MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 22 Gennaio 2004: Misure fitosanitarie d'emergenza contro la propagazione dell'organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith, per quanto riguarda l'Egitto. (GU n. 147 del 25-6-2004 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 22 Gennaio 2004: Misure fitosanitarie d’emergenza contro la propagazione dell’organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith, per quanto riguarda l’Egitto. (GU n. 147 del 25-6-2004

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 22 Gennaio 2004: Misure fitosanitarie d'emergenza contro la propagazione dell'organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith, per quanto riguarda l'Egitto. (GU n. 147 del 25-6-2004 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 22 Gennaio 2004

Misure fitosanitarie d’emergenza contro la propagazione
dell’organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith, per
quanto riguarda l’Egitto.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Vista la legge 18 giugno 1931, n. 987 e successive modificazioni ed
integrazioni, recante disposizioni per la difesa delle piante
coltivate e dei prodotti agrari dalle cause nemiche e sui relativi
servizi e successive modificazioni;
Visto il regolamento per l’applicazione della predetta legge,
approvato con regio decreto 12 ottobre 1933, n. 1700 e modificato con
regio decreto 2 dicembre 1937, n. 2504;
Vista la direttiva del Consiglio dell’8 maggio 2000, n. 2000/29/CE
concernente le misure di protezione contro l’introduzione negli Stati
membri di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e
successive modificazioni:
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616, in virtu’ del quale e’ stata confermata allo Stato la
determinazione degli interventi obbligatori in materia fitosanitaria
(art. 71, comma 1, lettera c));
Visto l’art. 4, comma 3, della legge 29 dicembre 1990, n. 428;
Visto il decreto legislativo n. 536 del 30 dicembre 1992 che, in
attuazione della direttiva 91/683/CEE, istituisce il Servizio
fitosanitario nazionale:
Visto il decreto ministeriale 31 gennaio 1996, pubblicato nel
Supplemento ordinario n. 33 alla Gazzetta Ufficiale n. 41 del
19 febbraio 1996, concernente le misure di protezione contro
l’introduzione e la diffusione nel territorio della Repubblica
italiana di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e sue
modificazioni;
Vista la decisione della Commissione n. 2004/4/CE del 22 dicembre
2003 che autorizza gli Stati membri ad adottare a titolo provvisorio,
misure d’emergenza contro la propagazione dello Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith, causa del marciume bruno della patata,
per quanto riguarda l’Egitto;
Acquisito il parere favorevole della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e
di Bolzano, espresso, nella seduta del 15 gennaio 2004;
Decreta:
Art. 1.
Finalita’
1. Le patate da consumo di Solanum tuberosum L. originarie
dell’Egitto possono essere introdotte nel territorio della Repubblica
italiana.
2. Le patate di cui al comma 1 provengono dalle «zone indenni da
organismi nocivi», definite ai sensi dell’art. 2, a condizione che
siano rispettate le misure di cui al successivo art. 3, applicabili
ai tuberi coltivati in dette zone. A tali fini e’ verificato l’elenco
delle «zone indenni da organismi nocivi» riconosciute, comprendente i
dati di identificazione, comunicato dalla Commissione europea e
relativo al riconoscimento da parte dell’Egitto di dette zone.
3. Le disposizioni di cui ai commi precedenti sono valide per la
campagna d’importazione 2003/2004. Dette misure, inoltre, cessano di
essere applicate quando la Commissione dell’Unione europea
notifichera’ agli Stati membri che sono state confermate n. 6
intercettazioni del batterio Pseudomonas solanacearum in partite di
patate introdotte nella Comunita’, e che le intercettazioni hanno
dimostrato che il metodo d’identificazione delle «zone indenni da
organismi nocivi» o le procedure di sorveglianza ufficiale in Egitto
non sono stati sufficienti a prevenire il rischio di introduzione del
batterio in questione nella Comunita’.

Art. 2.
Definizioni delle zone di coltivazione delle patate egiziane
1. Ai fini del presente decreto:
a) per «zona indenne da organismi nocivi» si intende la zona
riconosciuta in Egitto ove sono state prodotte le patate destinate ad
essere introdotte nella Comunita’ conformemente alle «Norme
internazionali FAO per le misure fitosanitarie, parte IV:
sorveglianza degli organismi nocivi – condizioni per l’istituzione di
zone indenni da organismi nocivi», in particolare il punto 2.3;
b) per «zona» riconosciuta si intende un «settore» (unita’
amministrativa gia’ costituita comprendente un gruppo di «bacini») o
un «bacino» (unita’ irrigua) ed essa e’ identificata con il suo
numero di codice individuale ufficiale.

Art. 3.
Requisiti richiesti
1. Ai fini di quanto disposto all’art. 1 del presente decreto, si
devono rispettare le misure d’emergenza seguenti, oltre ai requisiti
fissati per le patate nelle parti A e B degli allegati I, II e IV del
decreto ministeriale 31 gennaio 1996 e sue modificazioni, fatta
eccezione per i requisiti di cui all’allegato IV parte A, sezione I,
punto 25.8.
2. Le patate da consumo destinate ad essere introdotte nel
territorio della Repubblica italiana devono essere state in Egitto:
a) ottenute da patate, di origine comunitaria diretta o ottenute
in precedenza da tali patate, prodotte in una «zona indenne da
organismi nocivi» riconosciuta secondo quanto disposto all’art. 1
che, immediatamente prima di essere piantate, sono state sottoposte
ad analisi ufficiali effettuate secondo il metodo di prove della
Comunita’ di cui al decreto ministeriale 23 febbraio 2000 per
individuare un’eventuale infezione latente e sono risultate indenni
dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith in tali analisi;
b) sottoposte a ispezioni ufficiali sul campo durante il ciclo
vegetativo per individuare eventuali sintomi del marciume bruno della
patata causato dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith e
risultate esenti da questi sintomi in tali ispezioni; poco prima
della raccolta e’ prelevato un campione di 500 tuberi per 5 feddan
(acri) o un campione di 200 tuberi per feddan (acro) o relativa
frazione per i campi di patate piu’ piccoli al fine di effettuare
esami di laboratorio, comprendenti una prova d’incubazione e
un’ispezione visiva di tuberi tagliati per individuare eventuali
sintomi del marciume bruno della patata causato dallo Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith e risultate esenti da questi sintomi in
tali ispezioni;
c) trasportate in centri di condizionamento ufficialmente
riconosciuti dalle autorita’ egiziane per il trattamento esclusivo di
patate ammesse ad essere esportate nella Comunita’ durante la
campagna 2003/2004 e, al loro arrivo al centro di condizionamento
riconosciuto devono essere:
accompagnate da documenti che hanno scortato il carico dal
campo di raccolta, attestanti l’origine del carico secondo le zone di
cui all’art. 2;
sottoposte a ispezioni ufficiali su campioni di tuberi tagliati
per individuare eventuali sintomi del marciume bruno della patata
causato dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith e risultate
esenti da questi sintomi in tali ispezioni, effettuate secondo un
tasso di campionamento del 10% di sacchi e di 40 tuberi per sacco per
i sacchi da 70 kg o equivalenti e del 50% di sacchi e di 40 tuberi
per sacco per i contenitori da 1 o 1,5 tonnellate;
3. L’elenco dei centri di condizionamento ufficialmente
riconosciuti dalle autorita’ egiziane e’ trasmesso alla Commissione
dell’Unione europea.
4. Al termine dell’imballaggio dei sacchi nel centro di
condizionamento le patate sono:
a) sottoposte ad ispezioni ufficiali su campioni di tuberi per
individuare eventuali sintomi del marciume bruno della patata causato
dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith e risultate esenti da
questi sintomi in tali ispezioni. effettuate secondo un tasso di
campionamento del 2% di sacchi per ciascuna spedizione e di 30 tuberi
ispezionati per sacco;
b) immediatamente prima dell’esportazione verso la Comunita’,
sottoposte a ispezione presso il porto di spedizione su un campione
di 200 tuberi tagliati provenienti da ciascuna zona indenne e
prelevati da almeno 5 sacchi per zona indenne;
c) sottoposte ad analisi ufficiali per individuare un’eventuale
infezione latente in campioni prelevati da ciascuna spedizione;
durante il periodo di esportazione occorre prelevare almeno un
campione per bacino o settore e rappresentato nella spedizione; vanno
prelevati in ogni caso almeno cinque campioni da sottoporre ad
analisi di laboratorio secondo il sistema di prove della Comunita’ di
cui al decreto ministeriale 23 febbraio 2000, e sono risultate
indenni dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith in tali analisi;
d) oggetto di un avviso ufficiale di sospensione di ulteriori
trattamenti durante la preparazione per la spedizione verso la
Comunita’ dal relativo bacino, qualora le ispezioni e/o le prove di
cui all’art. 3 facciano sospettare la presenza di Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith, sino a quando non viene smentito ogni
sospetto di infezione.
Contestualmente al suddetto avviso ufficiale di sospensione. viene
designata una zona cuscinetto intorno al bacino relativo alla
presenza sospetta dell’infezione, a meno che non vi sia una barriera
fisica naturale (il deserto nel caso dei pivot). Non vengono
esportate patate dalla relativa zona cuscinetto sino a quando non
viene smentito ogni sospetto di infezione. Le dimensioni della zona
cuscinetto sono fissate in funzione del rischio di ulteriore
diffusione di Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith dalla zona
indenne suddetta.
Le informazioni sull’identificazione del suddetto bacino e della
relativa zona cuscinetto mediante il numero di codici individuale
ufficiale, come pure i risultati definitivi dell’analisi sono
comunicati immediatamente alla commissione;
e) raccolte, manipolate e insaccate separatamente, compresa
l’utilizzazione normalmente separata di macchinari, bacino per
bacino, ove possibile, e in ogni caso per zona;
f) chiaramente etichettate su ciascun sacco. sotto il controllo
delle competenti autorita’ egiziane, con un’indicazione indelebile
del rispettivo numero di codice ufficiale, quale figura nell’elenco
delle zone indenni da organismi nocivi riconosciute compilato ai
sensi dell’art. 1, comma 3 del presente decreto, e del numero del
lotto corrispondente;
g) preparate in lotti, costituiti ciascuno unicamente da patate
raccolte in un’unica zona ai sensi dell’art. 2;
h) accompagnate dal certificato fitosanitario, di cui agli
articoli 37 e 41 del decreto ministeriale 31 gennaio 1996, con
indicazione del numero di lotto nella sezione «Marchi di
riconoscimento» nonche’ del numero di codice ufficiale di cui al
precedente trattino nella sezione «Dichiarazioni supplementari».
Nella stessa sezione sono ugualmente indicati il numero di lotto dal
quale e’ stato prelevato un campione, ai fini delle ispezioni
ufficiali sopradescritte, come pure la dichiarazione ufficiale che le
analisi sono state effettuate;
i) esportate da un esportatore ufficialmente registrato, il cui
nome o marchio e’ indicato su ciascuna spedizione. L’elenco degli
esportatori ufficialmente registrati e’ fornito alla Commissione
dell’Unione europea dalle autorita’ fitosanitarie egiziane
anteriormente al 1° gennaio 2004.

Art. 4.
Adempimenti dei servizi fitosanitari regionali
1. I tuberi di Solanum tuberosum L. originari dell’Egitto possono
essere introdotti attraverso i punti di entrata portuali di cui
all’allegato VIII, punto 1, lettera b) del decreto ministeriale
31 gennaio 1996 e successive modificazioni.
2. Tutti gli acquirenti commerciali od altri, ai sensi dell’art.
19, secondo comma, del decreto ministeriale 31 gennaio 1996,
comunicano, con sufficiente anticipo, ai servizi fitosanitari
regionali del punto di entrata, l’arrivo delle spedizioni di patate
nonche’ le relative quantita’.
3. Nel punto di entrata le patate sono sottoposte alle ispezioni,
previste agli articoli 36, 45 e 46 del decreto ministeriale
31 gennaio 1996, effettuate su campioni di tuberi tagliati, ciascuno
composto da almeno 200 tuberi prelevati da ciascun lotto della
spedizione o, se il lotto supera 25 tonnellate, da ogni 25 tonnellate
o relativa frazione del lotto.
4. Ogni lotto della spedizione e’ tenuto separato sotto il
controllo dei servizi fitosanitari e non puo’ essere commercializzato
o utilizzato fintantoche’ non sia accertato che tali esami non
abbiano rivelato ne’ fatto sospettare la presenza dello Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith.
5. Inoltre, nel caso in cui si riscontrino in un lotto sintomi
tipici di detto batterio o sintomi tali che facciano sospettare
l’infezione, tutti gli altri lotti della spedizione provenienti dalla
stessa zona restano sotto il controllo dei servizi fitosanitari fino
a che la presenza dell’organismo nocivo in tale lotto non sia stata
confermata o confutata.
6. Le analisi in questione sono effettuate secondo il sistema di
prove della Comunita’, di cui al decreto ministeriale 23 febbraio
2000; e qualora sia confermata la presenza del batterio Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith il lotto da cui e’ stato prelevato il
campione e’ sottoposto ad una delle misure seguenti:
a) rifiuto del lotto o autorizzazione ad inviare i prodotti verso
una destinazione al di fuori della Comunita’, oppure
b) distruzione del lotto.
7. Per entrambe le misure di cui alle lettere a) e b) del comma 6,
tutti i lotti rimanenti della spedizione, provenienti dalla stessa
zona sono sottoposti ad analisi conformemente a quanto descritto
all’art. 5.

Art. 5.
Ulteriori ispezioni fitosanitarie
dei servizi fitosanitari regionali
1. Oltre alle ispezioni previste all’art 4, i servizi fitosanitari
regionali effettuano analisi intese ad individuare un’infezione
latente, secondo il sistema di prove stabilito nel decreto
ministeriale sopramenzionato. su campioni prelevati per ogni settore
o bacino per ciascuna zona specificata all’art. 2.
2. Durante la stagione d’importazione prelevano almeno un campione
per zona, definita all’art. 2 secondo un tasso di campionamento di
200 tuberi per ciascun lotto.
Il campione selezionato per l’individuazione di un infezione
latente viene inoltre sottoposto ad una ispezione dei tuberi
tagliati. Per ciascun campione analizzato e confermato positivo si
deve mantenere e conservare in condizioni adeguate ogni estratto
residuo di patata.
3. Ogni lotto da cui sono stati prelevati i campioni resta sotto il
controllo dei servizi fitosanitari e non puo’ essere commercializzato
o utilizzato fintantoche’ non sia accertato che l’analisi suddetta
non abbia confermato la presenza dello Pseudomonas solanacearum
(Smith) Smith.
4. In caso di conferma, il lotto da cui e’ stato prelevato il
campione e’ sottoposto ad una delle misure seguenti:
a) rifiuto del lotto o autorizzazione ad inviare i prodotti verso
una destinazione al di fuori della Comunita’, oppure
b) distruzione del lotto.
5. I servizi fitosanitari regionali sono tenuti a notificare
immediatamente al Ministero delle politiche agricole e forestali –
servizio fitosanitario centrale – i risultati delle analisi che
facciano sospettare o confermino la presenza del batterio; tale
comunicazione e’ effettuata sulla base di un risultato positivo di
una prova o di prove rapide di screening.
6. Il servizio fitosanitario centrale provvedera’ a darne
comunicazione alla Commissione dell’Unione europea.

Art. 6.
Adempimenti per coloro che introducono le patate egiziane
1. Tutti gli acquirenti commerciali od altri, ai sensi dell’art.
19, secondo comma, del decreto ministeriale 31 gennaio 1996, che
introducono o commercializzano nel territorio nazionale patate
egiziane, adottano misure adeguate per lo smaltimento dei residui
dopo il condizionamento o la lavorazione delle patate, in modo da
evitare la diffusione del batterio in questione a seguito di
un’eventuale infezione latente.
2. In particolare gli acquirenti commerciali sopracitati sono
tenuti a comunicare, entro 48 ore dall’introduzione, ai servizi
fitosanitari regionali competenti per territorio l’ubicazione degli
impianti di lavorazione, che devono avere un ciclo di lavorazione, od
un impianto di trattamento dei rifiuti. comprese le acque di
lavaggio, tale da escludere il rischio di diffusione di Pseudomonas
solanacearum (Smith) Smith.
3. I servizi fitosanitari regionali, di cui al comma 2, dopo aver
effettuato le ispezioni previste agli articoli 4 e 5 del presente
decreto, verificano che gli acquirenti commerciali in questione
appongano sugli imballaggi delle patate un’etichetta con la seguente
dicitura: «Patate da consumo – origine Egitto – vietata la semina»,
prima che questi ultimi vengano avviati alla commercializzazione.
4. Gli acquirenti commerciali di cui al comma 3, devono comunicare
ai servizi fitosanitari competenti di cui al comma 2, le quantita’ di
patate lavorate ed il relativo numero di sacchi o imballaggi.

Art. 7.
Relazioni finali
1. I servizi fitosanitari regionali inviano al servizio
fitosanitario centrale del Ministero delle politiche agricole e
forestali entro il 31 luglio 2003 le seguenti informazioni sulle
quantita’ importate e gli esami ufficiali effettuati:
a) una copia di ciascun certificato fitosanitario e degli
allegati che lo accompagnano;
b) per ciascun certificato, l’indicazione dei lotti che sono
stati campionati per essere testati su eventuali infezioni latenti;
c) per i campioni testati in laboratorio, l’indicazione dei lotti
nei quali i sintomi sospetti sono stati osservati durante la
preparazione dei coni prima delle analisi;
d) il numero totale di ispezioni visuali effettuate sui lotti di
patate da consumo indicati sul certificato fitosanitario,
specificando il motivo per il quale il numero delle ispezioni e’
differente dal numero dei lotti indicati dal certificato
fitosanitario;
e) nel caso in cui, a seguito delle ispezioni visuali del lotto,
alcuni tubercoli con sintomi sospetti del marciume bruno sono stati
inviati al laboratorio, indicare il numero dei tubercoli ed il
risultato dell’analisi;
f) informazioni relative alle misure prese ed ai controlli
effettuati per l’eliminazione degli scarti dopo il condizionamento o
la trasformazione delle patate;
g) ispezioni effettuate sulle patate egiziane durante la
commercializzazione;
h) ogni ulteriore informazione sulle osservazioni effettuate
durante le ispezioni alle patate da consumo egiziane.
2. Le informazioni di cui al comma precedente devono sono trasmesse
compilando la tabella predisposta dalla Commissione dell’Unione
europea di cui al modello allegato.
Il presente decreto sara’ inviato alla Corte dei conti per la
registrazione.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 22 gennaio 2004
Il Ministro: Alemanno

Registrato alla Corte dei conti l’11 maggio 2004
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 2, foglio n. 304

Allegato

—-> Vedere allegato a pag. 38 della G.U. in formato zip/pdf

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 22 Gennaio 2004: Misure fitosanitarie d’emergenza contro la propagazione dell’organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith, per quanto riguarda l’Egitto. (GU n. 147 del 25-6-2004

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