alle somme riscosse a titolo di imposta comunale sugli
immobili che non e’ possibile attribuire ai comuni; e’ organizzato il
sistema di versamento e di impiego delle somme in questione,
destinate in via prioritaria ad attivita’ di formazione nel campo
della gestione del tributo ed alle politiche di informazione al
contribuente; sono stabilite le modalita’ di effettuazione, da parte
dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, dei servizi
finalizzati a fornire adeguati strumenti conoscitivi per un’efficace
azione accertativa dei tributi dei comuni, nonche’ per agevolare i
processi telematici di integrazione nella pubblica amministrazione ed
assicurare il miglioramento dell’attivita’ di informazione dei
contribuenti;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504;
Acquisita l’intesa della Associazione nazionale dei comuni
italiani, espressa con nota del 28 luglio 2005 prot. n. 55/SG/AR/ld;
Decreta:
Art. 1.
1. Per la realizzazione delle finalita’ di cui all’art. 7, comma
2-ter, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con
modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, l’Associazione
nazionale dei comuni italiani (di seguito «ANCI»”) costituisce un
apposito soggetto di diritto privato, senza finalita’ di lucro,
avente patrimonio e contabilita’ distinti da quelli dell’ANCI, il cui
ordinamento e’ determinato con statuto approvato dall’ANCI, previa
comunicazione al Ministero dell’economia e delle finanze —
Dipartimento per le politiche fiscali.
2. Con lo statuto di cui al comma 1 e’ previsto un organo di
gestione, composto da un massimo di cinque membri, fra i quali il
segretario generale dell’ANCI, nonche’ un collegio di sindaci,
composto da tre membri effettivi e due supplenti. Tutti i membri
dell’organo di gestione e del collegio dei sindaci sono nominati
dall’ANCI. L’organo di gestione attua il piano delle attivita’ ed e’
responsabile del conseguimento degli obiettivi del soggetto di cui al
comma 1.
3. Per assicurare la congruita’ tecnica e la validita’ scientifica
delle attivita’ del soggetto di cui al comma 1, e’ istituito un
Comitato di garanzia che approva il piano delle attivita’ nonche’ la
relazione consuntiva delle attivita’ stesse, da trasmettere
annualmente al Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento
per le politiche fiscali.
4. Il Comitato di garanzia e’ composto dal Presidente dell’ANCI, o
da un suo delegato, che lo presiede, dal Direttore del Dipartimento
per le politiche fiscali, o da un suo rappresentante, e da non piu’
di sette componenti, scelti dal Presidente dell’ANCI tra magistrati,
contabili o amministrativi, professori universitari, dirigenti
pubblici di comprovata esperienza nel settore della finanza locale e
di riconosciuta indipendenza, anche in pensione. I componenti scelti
restano in carica tre anni e possono essere confermati.

Art. 2.
1. Dello svolgimento dei servizi di cui all’art. 1 e’ assicurata
adeguata e sistematica informazione ai comuni, ai contribuenti ed al
Ministero dell’economia e delle finanze, attraverso la fornitura di
dati, elaborazioni statistiche, studi ed ogni altro elemento utile
per l’applicazione dell’imposta comunale sugli immobili (di seguito
«ICI»”) e degli altri tributi comunali, nonche’ dei trasferimenti di
fondi ai comuni. Il soggetto di cui all’art. 1, comma 1, promuove
altresi’ attivita’ di ideazione e di realizzazione di processi
telematici finalizzati allo scambio di dati fra l’amministrazione
centrale e gli enti locali in materia tributaria.
2. Restano ferme, nella competenza del soggetto di cui all’art. 1,
comma 1, le attivita’ previste dai decreti del Ministero delle
finanze 11 ottobre 1993, 7 giugno 2000 e 31 luglio 2000, pubblicati,
rispettivamente nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.
242 del 14 ottobre 1993, n. 173 del 26 luglio 2000 e n. 221 del
21 settembre 2000, gia’ di competenza del Consorzio ANCI-CNC per la
fiscalita’ locale, costituito con il citato decreto del Ministro
delle finanze 11 ottobre 1993, in attuazione dell’art. 10, comma 5,
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.

Art. 3.
1. A decorrere dal 1° gennaio 2006 il contributo dello 0,6 per
mille del gettito ICI, di cui all’art. 10, comma 5, del decreto
legislativo n. 504 del 1992, e’ versato dai concessionari del
servizio nazionale della riscossione e dagli altri soggetti previsti
dall’art. 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
direttamente, entro il 30 aprile di ogni anno, al soggetto di cui
all’art. 1, comma 1.
2. I concessionari del servizio nazionale della riscossione e gli
altri soggetti previsti dall’art. 52 del decreto legislativo n. 446
del 1997 comunicano, entro il 30 aprile di ogni anno, per via
telematica, mediante distinte riepilogative, contenenti l’indicazione
delle annualita’ di riferimento e dell’ammontare delle corrispondenti
riscossioni, l’ammontare degli importi riscossi nell’anno precedente.

Art. 4.
1. In conformita’ all’art. 7, comma 2-bis, del decreto-legge
31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge
31 marzo 2005, n. 43, i concessionari del servizio nazionale della
riscossione, nonche’ gli altri soggetti previsti dall’art. 52 del
decreto legislativo n. 446 del 1997 che effettuano la riscossione
dell’ICI dichiarano l’importo delle somme, riscosse a questo titolo,
che, negli anni dal 1993 a tutto il 2004, non e’ stato possibile
attribuire ai comuni di competenza.
2. Ai fini di cui al comma 1, i soggetti indicati nel medesimo
comma presentano, entro il 28 febbraio 2006, un’apposita
dichiarazione, conforme al modello ed alle relative istruzioni
pubblicate sul sito internet del Ministero dell’economia e delle
finanze – Dipartimento per le politiche fiscali. Del mancato,
tempestivo adempimento e’ data comunicazione alla Commissione per la
gestione dell’Albo di cui all’art. 53 del decreto legislativo n. 446
del 1997.
3. I concessionari del servizio nazionale della riscossione,
nonche’ gli altri soggetti previsti dall’art. 52 del decreto
legislativo n. 446 del 1997 che effettuano la riscossione dell’ICI
versano l’importo relativo alle somme ICI non attribuite ai comuni,
risultante dalla dichiarazione di cui al comma 1, in un apposito
conto corrente bancario vincolato intestato al soggetto di cui
all’art. 1, comma 1, entro trenta giorni dalla formale richiesta
dallo stesso effettuata. Dell’impiego di tali somme e’ tenuta
distinta contabilita’.

Art. 5.
1. A decorrere dall’anno 2005, i concessionari del servizio
nazionale della riscossione, nonche’ gli altri soggetti previsti
dall’art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997 che effettuano
la riscossione dell’ICI, dichiarano direttamente al soggetto di cui
all’art. 1, comma 1, entro il 31 marzo dell’anno successivo,
l’importo delle somme riscosse a titolo di ICI che per ciascun anno
non e’ possibile attribuire ad alcun comune.
2. Il versamento delle somme di cui al comma 1 e’ effettuato, entro
il 30 aprile di ciascun anno, nell’apposito conto corrente bancario
di cui all’art. 4.

Art. 6.
1. Le somme di cui agli articoli 4 e 5 sono utilizzate dal soggetto
di cui all’art. 1, comma 1, in via prioritaria per il finanziamento e
l’organizzazione di attivita’ di formazione gratuita del personale
dei comuni addetto alla gestione dei tributi locali ed alla
promozione di attivita’ di informazione del contribuente.
2. Per lo svolgimento delle attivita’ di formazione e’ attribuita
ampia facolta’ di organizzazione, fermo restando che tali attivita’
sono svolte in collaborazione con l’ANCI e le sue strutture
periferiche, ovvero mediante convenzione con organismi pubblici o
privati di notoria qualificazione nel campo della formazione o con
associazioni rappresentative di dipendenti degli enti locali.
3. Ai fini dello svolgimento delle attivita’ di formazione, il
soggetto di cui all’art. 1, comma 1, predispone programmi annuali di
iniziative di formazione, adeguatamente articolate sul territorio,
avendo particolare attenzione ai comuni di minore dimensione. Il
programma annuale di formazione deve essere sottoposto
all’approvazione del Comitato di garanzia per valutarne la congruita’
rispetto a…

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