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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI: DECRETO 23 marzo 2004

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI: DECRETO 23 marzo 2004 Invito alla presentazione di progetti di ricerca finanziabili a contributo per l'attivazione delle zone di tutela biologica. (GU n. 75 del 30-3-2004)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 23 marzo 2004

Invito alla presentazione di progetti di ricerca finanziabili
a contributo per l’attivazione delle zone di tutela biologica.

IL DIRETTORE GENERALE
per la pesca e l’acquacoltura

Vista la legge 14 luglio 1965, n. 963, e successive modifiche,
recante disciplina della pesca marittima;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n.
639, riguardante il regolamento di esecuzione della predetta legge, e
in particolare l’art. 98, con il quale si stabilisce che
l’istituzione delle zone di tutela biologica venga disposta sulla
base di studi scientifici o tecnici;
Vista la legge 17 febbraio 1982, n. 41, e successive modifiche,
recante piano per la razionalizzazione e lo sviluppo della pesca
marittima;
Visto il decreto ministeriale 9 novembre 1982, e successive
modifiche, concernente le modalita’ tecniche per la concessione degli
interventi finanziari previsti dalla premessa legge n. 41/1982;
Visto il decreto ministeriale 25 maggio 2000, concernente
l’adozione del VI Piano nazionale della pesca e dell’acquacoltura
2000-2002, pubblicato nel supplemento ordinario n. 121 alla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 174 del 27 luglio 2000;
Visto il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 65, art. 5, comma
f), in materia di deroghe dall’applicazione del decreto medesimo nei
casi di affidamento a contributo di attivita’ di ricerca finalizzate
al beneficio di interessi generali e non di esigenze di esclusivo
interesse dell’Amministrazione;
Visto il decreto ministeriale e 16 giugno 1998 pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 156 del 7 luglio
1998, ed in particolare l’art. 9;
Vista la legge 27 dicembre 2002, n. 289, recante disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2003), pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 305 del 31 dicembre 2002, n.
240/L, con particolare riferimento all’art. 69, comma 14, che
proroga, per il 2003, il VI Piano nazionale della pesca e
dell’acquacoltura 2000-2002 adottato con il decreto suindicato;
Vista la comunicazione della Commissione europea al Consiglio e al
Parlamento europeo COM (2002) 535 def. del 9 ottobre 2002 relativa ad
un piano d’azione comunitario per la conservazione e lo sfruttamento
sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo
nell’ambito della politica comune della pesca;
Visto il decreto ministeriale 19 giugno 2003, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 194, del 22 agosto
2003, concernente il Piano di protezione delle risorse acquatiche e
che all’art. 7 statuisce l’istituzione di zone di tutela biologica da
adottarsi ai sensi dell’art. 98 del premesso decreto del Presidente
della Repubblica n. 1639/1968.
Considerato che l’attivazione delle predette zone di tutela
biologica e’ considerata tra le strategie essenziali ai fini
dell’efficace sinergia di tutte le azioni previste, in favore della
sostenibilita’ eco-sistemica, dal predetto piano di protezione delle
risorse acquatiche notificato a Bruxelles con nota n. 200309895/2003;
Considerato che tra le zone di tutela biologica da adottarsi in
attuazione del predetto piano di protezione sono state proposte, con
nota n. 200315929/2003, alla Commissione europea una zona nell’area
marina «Zona A – area penisola sorrentina»: una zona nell’area marina
«Zona B – area prospiciente Amantea»; una zona nell’area marina «Zona
C – area Tremiti»; una zona nell’area marina «Zona D – area fiori
Ravenna»; una zona nell’area marina «Zona E – area Barbare»; una zona
nell’area marina «Zona F – area tenue»; una zona nell’area marina
«Zona G – area Miramare»;
Sentito il comitato per il coordinamento della ricerca scientifica
applicata alla pesca marittima che, nella seduta del 16 marzo 2004,
ha espresso parere favorevole;
Decreta:
Art. 1.
E’ aperto l’invito a presentare progetti di ricerca finanziabili a
contributo per la realizzazione delle attivita’ di studio e
monitoraggio richieste, ai sensi dell’art. 98 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 1639/1968 per le zone di tutela
biologica la cui istituzione e’ prevista nell’ambito del piano di
protezione delle risorse acquatiche per l’anno 2003 e per le zone di
cui all’art. 9 del decreto ministeriale 16 giugno 1998 pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 156 del 7 luglio 1998, come specificato
nel successivo art. 2.

Art. 2.
La presentazione dei progetti e’ riservata ai soggetti pubblici e
privati regolarmente iscritti all’Anagrafe nazionale delle ricerche,
istituita presso il Ministero dell’universita’ e della ricerca
scientifica.

Art. 3.
I progetti di cui al precedente articolo possono includere anche
prestazioni collaborative da parte di soggetti pubblici o privati non
in possesso dei requisiti indicati nel precedente articolo, purche’
le stesse risultino funzionalmente necessarie alla realizzazione del
progetto, non prefigurino forme di subappalto da parte del proponente
del progetto e siano da questo assunte a proprio carico sui fondi
richiesti a contributo.

Art. 4.
1. I contenuti delle proposte presentate dai soggetti che
possiedono i requisiti di cui ai precedenti articoli, devono essere
rispondenti agli indirizzi strategici ed alle necessita’ della
istituzione di zone di tutela biologica come previsto dall’art. 98
del decreto del Presidente della Repubblica n. 1639/1968 e dal piano
di protezione delle risorse acquatiche di cui al decreto ministeriale
19 giugno 2003.
2 Alla luce dei presupposti richiamati al punto 1, saranno ammesse
le proposte basate su studi strettamente finalizzati alla
istituzione, alla gestione ed al monitoraggio delle zone di tutela
biologica, nell’ambito delle aree di seguito indicate:
zona nell’area marina «Zona A – area penisola Sorrentina»;
zona nell’area marina «Zona B – area prospiciente Amantea»;
zona nell’area marina «Zona C – area Tremiti»;
zona nell’area marina «Zona D – area fuori Ravenna»;
zona nell’area marina «Zona E – area Barbare»;
zona nell’area marina «Zona F – area Tenue»;
zona nell’area marina «Zona G – area Miramare»;
nonche’ delle zone di riposo biologico di cui all’art. 9 del decreto
ministeriale 16 giugno 1998 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 156 del 7 luglio 1998.
Risulta di interesse prioritario la presentazione di proposte
basate su studi conoscitivi svolti con «approccio ecosistemico» alla
gestione della pesca.
In particolare per ogni area dovranno essere definiti:
a) caratterizzazione delle biocenosi significative, anche
attiaverso la raccolta ed elaborazione di dati storici, carta
biocenotica di massima, stato delle risorse ittiche corredato con i
significativi descrittori biologici relativi alla biologia
riproduttiva e ad altri aspetti significativi del ciclo biologico,
utilizzazione di dati telerilevati per le stime di produzione
primaria;
b) identificazione del modello gestionale, delle modalita’ di
controllo sull’accesso alle risorse delle eventuali modalita’ di
partecipazione dei pescatori alla gestione ed al controllo.
c) valutazione degli effetti attesi dall’intervento di tutela;
d) per lo svolgimento dello studio dovra’ essere utilizzata una
metodologia comune, che sara’ considerata parte integrante del
programma stesso,
e) le ricerche dovranno essere coordinate ed i risultati
sintetizzati in un volume cartaceo e su CD in cui le metodologie di
studio e le motivazioni delle proposte gestionali dovranno essere
chiaramente descritte.
E’ considerato titolo preferenziale il coordinamento attuato dal
soggetto proponente ed effettuato su unita’ di ricerca localizzate
nelle regioni prossime alle aree in questione.

Art. 5.
1. Le proposte di’ progetto, a pena di inammissibilita’, devono
riguardare l’esecuzione di attivita’ attinenti alle zone marine
indicate al precedente art. 4.
2. I progetti devono essere redatti e presentati secondo le
istruzioni indicate all’art. 10, commi 1, 2 e 3 del presente bando e
fornire informazioni chiare ed esaurienti circa quanto previsto dal
precedente art. 4 e con riferimento a:
a) gli obiettivi del programma in relazione allo stato dell’arte
per l’istituzione di ciascuna zona di tutela biologica;
b) le metodologie tecnico-scientifiche previste per lo sviluppo
del progetto e la focalizzazione delle attivita’ in funzione degli
obiettivi;
c) le istituzioni scientifiche ed eventuali altre strutture
coinvolte nel progetto;
d) la qualificazione tecnico-scientifica individuale e collettiva
degli operatori impegnati nel progetto;
e) l’articolazione gestionale del progetto sotto il profilo delle
funzioni delle unita’ operative coinvolte e del coordinamento delle
relative attivita’;
f) le eventuali iniziative previste per la divulgazione, la
pubblicazione, il trasferimento dei risultati;
g) la formazione dei costi in relazione alle esigenze di
realizzazione del progetto;
h) la tempistica delle fasi del progetto.
3. Ciascun progetto, a pena di inammissibilita’, deve riguardare
l’esecuzione di attivita’ che non costituiscano duplicato di
programmi gia’ effettuati o in corso di realizzazione e gia’
finanziati a totale o parziale cop…

[Continua nel file zip allegato]

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI: DECRETO 23 marzo 2004

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