MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 27 Maggio 2004: Decreto 1° dicembre 2003, n. 389, recante: «Regolamento concernente l'accesso al mercato dei capitali da parte delle province, dei comuni, delle citta' metropolitane, delle comunita' montane e delle comunita' isolane, nonche' dei consorzi tra enti territoriali e delle regioni, ai sensi dell'art. 41, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448». Circolare esplicativa. (GU n. 128 del 3-6-2004 | Edilone.it

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 27 Maggio 2004: Decreto 1° dicembre 2003, n. 389, recante: «Regolamento concernente l’accesso al mercato dei capitali da parte delle province, dei comuni, delle citta’ metropolitane, delle comunita’ montane e delle comunita’ isolane, nonche’ dei consorzi tra enti territoriali e delle regioni, ai sensi dell’art. 41, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448». Circolare esplicativa. (GU n. 128 del 3-6-2004

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 27 Maggio 2004: Decreto 1° dicembre 2003, n. 389, recante: «Regolamento concernente l'accesso al mercato dei capitali da parte delle province, dei comuni, delle citta' metropolitane, delle comunita' montane e delle comunita' isolane, nonche' dei consorzi tra enti territoriali e delle regioni, ai sensi dell'art. 41, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448». Circolare esplicativa. (GU n. 128 del 3-6-2004 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

CIRCOLARE 27 Maggio 2004

Decreto 1° dicembre 2003, n. 389, recante: «Regolamento concernente
l’accesso al mercato dei capitali da parte delle province, dei
comuni, delle citta’ metropolitane, delle comunita’ montane e delle
comunita’ isolane, nonche’ dei consorzi tra enti territoriali e delle
regioni, ai sensi dell’art. 41, comma 1, della legge 28 dicembre
2001, n. 448». Circolare esplicativa.

Alle regioni
Alle province autonome di Trento e
Bolzano
Alla provincia autonoma di Aosta
Alle province
Ai comuni
Alle comunita’ montane
Alle comunita’ isolane
All’Unione dei presidenti delle
regioni
All’UPI
All’ANCI
All’UNCEM
Alla Conferenza unificata
Stato-regioni
Alla Ragioneria generale dello
Stato – IGEPA
Alla Corte dei conti
Alle delegazioni regionali della
Corte dei conti
All’Avvocatura generale dello Stato
Ai distretti regionali
dell’Avvocatura generale dello
Stato
Alla Banca d’Italia
All’Associazione bancaria italiana

Il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto
con il Ministero dell’interno n. 389 del 1° dicembre 2003 di
attuazione dell’art. 41 della legge n. 448/2001 ha regolato l’accesso
al mercato dei capitali da parte degli enti territoriali. In
considerazione anche dei numerosi quesiti avanzati relativamente
all’applicazione del regolamento, si ritiene opportuno chiarire
alcuni aspetti interpretativi necessari per una corretta applicazione
delle norme contenute nel suddetto regolamento.
Per quanto riguarda l’applicabilita’, solo le operazioni derivate
effettuate e gli ammortamenti costituiti dagli enti territoriali
successivamente alla data del 4 febbraio2004 di entrata in vigore del
decreto del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con
il Ministero dell’interno n. 389, sono assoggettate alla disciplina
ivi prevista.
Premesso che uno degli obiettivi primari dell’art. 41 della legge
n. 448/2001 e, pertanto, del relativo regolamento di attuazione,
consiste nell’assicurare un accesso al mercato dei capitali il piu’
possibile efficace, ordinato e prudente, si forniscono le seguenti
linee guida.
1) Decorrenza del silenzio-assenso (Art. 1, comma 2).
Il termine di dieci giorni entro i quali il Dipartimento del Tesoro
puo’ esprimere il proprio avviso sul momento piu’ opportuno di
accesso al mercato da parte dell’ente, si intende decorrere dalla
data in cui il competente ufficio della Direzione seconda del
medesimo Dipartimento invia all’ente richiedente conferma per fax o
posta elettronica della ricezione della comunicazione.
Oltre che con gli usuali mezzi postali, le comunicazioni potranno
essere inviate via fax (06/4761-3197) ovvero per e-mail
(accesso.mercati@tesoro.it).
Si precisa che l’attivita’ di coordinamento dell’accesso al mercato
e’ volta ad evitare la sovrapposizione di piu’ soggetti pubblici
sullo stesso segmento di mercato in un ristretto arco temporale. In
tale evenienza, infatti, si potrebbe determinare un’affollamento di
emissioni, a detrimento delle condizioni di finanziamento.
2) Ammortamento (Art. 2).
Per quanto riguarda i criteri che individuano gli intermediari con
i quali e’ ammissibile concludere i contratti relativi alla gestione
di un fondo o allo swap per l’ammortamento del debito, si rimanda
alla disciplina relativa al rating dettagliatamente descritta nel
paragrafo successivo in relazione alla operativita’ in strumenti
derivati.
Per quanto concerne invece l’investimento delle somme accantonate
nel fondo o nello swap di ammortamento, la gamma degli strumenti
ammessi a tal fine e’ circoscritta ai titoli obbligazionari, emessi
esclusivamente dagli emittenti indicati al comma 2 dello stesso
decreto n. 389 del 1° dicembre 2003, che non dovranno essere
ulteriormente strutturati mediante operazioni derivate che rendano il
profilo di esposizione creditizia difforme da quello consentito. In
considerazione del fatto che il rischio sul portafoglio dei titoli
conferiti al fondo di ammortamento rimane comunque a totale carico
dell’ente, si sottolinea che la selezione degli emittenti dei
suddetti titoli deve essere conforme allo spirito di riduzione del
rischio creditizio. Si raccomanda, inoltre, la massima trasparenza,
nei contratti, sui criteri con i quali i titoli conferiti al fondo di
ammortamento sono selezionati ed eventualmente sostituiti,
attribuendo la massima attenzione al rating.
Si raccomanda altresi’ di vincolare la scadenza degli investimenti
alla durata del fondo di ammortamento.
Per societa’ a partecipazione pubblica si intendono societa’ con
una quota di partecipazione diretta rilevante/di controllo detenuta
da Stati appartenenti all’Unione europea, facendo riferimento ai
principi previsti nell’art. 2359 nel codice civile italiano. Nel caso
in cui una societa’ pubblica venga privatizzata, si raccomanda che i
titoli da questa emessi eventualmente presenti nel fondo di
ammortamento vengano sostituiti dal momento in cui detta sostituzione
non comporti una perdita per il fondo. Qualora emergano forti segnali
di rischio derivanti dalla privatizzazione, la sostituzione andrebbe
comunque valutata anche nel caso in cui comporti una perdita.
Si ritiene opportuno che gli enti considerino il costo totale
dell’emissione obbligazionaria sia nella forma con rimborso unico a
scadenza del capitale sia nella forma «amortising», e valutino, per
quanto desumibile dalle condizioni di mercato al momento
dell’emissione, la relazione tra tale differenziale di costo ed il
maggiore rischio sopportato dall’ente in virtu’ della costituzione
del fondo o dello swap per l’ammortamento. Questa valutazione deve
anche tener conto del fatto che le emissioni bullet, ancorche’
associate ad uno swap di ammortamento, pesano per l’interno ammontare
fino alla scadenza ai fini delle rilevazioni Eurostat del debito
pubblico.
3) Operazioni in strumenti derivati (Art. 3).
Le tipologie di operazioni derivate ammesse, oltre agli swap di
tasso di cambio(1) (cross currency swap) a copertura del rischio di
cambio nel caso di indebitamento in valuta, sono quelle espressamente
indicate nei punti da a) a d) da intendersi nella forma «plain
vanilla». In particolare dal punto a) si intende esclusa qualsiasi
forma di opzionalita’, mentre i punti b), c) e d) si riferiscono
esclusivamente all’acquisto da parte dell’ente degli strumenti ivi
citati. E’ implicito nell’acquisto del collar l’acquisto di un cap e
la contestuale vendita di un floor, consentita unicamente al fine di
finanziare la protezione dal rialzo dei tassi di interesse fornita
dall’acquisto del cap. Il livello del tasso a carico dell’ente allo
scattare delle soglie deve essere coerente sia con i tassi vigenti
sul mercato sia con il costo della passivita’ antecedente alla
conclusione dell’operazione derivata. Riguardo alle «altre operazioni
derivate» previste alle lettere e) e f), si precisa che le stesse
devono in ogni caso essere riconducibili a combinazioni delle
operazioni indicate alle lettere da a) a d). Si ritiene infatti che
queste tipologie siano coerenti con il contenimento dell’esposizione
dell’ente ai rischi finanziari conseguenti al rialzo dei tassi di
interesse e quindi con l’obiettivo del contenimento del costo
dell’indebitamento.
Per quanto riguarda la lettera f) inoltre, il divieto di un
«profilo crescente dei valori attuali» va riferito, nell’ambito
dell’operazione derivata, ai flussi di pagamento da parte dell’ente.
Tale prescrizione e’ volta ad evitare che siano poste in essere
operazioni derivate i cui flussi di pagamento da parte dell’ente
vengano concentrati in prossimita’ della scadenza. L’eccezione
dell’eventuale sconto o premio, non superiore all’1% ——
(1) Lo scambio di flussi di interessi e capitali espressi nelle
due diverse valute deve essere effettuato sempre allo stesso tasso di
cambio prefissato al momento della conclusione dell’operazione.
del nozionale della sottostante passivita’, e’ stata prevista per
consentire la ristrutturazione della passivita’ in presenza di
condizioni di mercato diverse rispetto al momento in cui la stessa e’
stata contratta. Si ribadisce che tale sconto o premio deve essere
regolato contestualmente alla data di inizio (regolamento)
dell’operazione derivata e si applica esclusivamente alle operazioni
di ristrutturazione previste, appunto, dal punto f). Il comma 3
circoscrive al mercato monetario, vale a dire ai tassi di interesse a
breve termine, l’ambito dei parametri a cui possono essere
indicizzate tutte le operazioni derivate descritte nei commi
precedenti. Non sono ammessi gli strumenti derivati che contengono
delle leve o moltiplicatori dei parametri finanziari, come, ad

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MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 27 Maggio 2004: Decreto 1° dicembre 2003, n. 389, recante: «Regolamento concernente l’accesso al mercato dei capitali da parte delle province, dei comuni, delle citta’ metropolitane, delle comunita’ montane e delle comunita’ isolane, nonche’ dei consorzi tra enti territoriali e delle regioni, ai sensi dell’art. 41, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448». Circolare esplicativa. (GU n. 128 del 3-6-2004

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