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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 3 luglio 2002: Piano di protezione delle risorse acquatiche per l'anno 2002. (GU n. 192 del 17-8-2002)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 3 luglio 2002

Piano di protezione delle risorse acquatiche per l’anno 2002.

IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO
alle politiche agricole e forestali

Vista la legge 14 luglio 1965, n. 963, e successive modifiche,
concernente la disciplina della pesca marittima;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n.
1639, recante il regolamento di esecuzione alla predetta legge n.
963/1965;
Vista la legge 17 febbraio 1982, n. 41, e successive modificazioni,
riguardante il piano per la razionalizzazione e lo sviluppo della
pesca marittima;
Visto il regolamento (CE) n. 1626/94 del Consiglio, del 27 giugno
1994, che istituisce misure tecniche per la conservazione delle
risorse della pesca nel Mediterraneo;
Visto il regolamento (CE) n. 2792/99 del Consiglio, del 17 dicembre
1999, che definisce modalita’ e condizioni delle azioni strutturali
nel settore della pesca, in particolare l’art. 12, paragrafo 6,
relativo alla possibilita’ da parte degli Stati membri di varare
misure di accompagnamento a carattere sociale per i pescatori,
finanziate a livello nazionale, per promuovere l’interruzione
temporanea dell’attivita’ di pesca nel quadro dei piani di protezione
delle risorse acquatiche;
Visto il VI Piano nazionale della pesca e dell’acquacoltura
2000-2002, adottato con decreto 25 maggio 2000 del Ministro delle
politiche agricole e forestali, che, al fine di proteggere le risorse
acquatiche, individua nell’interruzione temporanea dell’attivita’ di
pesca uno degli strumenti di gestione capace di assicurare tale
obbiettivo;
Vista la legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Finanziaria 2002), in
particolare l’art. 52, comma 81, che prevede lo stanziamento per
l’anno 2002 della somma di 10 milioni di euro necessaria a garantire
la copertura fmanziaria per la realizzazione di misure di
accompagnamento sociale in occasione di interruzioni temporanee
dell’attivita’ di pesca a strascico e/o volante nel quadro di piani
di protezione delle risorse acquatiche;
Visto il decreto 26 luglio 1995 del Ministro delle risorse
agricole, alimentari e forestali recante la disciplina del rilascio
delle licenze di pesca;
Visto il decreto 16 giugno 1998 del Ministro per le politiche
agricole, relativo alle modalita’ di attuazione delle interruzioni
tecniche della pesca per le navi abilitate allo strascico e/o volante
relativamente all’anno 1998, in particolare l’art. 9 relativo
all’istituzione di quattro zone di riposo biologico, cosi’ come
modificato dall’art. 1, comma 2, del decreto 9 luglio 1998 del
Ministro per le politiche agricole;
Considerata la necessita’ di garantire un migliore equilibrio fra
le risorse biologiche e lo sforzo di pesca attraverso un piano di
protezione delle risorse acquatiche per il periodo 2002, elaborato ai
sensi e per gli effetti di quanto previsto dal citato regolamento
(CE) n. 2792/99, art. 12, paragrafo 6, nonche’ dalla comunicazione
della Commissione europea in materia di aiuti di Stato nel settore
della pesca e dell’acquacoltura;
Visto il decreto 5 novembre 2001, protocollo n. 36243/1162, del
Ministro delle politiche agricole e forestali, con il quale sono
state delegate al sottosegretario di Stato on.le Paolo Scarpa Bonazza
Buora le funzioni istituzionali concernenti la disciplina generale ed
il coordinamento in materia di pesca, acquacoltura e gestione delle
risorse ittiche marine;
Decreta:
Art. 1.
Interruzione temporanea della pesca a strascico e/o volante per
l’anno 2002

1. Il presente decreto disciplina, con le modalita’ specificate
negli articoli seguenti, l’attuazione delle interruzioni temporanee
della pesca nell’anno 2002, per le navi abilitate allo strascico e/o
volante, ad esclusione delle unita’ abilitate alla pesca oceanica.
2. Per le navi iscritte nei compartimenti marittimi delle Regioni a
statuto speciale Sicilia e Sardegna l’attuazione delle interruzioni
tecniche della pesca e’ disciplinata dalle rispettive legislazioni
regionali.

Art. 2.
Interruzione temporanea obbligatoria in Adriatico e Ionio

1. Per tutte le navi da pesca, autorizzate ad operare con i sistemi
a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti marittimi da
Trieste a Crotone compresi, e disposta un’interruzione temporanea
continuativa obbligatoria della pesca di quarantacinque giorni,
secondo il seguente calendario:
a) da Trieste a Rimini dal 22 luglio al 4 settembre;
b) da Pesaro a Pescara dal 5 agosto al 18 settembre;
c) da Termoli a Molfetta dall’8 luglio al 21 agosto;
d) da Bari a Crotone dal 2 settembre al 16 ottobre.
2. Le navi iscritte nei compartimenti marittimi dell’Adriatico e
dello Ionio, adibite per consuetudine alla pesca dei gamberi di
profondita’ nel Tirreno, non sono soggette all’obbligo
dell’interruzione della attivita’ di pesca.
3. Entro il termine di inizio dell’interruzione temporanea
obbligatoria, le unita’ abilitate alla pesca mediterranea comunicano
all’autorita’ marittima di iscrizione l’intenzione di aderire alla
misura o, in alternativa, se intendono svolgere l’attivita’ di pesca
fuori del mare Adriatico e Ionio.
4. Le navi che operano in aree diverse dai compartimenti di
iscrizione possono effettuare l’interruzione temporanea nel periodo
previsto in tali aree.

Art. 3.
Interruzione temporanea facoltativa in Tirreno

1. Le imprese di pesca, armatrici di navi autorizzate ad operare
con i sistemi a strascico e/o volante ed iscritte nei compartimenti
marittimi da Reggio Calabria ad Imperia compresi, hanno facolta’ di
aderire con ciascuna nave all’interruzione temporanea della pesca per
un periodo continuativo di quarantacinque giorni nell’intervallo di
tempo compreso tra l’8 luglio 2002 ed il 16 ottobre 2002.
2. Qualora nell’area tirrenica tutte le imprese di pesca di un
compartimento marittimo aderiscano al fermo temporaneo, nelle acque
antistanti il compartimento si applicano le disposizioni previste
dall’art. 4, comma 3.

Art. 4.
Ulteriori misure tecniche

1. Nelle sette settimane successive all’interruzione temporanea, le
unita’ iscritte nei compartimenti del Mar Adriatico e Mar Ionio,
abilitate allo strascico e/o volante, osservano un ulteriore periodo
di interruzione dell’attivita’ tale da consentire un numero massimo
di giorni operativi di pesca pari a ventotto nell’intero periodo.
2. Fermo restando quanto previsto dal contratto collettivo
nazionale di lavoro in materia di riposo settimanale, nel periodo
compreso tra l’8 luglio 2002 ed il 16 ottobre 2002 le unita’ operanti
con reti da traino rimangono ferme il sabato, la domenica ed i giorni
festivi.
3. Nei periodi di interruzione temporanea nelle aree di cui
all’art. 2, e per un periodo di trenta giorni successivi al termine
del periodo di fermo, l’esercizio della pesca con i sistemi a
strascico e/o volante e’ vietato a tutte le navi provenienti da altre
aree.
4. Nel periodo compreso tra l’8 luglio 2002 ed il 16 ottobre 2002,
nell’ambito dei compartimenti marittimi per i quali e’ disposta
l’interruzione temporanea dell’attivita’ di pesca in conformita’ al
presente decreto, e’ interdetta la pesca a strascico e/o volante
entro una distanza dalla costa inferiore alle 5 miglia ovvero con una
profondita’ d’acqua inferiore a 70 metri.

Art. 5.
Aree di tutela biologica

Le aree di tutela biologica, definite dal decreto 16 giugno 1998
del Ministro per le politiche agricole, sono vietate alla pesca con
reti da traino. Con successivo provvedimento saranno regolamentate le
altre attivita’ di pesca professionale e di pesca sportiva.

Art. 6.
Misure di accompagnamento sociale alle interruzioni temporanee

1. Per l’interruzione temporanea continuativa, attuata secondo le
modalita’ di cui al presente decreto, sono corrisposte le misure di
accompagnamento sociale consistenti in:
a) minimo monetario garantito a ciascun marittimo, che risulti
dal ruolino d’equipaggio imbarcato alla data di inizio
dell’interruzione tecnica;
b) oneri previdenziali ed assistenziali, dovuti per i marittimi
di cui alla precedente lettera a) all’armatore, per il successivo
versamento da parte del medesimo ai pertinenti istituti previdenziali
ed assistenziali.
Il presente decreto e’ inviato all’organo di controllo per la sua
registrazione ed e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 3 luglio 2002

Il Sottosegretario di Stato
con delega alla pesca
Scarpa Bonazza Buora

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