MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 3 luglio 2003: Disposizioni nazionali applicative del regolamento (CE) n. 753/2002 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 3 luglio 2003: Disposizioni nazionali applicative del regolamento (CE) n. 753/2002

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 3 luglio 2003: Disposizioni nazionali applicative del regolamento (CE) n. 753/2002 della Commissione del 29 aprile 2002, che fissa talune modalita' di applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio per quanto riguarda la designazione, la denominazione, la presentazione e la protezione di taluni prodotti vitivinicoli. (GU n. 174 del 29-7-2003)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 3 luglio 2003

Disposizioni nazionali applicative del regolamento (CE) n. 753/2002
della Commissione del 29 aprile 2002, che fissa talune modalita’ di
applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio per
quanto riguarda la designazione, la denominazione, la presentazione e
la protezione di taluni prodotti vitivinicoli.

Titolo I
Ambito di applicazione
IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Visto l’art. 117 della Costituzione;
Visto il regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio del 17 maggio
1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee n.
L 179 del 14 luglio 1999, relativo alla nuova organizzazione comune
del mercato vitivinicolo;
Visto il regolamento (CE) n. 753/2002 della Commissione del
29 aprile 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee n. L 118 del 4 maggio 2002, che fissa talune modalita’ di
applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio per
quanto riguarda la designazione, la denominazione, la presentazione e
la protezione di taluni prodotti vitivinicoli;
Visto il regolamento (CE) n. 2086/2002 della Commissione del
25 novembre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee n. L 321 del 26 novembre 2002, recante modifica al citato
regolamento (CE) n. 753/2002, con il quale viene prorogato al
1° agosto 2003 il termine di entrata in applicazione dello stesso
regolamento (CE) n. 753/2002;
Vista la legge 29 dicembre 1990, n, 428, pubblicata nel supplemento
ordinario n. 10 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del
12 gennaio 1991, concernente disposizioni per l’adempimento di
obblighi derivanti dalla appartenenza dell’Italia alle Comunita’
europee, in particolare l’art. 4;
Ritenuto di dover adottare anteriormente alla citata scadenza del
1° agosto 2003, le disposizioni nazionali attuative del regolamento
(CE) n 753/2002;
Ritenuto altresi’ di dover procedere all’abrogazione di alcuni
decreti ministeriali, superati dalle norme comunitarie sopra citate e
dal presente decreto;
Visto il parere delle regioni e provincie autonome di Trento e
Bolzano, espresso nelle apposite riunioni tenutesi presso questo
Ministero in data 4 marzo 2003 e 27 marzo 2003 e da ultimo consultate
con nota n. 62342 del 22 aprile 2003;
Decreta:
Art. 1.
Disposizioni generali e definizioni
1. Il presente decreto stabilisce le disposizioni nazionali
applicative del regolamento (CE) n. 753/2002 della Commissione del
29 aprile 2002, che fissa talune modalita’ di applicazione del
regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio per quanto riguarda la
designazione, la denominazione, la presentazione e la protezione di
taluni prodotti vitivinicoli.
2. Allorche’ non sara’ diversamente previsto, per specifiche
disposizioni, ai sensi del presente decreto sono adottati i seguenti
termini, definizioni, abbreviazioni e/o sigle:
regolamento (CE) n. 753/2002: regolamento;
vini di qualita’ prodotti in regioni determinate: vqprd;
vini spumanti di qualita’ prodotti in regioni determinate:
vsqprd;
vini liquorosi di qualita’ prodotti in regioni determinate:
vlqprd;
vini frizzanti di qualita’ prodotti in regioni determinate:
vfqprd;
denominazione di origine controllata: DOC o DO;
denominazione di origine controllata e garantita: DOCG o DO;
vini da tavola con indicazione geografica o vini ad indicazione
geografica tipica: IGT;
per «vini tranquilli», anche a DO e a IGT, si intendono i vini
diversi dai vini liquorosi, dai vini frizzanti, dai vini frizzanti
gassificati, dai vini spumanti e dai vini spumanti gassificati.

Titolo II
Norme comuni
Art. 2.
Applicazione art. 4, paragrafo 1
del regolamento Misure relative ai codici
1. In sostituzione del codice di cui all’allegato VII, sezione E,
paragrafo 1, primo trattino, e del codice di cui all’allegato VIII,
sez. D.5 del regolamento (CE) n. 1493/1999, inteso ad evitare ogni
possibilita’ di equivoco tra talune indicazioni obbligatorie, quali
il nome o la ragione sociale, il comune dell’imbottigliatore o dello
speditore o dell’importatore, contenenti in tutto o in parte termini
geografici riservati ai vini DO o IGT diversi da quello ammesso per
la designazione di un determinato prodotto, sono applicabili le
disposizioni di cui all’art. 24, comma 3, della legge n. 164/1992,
che prescrivono l’obbligo di riportare le predette indicazioni in
caratteri di dimensioni non superiori a tre millimetri di altezza ed
a due millimetri di larghezza ed in ogni caso con caratteri non
superiori ad un quarto, sia in altezza che in larghezza, rispetto a
quelli usati per la denominazione del prodotto.
2. Il codice di cui all’allegato VII, sez. E, paragrafo 1, secondo
trattino, del regolamento (CE) n. 1493/1999, che indica in
etichettatura la sede sociale dell’imbottigliatore o dello speditore
e, ove opportuno, il luogo di imbottigliamento e di spedizione di un
vino da tavola ottenuto dal mescolamento di prodotti originari di
piu’ Stati membri o di un vino da tavola vinificato in uno Stato
membro ottenuto da uve raccolte in altro Stato membro, si identifica
con il codice ISTAT dei comuni.
3. Il codice facoltativo di cui all’allegato VII, sez. E, paragrafo
1, secondo capoverso, del regolamento (CE) n. 1493/1999, che indica
il nome o la ragione sociale, il comune e lo Stato membro
dell’imbottigliatore o dello speditore o dell’importatore, puo’
essere utilizzato, nel rispetto delle condizioni di cui alle predette
norme. Tale codice si identifica con quello attribuito
all’imbottigliatore dall’Ufficio periferico dell’Ispettorato centrale
repressione frodi competente per territorio in sede di vidimazione
dei registri previsti dalle norme comunitarie in materia di
organizzazione comune del mercato vitivinicolo e dalle relative norme
nazionali di applicazione.
4. Il codice facoltativo di cui all’allegato VIII (vini spumanti),
sez. D.4 del reg. 1493/1999, che indica il nome o la ragione sociale
dell’elaboratore, nonche’ il nome del comune o della frazione, e
dello Stato in cui questi ha la sede, puo’ essere utilizzato soltanto
per i prodotti elaborati nella Comunita’, ferme restando le
condizioni di cui allo stesso paragrafo. Tale codice si identifica
con quello attribuito all’imbottigliatore dall’Ufficio periferico
dell’Ispettorato centrale repressione frodi competente per territorio
in sede di vidimazione dei registri previsti dalle norme comunitarie
in materia di organizzazione comune del mercato vitivinicolo e dalle
relative norme nazionali di applicazione.

Art. 3.
Applicazione art. 5, paragrafo 1, del regolamento; allegato VIII,
sezione G.1, comma 3, del regolamento (CE) n. 1493/1999 (vini
spumanti) – Deroghe alle disposizioni sull’obbligo di
etichettatura
1. Le deroghe sull’applicazione delle disposizioni relative
all’obbligo di etichettatura di cui all’allegato VII, sezione G.l del
regolamento (CE) n. 1493/1999, previste all’art. 5, paragrafo 1, del
regolamento, sono accordate nei casi ed alle condizioni di seguito
riportati:
a) per i prodotti trasportati fra due o piu’ impianti di una
stessa azienda situata nell’ambito territoriale della medesima
provincia o delle province limitrofe, ad eccezione delle isole, per
le quali l’ambito territoriale e’ riferito alla regione, a condizione
che la ditta interessata faccia pervenire, prima dell’inizio del
trasporto, copia del documento di accompagnamento all’Ufficio
periferico dell’Ispettorato centrale repressione frodi competente per
territorio; la predetta copia puo’ essere presentata direttamente o
essere inviata tramite telefax;
b) per quantitativi di mosti di uve e di vini inferiori a 30
litri per partita e non destinati alla vendita;
c) per i mosti di uve e i vini destinati al consumo familiare del
produttore e dei suoi dipendenti.
2. Le deroghe sull’applicazione delle disposizioni relative
all’obbligo di etichettatura di cui all’allegato VIII, sezione G,
paragrafo 1, comma 3, del regolamento (CE) n. 1493/1 999, sono
accordate per vini spumanti ancora in fase di elaborazione di cui
alla sezione A, paragrafo 1, del citato allegato VIII, ottenuti
mediante seconda fermentazione in bottiglia e destinati a diventare
VSQPRD, alle condizioni stabilite dallo stesso comma 3 del paragrafo
G.1, purche’ la ditta interessata faccia pervenire, prima dell’inizio
del trasporto, copia del documento di accompagnamento all’Ufficio
periferico dell’Ispettorato centrale repressione frodi competente per
territorio; la predetta copia puo’ essere presentata direttamente o
essere inviata tramite telefax.

Art. 4.
Applicazione art. 5, paragrafo 2 del regolamento – Ripetizione in
etichetta di talune indicazioni in lingue diverse da quelle
ufficiali della Comunita’
1. E’ consentito che le indicazioni figuranti in etichettatura
siano ripetute in lingue diverse da quelle ufficiali della Comunita’,
qualora i relativi prodotti siano destinati all’esportazione nei
Paesi terzi e la legislazione di tali Paesi lo prescriva. Tuttavia
tale possibilita’ di ripetizione in traduzione non e’ ammessa per le
seguenti indicazioni:
nome geografico delle DO e i relativi nomi geografici aggiuntivi;
nome geografico delle IGT;
menzioni specifiche tradizionali e menzioni tradizionali
complementari di cui all’allegato III del regolamento,
le quali sono intraducibili e devono essere riportate in etichetta
unicamente in una delle lingue ufficiali della Repubblica italiana
ammessa per l’area territoriale d’origine dello specifico prodotto
vitivinicolo.

Art. 5.
Applicazione art. 10, paragrafo 5,
del regolamento Indicazioni da apporre
sui recipienti per il magazzinaggio
1. Sin dal momento in cui i prodotti indicati ai paragrafi 1, 2 e 3
dell’art. 10 del regolamento sono contenuti nei recipienti presenti
in cantina, su ciascuno di essi apposto un cartello, fissato in modo
che non sia possibile la rimozione accidentale e che risulti ben
visibile e leggibile.
2. Sul cartello di cui al comma 1 sono riportate, a caratteri
indelebili, le indicazioni seguenti conformemente a quanto previsto
dalle norme relative a ciascun prodotto, sempre che, nel caso delle
indicazioni facoltative, le stesse figurino o si preveda farle
figurare in etichetta:
la denominazione di vendita, con l’indicazione, se del caso: a)
delle menzioni previste dal disciplinare relative all’origine del
prodotto dall’unita’ geografica, dalla zona determinata e dalla zona
delimitata piu’ piccola della regione determinata; b) del nome dello
Stato membro o del Paese terzo; c) della menzione «melange (o
miscela) di vini di diversi Paesi della comunita’ europea»; d) della
menzione «vino ottenuto in … da uve raccolte in…»; ecc.;
il colore;
il tipo di prodotto;
l’anno di raccolta;
il nome di una o piu’ varieta’ di vite;
l’indicazione di come e’ stato ottenuto il prodotto o del metodo
di elaborazione;
le menzioni tradizionali complementari.
3. Le indicazioni obbligatorie e facoltative di cui al comma 2
corrispondono a quelle utilizzate nei conti distinti tenuti a norma
dell’art. 12, paragrafo 3, del reg. CE n. 884/2001, ovvero comunque
nei documenti giustificativi, ufficiali o commerciali, dei prodotti
detenuti ovvero introdotti e spediti.
4. E’ consentito l’utilizzo di codici in luogo delle indicazioni di
cui al comma 2, a condizione che gli stessi codici siano gia’
utilizzati nei registri.

Titolo III
Norme applicabili ai mosti di uve, ai mosti di uve parzialmente
fermentati, ai mosti di uve concentrati, ai vini nuovi ancora
infermentazione e ai vini ottenuti da uve stramature
Art. 6.
Applicazione art. 12, paragrafo 1, lettera b) del regolamento –
Definizione e disciplina utilizzo delle menzioni diverse da quelle
definite dalla normativa comunitaria
1. Tra le menzioni diverse da quelle definite dalle disposizioni
comunitarie, e’ prevista, per i prodotti definiti all’allegato I,
punto 3, del regolamento n. 1493/99, la menzione: «filtrato dolce».
Tale menzione puo’ essere riportata in etichettatura in sostituzione
o in aggiunta alla menzione «mosto di uve parzialmente fermentato».
2. Per i prodotti vitivinicoli disciplinati al presente titolo la
definizione e la disciplina di utilizzazione delle menzioni diverse
da quelle definite dalla normativa comunitaria sono previste con
appositi decreti ministeriali.

Art. 7.
Applicazione art. 13, paragrafo 1, lettera b),
del regolamento – Modalita’ per indicare
il tipo di prodotto
1. Per i prodotti vitivinicoli disciplinati al presente titolo
designati con indicazione geografica, le indicazioni relative al tipo
di prodotto, quali «amabile», «dolce» e similari, nonche’ le relative
condizioni di utilizzazione possono essere previste negli specifici
disciplinari di produzione.
2. Per prodotti vitivinicoli disciplinati al presente titolo
designati senza nome geografico puo’ essere utilizzata soltanto la
indicazione di tipo di prodotto «dolce».

Titolo IV
Norme applicabili ai vini da tavola, ai vini da tavola con indicazione
geografica, ai V.Q.P.R.D. e per analogia a talunialtri prodotti
vitivinicoli
Art. 8.
Applicazione art. 13, paragrafo 1 del regolamento (prodotti di cui al
titolo II del regolamento); art. 15, paragrafo 2 del regolamento
(vini tranquilli); art. 39, paragrafo 1, lettera a) del
regolamento (vini liquorosi, vini frizzanti e vini frizzanti
gassificati); art. 42, paragrafo 2 del regolamento (vini spumanti
e vini spumanti gassificati) – Condizioni di utilizzo dei termini
che si riferiscono ad un’azienda agricola
1. I termini riferiti ad un’azienda agricola, costituita da una
persona fisica o giuridica o da un’associazione di tali persone, che
possono essere inclusi nelle indicazioni relative al nome, indirizzo
e qualifica dell’imbottigliatore, o dello speditore o delle persone
che hanno partecipato alla commercializzazione, sono i seguenti:
per i prodotti dell’intero territorio nazionale: «azienda
agricola», «azienda viticola», «viticoltore», «produttore viticolo»,
«contadino», «fattoria», «tenuta», «podere», «cascina», «masseria»;
per i prodotti originari dalla provincia di Bolzano:
«landwirtschaftlicher Betrieb», «Weinbaubetrieb», «Weinbauer»,
«Weinerzeuger», «Weingut»,
o altri termini analoghi, anche al plurale, relativi ad un’azienda
agricola o che caratterizzano l’attivita’ viticola di detta azienda.
2. Detti termini possono essere utilizzati nel rispetto delle
disposizioni previste dall’art. 15 del regolamento.

Art. 9.
Applicazione art. 13, paragrafo 1 del regolamento (prodotti di cui al
titolo II del regolamento); art. 15, paragrafo 3 del regolamento
(vini tranquilli); art. 39, paragrafo 1, lettera a) del
regolamento (vini liquorosi, vini frizzanti e vini frizzanti
gassificati); art. 42, paragrafo 2 del regolamento (vini spumanti
e vini spumanti gassificati) – Indicazione obbligatoria dei
riferimenti alla persona che ha effettuato l’imbottigliamento per
conto terzi
1. E’ resa obbligatoria l’indicazione facoltativa di cui all’art.
15, paragrafo 1, del regolamento, relativa ai riferimenti alla
persona che ha effettuato l’imbottigliamento per conto terzi. Gli
stessi riferimenti possono essere indicati in codice nel rispetto
delle specifiche disposizioni previste dal regolamento e dall’art. 2
del presente decreto.

Art. 10.
Applicazione art. 16, paragrafo 2, lettera a) del regolamento –
Eventuale previsione del tenore minimo dell’acidita’ totale per
l’utilizzo dei termini «secco» o «asciutto» o «abboccato» per i
VQPRD e i vini IGT tranquilli
1. L’eventuale criterio analitico complementare del tenore minimo
di acidita’ totale, per l’utilizzazione dei termini «secco» o
«asciutto» o «abboccato», deve essere previsto nei disciplinari di
produzione degli specifici VQPRD o IGT.

Art. 11.
Applicazione art. 16, paragrafo 2 – b) del regolamento – Eventuale
previsione del tenore minimo di zucchero residuo non inferiore a
35 g/l per l’utilizzazione del termine «dolce» per alcuni VQPRD
tranquilli
1. L’eventuale tenore minimo di zucchero residuo non inferiore a 35
g/l, per l’utilizzazione del termine «dolce», deve essere previsto
nei disciplinari di produzione degli specifici VQPRD.

Art. 12.
Applicazione art. 13, paragrafo 1, lettera c) del regolamento (mosti
di uve parzialmente fermentati destinati al consumo umano diretto,
vini di uve stramature); art. 17 del regolamento (vini
tranquilli), art. 39, paragrafo 1, lettera c), del regolamento
(vini liquorosi e vini frizzanti e dei vini frizzanti gassificati)
– Condizioni di utilizzo delle indicazioni relative ad un colore
1. Le indicazioni relative ad un colore particolare e le relative
condizioni di utilizzazione devono essere previste nei disciplinari
di produzione degli specifici mosti di uve parzialmente fermentati
destinati al consumo umano diretto e dei vini di uve stramature
designati con indicazione geografica, dei vini da tavola IGT, dei
VQPRD, dei vini liquorosi IGT, dei vini frizzanti IGT, dei VLQPRD e
dei VFQPRD.
2. I mosti di uve parzialmente fermentati destinati al consumo
umano diretto, i vini di uve stramature, i vini da tavola, i vini
liquorosi, i vini frizzanti, i vini frizzanti gassificati, designati
senza nome geografico, devono utilizzare in etichetta soltanto i
seguenti colori: «bianco», «rosso», «rosato».

Titolo V
Norme applicabili ai vini da tavola con indicazione geografica,
aiV.Q.P.R.D. e per analogia a taluni altri prodotti
vitivinicolidesignati con la IGT e con la DO
Art. 13.
Applicazione art. 14, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (mosti
di uve parzialmente fermentati destinati al consumo umano diretto
e vini di uve stramature con indicazione geografica); art. 19,
paragrafo 1, lettera a), del regolamento (vini IGT e DO
tranquilli); art. 39 paragrafo 2, lettera b), del regolamento
(vini liquorosi IGT e DO, vini frizzanti IGT e DO); art. 46 del
regolamento e allegato VIII – E.2, comma 2, del reg. 1493/1999
(Vini spumanti). Sinonimi varieta’ di vite
1. E’ riportato nell’allegato 1 al presente decreto l’elenco dei
sinonimi delle varieta’ di viti, riportati nella classificazione
ufficiale nazionale, che possono essere utilizzati in etichettatura.

Art. 14.
Applicazione art. 14, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (mosti
di uve parzialmente fermentati destinati al consumo umano diretto
e vini di uve stramature con indicazione geografica); art. 19,
paragrafi 2 e 3 del regolamento (vini IGT e DO tranquilli); art.
39 paragrafo 2, lettera b), del regolamento (vini liquorosi IGT e
DO, vini frizzanti IGT e DO); allegato VIII – E.2, comma 2, del
reg. 1493/1999 (vini spumanti) – Deroghe relative all’uso delle
varieta’ di vite, o sinonimi, contenenti nomi geografici riservati
a vini IG o VQPRD
1. E’ riportato nell’allegato 2 al presente decreto l’elenco delle
deroghe nazionali relative all’uso delle varieta’ di vite, o
sinonimi, contenenti i nomi geografici riservati a vini IG o VQPRD.

Art. 15.
Applicazione art. 14, paragrafo 3, lettera c), del regolamento (mosti
di uve parzialmente fermentati destinati al consumo umano diretto
e vini di uve stramature con indicazione geografica); art. 21 del
regolamento (vini IGT e DO tranquilli); art. 39 paragrafo 2,
lettera c), del regolamento (vini liquorosi IGT e DO, vini
frizzanti IGT e DO); allegato VIII – E.10 del reg. 1493/1999 (Vini
spumanti) – Disposizioni sui concorsi enologici
1. Per i prodotti disciplinati al presente articolo si applicano le
disposizioni del decreto ministeriale n. 335 dell’8 marzo 1994,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 130 del 6 giugno 1994,
concernente la disciplina dei concorsi enologici e delle distinzioni
dei vini a DO e a IGT.

Art. 16.
Applicazione art. 14, paragrafo 3, del regolamento (mosti di uve
parzialmente fermentati destinati al consumo umano diretto e vini
di uve stramature con indicazione geografica); art. 22, paragrafo
1, del regolamento (vini IGT e DO tranquilli); art. 39, paragrafo
2, lettera d), del regolamento (vini frizzanti IGT e DO); art. 45,
paragrafo 2, del regolamento (vini spumanti DO) – Indicazioni
relative al modo di ottenimento o di elaborazione di taluni
prodotti vitivinicoli
1. Limitatamente alle categorie dei vini IGT e DO tranquilli e
frizzanti, ai fini dell’utilizzo in etichettatura della menzione
tradizionale «novello», relativa al modo in cui sono elaborati ed
all’epoca in cui sono immessi al consumo i relativi vini, sono
applicabili le disposizioni del decreto ministeriale 13 luglio 1999,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 213 del 10 settembre 1999.
2. Per i prodotti vitivinicoli disciplinati al presente articolo le
indicazioni relative al modo di ottenimento o di elaborazione e le
loro condizioni di utilizzazione sono previste con appositi decreti
ministeriali o nei disciplinari di produzione degli specifici
prodotti DO o IGT.

Art. 17.
Applicazione art. 14, paragrafo 3, lettera f), del regolamento (mosti
di uve parzialmente fermentati destinati al consumo umano diretto
e vini di uve stramature con indicazione geografica); art. 25,
paragrafo 1, del regolamento (vini IGT e DO tranquilli); art. 39
paragrafo 2, lettera f), del regolamento (vini liquorosi IGT e DO,
vini frizzanti IGT e DO) – Indicazione del nome dell’azienda
1. Per indicare il nome dell’azienda viticola nella quale il
prodotto vitivinicolo e’ stato ottenuto possono essere utilizzati i
seguenti termini:
per i prodotti dell’intero territorio nazionale: «abbazia»,
«castello», «torre», «rocca», «villa»;
per i prodotti originari dalla provincia di Bolzano: «Kloster»,
«Stift», «Abtei», «SchloÞ», «Burg», «Ansitz»,
e altri termini similari, in abbinamento ai nomi delle relative
entita’ storico tradizionali o dei toponimi, nonche’ le loro
illustrazioni.
2. Detti termini e le loro illustrazioni possono essere utilizzati
a condizione che:
i citati nomi delle entita’ storico tradizionali e dei toponimi
abbinabili non devono contenere, in tutto o in parte, un nome
geografico riservato a IGT e DO diverse da quella utilizzata per
designare il vino ottenuto nell’azienda viticola in questione. Sono
altresi’ fatte salve le disposizioni previste dalla normativa sui
marchi che consentono, per motivi di consolidata tradizione d’uso,
l’utilizzo di marchi registrati contenenti in tutto o in parte nomi
geografici riservati a DO e IGT;
siano rispettate le condizioni stabilite dall’art. 25 del
regolamento.

Art. 18.
Applicazione art. 14, paragrafo 3, lettera g), del regolamento (mosti
di uve parzialmente fermentati destinati al consumo umano diretto
e vini di uve stramature con indicazione geografica); art. 26,
paragrafo 1, del regolamento (vini IGT e DO tranquilli); art. 39
paragrafo 2, lettera g), del regolamento (vini liquorosi IGT e DO,
vini frizzanti IGT e DO) – Menzioni relative all’imbottigliamento
1. Per i prodotti vitivinicoli disciplinati nel presente articolo
sono stabilite le seguenti menzioni relative all’imbottigliamento
nell’azienda viticola, da parte di un’associazione di aziende
viticole o in una impresa situata nella regione di produzione o nelle
sue immediate vicinanze per i VQPRD di cui all’allegato VI, D.3 del
regolamento (CE) n. 1493/99:
per i prodotti dell’intero territorio nazionale: «imbottigliato
dal viticoltore», «imbottigliato all’origine», «imbottigliato
all’origine dalla cantina sociale», «imbottigliato all’origine dai
produttori riuniti», «imbottigliato all’origine dall’associazione dei
produttori»;
per i prodotti originari dalla provincia di Bolzano: «abgefüllt
vom Weinbauern», «Erzeugerabfüllung», «Erzeugerabfüllung der
Kellereigenossenschaft», a condizione che il prodotto provenga
esclusivamente dalle uve raccolte nei vigneti che fanno parte
dell’azienda viticola e vinificate nella stessa azienda.

Art. 19.
Applicazione art. 14, paragrafo 3, lettera e), del regolamento (mosti
di uve parzialmente fermentati destinati al consumo umano diretto
e vini di uve stramature con indicazione geografica); art. 27 del
regolamento (vini IGT e DO tranquilli); art. 39, paragrafo 2,
lettera e), del regolamento (vini liquorosi IGT e DO, vini
frizzanti IGT e DO); art. 45, paragrafo 1, del regolamento e
allegato VIII – E.2, comma 3, del regolamento n. 1493/99 (vini
spumanti) – Disposizioni supplementari relative all’utilizzo di
talune indicazioni facoltative: limitazione e disciplina d’uso
delle menzioni tradizionali e del nome delle varieta’ di viti
1. Le menzioni tradizionali italiane figuranti nell’elenco
riportato all’allegato III del regolamento, parti A e B, ai sensi
dell’art. 24 del regolamento, sono riservate esclusivamente ai
rispettivi vini DO e IGT che figurano, per ciascuna menzione
tradizionale, nella seconda colonna del predetto elenco,
conformemente alle disposizioni previste dai relativi disciplinari di
produzione.
2. L’utilizzo del nome delle varieta’ di vite che figurano
nell’allegato 3 al presente decreto e’ limitato ai corrispondenti
vini DO a margine indicati.
3. Fatte salve le misure piu’ restrittive stabilite dagli specifici
disciplinari di produzione il nome della varieta’ di vite o delle
varieta’ di viti possono figurare in etichetta alle seguenti
condizioni:
qualora il nome del vitigno e’ riportato in stretta connessione
al nome geografico, o sul medesimo rigo, deve figurare in caratteri
delle stesse dimensioni, rilievo ed intensita’ colorimetrica del nome
geografico;
negli altri casi il nome del vitigno puo’ figurare in caratteri
di dimensione non superiore al doppio di quelli utilizzati per il
nome geografico e, limitatamente ai vini spumanti, in caratteri di
dimensione non superiore al triplo di quelli utilizzati per il nome
geografico del V.S.Q.P.R.D. o della denominazione del prodotto per
gli spumanti designati senza nome geografico.

Titolo VI
Norme specifiche applicabili ai vini da tavola con indicazione geografica
tranquilli e per analogia a taluni altri prodottivitivinicoli designati
con la indicazione geografica
Art. 20.
Applicazione art. 14, paragrafo 3, lettera e), del regolamento (mosti
di uve parzialmente fermentati destinati al consumo umano diretto
e vini di uve stramature con indicazione geografica); art. 28,
comma 4, del regolamento (vini IGT tranquilli); art. 39 paragrafo
2, lettera e), del regolamento (vini liquorosi IGT vini frizzanti
IGT) – Eventuali norme piu’ restrittive per l’utilizzo della
menzione «indicazione geografica tipica» o «Landwein» o «vin de
pays»
1. Le eventuali disposizioni piu’ restrittive per l’utilizzazione
della menzione «indicazione geografica tipica», o «Landwein» o «vin
de pays», sono previste negli specifici disciplinari di produzione,
sulla base dei principi generali stabiliti dalla legge n. 164/1992.

Titolo VII
Norme specifiche applicabili ai V.Q.P.R.D.,ai V.L.Q.P.R.D.,
ai V.F.Q.P.R.D, e ai V.S.Q.P.R.D.
Art. 21.
Applicazione art. 32 del regolamento
– Unita’ geografiche piu’ ampie della regione determinata
1. Per tutte le categorie di vini DO disciplinate dal presente
titolo, le unita’ geografiche piu’ ampie della regione determinata,
che possono essere utilizzate in ambito nazionale in associazione al
nome di talune regioni determinate, sono le seguenti:
«Alto Adige» («Südtirol») o dell’«Alto Adige» («Südtiroler»), in
associazione alle tipologie «Classico» e «Classico Superiore» della
DOC «Lago di Caldaro» o «Caldaro» o «Kalterersee» o «Kalterer»
(decreto ministeriale 11 novembre 2002 – Gazzetta Ufficiale n. 272
del 20 novembre 2002; decreto ministeriale 3 agosto 1993 – Gazzetta
Ufficiale n. 200 del 26 agosto 1993);
«Sardegna», in associazione alle DO: «Alghero», «Arborea»,
«Carignano del Sulcis», «Malvasia di Bosa», «Mandrolisai», «Moscato
di Sorso Sennori», «Giro’ di Cagliari», «Malvasia di Cagliari»,
«Monica di Cagliari», «Moscato di Cagliari», «Nasco di Cagliari»,
«Nuragus di Cagliari», «Terralba o Campidano di Terralba»,
«Vermentino di Gallura», «Vernaccia di Oristano» (decreto
ministeriale 30 marzo 2001 – Gazzetta Ufficiale n. 102 del 4 maggio
2001).
Le relative condizioni di utilizzazione sono stabilite negli
specifici decreti di autorizzazione indicati a margine.

Art. 22.
Applicazione art. 33, paragrafo 1, del regolamento
– Menzioni indicanti l’imbottigliamento
nella regione determinata.
1. Per tutte le categorie di vini DO disciplinate dal presente
titolo sono ammesse le seguenti menzioni indicanti l’imbottigliamento
nella regione determinata:
a) per i prodotti dell’intero territorio nazionale:
«imbottigliato nella zona di produzione»;
«imbottigliato in …» seguita dal nome della regione
determinata;
b) per i prodotti originari dalla provincia di Bolzano:
«abgefüllt im Produktionsgebiet»;
«abgefüllt in …» seguita dal nome della regione determinata,
a condizione che l’imbottigliamento sia effettuato nella regione
determinata in causa o in stabilimenti situati nelle sue immediate
vicinanze per i VQPRD di cui all’allegato VI, D.3 del regolamento
(CE) n. 1493/99.

Titolo VIII
Norme applicabili ai vini liquorosi e ai vini frizzanti
Art. 23.
Applicazione art. 39, paragrafo 1, lettera b)
del regolamento – Indicazioni relative al tipo di prodotto
1. Per la categoria dei vini liquorosi possono essere utilizzate le
seguenti indicazioni di tipo di prodotto, a condizione che ciascun
tipo abbia un tenore di zuccheri residui compreso nei limiti a
margine indicati:
a) «secco»: fino a 40 g/l;
b) «semisecco» o «amabile»: da 40 a 100 g/l;
c) «dolce»: superiore a 100 g/l.
2. Per la sola categoria dei vini frizzanti definita al punto 17
dell’allegato I del regolamento (CE) n. 1493/99, possono essere
utilizzate le seguenti indicazioni di tipo di prodotto, a condizione
che ciascun tipo abbia un tenore di zuccheri residui compreso nei
limiti a margine indicati:
a) «secco»: da 0 a 15 g/l;
b) «semisecco» o «abboccato»: da 12 a 35 g/l;
c) «amabile»: da 30 a 50 g/l;
d) «dolce»: superiore a 45 g/l.
3. Limitatamente ai vini liquorosi e ai vini frizzanti designati
con nome geografico altre menzioni relative al tipo di prodotto e le
relative condizioni di utilizzazione possono essere previste nei
disciplinari di produzione degli specifici vini liquorosi e frizzanti
IGT e DOC.
4. Per i vini di cui al comma 3, in deroga alle disposizioni
generali di cui ai comma 1 e 2, negli specifici disciplinari di
produzione possono essere altresi’ previsti limiti del tenore degli
zuccheri residui diversi da quelli ivi indicati, soltanto se tale
diverso tenore zuccherino e’ giustificato da connesse e particolari
condizioni chimico-fisiche ed organolettiche che devono figurare
nello specifico disciplinare.

Titolo IX
Norme applicabili ai vini spumanti
Art. 24.
Applicazione regolamento (CE) n. 1493/99,
allegato VIII – E.2, comma 2 e 3
– Indicazione del nome della varieta’ di vite
1. L’indicazione del nome della varieta’ di vite o di un sinonimo
di tale nome nella designazione dei vini spumanti di cui all’allegato
I, punto 15, del regolamento (CE) n. 1493/99 elaborati nella
comunita’ e dei vini spumanti originari di Paesi terzi le cui
condizioni di elaborazione sono riconosciute equivalenti a quelle
previste nell’allegato V, sezione I, o nell’allegato VI, sezione K,
del citato regolamento, deve avvenire alle seguenti condizioni:
la varieta’ di vite o il suo sinonimo deve figurare nell’elenco
ufficiale delle varieta’ stabilita in applicazione dell’art. 19 del
regolamento (CE) n. 1493/99;
per quanto concerne i VSQPRD, la varieta’ di vite o il suo
sinonimo deve essere elencata nello specifico disciplinare di
produzione;
il nome della varieta’ delle relative uve deve figurare nella
dichiarazione generale della produzione vitivinicola e/o nella
denuncia delle produzioni DO e in tutti i documenti previsti dalla
normativa vigente in materia deve essere indicata la destinazione
produttiva in questione.
2. Ai sensi del regolamento (CE) n. 1493/99, allegato VIII – E.2,
comma 3, e’ consentito:
utilizzare il nome di una varieta’ di vite, se il prodotto e’
ottenuto per almeno l’85% da uve della varieta’ in questione;
utilizzare il nome di due o tre varieta’ di viti,
alle condizioni prescritte dallo stesso allegato VIII – E.2, comma 3.

Titolo XI
Disposizioni finali
Art. 25.
Abrogazione precedenti decreti e termini di applicazione
1. A decorre dall’entrata in vigore del presente decreto sono
abrogati i decreti indicati nella seguente tabella:

=====================================================================
D.M. | G.U.R.I. | Titolo
=====================================================================
| |Indicazioni consentite
| |nella presentazione dei
| |vini da tavola con
5 agosto 1977 |n. 229 del 24 agosto 1977|indicazione geografica.
———————————————————————
| |Norme sulla designazione e
| |presentazione dei vini da
| |tavola con indicazione
21 dicembre 1977|n. 20 del 20 gennaio 1978|geografica.
———————————————————————
| |Norme sulla designazione e
| |presentazione dei vini a
|n. 51 del 21 febbraio |denominazione di origine
27 dicembre 1977|1978 |controllata.
———————————————————————
| |Norme complementari al
| |decreto ministeriale
| |21 dicembre 1977
| |concernente norme sulla
|n. 343 del 9 dicembre |designazione e
2 novembre 1978 |1978 |presentazione geografica.
———————————————————————
| |Norme complementari
| |concernenti la
| |presentazione dei mosti e
| |dei vini da presentazione
| |con indicazione
3 marzo 1979 |n. 84 del 26 marzo 1979 |geografica.
———————————————————————
| |Ultimazione dei termini
|n. 324 del 28 novembre |{giovane} e {novello} per
10 novembre 1979|1979 |i vini da tavola.
———————————————————————
| |Norme concernenti l’uso di
| |riferimenti aggiuntivi per
| |la designazione dei vini
| |da tavola con indicazione
5 agosto 1982 |n. 235 del 26 agosto 1982|geografica.
———————————————————————
| |Norme integrative relative
| |ai vini da tavola con
9 dicembre 1983 |n. 15 del 16 gennaio 1983|indicazione geografica.
———————————————————————
| |Disciplina concernente
| |l’uso del nome dei vitigni
| |nella designazione e
| |presentazione dei vini
| |spumanti e dei vini
28 marzo 1987 |n. 86 del 28 marzo 1978 |spumanti gassificati.

2. Il presente decreto sara’ inviato all’organo di controllo per la
registrazione ed entrera’ in vigore il 1° agosto 2003, fatte salve le
eventuali ulteriori disposizioni applicative che saranno adottate
dall’Unione europea.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 3 luglio 2003
Il Ministro: Alemanno
Registrato alla Corte dei conti il 16 luglio 2003
Ufficio di controllo sui Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 3 Politiche agricole e forestali, foglio n. 367

Allegato 1

—-> Vedere allegato da pag. 29 a pag. 34 in formato zip/pdf

Allegato 2

—-> Vedere allegato da pag. 35 a pag. 37 in formato zip/pdf

Allegato 3

—-> Vedere allegato di pag. 38 in formato zip/pdf

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 3 luglio 2003: Disposizioni nazionali applicative del regolamento (CE) n. 753/2002

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