MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - CIRCOLARE 23 dicembre 2003: Applicazione della normativa relativa alla piccola pesca - decreto ministeriale 14 settembre 1999 | Edilone.it

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – CIRCOLARE 23 dicembre 2003: Applicazione della normativa relativa alla piccola pesca – decreto ministeriale 14 settembre 1999

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - CIRCOLARE 23 dicembre 2003: Applicazione della normativa relativa alla piccola pesca - decreto ministeriale 14 settembre 1999 e individuazione, ex art. 2 del medesimo decreto ministeriale, delle azioni consentite con i contributi di cui all'art. 2, comma 6, della legge 21 maggio 1998, n. 164. (GU n. 197 del 23-8-2004)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

CIRCOLARE 23 dicembre 2003

Applicazione della normativa relativa alla piccola pesca – decreto
ministeriale 14 settembre 1999 e individuazione, ex art. 2 del
medesimo decreto ministeriale, delle azioni consentite con i
contributi di cui all’art. 2, comma 6, della legge 21 maggio 1998, n.
164.

Premessa.

Il decreto ministeriale 14 settembre 1999, come modificato dal
decreto ministeriale 30 maggio 2001, di seguito denominato decreto,
determina le modalita’ attuative degli interventi previsti dalla
legge n. 164/1998 per il superamento della crisi del comparto della
piccola pesca costiera attraverso iniziative collettive a medio
termine, indirizzate ad incentivare l’aggregazione tra i pescatori
della piccola pesca e ad incrementare la produttivita’ del settore,
oltre a porre le basi per agevolare l’erogazione dei contributi
diretti agli operatori.
1. Copertura geografica.
Nazionale.
2. Normativa di riferimento.
Normativa nazionale:
legge 17 febbraio 1982, n. 41 «Piano per la razionalizzazione e
per lo sviluppo della pesca»;
legge 21 maggio 1998, n. 164 «Misure in materia di pesca e
acquacoltura»;
decreto ministeriale 14 settembre 1999 «Disciplina della piccola
pesca»;
decreto ministeriale 30 maggio 2001.
Normativa comunitaria di riferimento:
Regolamento (CE) n. 1260/1999 del 21 giugno 1999 «Disposizioni
generali sui Fondi strutturali»;
Regolamento (CE) n. 1263/1999 del 21 giugno 1999 relativo allo
Strumento finanziario di orientamento della pesca;
Regolamento (CE) n. 2792/1999 che definisce modalita’ e
condizioni delle azioni strutturali nel settore della pesca;
Regolamento (CE) n. 1685/2000 del 28 luglio 2000 ammissibilita’
delle spese concernenti le operazioni finanziate con i fondi
strutturali;
Regolamento (CE) n. 2369/2002 del 20 dicembre 2002 recante
modifica del Reg. (CE) n. 2792/1999;
Regolamento (CE) n. 1145/2003 del 27 giugno 2003 che modifica il
Regolamento (CE) n. 1685/2000.
3. Ente responsabile.
Ministero delle politiche agricole e forestali, Direzione generale
per la pesca e l’acquacoltura.
4. Soggetti destinatari dell’intervento.
a) Consorzi di indirizzo, coordinamento e gestione tra imprese
della piccola pesca costiera, singole o associate, che esercitano la
loro attivita’ nello stesso compartimento marittimo o, nel caso di
acque interne, nell’ambito regionale.
Tali consorzi devono essere dotati dei requisiti minimi previsti
dall’art. 3 del decreto, perseguire le finalita’ indicate dall’art. 4
del decreto e devono essere riconosciuti, ai sensi dell’art. 7 del
medesimo decreto, dal Comitato nazionale per la conservazione e la
gestione delle risorse biologiche del mare (art. 3 della legge n.
41/1982);
b) Consorzi di indirizzo, coordinamento e gestione che possono
costituirsi tra imprese della piccola pesca costiera, singole o
associate, che esercitano la loro attivita’ in comuni compresi in
aree marine protette o in zone costiere di parchi nazionali approvati
ai sensi della legge n. 979/1982 e della legge n. 394/1991.
Tali consorzi devono essere costituiti da imprese che rappresentino
almeno il 70% delle imbarcazioni da pesca che esercitano la piccola
pesca costiera nel territorio di competenza e costituirsi con le
medesime modalita’ dei consorzi di cui al punto precedente.
c) Imprenditori della piccola pesca costiera.
Ai fini dei contributi previsti dalla legge n. 164/1998 la piccola
pesca costiera e’ quella esercitata da navi di lunghezza fuori tutto
inferiore a dodici metri con i sistemi da pesca previsti dall’art. 19
del decreto ministeriale 26 luglio 1995 (attrezzi da posta,
ferrettara, palangari, lenze e arpioni) all’interno delle 12 miglia
dalla costa, nonche’ con gli altri sistemi che vengono utilizzati
localmente nella fascia costiera.
Sono esclusi lo strascico, la draga idraulica per la pesca dei
molluschi bivalvi e tutti gli altri sistemi di pesca a traino che
utilizzano il motore nell’azione di cattura.
5. Interventi ammissibili e contributi disponibili.
I contributi previsti dalla legge n. 164/1998, pari a
Euro 7.746.853,49 sono ripartiti nel seguente modo tra i soggetti
destinatari dell’intervento:
a) Euro 5.164.569,00 ai consorzi indicati alla lettera a) del
precedente art. 4;
b) Euro 1.032.913,00 ai consorzi indicati alla lettera b) del
precedente art. 4;
c) Euro 1.549.370,00 agli imprenditori della piccola pesca
costiera, di cui Euro 516.546,90 destinati alle singole imprese di
pesca residenti ed operanti in comuni compresi in aree marine
protette o in zone costiere di parchi nazionali approvati ai sensi
della legge n. 979/1982 e della legge n. 394/1991 che comprendano
zone di pesca e vincoli all’attivita’ di pesca, nonche’ le imprese
residenti ed operanti in aree che abbiano gia’ costituito un ente di
gestione ai sensi della legge n. 394/1991.
a) L’importo totale da corrispondere ai consorzi indicati alla
lettera a) del precedente art. 4, pari a Euro 5.164.569,00, e’
ripartito in maniera proporzionale tra gli stessi, avuto riguardo al
numero delle unita’ in possesso di licenza di pesca, o documento
equivalente, ad essi aderenti.
La dotazione, massima prevista per ciascun consorzio non puo’,
comunque, essere superiore a Euro 103.291,37.
Una parte della suddetta dotazione, pari al massimo ad Euro
30.987,00, potra’ essere utilizzata per finanziare l’avviamento del
consorzio, per sostenere le spese per il coordinamento per il primo
anno, per consulenze e/o collaborazioni scientifiche di un ente di
ricerca riconosciuto per la predisposizione del piano di gestione.
La quota residua dovra’ essere utilizzata per la progettazione e/o
l’attuazione di interventi diretti alle comunita’ dei pescatori,
mirati a perseguire le finalita’ indicate all’art. 4 del decreto. Tra
le azioni ammissibili sono compresi interventi di integrazione
finanziaria ai contributi per la demolizione di motopescherecci della
piccola pesca, previsti dai regolamenti comunitari, nell’ambito di
progetti unitari gestiti dai consorzi stessi.
Tra gli interventi e’ data priorita’ a quelli indicati nell’art. 6,
comma 3, del decreto.
b) L’importo totale da corrispondere ai consorzi indicati alla
lettera b) del precedente art. 4, pari a Euro 1.032.913,00, e’
destinata ad interventi strutturali, gestiti dai consorzi, diretti
alle comunita’ di pescatori delle aree marine protette. Tale quota,
da utilizzarsi esclusivamente all’interno delle aree stesse, sara’
ripartita in maniera proporzionale tra i consorzi costituiti nelle
medesime aree, in relazione al numero delle unita’ in possesso di
licenza di pesca con i sistemi indicati al precedente art. 4.
Gli interventi ammessi a contributo sono individuati all’art. 10,
comma 2, del decreto.
Una parte della suddetta dotazione, pari al massimo ad Euro
30.987,00, potra’ essere utilizzata per finanziare l’avviamento del
consorzio, per sostenere le spese per il coordinamento per il primo
anno, per consulenze e/o collaborazioni scientifiche di un ente di
ricerca riconosciuto per la predisposizione del piano di gestione.
Nelle predette aree gli interventi prioritari sono i medesimi di
quelli posti per la generalita’ del territorio, indicati dall’art. 6
del decreto.
c) La parte dello stanziamento previsto dalla legge n. 164/1998,
ammontante ad una quota minima di circa Euro 1.032.913,00, aumentata
da eventuali disponibilita’ residue provenienti dallo stanziamento
delle precedenti lettere a) e b), verra’ utilizzata per promuovere la
costituzione di un fondo, gestito direttamente dal Ministero delle
politiche agricole e forestali, Direzione generale per la pesca e
l’acquacoltura, a beneficio degli imprenditori della piccola pesca al
fine di accedere a contributi diretti.
Tali contributi, a cui non possono accedere le imprese che
provengono da altri settori e che hanno gia’ beneficiato di
agevolazioni per la riconversione, ai sensi dell’art. 8, comma 4, del
decreto, hanno la finalita’ di incentivare l’ammodernamento
tecnologico e sono concessi nella misura massima del 40% della spesa
ammessa, per un importo non superiore all’importo indicato dall’art.
8 del decreto.
Come previsto dall’art. 5, comma 1, del decreto le domande di
finanziamento individuali presentate da parte degli associati ai
consorzi avranno la priorita’, purche’ coerenti con piano di gestione
dei consorzi stessi. Le domande di finanziamento presentate da non
associati ai consorzi avranno la priorita’ purche’ ritenute idonee
dai consorzi stessi.
La parte rimanente della quota, pari a Euro 516.456,90, e’
destinata alla costituzione di un fondo a beneficio degli
imprenditori della piccola pesca costiera residenti nelle aree marine
protette. Tale fondo, gestito direttamente dal Ministero delle
politiche agricole e forestali, Direzione generale per la pesca e
l’acquacoltura, sara’ destinato all’erogazione diretta di contributi
volti ad incentivare la riconversione totale o parziale verso
attivita’ compatibili con l’area protetta e per un miglioramento
tecnologico dell’attivita’ di pesca, nella misura del 40% della spesa
ammessa e comunque non superiore a Euro 5.164,56.
6. Termini e modalita’ di presentazione della domanda.
Le domande, complete della relativa documentazione, dovranno
pervenire, entro centottanta giorni dalla pubblicazione della
presente circolare, presso la Direzione generale per la pesca e
l’acquacoltura, viale Asia n. 2 – 00144 Roma.
Le domande individuali di singole imprese aderenti ai consorzi di
gestione, presen…

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