MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 4 maggio 2006 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 4 maggio 2006

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 4 maggio 2006 - Disposizioni generali per la produzione di materiale di moltiplicazione delle specie arbustive ed arboree da frutto, nonche' delle specie erbacee a moltiplicazione agamica. (GU n. 168 del 21-7-2006)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 4 maggio 2006
Disposizioni generali per la produzione di materiale di
moltiplicazione delle specie arbustive ed arboree da frutto, nonche’
delle specie erbacee a moltiplicazione agamica.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Visto il decreto ministeriale 16 giugno 1993 «Norme tecniche per la
produzione di materiale di propagazione vegetale certificato di
olivo», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
n. 147 del 25 giugno 1993;
Visto il decreto ministeriale 29 ottobre 1993 «Norme tecniche per
la produzione di materiale di propagazione vegetale certificato di
noce», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
n. 265 dell’11 novembre 1993;
Visto il decreto ministeriale 29 ottobre 1993 «Norme tecniche per
la produzione di materiale di propagazione vegetale certificato delle
Pomoidee», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 265 dell’11 novembre 1993;
Visto il decreto ministeriale 29 ottobre 1993 «Norme tecniche per
la produzione di materiale di propagazione vegetale certificato di
agrumi», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 265 dell’11 novembre 1993;
Visto il decreto ministeriale 27 marzo 1995 «Norme tecniche per la
produzione di materiale di propagazione vegetale certificato di
fragola (Fragaria \chi Ananassa)», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 76 del 31 marzo 1995;
Visto il decreto ministeriale 21 febbraio 1997 relativo a
«Modificazioni al decreto ministeriale 31 dicembre 1992 relativo alle
norme tecniche per la produzione di materiale di propagazione
vegetale certificato delle Prunoidee e dei relativi portinnesti»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 128
del 4 giugno 1997;
Visto il decreto ministeriale 24 luglio 2003 sull’organizzazione
del servizio nazionale di certificazione volontaria del materiale di
propagazione vegetale delle piante da frutto, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 15 ottobre
2003;
Ritenuta l’opportunita’ di dettare disposizioni generali comuni
relative alle norme tecniche per la produzione di materiale di
propagazione vegetale certificato delle specie arbustive ed arboree
da frutto nonche’ delle specie erbacee a moltiplicazione agamica;
Sentito il parere del Comitato nazionale per la certificazione
(CNC) nella riunione del 30 gennaio 2006;
Acquisito il parere favorevole della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano, espresso nella seduta del 16 marzo 2006;
Decreta:

Art. 1.
Finalita’
1. Le disposizioni contenute nel presente decreto si applicano per
la certificazione genetico-sanitaria volontaria del materiale di
moltiplicazione delle specie arbustive ed arboree da frutto nonche’
delle specie erbacee a moltiplicazione agamica disciplinata dal
decreto ministeriale del 24 luglio 2003, Organizzazione del servizio
nazionale di certificazione volontaria del materiale di propagazione
vegetale delle piante da frutto, di seguito denominato decreto
ministeriale.

Art. 2.
Registrazione
1. Per il riconoscimento della Fonte primaria delle specie
arbustive ed arboree da frutto nonche’ delle specie erbacee a
moltiplicazione agamica, deve essere presentata apposita domanda
corredata dalla documentazione indicata all’art. 13 del decreto
ministeriale, secondo le modalita’ e la modulistica riportata
nell’allegato 1 del presente decreto.

Art. 3.
Immissione dei materiali nel sistema di certificazione
1. Per le accessioni libere da vincoli di libera moltiplicazione e’
fatto obbligo al responsabile della conservazione della Fonte
primaria di una nuova accessione registrata di consegnare i materiali
di propagazione derivanti dalla Fonte primaria, unitamente alla
documentazione prevista dai singoli disciplinari delle singole specie
e alla dichiarazione di filiazione, di cui all’allegato 2 del
presente decreto, ai Centri di conservazione per la
premoltiplicazione (CCP) che ne facciano richiesta.
2. Per le nuove costituzioni o nel caso di carente disponibilita’
di materiale di propagazione, il Comitato nazionale per la
certificazione (CNC) puo’ autorizzare:
a) l’immissione di piante, prodotte sotto la responsabilita’ del
costitutore, nelle fasi di Conservazione per la Premoltiplicazione
(CCP), di Premoltiplicazione (CP) e di Moltiplicazione (CM). Il
costitutore deve sottoscrivere specifica dichiarazione di filiazione,
come indicato all’allegato 2 del presente decreto;
b) l’utilizzazione di tecniche di propagazione in vitro secondo
quanto previsto dai disciplinari delle singole specie predisposti dal
Comitato nazionale per la certificazione (CNC);
c) la realizzazione di sezioni incrementali secondo quanto
previsto dai disciplinari delle singole specie predisposti dal
Comitato nazionale per la certificazione (CNC). Le sezioni
incrementali nelle fasi di conservazione per la Premoltiplicazione
(CCP) e di Premoltiplicazione (CP) sono riconosciute dal Comitato
nazionale per la certificazione (CNC) ed autorizzate dal Ministero
delle politiche agricole e forestali. Le sezioni incrementali
realizzate nella fase di moltiplicazione (CM) sono riconosciute ed
autorizzate dal Servizio fitosanitario regionale, competente per
territorio.

Art. 4.
Conservazione per la Premoltiplicazione
1. Le strutture dei Centri di Conservazione per la
Premoltiplicazione (CCP) ed i mezzi necessari alla conservazione e
alla produzione in vivo ed in vitro dei materiali di categoria
«Prebase» devono rispondere ai requisiti tecnici indicati nei
disciplinari adottati per le singole specie.
2. I materiali di categoria «Prebase» devono soddisfare i requisiti
fitosanitari indicati nei disciplinari adottati per singole specie.
3. I controlli sul materiale di propagazione di categoria
«Prebase», previsti dai disciplinari delle singole specie, sono
effettuati sotto la supervisione del servizio fitosanitario regionale
competente per territorio, e la responsabilita’ del Centro di
conservazione per la premoltiplicazione (CCP). Le analisi possono
essere effettuate da laboratori accreditati ai sensi del decreto
ministeriale 14 aprile 1997, pubblici o privati, riconosciuti idonei
dal Servizio nazionale di certificazione (SNC).
4. Presso il Centro di Conservazione per la Premoltiplicazione
(CCP) devono essere tenute le mappe relative all’esatta collocazione
delle accessioni presenti, nonche’ un registro di conduzione,
vidimato dal servizio fitosanitario regionale competente per
territorio.
5. Entro il 31 gennaio di ogni anno il Centro di Conservazione per
la Premoltiplicazione (CCP) deve trasmettere, al Servizio
fitosanitario regionale competente per territorio ed al Comitato
nazionale per la certificazione (CNC), una relazione sulla conduzione
e sull’attivita’ svolta nell’anno precedente, comprensiva delle
relative mappe.
6. La certificazione del materiale di propagazione di categoria
«Prebase», prodotto nei Centri di Conservazione per la
Premoltiplicazione (CCP), avviene dopo la verifica dell’avvenuto
attecchimento dell’innesto per le piante innestate, della radicazione
per le piante autoradicate, e del possesso delle caratteristiche
biometriche, previste dai disciplinari di produzione delle singole
specie, nonche’ del possesso delle caratteristiche biometriche,
previste dai disciplinari di produzione delle singole specie, per i
portinnesti.
7. La certificazione del materiale di moltiplicazione di categoria
«Prebase» prodotto in vitro avviene dopo la verifica del possesso dei
requisiti previsti dai disciplinari delle singole specie predisposti
dal Comitato nazionale per la certificazione (CNC).
8. Le operazioni di taglio ed innesto del materiale di «prebase» e
l’eliminazione di piante madri, devono avvenire sotto il controllo
del responsabile tecnico del Centro di Conservazione per la
Premoltiplicazione (CCP) e comunicate preventivamente al Servizio
fitosanitario regionale competente per territorio.

Art. 5.
Premoltiplicazione
1. Le strutture dei Centri di Premoltiplicazione (CP) ed i mezzi
necessari alla conduzione delle piante madri ed alla produzione in
vivo ed in vitro dei materiali di categoria «base» devono rispondere
ai requisiti indicati nei disciplinari adottati per le singole
specie.
2. I materiali di propagazione di categoria «base» devono
soddisfare i requisiti fitosanitari indicati nei disciplinari delle
singole specie.
3. I controlli sul materiale di propagazione di categoria «Base»,
previsti dai disciplinari delle singole specie, sono effettuati sotto
la supervisione del Servizio fitosanitario regionale competente per
territorio, e la responsabilita’ del Centro di Premoltiplicazione
(CP). Le analisi possono essere effettuate da laboratori accreditati
ai sensi del decreto ministeriale 14 aprile 1997, pubblici o privati,
riconosciuti idonei dal servizio nazionale di certificazione (SNC).
4. Presso il Centr…

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