MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI: DECRETO 21 maggio 2003 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI: DECRETO 21 maggio 2003

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI: DECRETO 21 maggio 2003 Delega ai direttori degli uffici periferici dell'Ispettorato centrale repressioni frodi, all'irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie. (GU n. 124 del 30-5-2003)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 21 maggio 2003

Delega ai direttori degli uffici periferici dell’Ispettorato centrale
repressioni frodi, all’irrogazione di sanzioni amministrative
pecuniarie.

L’ISPETTORE GENERALE CAPO
dell’Ispettorato centrale repressione frodi
Visto il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, concernente il
«Conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia
di agricoltura e pesca e riorganizzazione dell’Amministrazione
centrale».
Visto, in particolare, l’art. 2 del citato decreto legislativo,
che, rispettivamente al comma l istituisce il Ministero per le
politiche agricole ed al comma 3 stabilisce che spettano al Ministero
per le politiche agricole, tra gli altri, i compiti relativi «alla
prevenzione e repressione delle frodi nella preparazione e nel
commercio di prodotti agroalimentari ad uso agrario»;
Visto altresi l’art. 5 del citato decreto legislativo che
stabilisce la successione del cennato Ministero «in tutti i rapporti
attivi e passivi e nelle funzioni di vigilanza del soppresso
Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali,
relativamente alle funzioni e ai compiti di cui all’art. 2, nonche’,
fino alla data di entrata in vigore dei provvedimenti attuativi delle
disposizioni degli articoli 3 e 4, negli altri rapporti e funzioni
facenti capo al medesimo Ministero»;
Visto il decreto legislativo del 30 luglio 1999, n. 300,
concernente la «Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma
dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Vista la legge 24 novembre 1981, n. 689, recante «Modifiche al
sistema penale»;
Visto il decreto-legge 27 ottobre 1986, n. 701, convertito con
modificazioni nella legge 23 dicembre 1986, n. 898, recante «Misure
urgenti in materia di controlli degli aiuti comunitari alla
produzione dell’olio di oliva»;
Vista la legge 29 dicembre 1990, n. 428, in particolare l’art. 63,
recante «Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee (legge
comunitaria per il 1990)»;
Vista la sentenza della Corte Costituzionale n. 60 dell’8 febbraio
1993, che attribuisce allo Stato la competenza all’applicazione delle
sanzioni amministrative previste dall’art. 63 della legge 29 dicembre
1990, n. 428, in materia di prelievo di corresponsabilita’ sui
cereali;
Visto l’art. 11, comma 4, del decreto ministeriale 4 maggio 1998,
n. 298, emanato in attuazione della legge 8 luglio 1997, n. 213;
Visto il decreto n. 2141 del 6 agosto 1998, con il quale il
Ministro per le politiche agricole ha stabilito che, a seguito
dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 80 del 31 marzo
1998, la competenza ad emettere le ordinanze-ingiunzioni relative
agli illeciti previsti dalle norme nel medesimo decreto indicate
spetta al dirigente generale ispettore generale capo per la
prevenzione e la repressione delle frodi agroalimentari, ovvero ad un
dirigente o funzionario da lui delegato;
Visto il decreto legislativo n. 507 del 30 dicembre 1999,
concernente la «Depenalizzazione dei reati minori e riforma del
sistema sanzionatorio, ai sensi dell’art. 1 della legge 25 giugno
1999, n. 205»;
Visto il decreto ministeriale n. 50802 del 14 febbraio 2000, con il
quale il Ministro delle politiche agricole e forestali ha demandato
la competenza ad applicare le sanzioni amministrative in relazione
alle disposizioni indicate nel decreto legislativo n. 507 del
30 dicembre 1999, con riguardo ai reati depenalizzati in materia di
alimenti e di bevande – per i quali e’ prevista la competenza
sanzionatoria del Ministero delle politiche agricole e forestali – al
dirigente generale ispettore generale capo per la prevenzione e la
repressione delle frodi agro-alimentari, con facolta’ di delega a
dirigenti e funzionari;
Visto il decreto legislativo 10 agosto 2000, n. 260, concernente
«Disposizioni sanzionatorie in applicazione del Regolamento CE n.
1493/999, relativo all’organizzazione comune del mercato
vitivinicolo, a norma dell’art. 5 della legge 21 dicembre 1999, n.
526»;
Visto il decreto n. 50183 del 12 gennaio 2001 con il quale il
Ministro delle politiche agricole e forestali ha stabilito che
l’Ispettorato centrale repressione frodi individuato quale struttura
del Ministero cui e’ demandata la competenza ad irrogare le sanzioni
amministrative di cui all’art. 1 del predetto decreto legislativo del
10 agosto 2000, n. 260;
Visto il decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali
del 13 febbraio 2003, n. 44, recante il «Regolamento di
riorganizzazione della struttura operativa dell’Ispettorato centrale
repressione frodi»;
Ritenuta l’opportunita’ di delegare ai direttori degli uffici
periferici l’emissione delle ordinanze-ingiunzioni di pagamento delle
sanzioni amministrative pecuniarie al fine di assicurare lo
snellimento delle relative procedure;
Ritenuta, altresi’, l’opportunita’ di fissare per taluni
procedimenti limiti di valore secondo criteri, definiti
nell’articolato, determinati esclusivamente ai fini della
individuazione della competenza ad emettere le predette ordinanze;
Decreta:
Art. 1.
1. I direttori degli uffici periferici dell’Ispettorato centrale
repressione frodi, a fianco di ciascun ufficio di seguito indicato,
sono delegati ad emettere le ordinanze-ingiunzioni di pagamento delle
sanzioni amministrative pecuniarie, per le trasgressioni
amministrative commesse nell’ambito della circoscrizione di
competenza, in violazione di quanto previsto dagli articoli 2 e 3 del
decreto-legge 27 ottobre 1986, n. 701, convertito con modificazioni
nella legge 23 dicembre 1986, n. 898, qualora la somma indebitamente
percepita non sia superiore a Euro 51.645,69:
ufficio periferico di Torino, avente competenza territoriale
sulle regioni Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria: dott. Umberto Di
Martino;
ufficio periferico di Milano, avente competenza territoriale
sulla regione Lombardia: dott. Pietro Gusinu;
ufficio periferico di Conegliano Veneto, avente competenza
territoriale sulle regioni Veneto, Trentino Alto Adige e
Friuli-Venezia Giulia: dott. Piero Maria Meregalli;
ufficio periferico di Bologna, avente competenza territoriale
sulla regione Emilia-Romagna: dott. Gianfranco Amerio;
ufficio periferico di Firenze, avente competenza territoriale
sulle regioni Toscana, Umbria e Marche: dott. Paolo Capretti;
ufficio periferico di Roma, avente competenza territoriale sulle
regioni Lazio ed Abruzzo: dott. Roberto Varese;
ufficio periferico di Napoli, avente competenza territoriale
sulle regioni Campania, Molise e Basilicata: dott. Luigi Stramaglia;
ufficio periferico di Bari, avente competenza territoriale sulla
regione Puglia: dott. Michele Lonigro;
ufficio periferico di Cosenza, avente competenza territoriale
sulla regione Calabria: dott. Giuseppe Fraggetta;
ufficio periferico di Palermo, avente competenza territoriale
sulla regione Sicilia: dott. Domenico Borgese;
ufficio periferico di Cagliari, avente competenza territoriale
sulla regione Sardegna: dott. Giovanni Goglia.

Art. 2.
1. I direttori di cui all’art. 1, comma 1, sono delegati ad
emettere le ordinanze-ingiunzioni di pagamento delle sanzioni
amministrative pecuniarie derivanti:
a) da contestazioni di indebite richieste di aiuti al consumo di
olio di oliva, in violazione di quanto previste dall’art. 12,
paragrafi 6 e 7, del regolamento CEE n. 643/93 del 19 marzo 1993 e
successive modifiche, qualora l’importo dell’aiuto effettivamente
richiesto non sia superiore a Euro 51.645,69, per le trasgressioni
amministrative commesse nell’ambito della circoscrizione di
competenza;
b) da contestazioni di indebite richieste di aiuti al consumo di
olio di oliva, per le trasgressioni amministrative commesse
nell’ambito della circoscrizione di competenza, in violazione di
quanto previsto dall’art. 5 del regolamento CEE n. 2677/85 cosi’ come
modificato dall’art. 1, punto 2, del regolamento CEE 1008/92 del
23 aprile 1992, qualora l’importo dell’aiuto richiesto nel mese
successivo al prelievo dei campioni non sia superiore a Euro
51.645,69;
c) da contestazioni di indebite richieste di aiuti al consumo di
olio di oliva, per le trasgressioni amministrative commesse
nell’ambito della circoscrizione di competenza, in violazione di
quanto previsto dall’art. 5, paragrafo 2, del regolamento CEE n.
2677/85 cosi’ come modificato dall’art. 1, punto 1, del regolamento
CEE 887/96 del 15 maggio 1996, qualora l’importo dell’aiuto richiesto
per il mese precedente il prelievo dei campioni, non sia superiore a
Euro 51.645,69;
d) da contestazioni per le trasgressioni amministrative, commesse
nell’ambito della circoscrizione di competenza, in violazione di
quanto previsto dall’art. 12-bis, paragrafo 3, del regolamento CEE n.
2677/85, quale modificato dall’art. 1, punto 8, del regolamento CEE
571/91, in caso di sconfezionamento di olio senza autorizzazione,
qualora l’importo dell’aiuto al consumo applicabile alle quantita’ di
olio interessato non sia superiore a Euro 51.645,69.
2. Resta riservata alla competenza dell’ispettore generale capo per
la prevenzione e repressione delle frodi agroalimentari, l’emissione
delle ordinanze-ingiunzioni di pagamento delle sanzioni
amministrative pecuniarie per le violazioni amm…

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