MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI: DECRETO 26 febbraio 2004 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI: DECRETO 26 febbraio 2004

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI: DECRETO 26 febbraio 2004 Modalita' di attuazione del programma di abbandono totale della produzione lattiera ai sensi dell'art. 10, comma 20, della legge 30 maggio 2003, n. 119. (GU n. 72 del 26-3-2004)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 26 febbraio 2004

Modalita’ di attuazione del programma di abbandono totale della
produzione lattiera ai sensi dell’art. 10, comma 20, della legge 30
maggio 2003, n. 119.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE
AGRICOLE E FORESTALI

Visto il regolamento (CEE) n. 3950/92 del Consiglio del 25 dicembre
1992, che istituisce un prelievo supplementare nel settore del latte
e dei prodotti lattiero-caseari;
Visto il regolamento (CE) n. 1392/2001 della Commissione del
9 luglio 2001, recante modalita’ d’applicazione del regolamento (CEE)
n. 3950/92 del Consiglio che istituisce un prelievo supplementare nel
settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari;
Visto il decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, concernente
«Riforma della normativa in tema di applicazione del prelievo
supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari»;
Visto, in particolare, l’art. 10, comma 20, del decreto-legge
28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge
30 maggio 2003, n. 119, in base al quale, entro quarantacinque giorni
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
decreto-legge n. 49/2003, con decreto del Ministro delle politiche
agricole e forestali, sono definite le modalita’ di attuazione;
Considerata, in applicazione dell’art. 1, comma 3, della citata
legge 30 maggio 2003, n. 119, la necessita’ di consentire l’adozione
di disposizioni particolari per la tutela dell’istituto del maso
chiuso;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, che si e’
espressa nella seduta del 13 novembre 2003;
Acquisito il parere espresso dalle competenti commissioni
parlamentari;

A d o t t a

il seguente decreto:
Art. 1.
Abbandono produzione lattiera
1. Al fine di favorire la ristrutturazione della produzione
lattiera e il rientro della produzione nei limiti del quantitativo
nazionale garantito, e’ attivato un programma di abbandono totale e
definitivo della produzione di latte vaccino ai sensi dell’art. 8,
lettera a), del regolamento (CEE) n. 3950/92 e successive modifiche.
L’indennizzo e’ determinato in modo da assicurare che lo stesso,
unitamente all’aiuto per la riconversione, risulti compatibile con le
differenti condizioni di mercato delle quote presenti nelle diverse
zone omogenee. L’indennizzo, differenziato in modo da tener conto
dell’ubicazione dell’azienda nelle aree omogenee classificate di
montagna, svantaggiate o di pianura ai sensi della direttiva n.
65/268 CEE, nonche’ del regolamento (CE) n. 1257/99 del Consiglio del
17 maggio 1999 e’, fissato rispettivamente in Euro 0,15, Euro 0,25 e
Euro 0,30 per ogni chilogrammo di quota. L’indennizzo e’, corrisposto
per la quota di cui risulta titolare il produttore al momento della
presentazione della domanda, decurtata delle eventuali revoche e
riduzioni che hanno efficacia dal periodo successivo alla
presentazione della domanda stessa. Le assegnazioni gratuite di quota
effettuate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e
Bolzano (regioni) per il periodo 2003/2004 e successivi non sono
ammissibili al beneficio dell’indennizzo. Tali ultimi quantitativi
affluiscono alla riserva nazionale per essere riattribuiti alle
regioni secondo quanto stabilito dall’art. 3, comma 3, della legge n.
119/2003.
2. I produttori, che intendono aderire al programma di abbandono di
cui al comma 1, devono presentare una specifica richiesta, previo
assenso del proprietario dell’azienda, nel caso in cui il richiedente
e’ un affittuario, per il tramite della regione competente per
territorio, all’AGEA. La richiesta, da redigersi secondo il modello
di cui all’allegato (I), deve essere presentata entro e non oltre
centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto. La richiesta puo’ essere presentata esclusivamente da quei
produttori che abbiano provveduto all’effettivo versamento del
prelievo supplementare eventualmente dovuto o cui sia stata
riconosciuta la facolta’ di rateizzazione di cui all’art. 10, comma
34 e seguenti, della legge n. 119/2003.
3. Le regioni trasmettono all’AGEA, attraverso il SIAN, le
richieste presentate, entro sessanta giorni dal termine ultimo per la
presentazione delle medesime, al fine della predisposizione della
graduatoria nazionale, formulata sulla base del criterio del maggior
rapporto tra produzione e quota del periodo antecedente a quello di
presentazione della domanda, dando priorita’ nell’ordine:
ai produttori che aderiscono al programma di riconversione di cui
all’art. 10, comma 21, della legge n. 119/2003;
ai produttori le cui aziende sono situate in zone classificate in
pianura ai sensi della direttiva n. 75/268 CE, nonche’ ai sensi del
regolamento (CE) n. 1257/99 del Consiglio del 17 maggio 1999.
4. L’AGEA, entro trenta giorni dal termine di cui al comma 3,
individua i produttori ammessi al programma di abbandono nei limiti
delle disponibilita’ finanziarie assegnate al programma e tenuto
conto della graduatoria nazionale. Ai produttori ammessi al programma
l’AGEA invia, entro il medesimo termine, la comunicazione di
accettazione, informandone la regione competente.
5. I produttori ammessi al programma, entro i sessanta giorni
successivi al ricevimento della comunicazione di cui al comma 4,
devono:
a) abbandonare la produzione nell’azienda per la quale e’ stato
chiesto l’indennizzo, di cui all’art. 10, comma 20 della legge n.
119/2003;
b) procedere alla vendita o alla macellazione dei capi bovini
destinati alla produzione di latte ai fini della commercializzazione.
6. Ai fini della liquidazione dell’indennizzo, le regioni, entro
trenta giorni dal termine di cui al comma 5, verificano il rispetto
degli adempimenti di cui al precedente comma e comunicano all’AGEA
l’esito delle verifiche stesse. Le regioni procedono, altresi’,
all’aggiornamento del registro pubblico delle quote di cui all’art.
2, comma 2, della legge n. 119/2003.
7. L’AGEA, entro trenta giorni dal termine di cui al comma 6,
provvede alla liquidazione dell’indennizzo.
8. Le regioni effettuano annualmente controlli a campione, anche
con il supporto del SIAN, al fine di verificare che non sia stata
ripresa la produzione di latte vaccino nell’azienda agricola che ha
beneficiato dell’indennizzo di cui al presente articolo.
9. Il programma di abbandono viene riattivato con le disponibilita’
finanziarie provenienti dalle riassegnazioni di cui all’art. 3 o da
eventuali rifinanziamenti del programma sulla base della graduatoria
nazionale che resta aperta fino al completo soddisfacimento delle
richieste.
10. Ai produttori che aderiscono al programma di abbandono e’
garantito l’accesso al regime di aiuti per la riconversione di cui
all’art. 10, comma 21, della legge n. 119/2003.

Art. 2.
Istituto del maso chiuso
1. Nella provincia autonoma di Bolzano, ove vige l’istituto del
maso chiuso, l’attuazione del programma di abbandono, viene regolato
con propri provvedimenti.

Art. 3.
Ripartizione delle quote
1. I quantitativi di riferimento inerenti le aziende che accedono
al programma di abbandono di cui all’art. 1, affluiscono nella
riserva nazionale e sono ripartiti tra le regioni secondo le
modalita’ di cui all’art. 3, comma 3, della legge n. 119/2003. Le
regioni procedono alla riassegnazione dei predetti quantitativi ai
produttori che ne facciano richiesta, previo versamento a cura dei
produttori medesimi di un importo per ogni chilogrammo di quota pari
a quello indicato, per le diverse zone omogenee all’art. 1, comma 1.
La riassegnazione e’ effettuata secondo i criteri di cui all’art. 3,
comma 4, della legge n. 119/2003 e nel rispetto delle zone omogenee
di provenienza dei quantitativi di riferimento che hanno formato
oggetto di abbandono.
2. L’AGEA provvede a definire le modalita’ di versamento degli
importi di cui al comma 1 dandone comunicazione alle regioni.
3. Ai fini dell’assegnazione dei quantitativi ripartiti dalla
riserva nazionale, derivanti dall’applicazione di cui all’art. 1, le
regioni verificano che il richiedente:
a) ha provveduto al versamento del prelievo supplementare dovuto
anche nelle ulteriori modalita’ di cui all’art. 10, comma 34 e
seguenti, della legge n. 119/2003;
b) non ha ceduto a titolo oneroso, disgiuntamente dall’azienda,
in tutto o in parte la propria quota conseguendo nel contempo un
esubero produttivo, tenuto conto di quanto previsto dall’art. 3,
comma 4-bis, della legge n. 119/2003.
4. Nel caso in cui i quantitativi ripartiti tra le regioni, non
vengano assegnati entro novanta giorni dalla data di ripartizione,
gli stessi riaffluiscono nella riserva nazionale per essere
ripartiti, secondo le modalita’ stabilite dall’art. 10, comma 20,
terzo periodo, della legge n. 119/2003.
5. Le quote ripartite ai sensi del comma 4 vengono riassegnate
dalle regioni con le modalita’ di cui ai commi 1 e 3.
Il presente decreto e’ trasmesso alla Corte dei conti per la
registrazione ed entra in vigore il giorno successivo alla sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 26 febbraio 2004
Il Ministro: Alemanno
Registrato alla Corte dei conti il 17 marzo 2004
Ufficio di controllo sugli atti dei Ministeri delle attivita’
produttive registro n. 1, foglio n. 322

—-> Vedere Allegato alle pagg. 13 – 14 della G.U. in formato zip/pdf

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI: DECRETO 26 febbraio 2004

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