MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 16 maggio 2003: Attuazione del regolamento (CE) n. 1334/2002 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 16 maggio 2003: Attuazione del regolamento (CE) n. 1334/2002

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 16 maggio 2003: Attuazione del regolamento (CE) n. 1334/2002 della Commissione del 23 luglio 2002, recante modalita' di applicazione del regolamento (CE) n. 1638/98 del Consiglio, concernente i programmi di attivita' delle organizzazioni di operatori del settore olivicolo per le campagne di commercializzazione 2002/2003 e 2003/2004. (GU n. 139 del 18-6-2003)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 16 maggio 2003

Attuazione del regolamento (CE) n. 1334/2002 della Commissione del 23
luglio 2002, recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE)
n. 1638/98 del Consiglio, concernente i programmi di attivita’ delle
organizzazioni di operatori del settore olivicolo per le campagne di
commercializzazione 2002/2003 e 2003/2004.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Visto il regolamento n. 136/66/CEE del Consiglio del 22 settembre
1966 relativo all’attuazione di un’organizzazione comune dei mercati
nel settore dei grassi;
Visto il regolamento (CEE) n. 2261/84 del Consiglio del 17 luglio
1984 e successive modificazioni, recante norme generali relative
all’aiuto alla produzione ed alle organizzazioni di produttori di
olio di oliva, ed in particolare gli articoli da 4 a 11;
Visto il regolamento (CEE) n. 2262/1984 del Consiglio del 17 luglio
1984 e successive modificazioni, recante misure speciali nel settore
dell’olio di oliva ed in particolare gli articoli 2, 3 e 4;
Visto il regolamento (CE) n. 1663/95 della Commissione che
stabilisce modalita’ di applicazione del regolamento (CEE) n. 729/70
per quanto riguarda la procedura di liquidazione dei conti FEAOG,
sezione garanzia, e successive modificazioni;
Visto il regolamento (CE) n. 1638/98 del Consiglio del 20 luglio
1998, che modifica il regolamento n. 136/66/CEE;
Visto il regolamento (CE) n. 528/99 della Commissione recante
misure intese a migliorare la qualita’ della produzione di olio di
oliva e di olive da tavola e successive modifiche;
Visto il regolamento (CE) n. 1513/2001 del Consiglio del 23 luglio
2001, recante modifiche al regolamento (CEE) n. 136/66 ed al
regolamento (CE) n. 1638/98, relativamente alla proroga del regime di
aiuto alla produzione ed alla strategia della qualita’ dell’olio di
oliva;
Visto il regolamento (CE) n. 1334/2002 della Commissione del
23 luglio 2002, recante modalita’ di applicazione del regolamento
(CE) n. 1638/98, relativamente ai programmi di attivita’ delle
organizzazioni di operatori del settore oleicolo per le campagne di
commercializzazione 2002/2003 e 2003/2004, come modificato da ultimo
nel regolamento (CE) n. 631/2003 del 7 aprile 2003;
Visto il regolamento (CE) n. 1965/2002 della Commissione del
4 novembre 2002, che modifica il regolamento (CE) n. 1334/2002,
recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE) n. 1638/98;
Visto il regolamento (CE) n. 1873/2002 del Consiglio del 14 ottobre
2002, che stabilisce i massimali del finanziamento comunitario dei
programmi di attivita’ delle organizzazioni riconosciute di operatori
del comparto oleicolo, previsto dal regolamento (CE) n. 1638/98;
Vista la legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee, legge comunitaria per il 1990, ed in
particolare l’art. 4, comma 3;
Visto il decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, recante
disposizioni in materia di contenimento dei costi di produzione e per
il rafforzamento strutturale dell’impresa agricola;
Visto il decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, relativo
all’istituzione dell’AGEA – Agenzia per le erogazioni in agricoltura,
e successive modifiche;
Visto il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, concernente
l’orientamento e la modernizzazione del settore agricolo, a norma
dell’art. 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2000, n.
450, riguardante il regolamento di organizzazione del Ministro delle
politiche agricole e forestali;
Ritenuta la necessita’ e l’opportunita’ di emanare disposizioni di
indirizzo per l’attuazione del predetto regolamento n. 1334/02;
Considerata l’esigenza di assicurare l’applicazione dello stesso
regolamento comunitario, con particolare riguardo alle procedure per
il riconoscimento delle organizzazioni degli operatori del settore
oleicolo, per la presentazione e la realizzazione dei programmi di
attivita’, per l’erogazione del finanziamento comunitario, nonche’
per l’esecuzione dei controlli;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome, espresso nella seduta
dell’8 maggio 2003, e tenuto conto delle determinazioni espresse nel
Comitato tecnico permanente di coordinamento in materia di
agricoltura, in data 15 maggio 2003;
Decreta:
Art. 1.
Ambito di applicazione e finalita’
1. Il presente decreto disciplina le procedure e le norme di
applicazione demandate agli Stati membri, in coerenza con le
modalita’ ed i criteri fissati dal regolamento (CE) n. 1334/02, di
seguito denominato «Regolamento»; in particolare sono fissate le
procedure per il riconoscimento delle organizzazioni di operatori del
settore oleicolo, la ripartizione delle risorse finanziarie e
l’attribuzione delle competenze per lo svolgimento dei controlli.
2. Per quanto non espressamente disciplinato, si rimanda alle norme
specifiche previste dallo stesso Regolamento ed alla normativa
comunitaria e nazionale vigente in materia.

Art. 2.
Requisiti per il riconoscimento
delle organizzazioni di operatori
1. I requisiti ed i criteri da rispettare sono quelli previsti
all’art. 2, paragrafo 2, del regolamento, distinti nelle seguenti
tipologie associative:
a) Organizzazioni dei produttori olivicoli:
1.1 essere costituite da produttori di olive non partecipanti
ad altra organizzazione di produttori riconosciuta ai sensi del
regolamento, e beneficiari dell’aiuto alla produzione di cui all’art.
5, del regolamento (CEE) n. 136/66, per la campagna di
commercializzazione 2000/01, ovvero che abbiano presentato una
dichiarazione di coltivazione per la campagna di commercializzazione
2001/2002 o 2002/2003;
1.2 contare almeno 2500 produttori associati, ovvero il 2% dei
produttori di olive o della produzione media di olio di oliva o di
olive da tavola della zona regionale interessata, riferita alle
ultime 5 campagne;
b) Unioni di organizzazioni di produttori olivicoli:
1.1. essere costituite da organizzazioni di base di produttori
olivicoli, riconosciute ai sensi della lettera a) e non far parte di
un’altra unione di organizzazioni di produttori riconosciuta a norma
del regolamento;
1.2 contare almeno 10 organizzazioni aderenti stabilite in
almeno sette zone regionali, ovvero rappresentare il 15% della
produzione media di olive da tavola o di olio di oliva prodotti in
Italia, riferita alle ultime 5 campagne;
c) altre organizzazioni di operatori:
1.1 essere costituite da operatori del settore oleicolo, non
facenti parte di altra organizzazione riconosciuta ai sensi della
lettera c) del presente decreto, che nell’anno precedente la campagna
di commercializzazione 2002/2003 hanno realizzato almeno il 50% del
loro fatturato con la trasformazione di olive o con la vendita di
olio di oliva o di olive da tavola, ovvero che hanno commercializzato
piu’ di 5.000 tonnellate di olio di oliva o piu’ di 1.000 tonnellate
di olive da tavola;
1.2 associare almeno 30 operatori che commercializzano o
trasformano complessivamente una quantita’ superiore a 20.000
tonnellate di olio di oliva o a 5.000 tonnellate di olive da tavola,
ovvero che contano almeno il 15% della produzione media, riferita
alle ultime 5 campagne, di olio d’oliva o di olive da tavola prodotte
in Italia;
d) Organizzazioni interprofessionali:
1.1 rappresentare operatori stabiliti in almeno otto zone
regionali e che svolgano attivita’ economiche connesse alla
produzione, trasformazione e commercializzazione dell’olio d’oliva e
delle olive da tavola, con riferimento alle produzioni effettive;
2. ai fini della determinazione dei requisiti di cui al punto 1.1,
si fa riferimento alle produzioni effettive, determinate dalla
Commissione delle Comunita’ europee, secondo la ripartizione di cui
alle zone regionali riportate all’allegato 1 del presente decreto.

Art. 3.
Procedure per la verifica dei requisiti
e per il riconoscimento delle organizzazioni di operatori
1. La richiesta di riconoscimento, mediante apposita domanda a
firma del legale rappresentante, ai fini del presente decreto, e’
presentata da ciascuna organizzazione di operatori, entro il
31 maggio 2003, rispettivamente:
a) al Ministero delle politiche agricole e forestali –
Dipartimento della qualita’ dei prodotti agroalimentari e dei servizi
– Direzione generale per la qualita’ dei prodotti agroalimentari e la
tutela del consumatore – Ufficio QTC 4 – via XX Settembre, 20 – 00187
Roma, qualora trattasi di unioni di organizzazioni di produttori, di
organizzazioni interprofessionali o di altre organizzazioni di
operatori a carattere nazionale, i cui componenti operano in almeno
otto zone regionali;
b) alla regione o alla provincia autonoma competente per
territorio, se trattasi di organizzazioni di operatori a carattere
regionale;
c) alla regione o provincia autonoma nel cui territorio e’
realizzata la prevalenza dell’attivita’ produttiva nel caso di
organizzazione a carattere interregionale.
2. Le organizzazioni di operatori del settore oleicolo, gia’
riconosciute ai sensi dell’art. 20-quater del regolamento n.
136/66/CEE, nonche’ le altre organizzazioni di operatori del settore
oleicolo riconosciute dallo Stato membro, che presentano un programma
di attivita’ conformemente al regolamento, sono considerate
riconosciute se soddisfano i criteri del regolamento stesso e del
presente decreto.
3. La domanda di cui al comma 1 e’ corredata della sottoindicata
documentazione:
a) certificato rilasciato dalla camera di commercio, industria ed
artigianato, d’iscrizione al registro delle imprese, o equipollente
autocertificazione;
b) copia dell’atto costitutivo e del relativo statuto;
c) delibera del consiglio di amministrazione con la quale viene
dato mandato al legale rappresentante di procedere alla
formalizzazione degli atti necessari ad ottenere il riconoscimento;
d) dichiarazione rilasciata dal legale rappresentante di impegno
a sottoporsi a tutti i controlli previsti dalle norme vigenti e ad
integrare, in via complementare, con propri mezzi, la quota di
finanziamento pubblico per la esecuzione del programma di attivita’
ai sensi del paragrafo 3, dell’art. 4-bis, del regolamento (CE) n.
1638/1998, e a consentire l’accesso agli incaricati del controllo;
e) dichiarazione attestante la consistenza organizzativa ed
operativa;
f) relazione illustrativa comprovante l’idoneita’ ad espletare le
attivita’ previste dallo specifico regolamento comunitario e dalla
normativa nazionale in materia;
g) attestazione di adeguate garanzie sul piano finanziario ai
fini del rispetto degli obblighi derivanti dalla normativa
comunitaria e nazionale;
h) per le organizzazioni di produttori olivicoli di cui all’art.
2, comma 1, lettera a), l’elenco degli associati in estratto
autentico dal libro sociale, anche su supporto magnetico,
specificando quali produttori hanno beneficiato del regime d’aiuto
alla produzione nelle campagne 2000/2001 o quali hanno presentato
denuncia di coltivazione nella campagna di commercializzazione
2001/2002 o 2002/2003;
i) per le altre organizzazioni di operatori, di cui all’art. 2,
comma 1, lettera c), l’elenco, anche su supporto magnetico, degli
operatori associati, aventi i requisiti, di cui alla medesima lettera
c), del presente decreto e risultanti dal libro dei soci; per
ciascuno associato, copia delle fatture di vendita, comprovanti il
possesso dei predetti requisiti o autocertificazione attestante
l’avvenuta commercializzazione nella precedente campagna delle
quantita’ previste all’art. 2, paragrafo 2, lettera c) del
regolamento;
l) per le unioni di organizzazioni di produttori, di cui all’art.
2, comma 1, lettera b), la documentazione di cui alle precedenti
lettere da a) a g) nonche’ i decreti di riconoscimento delle
organizzazioni di produttori, ai sensi dell’art. 2, paragrafo 2,
lettera a) del regolamento, e documentazione relativa alla
rappresentativita’ del 15% della produzione media, riferita alle
ultime 5 campagne, di olive da tavola o di olio di oliva, prodotti in
Italia;
m) per le organizzazioni interprofessionali, di cui all’art. 2,
paragrafo 2, lettera d), del regolamento, la documentazione di cui
alle lettere da a) a g) nonche’ la documentazione comprovante il
possesso dei requisiti di rappresentativita’ di ciascun organismo
costituente l’organizzazione interprofessionale. In particolare i
dati relativi alle quote di mercato rappresentate dalle diverse
componenti della filiera nei rispettivi settori di attivita’
economica.
4. Le organizzazioni di operatori, di cui al comma 2, depositano,
alla data di presentazione del programma di attivita’, al Ministero
delle politiche agricole e forestali – Dipartimento della qualita’
dei prodotti agroalimentari e dei servizi – Direzione generale per la
qualita’ dei prodotti agroalimentari e la tutela del consumatore –
Ufficio QTC 4, e alla regione o provincia autonoma competente, nel
caso di organizzazioni di operatori a carattere regionale o
interregionali, una relazione illustrativa attestante la sussistenza
dei requisiti di cui all’art. 2, paragrafi 1 e 2, del regolamento,
allegando il provvedimento di riconoscimento nazionale. Le
organizzazioni di operatori che svolgono il programma di attivita’ in
ambito regionale, depositano copia della suddetta relazione
illustrativa e del provvedimento di riconoscimento anche presso la
regione territorialmente competente.
5. Le regioni e le province autonome ed il Ministero delle
politiche agricole e forestali, negli ambiti di rispettiva
competenza, verificano la sussistenza dei requisiti previsti dal
regolamento e dal presente decreto sulla base della documentazione
presentata e anche con accertamenti in loco e, entro sessanta giorni
successivi alla data di presentazione della domanda, procedono al
riconoscimento. Nel caso di organizzazione a carattere
interregionale, la regione o provincia autonoma competente procede al
riconoscimento previa acquisizione di parere conforme da parte della
regione o provincia autonoma cointeressata, comprovante
l’effettuazione degli accertamenti di loro competenza.
6. Alle organizzazioni di operatori riconosciute e’ attribuito un
numero di riconoscimento, ai sensi dell’art. 3 paragrafo 2 del
regolamento. Copia del provvedimento di riconoscimento con il numero
attribuito viene trasmesso all’AGEA.

Art. 4.
Attivita’ ammissibili al finanziamento
1. I programmi di attivita’ oggetto di finanziamento comunitario
sono costituiti dalle attivita’ ammissibili, specificate all’art. 4
del regolamento nei seguenti settori:
a) sorveglianza e gestione amministrativa;
b) miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura;
c) miglioramento della qualita’ della produzione di olio di oliva
e di olive da tavola;
d) tracciabilita’, certificazione e tutela della qualita’
dell’olio di oliva e delle olive da tavola.
2. Non sono ammesse a beneficiare del finanziamento comunitario le
attivita’ riportate all’art. 4, paragrafo 5, del regolamento.
3. Le attivita’ ammissibili al finanziamento comunitario, contenute
nei relativi programmi, sono attuate in conformita’ a quanto indicato
nell’allegato 2, evitando ogni forma di sovrapposizione con
coincidenti azioni svolte ai sensi del regolamento (CE) n. 528/99,
recante misure intese a migliorare la qualita’ della produzione di
olio di oliva e di olive da tavola, e successive modifiche.

Art. 5.
Presentazione e approvazione dei programmi di attivita’
1. Ciascuna delle organizzazioni di operatori riconosciute presenta
un unico programma di attivita’, secondo le modalita’ fissate
all’art. 5 del regolamento.
2. Le organizzazioni di operatori, riconosciute dal Ministero delle
politiche agricole e forestali ai sensi del presente decreto,
presentano entro il 31 maggio 2003 il programma di attivita’ e la
relativa domanda di finanziamento comunitario all’Agenzia per le
erogazioni in agricoltura, di seguito denominata AGEA, via Palestro
n. 81 – 00185 Roma.
3. Le organizzazioni di operatori, riconosciute dalle regioni e
dalle province autonome, ai sensi del presente decreto e quelle gia’
riconosciute dalle regioni e dal Ministero delle politiche agricole e
forestali, a carattere regionale, presentano, entro il 31 maggio
2003, il programma di attivita’ e la relativa domanda di
finanziamento contestualmente alla regione competente per territorio
ed all’AGEA entro il termine di cui al comma 2.
4. Le regioni e le province autonome, entro quindici giorni dal
ricevimento della domanda di cui al comma 3, esprimono un parere di
ammissibilita’ al finanziamento di ciascun programma e lo trasmettono
all’AGEA che, in ogni caso, decorso tale termine, puo’ inoltrare la
documentazione al Comitato di valutazione di cui all’art. 6. Il
suddetto parere di ammissibilita’ assume carattere vincolante per le
successive determinazioni del Comitato, limitatamente ai programmi di
attivita’ che riguardino i settori b) e c) di cui al comma 1
dell’art. 4.
5. Per assicurare piena coerenza tra i programmi di attivita’ e gli
scopi del regolamento, sono determinati, in funzione della capacita’
economica ed operativa dei soggetti abilitati a presentare domanda, i
seguenti requisiti minimi di ammissibilita’ dei programmi stessi al
finanziamento, in applicazione dell’art. 6 del «Regolamento»:
nel caso di organizzazioni di produttori, il valore della
produzione di olio ammessa al pagamento dell’aiuto comunitario per i
soci aderenti, complessivamente corrisposta nelle ultime tre
campagne, deve essere almeno pari al doppio dell’importo del
programma presentato;
nel caso di organizzazioni professionali, il valore del fatturato
complessivamente ottenuto negli ultimi tre anni deve essere almeno
pari al doppio dell’importo del programma presentato;
nel caso di organizzazioni interprofessionali, i due criteri
devono intendersi cumulati.
6. L’AGEA, acquisito il parere favorevole del Comitato di
valutazione di cui all’art. 6, approva i programmi di attivita’ entro
il 31 luglio 2003, dandone comunicazione alle organizzazioni di
operatori interessati ed alle regioni competenti per territorio.
7. L’AGEA emana un’apposita circolare relativa al complesso delle
modalita’ e procedure operative, cui si attengono le organizzazioni
degli operatori che presentano il programma di attivita’ per la
relativa realizzazione.

Art. 6.
Comitato di valutazione
1. E’ istituito presso l’AGEA un apposito Comitato tecnico di
valutazione con il compito di procedere all’esame ed alla selezione
dei programmi di attivita’ unitamente alla riconciliazione dei
relativi dati finanziari, nel rispetto del limite massimo di
finanziamento e della ripartizione delle risorse disponibili fra le
tipologie di attivita’, secondo quanto riportato nell’allegato 2,
nonche’ della percentuale minima fissata dal regolamento, come
modificato dal regolamento (CE) n. 1965/2002.
2. Il Comitato, presieduto da un dirigente del Dipartimento della
qualita’ e dei servizi, e’ composto da:
a) un rappresentante della Direzione generale delle politiche
agroalimentari;
b) tre rappresentanti designati dalla Conferenza permanente per i
rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome;
c) un rappresentante dell’AGEA;
d) un rappresentante dell’Ismea (Istituto di servizi per il
mercato agricolo e alimentare);
e) il direttore dell’Istituto sperimentale per la elaiotecnica di
Pescara o suo delegato;
1) il direttore dell’Istituto sperimentale per l’olivicoltura di
Cosenza, o suo delegato.
I componenti di cui alle lettere a), b), c) e d) partecipano al
Comitato con diritto di voto, mentre i componenti di cui alle lettere
e) ed f) partecipano senza diritto di voto. Il Comitato puo’
avvalersi di esperti di provenienza universitaria.
Lo stesso Comitato e’ supportato da un Segretariato, costituito da
un funzionario del Dipartimento delle politiche di mercato, da uno
del Dipartimento della qualita’ dei prodotti agroalimentari e dei
servizi e da uno dell’AGEA, e puo’ avvalersi, per particolari
questioni, anche di altri specialisti nei singoli settori
interessati.
Partecipa ai lavori della Commissione il rappresentante della
regione, cui si riferiscono i programmi esaminati.
3. L’AGEA, ad avvenuta verifica di conformita’ della documentazione
tecnico-amministrativa e finanziaria, indicata nella circolare, di
cui all’art. 5, comma 7, trasmette i programmi al Comitato, corredati
dal parere vincolante della regione competente per territorio per i
settori di cui alle lettere b) e c), comma 1 dell’art. 4, e della
dichiarazione di conformita’ del Dipartimento della qualita’ e dei
servizi per i settori di competenza.
4, Il Comitato di valutazione verifica che non esistano
sovrapposizioni fra le attivita’ relative al reg. (CE) n. 1334/02 e
le attivita’ del reg. (CE) n. 528/99, nonche’ con le azioni nello
specifico comparto recate dai piani di sviluppo rurale.
5. Il Comitato ha facolta’ di chiedere integrazioni o modifiche al
programma di attivita’, nel corso della relativa valutazione, nonche’
ogni utile elemento per la verifica della corrispondenza alle norme
comunitarie e nazionali.
6. Il Comitato trasmette all’AGEA l’esito della valutazione dei
programmi di attivita’ per l’adozione dei provvedimenti di
competenza.

Art. 7.
Disposizioni finanziarie
1. Il finanziamento comunitario dei programmi di azioni, di cui
all’art. 4-bis, paragrafo 1, del reg. (CE) n. 1513/2001 e’ fissato
nella misura massima del 3% dell’aiuto alla produzione, ai sensi del
reg. (CE) n. 1873/2002.
2. Ai sensi dell’art. 3 del regolamento n. 1873/2002, e’ mantenuta
inalterata, per le campagne 2002/03 e 2003/04, la trattenuta dello
0,8% dell’aiuto alla produzione, di cui all’art. 20-quinquies,
paragrafo 1 del reg. n. 136/66/CEE, destinata a contribuire alle
spese di funzionamento delle organizzazioni di produttori olivicoli e
loro unioni, riconosciute ai sensi del reg. (CEE) 2261/84.
3. Ferma restando la trattenuta dello 0,8% prevista al comma 2, il
2,2% dell’importo dell’aiuto alla produzione e’ destinato alle azioni
di cui al comma 1.
4. L’ammontare derivante dall’applicazione della percentuale di cui
al comma 3, pari a Euro 15.803.356, e’ ripartito fra i diversi
settori, per ciascuna campagna, nel rispetto dei limiti minimi
fissati dal reg. (CE) n. 1965/2002, secondo le seguenti modalita’:
a) 15% destinato alla sorveglianza e gestione amministrativa del
mercato dell’olio di oliva e delle olive da tavola;
b) 30% destinato all’impatto ambientale dell’oleicoltura;
c) 30% destinato al miglioramento della qualita’ della produzione
di olio di oliva e di olive da tavola;
d) 25% destinato alla tracciabilita’, alla certificazione ed alla
tutela della qualita’ dell’olio di oliva e delle olive da tavole.
5. Ad integrazione del finanziamento comunitario e del
cofinanziamento nazionale, le organizzazioni di operatori del settore
oleicolo partecipano, ai sensi dell’art. 4-bis, paragrafo 3, del reg.
(CE) n. 1638/98 e successive modifiche ed integrazioni, con fondi
propri alla realizzazione dei programmi di attivita’, nella misura
del 12,50% per investimenti in attivita’ diverse da quelle fisse, di
cui al comma 4, lettera c) e nella misura del 25% per il settore di
cui al comma 4, lettera d).
6. Al fine di un utilizzo pieno delle risorse finanziarie
disponibili, in caso di particolari situazioni, segnatamente dovute
al flusso delle domande, il Comitato di cui all’art. 6 puo’ proporre
al Ministero una modifica delle ripartizioni previste al comma 4,
fermo restando il mantenimento dei minimi comunitari, tenuto conto
del cofinanziamento nazionale pubblico. Analoga procedura puo’ essere
adottata dalle regioni con riferimento all’attivita’ istruttoria di
competenza, per le azioni di cui all’art. 4, comma 1, lettere b) e
c).
7. Per consentire alle regioni la migliore programmazione dei
propri interventi, la disponibilita’ virtuale di spesa di rispettiva
competenza, e’ riportata nella tabella di cui all’allegato n. 3.

Art. 8.
Controlli
1. Il Ministero, negli ambiti di competenza, esercita il controllo
sulle organizzazioni di operatori di cui all’art. 3, comma 1, lettera
a), ad intervalli regolari ed almeno una volta ogni due anni, per
verificare la permanenza dei requisiti richiesti per il
riconoscimento; i predetti controlli sono esercitati tramite
l’acquisizione di dati inerenti l’attivita’ delle unioni, delle
organizzazioni interprofessionali o di altre organizzazioni di
operatori a carattere nazionale, anche su base informatica, nonche’
con controlli in loco.
2. Il Ministero procede, previa diffida, alla revoca del
riconoscimento, nei seguenti casi:
a) perdita di uno o piu’ requisiti previsti per il
riconoscimento;
b) gravi infrazioni delle norme vigenti e statutarie;
c) irregolarita’ gravi in ordine alla gestione dell’unione o
dell’organizzazione interprofessionale o di altre organizzazioni di
operatori a carattere nazionale, tali da impedire la corretta
realizzazione dei programmi di attivita’ di cui all’art. 4.
3. Le procedure e le decisioni di cui ai commi precedenti sono
analogamente applicate dalle regioni e dalle province autonome nei
confronti delle organizzazioni di operatori da loro riconosciute, ai
sensi dell’art. 3 comma 1, lettere b) e c).
4. L’Agecontrol S.p.a., assicura l’attuazione dei relativi
controlli, ai sensi del regolamento e delle disposizioni nazionali in
materia, d’intesa con le regioni relativamente alle azioni di cui
all’art. 4, comma 1, lettere b) e c). I risultati dei controlli
vengono trasmessi all’AGEA, in qualita’ di organismo responsabile
dell’erogazione dei finanziamenti dei programmi di attivita’.
5. Alle irregolarita’ accertate nell’attuazione dei programmi di
attivita’, si applicano, fermo restando le misure previste dall’art.
10, paragrafo 2 del regolamento, le sanzioni recate dalla legge 23
dicembre 1986, n. 898, e successive modificazioni nonche’ dal decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 228, art. 33, comma 1 e 2.
Il presente decreto sara’ inviato alla Corte dei conti per la
registrazione.
Il presente decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, entra in vigore il giorno successivo alla sua
pubblicazione.
Roma, 16 maggio 2003
Il Ministro: Alemanno
Registrato alla Corte dei conti il 30 maggio 2003
Registro n. 2 Politiche agricole e forestali, foglio n. 83

Allegato 1
Zone regionali di cui all’art. 1,
paragrafo 2 del reg.(CE) n. 1334/02
province di Foggia e Bari;
province di Taranto, Brindisi e Lecce;
province di Cosenza, Crotone e Catanzaro;
province di Vibo Valentia e Reggio Calabria;
regione Sicilia;
regione Campania;
regione Lazio;
regione Abruzzo;
regione Toscana;
regione Molise,
regione Sardegna;
regione Basilicata;
regioni Umbria, Marche e Emilia-Romagna;
regioni Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia
Giulia;
regioni Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta.

Allegato 2
ATTIVITA’ AMMISSIBILI
1. Settore della sorveglianza e della gestione amministrativa del
settore e del mercato dell’olio d’oliva e delle olive da tavola.
1.a) La raccolta di dati relativi al settore e al mercato. Si
prevede di effettuare in maniera organizzata ed integrata la raccolta
e l’elaborazione delle seguenti tipologie di informazioni:
1.a.1 Monitoraggio dell’offerta disponibile, dei flussi e dei
canali di commercializzazione dell’olio di oliva.
1.a.2 Monitoraggio dell’offerta disponibile, dei flussi e dei
canali di commercializzazione delle olive da tavola.
Le suddette attivita’ dovranno essere effettuate in conformita’
alle seguenti specifiche di metodo, di rappresentativita’ geografica
e di precisione;
1.a.1.1 Le attivita’ di cui al punto 1.a.1 dovranno essere
impostate nella composizione e selezione del campione in base ai
seguenti criteri:
A. Per le aziende agricole un campione con una numerosita’
compresa tra 1’1% ed il 2% dell’universo di ciascuna zona regionale
di cui all’allegato 1. Quest’ultimo e’ rappresentato dal numero
complessivo di aziende con un patrimonio olivicolo superiore a 100
piante. Il campione selezionato dovra’ essere rappresentativo
dell’universo di riferimento per: collocazione geografica e classe
dimensionale (numero piante da definire in una successiva specifica).
B. Per i frantoi un campione con numerosita’ pari ad almeno
il 30% dell’universo di riferimento. Quest’ultimo e’ rappresentato
dal numero complessivo di associati per ciascuna organizzazione
nazionale di operatori. I frantoi selezionati dovranno disporre di
una capacita’ di lavorazione media giornaliera di q.li 200 di olive,
riferita agli ultimi due anni, o con una produzione media annua
superiore a q.li 1500 di olio. Il campione selezionato dovra’ essere
rappresentativo dell’universo di riferimento per: collocazione
geografica, classe dimensionale (capacita’ olive lavorate in 8 ore) e
caratteristiche tecnologiche (pressione, ciclo continuo e
percolante).
C. Per i sansifici un campione pari almeno al 40% degli
impianti attivi a livello nazionale.
D. Per le raffinerie un campione pari almeno al 40% degli
impianti attivi a livello nazionale.
E. Per i confezionatori un campione pari almeno al 40% degli
associati ad una organizzazione di operatori nazionale per un
ammontare di prodotto pari ad almeno un quarto dell’olio confezionato
in Italia.
Il campione selezionato dovra’ essere rappresentativo dell’universo
di riferimento per: collocazione geografica e classe dimensionale;
1.a.1.2) le attivita’ di cui al punto 1.a.1 avranno come
obiettivo la raccolta delle seguenti informazioni:
A. Per le aziende agricole: quantita’ complessiva e qualita’
della produzione disponibile all’inizio della campagna, specificando
la quantita’ destinata all’autoconsumo e le rimanenze dalla
precedente campagna; la variazione su base mensile della
disponibilita’ del prodotto per quantita’ e qualita’; la raccolta di
informazioni statistiche riguardera’ anche la destinazione degli oli
in base alle vendite dirette ai clienti finali (consumatori e
ristorazione) e intermedi (intermediari commerciali, confezionatori,
industria). Per tutte le informazioni si’ dovranno distinguere le
categorie convenzionali dalle produzioni destinate a certificazioni
comunitarie (Dop, Igp, Bio, produzione integrata).
B. Per i frantoi: la quantita’ e la qualita’ delle rimanenze
finali della precedente campagna. Su base mensile, la quantita’ di
olive lavorate e di olio prodotto specificando la percentuale di
lavorazione per conto terzi, la quantita’ di olio restituita ai
terzi, la variazione della disponibilita’ del prodotto per quantita’
e qualita’; la raccolta di informazioni statistiche riguardera’ anche
la destinazione degli oli in base alle vendite dirette ai clienti
finali (consumatori e ristorazione) e intermedi (intermediari
commerciali, confezionatori, industria); quantita’ di sansa e di
acqua di vegetazione prodotta e loro destinazione. Per tutte le
informazioni si dovranno distinguere le categorie convenzionali dalle
produzioni destinate a certificazioni comunitarie (Dop, Igp, Bio,
produzione integrata).
C. Per i sansifici: su base mensile, la quantita’ di sansa
lavorata e la quantita’ di olio di sansa greggia ottenuta; la
quantita’ di sanse esauste ottenute e loro destinazione; la
variazione su base mensile della disponibilita’ del prodotto e dei
residui di lavorazione; la raccolta di informazioni statistiche
riguardera’ anche la tipologia di operatori destinatari del prodotto
(raffinerie esterne ed interne, intermediari commerciali operanti sul
mercato interno e sul mercato internazionale).
D. Per le raffinerie: su base mensile, quantita’ di olio
lavorato per categoria specificando la percentuale di materia prima
importata; la variazione della disponibilita’ del prodotto per
categoria; la raccolta di informazioni statistiche riguardera’ anche
la tipologia di operatori destinatari del prodotto (confezionatori
interni ed esterni, intermediari commerciali operanti sul mercato
interno e sul mercato internazionale).
E. Per i confezionatori: la quantita’ e la qualita’ delle
rimanenze finali della precedente campagna. Su base mensile,
quantita’ di olio lavorato per categoria specificando la percentualle
di materia prima importata (per categoria); l’andamento su base
settimanale della disponibilita’ del prodotto per categoria; la
raccolta di informazioni statistiche riguardera’ anche la tipologia
di operatori destinatari del prodotto (distribuzione moderna,
dettaglio tradizionale intermediari commerciali operanti sul mercato
interno e sul mercato internazionale). Per tutte le informazioni si
dovranno distinguere le categorie convenzionali dalle produzioni con
certificazioni comunitarie (Dop, Igp, Bio, produzione integrata).
1.a.2.1) le attivita’ di cui al punto 1.a.2 dovranno essere
impostate nella composizione e selezione del campione in base ai
seguenti criteri:
A. Per le aziende agricole un campione con una numerosita’
compresa tra il 2% ed il 4% dell’universo di riferimento.
Quest’ultimo e’ rappresentato dal numero complessivo di produttori di
olive da mensa associati per ciascuna organizzazione nazionale di
operatori. Le aziende produttive selezionate nel campione dovranno
disporre di un patrimonio olivicolo superiore a 50 piante. Il
campione selezionato dovra’ essere rappresentativo dell’universo di
riferimento per: collocazione geografica e per classe dimensionale
con riferimento al numero di piante per azienda.
B. Per gli impianti di prima lavorazione un campione con
numerosita’ pari ad almeno al 50% dell’universo nazionale. Gli
impianti di lavorazione selezionati dovranno disporre di una
capacita’ lavorativa e di stoccaggio di almeno 300 q.li di olive. Il
campione selezionato dovra’ essere rappresentativo per: collocazione
geografica, per classe dimensionale e per caratteristiche
tecnologiche (sivigliano, castelvetrano, naturale).
C. Per i confezionatori un campione pari ad almeno il 60%
dell’universo nazionale degli operatori con una produzione superiore
ai 200 quintali.
1.a.2.2) le attivita’ di cui al punto 1.a.2 avranno come
obiettivo almeno la raccolta delle seguenti informazioni:
A. Per le aziende agricole: le rimanenze dalla precedente
campagna quantita’ complessiva e qualita’ della produzione
disponibile all’inizio della campagna, e le quantita’ destinate
all’autoconsumo; la variazione su base mensile della disponibilita’
del prodotto per quantita’ e qualita’; la raccolta di informazioni
statistiche riguardera’ anche la destinazione delle olive in base
alle vendite dirette ai clienti finali (consumatore e ristorazione) e
intermedi (intermediari commerciali, confezionatori, industria). Per
tutte le informazioni si dovranno distinguere le categorie
convenzionali dalle produzioni con certificazioni comunitarie (Dop,
Bio, produzione integrata).
B. Per gli impianti di prima lavorazione: su base mensile,
ammontare delle rimanenze dalla campagna precedente, la quantita’ di
prodotto lavorato, distinto per categoria e tecnologia di
lavorazione; quantita’ dei reflui e loro destinazione; la variazione
della disponibilita’ della produzione per quantita’ e categoria. La
raccolta di informazioni statistiche riguardera’ anche la
destinazione delle olive in base alle vendite dirette ai clienti
finali (consumatore e ristorazione) e intermedi (intermediari
commerciali, confezionatori, industria). Per tutte le informazioni si
dovranno distinguere le categorie convenzionali dalle produzioni con
certificazioni comunitarie (Dop, Bio, produzione integrata).
C. Per i confezionatori: su base mensile, ammontare delle
rimanenze dalla campagna precedente, quantita’ di olive confezionate
per categoria specificando la percentuale di materia prima importata;
variazione della disponibilita’ del prodotto per categoria; la
raccolta di informazioni statistiche riguardera’ anche la tipologia
di operatori destinatari del prodotto (distribuzione moderna,
dettaglio tradizionale intermediari commerciali operanti sul mercato
interno e sul mercato internazionale). Per tutte le informazioni si
dovranno distinguere le categorie convenzionali dalle produzioni con
certificazioni comunitarie Dop e Bio.
Il Mipaf, o un ente da esso delegato, provvede al coordinamento
delle metodologie di rilevazione, elaborazione e trasmissione delle
informazioni, e ad omogeneizzare i costi delle diverse fasi di
attivita’ dei progetti approvati e finanziabili.
Le attivita’ di monitoraggio descritte dovranno prevedere un
flusso continuativo di dati che dovranno confluire nel SIAN, secondo
le modalita’ da questo definite. Si prevede la creazione di un
apposito spazio sul sito internet del Mipaf o su un sito di un ente
ad esso collegato, in modo da rendere accessibile a tutti gli
operatori della filiera i risultati del monitoraggio.
1.b) L’elaborazione di studi riguardanti in particolare aspetti
correlati alle altre attivita’ previste dal programma
dell’organizzazione di operatori del settore oleicolo di cui
trattasi. Si prevede la realizzazione di studi di fattibilita’.
2. Settore del miglioramento dell’impatto ambientale
dell’oleicoltura.
2.a) Le operazioni collettive di mantenimento degli uliveti ad
alto valore ambientale e/o a rischio di abbandono.
Questa attivita’ e’ realizzata in conformita’ delle seguenti
condizioni e criteri oggettivi:
2.a.1) Realizzazione di programmi locali di manutenzione degli
oliveti ad elevato valore ambientale a rischio di abbandono. In tali
contratti gli operatori agricoli si impegnano ad effettuare le
attivita’ necessarie per il mantenimento e la salvaguardia degli
oliveti coinvolti. In particolare si prevedono opere di straordinaria
manutenzione degli oliveti degradati: terrazzamenti, ciglionamenti,
muretti a secco, potatura di riforma, decespugliamento.
2.a.2) Le zone potenzialmente ammissibili sono caratterizzate
da una situazione orografica difficile e per almeno due dei seguenti
elementi: eta’ degli oliveti superiore ai 50 anni, sesti irregolari,
esemplari di particolare interesse (eta’ plurisecolare, grande
dimensione, presenza di particolari sistemazioni idraulico-agrarie
del terreno), varieta’ a rischio di estinzione e/o di abbandono.
2.a.3) Il progetto complessivo dovra’ essere applicato su
almeno 20 ettari di superficie e coinvolgere almeno 10 produttori.
2.b) L’elaborazione di buone pratiche agricole per l’oleicoltura,
basate su criteri ambientali adattati alle condizioni locali, nonche’
la loro diffusione presso gli olivicoltori e la sorveglianza della
loro applicazione pratica.
I progetti dovranno prevedere l’adesione dei produttori olivicoli
ad un programma mirato alla messa a punto e all’applicazione di
disciplinari di produzione collettivi basati su criteri ambientali.
L’adattamento dei disciplinari alle condizioni locali richiede
l’aggregazione di produttori di zone olivicole omogenee.
2.c) I progetti di dimostrazione pratica di tecniche di
oleicoltura finalizzate alla protezione dell’ambiente e al
mantenimento del paesaggio.
Si tratta in particolare di progetti pilota dimostrativi per:
1. l’impiego di tecniche di coltivazione, di raccolta e di
trasformazione a basso impatto ambientale con particolare riguardo
per il metodo di produzione biologica.
2. Il recupero e/o riutilizzo dei sottoprodotti dell’industria
olearia.
2.d) L’inserimento di dati ambientali nel Sistema d’informazione
geografica di cui all’art. 2 del regolamento (CE) n. 1638/98.
I progetti hanno lo scopo principale di completare le
informazioni gia’ contenute nel s.i.g. (sistema integrato geografico
di riferimento) e devono prevedere la raccolta, la trasmissione e
l’inserimento nel sistema degli elementi di profilo ambientale che
caratterizzano una specifica area territoriale gia’ identificata
geograficamente (nel s.i.g.), con particolare riferimento a uliveti:
con ulivi secolari (eta);
caratterizzati da un alto valore storico-culturale e/o
paesaggistico;
caratterizzati da vulnerabilita’ all’erosione;
con muretti a secco o bordure;
con varieta’ pregiate a rischio di estinzione;
situati in aree ad alto inquinamento.
3. Settore del miglioramento della qualita’ della produzione di olio
d’oliva e delle olive da tavola.
3.a) Il miglioramento delle condizioni di coltivazione,
segnatamente la lotta contro la mosca dell’olivo, di raccolta, di
consegna e di magazzinaggio delle olive prima della trasformazione.
Programmi specifici potranno riguardare il settore delle olive da
tavola.
3.a.1) I programmi di miglioramento delle condizioni di
coltivazione riguardano il miglioramento di tutte le fasi della
tecnica colturale dell’olivo con particolare riferimento al
monitoraggio ed al controllo della mosca dell’olivo con mezzi di
lotta integrata anche con riferimento a sistemi alternativi a quelli
chimici.
3.a.2) I programmi di miglioramento delle condizioni di
raccolta riguardano le seguenti attivita’:
1. Raccolta dalla pianta nei periodi ottimali, per varieta’
ed areali di coltivazione attraverso l’introduzione di indici di
maturazione e di qualita’ oggettivi (forza di distacco, cascola,
contenuto in olio, analisi organolettica dell’olio). Le azioni devono
prevedere attivita’ di dimostrazione, di aggiornamento e di
applicazione a livello aziendale.
2. Adattamento degli oliveti per l’impiego di mezzi di
raccolta efficienti. Si prevedono attivita’ dimostrative, di
aggiornamento e di applicazione.
3.a.3) I programmi di miglioramento della consegna e del
magazzinaggio delle olive prima della trasformazione dovranno puntare
su:
1. Consegna delle olive all’impianto di trasformazione entro
48 ore dalla raccolta con l’uso di contenitori a pareti rigide e
fessurate.
2. Programmazione della raccolta in relazione alla capacita’
degli impianti di trasformazione per una immediata lavorazione delle
olive da iniziare entro 24-48 ore.
3.b) Il miglioramento delle condizioni di magazzinaggio e di
valorizzazione dei residui della produzione di olio d’oliva e di
olive da tavola.
I programmi devono essere incentrati su:
1. Utilizzo delle acque di vegetazione per fertirrigazione con
mezzi idonei di spargimento e l’uso di sanse principalmente per
compost e/o per energia e combustibile.
3.c) L’assistenza tecnica all’industria di trasformazione
oleicola per quanto riguarda aspetti inerenti alla qualita’ dei
prodotti.
I programmi dovranno porre particolare attenzione agli
inconvenienti piu’ frequenti che pregiudicano la qualita’.
3.d) la costituzione o il miglioramento dei laboratori di analisi
delle caratteristiche organolettiche e fisico chimiche degli oli di
oliva vergini.
4. Settore della tracciabilita’, della certificazione e della tutela
della qualita’ dell’olio d’oliva e delle olive da tavola.
4.a) La progettazione e l’applicazione di sistemi di
rintracciabilita’ di filiera certificati ai sensi della norma UNI
10938 e conformi al Reg. 178/2002. I sistemi dovranno consentire di
rintracciare la provenienza delle olive e dell’olio nei diversi stadi
della filiera a partire dalle particelle olivetate fino al prodotto
confezionato.
4.b) La progettazione e l’applicazione di sistemi di
rintracciabilita’ di filiera certificati ai sensi della norma UNI
10938 e conformi al Reg. 178/2002 finalizzati a garantire elementi di
differenziazione qualitativa dei prodotti olivicoli e degli olii
contenuti nei disciplinari di qualita’ di cui al punto 3 del presente
allegato.
4.c) Lo studio, la progettazione e la realizzazione dei sistemi
di etichettatura innovativi che consentano di riportare al
consumatore le informazioni tracciate nei sistemi di cui ai punti 4a)
e 4b).
4.d) L’elaborazione e l’applicazione di sistemi di certificazione
della qualita’, basati su un sistema di analisi del rischio e di
punti critici di controllo.
4.e) La progettazione e l’applicazione di sistemi informativi a
supporto delle attivita’ degli organismi di controllo autorizzati per
le produzioni olivicole ed olearie di qualita’ certificata (Dop, Igp,
Biologico, UNI 10939).
Per tutte le attivita’ previste dal decreto, la quota minima
progettuale e’ fissata in Euro 108.000 o, tenuto conto degli importi
previsti nel successivo allegato 3.
Per quanto non definito nel presente allegato si provvede
attraverso specifiche tecniche particolareggiate concordate con le
regioni e province autonome, nel corso dei lavori del Comitato di
valutazione di cui all’art. 6 del decreto, al fine di assicurare
un’adeguata ricaduta a livello territoriale.

Allegato 3

—-> Vedere allegato di pag. 40 in formato zip/pdf

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 16 maggio 2003: Attuazione del regolamento (CE) n. 1334/2002

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