MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 4 marzo 2005: Modalita' per l'applicazione di disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione delle uova, concernenti l'uso di particolari diciture, ai sensi del regolamento (CE) n. 2295/2003 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 4 marzo 2005: Modalita’ per l’applicazione di disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione delle uova, concernenti l’uso di particolari diciture, ai sensi del regolamento (CE) n. 2295/2003

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 4 marzo 2005: Modalita' per l'applicazione di disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione delle uova, concernenti l'uso di particolari diciture, ai sensi del regolamento (CE) n. 2295/2003 della Commissione del 23 dicembre 2003 e del decreto legislativo del 29 luglio 2003, n. 267. (GU n. 108 del 11-5-2005)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 4 marzo 2005

Modalita’ per l’applicazione di disposizioni comunitarie in materia
di commercializzazione delle uova, concernenti l’uso di particolari
diciture, ai sensi del regolamento (CE) n. 2295/2003 della
Commissione del 23 dicembre 2003 e del decreto legislativo del
29 luglio 2003, n. 267.

Titolo I
DICITURE OBBLIGATORIE
IL MINISTRO DELLE POLITICHE
AGRICOLE E FORESTALI
di concerto con
IL MINISTRO DELLA SALUTE
Visto il Regolamento (CEE) del Consiglio n. 1907/90 del 26 giugno
1990, relativo a talune norme di commercializzazione applicabili alle
uova, da ultimo modificato dal Reg. (CE) n. 2052/2003, del
17 novembre 2003;
Visto il Regolamento (CE) della Commissione n. 2295/2003, del
23 dicembre 2003 e successive modifiche;
Visto il Regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno
1991, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli
e all’indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle
derrate alimentari;
Visto il decreto legislativo n. 267, del 29 luglio 2003, recante
l’attuazione delle direttive 1999/74/CE e 2002/4/CE, per la
protezione delle galline ovaiole e la registrazione dei relativi
stabilimenti di allevamento;
Considerato che a norma dell’art. 1 della legge 3 maggio 1971, n.
419, il controllo sull’osservanza delle disposizioni concernenti la
commercializzazione delle uova e’ esercitato dall’Ispettorato
centrale repressione frodi del Ministero delle politiche agricole e
forestali;
Considerato che il Regolamento (CEE) del Consiglio n. 1907/90, del
26 giugno 1990 e successive modifiche ha reso obbligatoria
l’indicazione del sistema di allevamento sulle uova e relativi
imballaggi;
Ritenuto di dover stabilire, tra l’altro, le modalita’ per
autorizzare i centri d’imballaggio delle uova ad usare le diciture
relative all’origine delle uova, alla data di deposizione ed al tipo
di alimentazione somministrata alle galline nonche’ i relativi
criteri di controllo;
Considerato che occorre rivedere la normativa nazionale in funzione
delle intervenute modifiche nella regolamentazione comunitaria e,
conseguentemente, abrogare il decreto ministeriale 19 giugno 2002;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le
regioni e le province autonome nella adunanza del 16 dicembre 2004,
ai sensi dell’art. 2, comma 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281;
Decretano:
Art. 1.
Sistemi di allevamento
1. Le imprese in possesso dell’autorizzazione a funzionare quali
centri d’imballaggio delle uova, rilasciata ai sensi dell’art. 2
della legge 3 maggio 1971, n. 419, devono apporre sugli imballaggi
delle uova della categoria «A», una delle sottostanti diciture atte
ad individuare il sistema di allevamento delle galline ovaiole:
sull’imballaggio (obbligatorie)
a) «Uova da allevamento all’aperto»;
b) «Uova da allevamento a terra»;
c) «Uova da allevamento in gabbie»;
d) «Uova da agricoltura biologica».
2. Fatte salve le specifiche disposizioni previste per
l’etichettatura dei prodotti da agricoltura biologica, di cui al
Regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, le imprese di cui al
paragrafo precedente possono apporre sulle uova della categoria «A»,
unitamente al codice obbligatorio distintivo del produttore e del
sistema di allevamento, di cui all’art. 2, una delle seguenti
diciture:
sulle uova
(obbligatorie) (facoltative)
a) 1IT ………………. «Aperto»
b) 2IT ………………. «A terra»
c) 3IT ………………. «Gabbia».
d) 0IT ………………. «All.Bio»
Per apporre le predette diciture sugli imballaggi e sulle uova, gli
allevatori devono attenersi al rispetto dei requisiti minimi in
allevamento indicati nell’allegato III del regolamento (CE)
2295/2003.

Art. 2.
Codice distintivo del produttore
1. I detentori di galline ovaiole devono ottenere la registrazione
dell’allevamento ed il rilascio del codice identificativo del
produttore e del sistema di allevamento delle ovaiole, secondo le
modalita’ prescritte dal decreto legislativo 29 luglio 2003, n. 267.
Soltanto questi produttori, nei cui allevamenti sono soddisfatti i
requisiti minimi per la protezione delle galline ovaiole stabiliti
nell’allegato III del Reg. (CE) 2295/2003, nonche’ nel su citato
decreto legislativo, attuazione della direttiva 1999/74/CE richiamata
nel medesimo allegato III, possono fornire ai centri d’imballaggio le
uova sulle quali apporre le prescritte diciture. A partire dal
1° luglio 2005, anche i piccoli produttori che allevano meno di 350
galline ovaiole e che, quindi, non ricadono nell’ambito di
applicazione del predetto decreto legislativo, per poter vendere le
uova sui mercati locali devono rispettare i requisiti minimi per il
benessere delle ovaiole di cui alla vigente normativa ed essere in
possesso del codice identificativo.
2. Per il rilascio del codice identificativo dell’allevamento gli
interessati devono inoltrare domanda, ai sensi dell’art. 4, comma 1
del decreto legislativo n. 267/2003, al Servizio veterinario
dell’azienda sanitaria locale (ASL) competente per territorio, che
nella fattispecie ha la funzione di autorita’ sanitaria di controllo.
Ogni modifica dei dati richiesti per la registrazione degli
allevamenti deve essere tempestivamente comunicata all’ASL stessa.
3. Le ASL, per il tramite degli assessorati alla sanita’ delle
regioni e province autonome, trasmettono, preferibilmente per via
telematica, l’elenco dei codici rilasciati, completo di tutti gli
elementi identificativi e delle caratteristiche delle aziende
previsti all’allegato E del decreto legislativo n. 267/2003, al
Ministero della salute – Direzione generale della sanita’ veterinaria
e degli alimenti (D.G.S.V.A.) – Ufficio X. La trasmissione del
suddetto elenco dovra’ avvenire per la prima volta entro trenta
giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto. Il Ministero
della salute aggrega i dati e li trasmette al Ministero delle
politiche agricole e forestali (MiPAF) – D.G. per le politiche
agroalimentari – PAGR. IV, al fine di costituire un elenco nazionale
dei produttori di uova per sistema di allevamento, che consenta a
quest’ultima amministrazione di ottemperare agli obblighi che la
normativa comunitaria impone in merito alla trasmissione dei dati
statistici.
4. I Ministeri su menzionati utilizzeranno i dati di cui all’elenco
nazionale al fine di assicurare, ciascuno nel proprio ambito di
competenza, i necessari controlli.
5. Le regioni e le province autonome devono inviare entro il
15 febbraio di ogni anno gli elenchi aggiornati al Ministero della
salute, che provvedera’ ad inoltrarli, per via elettronica, al MiPAF
entro il successivo 15 marzo. Inoltre le regioni e le province
autonome devono comunicare tempestivamente all’Ufficio X della
D.G.S.V.A. eventuali revoche e sospensioni comminate alle aziende a
seguito di inadempienze agli obblighi imposti dalla normativa
comunitaria e nazionale. Per agevolare l’adempimento delle predette
disposizioni, le ASL sono tenute a comunicare alle competenti
autorita’ regionali ogni eventuale variazione degli elenchi
(attribuzione nuovi codici, revoche, sospensioni) entro quindici
giorni dalla variazione medesima.
6. Ciascun produttore e’ tenuto a mantenere aggiornato un registro
conforme al modello riportato in allegato I.
7. La timbratura delle uova con il codice del produttore puo’
essere effettuata sia presso l’azienda di produzione sia presso il
centro d’imballaggio che effettua la classificazione. Qualora le uova
siano consegnate da un produttore ad un centro d’imballaggio situato
in un altro Stato membro, sono contrassegnate col numero distintivo
del produttore prima di lasciare il luogo di produzione.
8. Nel caso di trasferimento di uova non classificate da un centro
d’imballaggio ad un altro, le uova sono stampigliate con il numero
distintivo del produttore antecedentemente alla spedizione al secondo
centro d’imballaggio.

Art. 3.
Uova vendute sciolte
In caso di vendita al minuto di uova sciolte devono essere indicate
in modo chiaro e perfettamente visibile al consumatore le seguenti
informazioni:
1) categoria di qualita’;
2) categoria di peso;
3) numero distintivo del produttore, con relativa spiegazione del
significato;
4) numero di identificazione del centro di imballaggio;
5) data di durata minima;
6) modalita’ di conservazione dopo l’acquisto.
Dal 1° luglio 2005 anche i piccoli produttori che saranno soggetti
all’obbligo della stampigliatura delle uova, dovranno esporre le
indicazioni di cui al precedente punto 3.

Art. 4.
Centri d’imballaggio
1. I centri d’imballaggio autorizzati ai sensi della legge 3 maggio
1971, n. 419, iscritti dal MiPAF in un apposito elenco, sono tenuti a
mantenere aggiornati dei registri speciali, conformemente ai modelli
riportati agli allegati II e III.
2. Le uova devono essere consegnate ai centri d’imballaggio e da
questi mantenute in spazi prestabiliti, separatamente, a seconda del
sistema di allevamento, in contenitori recanti le rispettive
diciture; le operazioni di calibratura e di imballaggio delle uova si
effettuano separatamente per sistema di allevamento.
3. Per ogni partita di uova venduta in piccoli imballaggi recanti
una delle diciture previste all’art. 1, i centri d’imballaggio
tengono aggiornati appositi registri conformi ai modelli riportati
nell’allegato III. In alternativa al registro di vendita, i centri
d’imballaggio possono raccogliere le fatture o i bollettini di
consegna delle uova, provvisti delle diciture di cui all’art. 1.
4. Le diciture relative al sistema di allevamento devono essere
riportate obbligatoriamente sia sui piccoli sia sui grandi
imballaggi.

Titolo II
DICITURE FACOLTATIVE
Art. 5.
Origine delle uova
1. Sulle uova, sui piccoli imballaggi e sui grandi imballaggi e’
possibile apporre diciture e/o simboli relativi all’origine delle
uova, facendo riferimento ad una circoscrizione amministrativa o ad
altra area geografica ben definita del territorio dell’Unione europea
dove le uova sono state prodotte; in tal caso, i produttori ed i
centri d’imballaggio interessati sono tenuti a darne comunicazione al
MiPAF tramite l’ufficio dell’ispettorato centrale repressione frodi
competente per territorio che esprime parere al riguardo.
2. Nel caso di vendita di uova sciolte l’indicazione dell’origine
delle uova puo’ essere utilizzata soltanto se le singole uova sono
stampigliate con le rispettive diciture e/o simboli.
3. Per utilizzare le diciture e/o i simboli riguardanti l’origine
delle uova:
i produttori devono utilizzare i registri conformi al modello
riportato nell’allegato V;
i centri d’imballaggio devono utilizzare registri conformi ai
modelli riportati, rispettivamente, negli allegati IV e VI.
Quest’ultimo registro, tuttavia, puo’ essere sostituito dalla
raccolta delle fatture o bollette di consegna provviste delle
diciture di cui sopra.

Art. 6.
Tipo di alimentazione
1. I centri d’imballaggio possono apporre sulle uova e sui grandi e
piccoli imballaggi che le contengono diciture che fanno riferimento
al tipo di alimentazione somministrata alle galline ovaiole. Tali
diciture, in conformita’ con la normativa vigente in materia di
alimentazione animale, non potranno in alcun caso contenere
riferimenti relativi alle caratteristiche sanitarie del mangime
stesso.
2. I produttori ed i centri d’imballaggio interessati all’utilizzo
delle diciture relative al sistema di alimentazione sono tenuti a
darne comunicazione al MiPAF tramite l’ufficio dell’ispettorato
centrale repressione frodi competente per territorio, che esprime
parere al riguardo, ed a produrre una dichiarazione dei fornitori di
mangime e del mangimificio di presa conoscenza ed accettazione degli
obblighi di tenuta delle registrazioni di cui all’art. 27, paragrafo
2 del Reg. (CE) 2295/2003.
3. I centri d’imballaggio che si avvalgono delle diciture relative
al tipo di alimentazione debbono tenere, per un periodo di almeno sei
mesi, una registrazione dettagliata delle consegne di uova fatte
dall’allevatore, secondo il fac simile in allegato IV.
I centri d’imballaggio tengono, per un periodo di almeno sei mesi,
anche una registrazione separata delle vendite di piccoli imballaggi
e di uova recanti le diciture di cui al primo comma, secondo il fac
simile in allegato VI. Tuttavia, invece delle registrazioni delle
vendite sopradette, i centri d’imballaggio possono tenere le fatture
o le bollette di consegna con le indicazioni relative al tipo di
alimentazione somministrata alle galline ovaiole.
4. Il produttore tiene una registrazione aggiornata che indica la
quantita’ ed il tipo di mangimi semplici e/o composti ricevuti in
fornitura e dei mangimi prodotti nella stessa azienda per
autoconsumo, la data della fornitura e il nome del mangimificio o del
fornitore del mangime, il numero e l’eta’ delle galline ovaiale, il
numero delle uova prodotte e le relative consegne, la data di
spedizione e il nome degli acquirenti, secondo i fac simili riportati
negli allegati V e VII.
Tale registrazione e’ tenuta per almeno sei mesi dopo la cessazione
della fornitura di uova da parte del produttore o dopo l’eliminazione
delle galline ovaiole.
5. I fornitori di mangimi e i mangimifici di cui al punto 2 hanno
l’obbligo, ai sensi dell’art. 27 comma 2 del Reg. (CE) 2295/2003, di
tenere la contabilita’ delle consegne effettuate dalla quale risulti
la composizione degli alimenti forniti agli allevatori, per almeno
sei mesi dopo la spedizione degli stessi.
6. L’indicazione relativa al tipo di alimentazione somministrata
alle galline ovaiole deve essere uguale sia sui grandi imballaggi sia
su quelli piccoli. In caso di vendita di uova sciolte, tali
indicazioni possono essere utilizzate soltanto se le singole uova
sono contrassegnate con le rispettive diciture.
7. I cereali possono essere indicati come ingredienti dei mangimi
solamente se costituiscono almeno il 60% in peso della formula del
mangime che puo’ comprendere al massimo il 15% di sottoprodotti di
cereali. Tuttavia, qualora sia fatto riferimento a cereali specifici,
ogni cereale deve rappresentare almeno il 30% della formula del
mangime utilizzato, in caso d’indicazione di un solo cereale e almeno
il 5% in caso d’indicazione di piu’ cereali.
8. L’Ispettorato centrale repressione frodi procede, almeno una
volta l’anno, ad ispezioni presso gli allevamenti e i mangimifici per
verificare la corrispondenza delle indicazioni utilizzate.

Art. 7.
Data di deposizione
1. I centri d’imballaggio delle uova possono essere autorizzati ad
apporre la data di deposizione sugli imballaggi. In tal caso essa
deve essere indicata anche sulle uova in essi contenute. Tale data
deve essere stampigliata sulle uova durante o immediatamente dopo la
classificazione o direttamente presso l’allevamento.
In questi casi si applicano le seguenti disposizioni:
a) i produttori ed i centri d’imballaggio debbono presentare
domanda all’ufficio dell’ispettorato centrale repressione frodi
competente per territorio, secondo i fac simile allegati VIII e IX
che la trasmette al MiPAF corredata del proprio parere a seguito di
specifica ispezione. Nel caso che le due suddette figure
professionali siano riunite nella stessa impresa, e’ sufficiente una
unica domanda;
b) i centri d’imballaggio uova tengono aggiornati dei registri
speciali conformi ai modelli riportati in allegato X;
c) i produttori di uova sulle quali va apposta la data di
deposizione tengono costantemente aggiornato un registro conforme al
modello in allegato XI;
d) i produttori ed i centri d’imballaggio di cui al presente
articolo sono poi soggetti ad ispezioni periodiche da parte
dell’Ispettorato centrale repressione frodi almeno con frequenza
bimestrale.

Art. 8.
Disposizioni finali
1. In virtu’ dell’art. 4 del Reg. (CE) n. 2295/2003, tutti i numeri
distintivi attribuiti dal MiPAF ai centri d’imballaggio di uova
ricadenti nel territorio nazionale sono automaticamente variati
sostituendo l’iniziale numero 4 con il codice IT (es: 44539 diventa
IT4539). Tuttavia, per consentire lo smaltimento dei vecchi
imballaggi, i numeri distintivi autorizzati anteriormente al
31 dicembre 2003 possono essere ancora utilizzati fino al 31 dicembre
2004, cosi’ come disposto all’art. 39 del predetto regolamento.
2. A partire dal 1° luglio 2005 il codice distintivo
dell’allevamento dovra’ essere stampigliato anche sulle uova non
classificate vendute sul mercato pubblico locale direttamente dal
produttore. A tale obbligo dovranno attenersi anche i piccoli
produttori che non ricadono nell’ambito di applicazione del decreto
legislativo n. 267/2003.
3. Le regioni e le province autonome mettono a disposizione dei
consumatori le informazioni che consentono di interpretare
correttamente i codici distintivi del produttore apposti sulle uova
ed in particolare:
1) lo Stato membro o paese terzo di produzione;
2) il sistema di allevamento;
3) la denominazione e sede dell’azienda in cui ha avuto luogo la
produzione;
4) gli estremi della ASL competente per l’allevamento di
produzione.
Le predette informazioni possono essere comunicate al consumatore
direttamente nei punti vendita.
4. Tutti i registri previsti dal presente decreto e dagli
articoli 12, 13, 15 del Reg (CE) n. 2295/2003 devono essere
preventivamente bollati e vidimati dall’ispettorato centrale
repressione frodi competente. In luogo dei predetti registri
separati, ogni qualvolta cio’ sia possibile, e’ consentito utilizzare
uno o piu’ registri o altro tipo di registrazione riportante tutte le
informazioni prescritte.
5. Ai sensi del decreto ministeriale n. 376, del 25 maggio 1992, le
autorizzazioni ministeriali ad apporre le diciture di cui ai
precedenti articoli 5, 6 e 7 sono rilasciate, qualora i risultati
dell’istruttoria dell’organismo di controllo competente siano
favorevoli, entro il termine di 90 giorni dalla data di ricevimento
della domanda degli interessati da parte del MiPAF.
6. Entro il 31 gennaio di ogni anno, per l’anno civile precedente,
le aziende alle quali e’ stato rilasciato il codice di cui all’art.
2, trasmettono all’Ufficio dell’ICRF competente per territorio la
rilevazione del numero medio di galline ovaiole presenti negli
allevamenti (pari al numero di galline allevate moltiplicate per il
numero di settimane di produzione diviso 52). Gli uffici dell’ICRF
trasmettono a loro volta tali dati in forma aggregata per sistema di
allevamento, al MiPAF per via elettronica.
7. Ai sensi dell’art. 117, quinto comma della Costituzione, il
presente decreto si applica per le regioni e province autonome che
non abbiano ancora provveduto a rendere applicativo il regolamento n.
2295/2003, fino alla data di entrata in vigore della normativa di
attuazione di ciascuna regione e provincia autonoma.
Per quanto non previsto dal presente decreto si rinvia ai
corrispondenti articoli del Reg (CE) n. 2295/2003.
Il decreto ministeriale 19 giugno 2002 e’ abrogato.
Il presente decreto sara’ trasmesso alla Corte dei conti per la
registrazione ed entra in vigore il giorno successivo a quello della
sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 4 marzo 2005

Il Ministro delle politiche
agricole e forestali
Alemanno
Il Ministro della salute
Sirchia
Registrato alla Corte dei conti il 18 aprile 2005
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 1, foglio n. 370

—-> Vedere ALLEGATI da pag. 29 a pag. 39 della G.U. in formato zip/pdf

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 4 marzo 2005: Modalita’ per l’applicazione di disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione delle uova, concernenti l’uso di particolari diciture, ai sensi del regolamento (CE) n. 2295/2003

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